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domenica 24 febbraio 2013

Rinnovabili, soprattutto solare: in Italia ora è possibile una rapida rivoluzione



Il V° conto energia per gli impianti fotovoltaici terminerà sicuramente prima della fine dell’ estate. Infatti non sarà più valido un mese dopo il raggiungimento di 6,7 miliardi di euro di incentivi annui e il 23 febbraio 2013 il contatore del sito del GSE che somma gli incentivi annui di tutti i conti energia che sono stati in vigore dal 2005 segna 6.565.400.000 euro.

Secondo le indicazioni politiche presenti nel maggio 2011, solo due anni fa ma da quel momento due governi hanno terminato il loro mandato, una volta scaduto questo conto energia non dovrebbero essere più concessi incentivi a coloro che installano impianti fotovoltaici.

Con il V° conto energia un impianto domestico con 3 kw di potenza di picco, che in Italia produce in media qualcosa in più di 3.000 KWh di energia elettrica l’ anno, riscuote almeno 500-700 euro annui di incentivi statali che in linea di massima ripagano in 10 anni il costo dell’ impianto e assicurano per i rimanenti 10 anni di incentivi un guadagno di alcune migliaia di euro. Il passaggio da questo conto energia che assicura più di 10.000 euro di incentivo a un impianto fotovoltaico domestico medio, ad una legislazione che preveda zero euro di incentivo pare senza dubbio esagerato e sarebbe auspicabile fossero istituite altre forme di aiuto economico a chi vuole usare questa tecnologia non inquinante.

Ma l’ aiuto alla tecnologia fotovoltaica, e rinnovabile in generale, non deve essere necessariamente solo un incentivo economico a chi la installa. Uno studio del Lawrence Berkeley National Laboratory spiega perché un impianto fotovoltaico “chiavi in mano” in Germania costi 3 $/W e negli USA invece ben 6,19 $/W. Secondo il rapporto questo avviene non tanto perché gli installatori tedeschi pagano meno dei colleghi statunitensi moduli, componenti e manodopera: la differenza si ha sui cosiddetti “soft costs” come procedure autorizzative, acquisizione di clienti, marketing e advertising, che sono più alte negli States, dove cittadini e istituzioni sono meno abituati al solare. La conclusione è che “ quando le rinnovabili entrano nella cultura e nella quotidianità di un popolo e delle istituzioni i costi calano sensibilmente ”. Insomma se ci fosse più, e migliore, informazione, se si diffondesse una conoscenza popolare delle energie rinnovabili, si risparmierebbero incentivi, polemiche e una spesa maggiore per le bollette elettriche.

In occasione del referendum del 2011 contro le centrali nucleari si saldò un fronte contrario all’ atomo che comprendeva imprese del settore delle rinnovabili, ambientalisti, forze politiche e sociali, comitati territoriali. Il risultato fu un successo nettissimo e da anni non veniva raggiunto il quorum in occasione dei referendum.

Questo fronte che si è unito contro il nucleare è però solitamente frammentato e soprattutto sono diverse le conoscenze e le competenze dei diversi segmenti che lo compongono. Così tutto il settore degli addetti alle imprese delle rinnovabili ignora in genere i problemi gravissimi del clima, il processo del picco petrolifero e l’ inquinamento del carbone e delle altre fonti fossili. Gli ambientalisti superstiti, ma ancora diffusi in tutta Italia, ignorano invece il livello già notevole raggiunto dalla tecnologia rinnovabile che potrebbe già ora sostituire gran parte degli impianti da fonti fossili.

Con la presenza in Parlamento delle decine di deputati del Movimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia e Liberta e, speriamo, Rivoluzione Civile potrebbe riproporsi il processo virtuoso che si è verificato in occasione del referendum nucleare e potrebbe nascere una poderosa campagna nel paese per una legge che aiuti lo sviluppo del Fotovoltaico. In questo modo l’ eccezionale risultato ottenuto dall’ Italia in questi 7-8 anni di conti energia, il 6% dell’ energia elettrica totale oggi è prodotta da impianti fotovoltaici, potrebbe trasformarsi in una vera e propria rivoluzione e il nostro paese, in un momento difficile della sua economia, potrebbe diventare un esempio per questo cambio di paradigma che è ineluttabile e necessario.

