lunedì 2 aprile 2012

Silvestrini-Fotovoltaico la crescita turbolenta verso la maturita'


Fotovoltaico, la crescita turbolenta verso la maturità

La crescita del fotovoltaico mondiale non è stata lineare ma è avvenuta tramite impulsi progressivi. Il risultato finale è la messa a punto di una tecnologia che presto potrà camminare sulle proprie gambe senza bisogno di incentivi. Un'analisi del nostro direttore scientifico Gianni Silvestrini per la rivista FV Fotovoltaici.

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La rapidità dell’evoluzione del settore fotovoltaico sta avendo la forza di un terremoto. Lo sconquasso ha colpito il mondo stesso del solare perché mette in crisi produttori europei e statunitensi non in grado di competere con i prezzi cinesi. Ma sta creando un’onda che per la sua ampiezza allarma anche i produttori di altre tecnologie.  I primi a risentirne sono stati i fornitori di centrali a solare termodinamico che, negli Usa, hanno visto molti progetti convertiti a favore del fotovoltaico, ma la concorrenza toccherà anche altri comparti considerato che l’elettricità solare è ormai allineata ai valori dell’eolico offshore.
Facciamo quindi una riflessione su prezzi, incentivi e mercato. Partiamo dalleprevisioni di soli due o tre anni fa. Photon nel 2010 valutava per i moduli di silicio al 2013 un prezzo medio  di 1,3 $/W, mentre il prezzo è inferiore del 25% a quel valore già ora.
La ragione in parte è ascrivibile alla sovrapproduzione.  Malgrado infatti il mercato nel 2011 sia cresciuto di un rispettabile 30%, l’offerta è cresciuta ancora più velocemente. Il sovradimensionamento, peraltro, è destinato a continuare. Basti dire che la produzione mondiale di silicio, che con le sue 266 mila tonnellate lo scorso anno era in forte eccesso sulla domanda, dovrebbe raggiungere il mezzo milione di tonnellate nel 2014. La corsa infatti non si arresta. Nelle scorse settimane è stato firmato un contratto di 1 miliardo di dollari per la realizzazione di una industria di polysilicon in Arabia Saudita. Il calo del prezzo del silicio potrebbe raggiungere i 20 $/kg nel corso del 2012 e questo fa ritenere che anche per i moduli di silicio la riduzione dei prezzi continuerà, pur se meno marcata rispetto allo scorso anno (vedi grafico sotto). 
Anche le notizie che vengono dalle società che producono film sottile indicano una forte riduzione dei costi di produzione, che arrivano ormai a 0,35 €/W per alcune tecnologie. Peraltro c’è da aspettarsi che nei prossimi 3-5 anni si affaccerannosoluzioni fortemente innovative, al momento ancora nei laboratori. La vera domanda è quanto le riduzioni dei costi di lavorazione di celle e moduli e l’aumento dei rendimenti che si stanno registrando (vedi grafico sotto), saranno in grado di far proseguire strutturalmente il calo dei prezzi.
In questo contesto i margini di profitto delle società nei vari segmenti della filiera tendono a restringersi, facendo registrare un forte calo dei valori in borsa. Durante i quattro anni di crisi economica 2008-11, a fronte di un mercato fotovoltaico che quadruplicava, il valore delle azioni della maggior parte delle aziende quotate è crollato. Considerando i dati di 8 colossi del settore solare, le perdite sono state pari a 70 miliardi di euro. Questo apparente paradosso è spiegabile con la giovinezza di questa industria e con la grande aleatorietà del mercato. La ristrutturazione del settore porterà ad un suo consolidamento, con l’emergere di players fotovoltaici di prima grandezza in grado di dominare un mercato annuo di centinaia di miliardi euro.
Da questi dati però emerge anche un’altra riflessione e cioè che in questi ultimi anni si è avvantaggiata tutta la filiera a valle della produzione, oltre che i milioni di cittadini ed imprese che hanno optato per il solare. Pensando all’Italia, la lamentazione sui soldi italiani andati a rimpinguare le casse dei produttori asiatici andrebbe quindi rivista.
Naturalmente, la competizione al ribasso sui mercati ha favorito una forte crescita della domanda provocando una reazione, a volte scomposta, sul fronte degli incentivi.  In molti paesi si sono ridotti più volte i valori, in qualche caso si è intervenuto con misure retroattive, in altri ancora si è arrivati alla loro totale sospensione.
In Germania la remunerazione per i piccoli impianti su edifici oggi vale 24,4 c/kWh (inclusa la vendita dell’energia elettrica) e fra un anno 18 c/kWh, cioè meno del costo unitario del kWh della bolletta elettrica. In realtà le decisioni in corso di approvazione da parte del Governo tedesco di tagliare ulteriormente gli incentivi, dovrebbero portare nel 2013 a valori del 10-20% più bassi.
L' articolo integrale al link 

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