Ma ne riparleremo, e lo capiremo, nelle prossime settimane appena i nuovi entrati in Parlamento si saranno ambientati un minimo nel nuovo compito. Ci saranno deputati competenti e altri meno, ma Rivoluzione Civile, Sinistra Ecologia e Libertà e soprattutto il Movimento 5 Stelle daranno al tema della rivoluzione energetica in Italia una spinta eccezionale e in questo momento inaspettata, una situazione completamente diversa da quella presente in Parlamento la precedente legislatura.

http://blog.libero.it/infoenergia/

mercoledì 23 gennaio 2013

Sinistra Critica---Mali: l' Italia in un' altra guerra



Dichiarazione del Coordinamento nazionale di Sinistra Critica
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Dopo le guerre “che esportavano democrazia”, quelle “umanitarie”, le cosiddette “operazioni di polizia internazionale” siamo alla guerra “tecnica contro il terrorismo globale”. La guerra dei “tecnici” al governo con l’appoggio di centrodestra e centrosinistra. Un governo dimissionario che dovrebbe occuparsi solo “dell’ordinaria amministrazione” ha già deciso il sostegno politico e logistico alla guerra francese in Mali. Evidentemente la guerra è diventata di “ordinaria amministrazione”. Il sostegno logistico italiano all’intervento francese in Mali, con la messa a disposizione di corpi speciali e della base militare in Sicilia, non è una semplice “cooperazione militare”. E’ l’occasione per partecipare all’ennesima avventura neocoloniale in Africa.
Prima si sono devastati economicamente e socialmente i paesi africani con le famigerate politiche di “aggiustamento strutturale” imposte dall’Unione Europea e dal Fondo Monetario internazionale, si è stretto il cappio del debito con tassi di interesse insostenibili poi ci si presenta come “salvatori” a bordo dei cacciabombardieri. Il governo socialista francese, in continuità con i precedenti, non ha nessuna intenzione di venir meno al proprio ruolo di gendarme nell’Africa subsahariana. L’Algeria, in posizione subordinata alla Francia, concede lo spazio aereo ai cacciabombardieri e mira ad allargare la sua influenza intervenendo militarmente provocando un massacro di ostaggi.
L’Italia non vuole essere esclusa dalla possibilità di partecipare al saccheggio delle risorse naturali del Mali e del vicino Niger, di avere voce in capitolo nel controllo politico di quei governi africani, di testare sul campo nuove tecnologie militari, di essere sempre in prima fila nelle guerre della NATO e della UE per “salvaguardare” il suo ruolo e la sua presenza internazionale. Dopo i massacri iracheni e afgani si apre un nuovo teatro di guerra con la scusa di debellare il pericolo “dell’islam jihadista” dopo averne, nei fatti, favorito l’insediamento nel nord del Mali.
Il Forum sociale mondiale tenutosi nel 2006 in Mali, a Bamako (nella foto), aveva avviato in quel paese un processo di ricomposizione sociale e associativo con la speranza di combattere le politiche di rapina esterne e la corruzione interna. Il governo, con il sostegno dei paesi europei (Francia in prima fila), degli Usa e della Cina, lo ha ostacolato, represso e infine neutralizzato. Questa è la situazione e chi ne farà le spese, ne sta già facendo le spese, con morte, distruzione e repressione saranno ancora una volta le popolazioni civili. Come in Iraq e in Afghanistan non è attraverso l’intervento militare che le popolazioni del nord del Mali verranno liberate da ogni fondamentalismo. La crisi incombe e non si vedono soluzioni credibili, ed ecco che riappare l’opzione militare, l’economia a mano armata. Si taglia tutto, dalle pensioni all’istruzione ma non la produzione dei caccia F35, del satellite Sicral, dell’elicottero Combact Sar, dei sommergibili U212; si continuano a finanziare le missioni militari all’estero con tutto il carico di morte e distruzione al seguito; e intanto il ministro “tecnico” Di Paola ottiene un disegno di legge che garantirà alle forze armate italiane certezza di finanziamenti per il prossimo decennio.
Sinistra Critica è totalmente contraria a qualsiasi sostegno italiano (politico o militare) alla guerra francese in mali; sostiene le forze progressiste maliane che si oppongono alla guerra schierandosi con decisione per l’immediato e completo ritiro delle truppe italiane da ogni scenario di guerra a partire dall’Afghanistan; è per una drastica riduzione delle spese militari; per lo scioglimento dei corpi speciali di pronto intervento, per la chiusura delle basi militari italiane all’estero e di quelle straniere in Italia; per l’uscita dell’Italia dalla Nato .
Non è questo mondo che vogliamo, ne vogliamo un altro.
Coordinamento nazionale Sinistra Critica

venerdì 21 dicembre 2012

Coalizione Nazionale Siriana: le uniche dichiarazioni ufficiali italiane sul riconoscimento come unica legittima rappresentante della Siria.



L' 11 dicembre il ministro degli Esteri Terzi, in una audizione davanti alle commissioni esteri riunite della Camera e del Senato convocata a proposito del voto alle Nazioni Unite sulla presenza dello Stato palestinese all' Assemblea ONU in qualità di osservatore, ha dedicato queste poche parole al riconoscimento della Coalizione Siriana come unica rappresentante legittima della Siria.  Mi sembra un po' poco per stabilire che d' ora in avanti lo stato e il popolo siriano saranno rappresentati per l' Italia dal Coordinamento della Coalizione Nazionale Siriana.

Marco

Di seguito dal sito camera.it


In conclusione, vorrei cogliere quest'occasione molto brevemente anche per segnalare una riflessione che, d'intesa con il Presidente del Consiglio, sto conducendo in relazione alla crisi siriana.
Dopo l'incontro di Doha, che ha fatto emergere una piattaforma, un'alleanza tra le forze dell'opposizione siriana, si sta definendo sempre meglio un'impronta di istituzione assembleare, nonché un'istituzione di Governo da parte delle forze che sempre più rappresentano l'intera società siriana.
Domani si terrà una riunione a Marrakech, che dovrebbe costituire un altro passo avanti. Nel Consiglio affari esteri di ieri ho colto la sensazione che l'idea di un sostegno sempre più determinato da parte dell'Unione europea a tale coalizione delle forze dell'opposizione siriana stia diventando un elemento preciso nella politica estera di sicurezza dell'Unione.

In altre parole, sta aumentando il numero dei Paesi che potrebbero passare da un riconoscimento di questa entità come un rappresentante legittimo del popolo siriano a un gradino superiore, ossia al riconoscimento di quest'alleanza come il rappresentante legittimo del popolo siriano.
Se domani le condizioni si precisassero a Marrakech, tenendo anche conto dell'ottima impressione che abbiamo ricevuto con i colleghi europei dall'articolata e approfondita esposizione di Al-Khatib, l'imam moderato presidente dell'alleanza, e dai dettagli che lui ha fornito quanto alla volontà di rispettare le minoranze, soprattutto il ruolo dei cristiani che in questo nuovo sistema digovernance si sta delineando e l'impegno a trovare una soluzione politica alla crisi - Al-Khatib ha addirittura ipotizzato alcune forme di negoziato, da


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attuare un po' più avanti, che potrebbero coinvolgere anche personalità alawite vicine al regime, dando prova di un'impostazione moderata - se tutto ciò domani si precisasse, io vorrei anticipare in questa sede che il Governo potrebbe maturare la decisione che sia giunto il momento di riconoscere quel famoso il - o the, in inglese - quale rappresentante legittimo del popolo siriano.
Vi ringrazio molto per l'attenzione e sono disponibile per qualsiasi domanda.

giovedì 20 dicembre 2012

Petrolio, in Italia nel 2012 consumi più bassi che negli anni '70


ANSA.it
 Petrolio, consumo crolla a livelli anni '60

Il gettito fiscale vola a 42 mld, mai cosi' alto
20 dicembre, 21:05

ROMA - I consumi petroliferi sono crollati nel 2012 dell'11,4%, a 63 milioni di tonnellate, cioe' al minimo dagli anni Sessanta, prima del boom economico e della diffusione di massa dell'automobile. Sono i dati forniti dall'Unione Petrolifera nel preconsuntivo 2012.

Il gettito fiscale sugli olii minerali, ovvero su tutti i prodotti petroliferi, ha sfiorato nel 2012 i 42 miliardi, 3,8 miliardi in più del 2011, pari ad un incremento del 10%. Lo dice l'Unione Petrolifera che sottolinea come il valore sia il più alto mai registrato. Dei quasi 4 mld di aumento, 3,3 miliardi derivano solo dalle accise.

mercoledì 12 dicembre 2012

L' Italia riconosce la Coalizione Siriana come SOLA legittima rappresentante della Siria

Il governo italiano ha deciso che la Coalizione Siriana, un insieme di associazioni di vario tipo che si sono unite su alcuni punti comuni, e' l' unico rappresentante legittimo del popolo siriano e della Siria.


In Siria c'e' una opposizione che non si riconosce nella Coalizione Siriana, questi gruppi si sono incontrati anche in Italia alla Comunità di Sant' Egidio e avrebbero dovuto tornare presto nel nostro paese. Hanno anche contatti in Italia e molti simpatizzanti, alcuni dei quali affermano che questi oppositori abbiano un consenso non piccolissimo.

Inoltre una parte consistente della popolazione siriana è totalmente estranea all' opposizione, anche a quella non armata. Tra questi ambienti molta parte delle minoranze druse, cristiane, alawite e curde. E' completamente estraneo all' opposizione anche qualche rappresentante ufficiale di alcune confessioni religiose. Tra questi la Chiesa Cattolica Greco-Melchita.

Non credo che si avrà notizia di qualche dissenso in Italia su questa decisione del nostro governo, il conformismo e la superficialità non faranno pronunciare nessun personaggio in vista del mondo politico o dei movimenti.

Nella stessa giornata 130 paesi hanno dichiarato di condividere questo giudizi, se alle parole seguiranno atti reali più di 100 paesi romperanno ogni rapporto diplomatico con la Siria, non credo andrà così, ma nessuno lo verificherà.

http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201212121638-ipp-rt10247-siria_per_l_italia_opposizione_unico_rappresentante



Siria: per l'Italia opposizione unico rappresentante
16:38 12 DIC 2012

(AGI) - Roma, 12 dic. - Per l'Italia la coalizione dell'opposizione siriana e' "l'unico legittimo rappresentante del popolo siriano". Lo riferisce una nota della Farnesina.

E' stato l'inviato speciale del ministro degli Esteri per il Mediterraneo e Medio Oriente, Maurizio Massari, a confermare alla quarta riunione degli Amici del popolo siriano a Marrakech che l'Italia riconosce la Coalizione dell'Opposizione Siriana ("SOC") come l'unico legittimo rappresentante del popolo siriano.

Il riconoscimento era stato preannunciato ieri dda Terzi nel corso di un'audizione alla Camera. Negli stessi termini dell'Italia si sono gia' espressi la Francia, il Regno Unito, la Turchia e i Paesi del Golfo.

SIRIA: MANDATO ARRESTO PER EX PREMIER LIBANESE HARIRI Le autorita' siriane hanno spiccato un mandato internazionale d'arresto a carico dell'ex primo ministro libanese Saad Hariri, attuale leader dell'opposizione nel Paese dei Cedri: lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale 'Sana', secondo cui Hariri e' accusato di aver fornito armi ai ribelli della Siria per aiutarli a rovesciare il presidente Bashar al-Assad.

"Il procuratore capo di Damasco", recita il dispaccio della 'Sana', "ha emesso un ordine di arresto contro Saad Hariri e contro Okab Sakr", un giornalista e parlamentare sciita facente parte del Movimento 14 marzo, la coalizione anti-siriana guidata dall'ex premier.

Quest'ultimo e' noto per la sua ostilita' nei confronti del regime di Assad, sospettato a sua volta di essere il mandate dell'omicidio del padre, Rafik al-Hariri, anch'egli un ex capo del governo di Beirut, assassinato sul lungomare della capitale libanese il 14 febbraio 2005 con un attentato dinamitardo costato la vita ad altre 22 persone. (AGI) .

mercoledì 19 settembre 2012

Il fotovoltaico in Italia trovera' presto la parity


Alla ricerca della grid parity per il fotovoltaico

Il settore fotovoltaico è preoccupato di trovare nuove opportunità economiche per la cessione di elettricità prodotta da questi impianti senza incentivi. Sulle difficoltà dei nuovi modelli di business e su tutto il sistema regolatorio che ancora manca per arrivare alla grid parity, Assosolare presenterà a breve uno studio. Qui alcune anticipazioni.

Leonardo Berlen
18 settembre 2012

Al centro dell’attuale dibattito nel settore fotovoltaico nazionale non c’è più il sistema incentivante. Il quinto conto energia avrà una durata che secondo gli analisti potrà essere compresa tra i 4 e i 12 mesi, cioè tra gennaio e luglio 2013 (Qualenergia.it, Quinto conto energia, quanto duererà?), ma ciò cambia di poco la sostanza. Un’azienda non può impostare la sua attività in un’ottica temporale inferiore ai 3 anni. I ministri al governo lo sapevano bene e la mossa è stata studiata ad arte. A parte che l’altalenante meccanismo di incentivi e regole italiane questo modello sano di sviluppo non lo ha mai veramente consentito, ora però il decreto del luglio scorso (in gestazione e annunciato da febbraio) sancisce un pesante rallentamento a un settore fino a ieri dinamico (di fatto 450mila impianti in 3 anni), e un’ulteriore mazzata alla credibilità e alla serietà di questo Paese. Il tempo ci dirà se verrà corretta questa situazione, magari utilizzando un ‘approccio tedesco’ che ha più opportunamente ritenuto di non depauperare un comparto dall’oggi al domani.

Ma questo è il passato. E guardare indietro non aiuterà certo a dare una nuova spinta al fotovoltaico. L’obiettivo è quello di realizzare impianti in grid parity, come si dice, almeno per alcuni profili di consumo, cercando di scovare progetti con tassi di ritorno degli investimenti del 6-8%. Ma come accompagnare la tecnologia verso l’indipendenza dagli incentivi? Non tutti i pezzi del puzzle sono al loro posto per poter dispiegare questa opzione. E poi non tutti gli operatori sono pronti per andarsi a cercare queste piccole miniere. Il passaggio dalla mera vendita del modulo/impianto alla vendita del chilowattora solare provocherà “morti e feriti”, come tutti i passaggi a nuovi modelli di business. In questo caso si dovrà lavorare caso per caso, business to business, mentre prima i pesci saltavano sulla barca e non dovevi mettere giù neanche l’esca.

Ma torniamo alle regole necessarie almeno a rendere viabile questa nuova fase. Quali sono oggi le opportunità economiche esistenti in Italia per la cessione di energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico senza incentivi? Entro un paio di settimane Assosolare, una delle associazioni di categoria del FV, uscirà con uno studio che con analisi e diversi case history, anche esteri, proverà a dare risposte a questa domanda. Si avvarrà anche della collaborazione di tre Studi legali (Orrick, Roedl & Partner, NCTM) che hanno analizzato nello specifico, oltre alle modalità di cessione dell’energia elettrica da fotovoltaico, anche la questione della priorità di dispacciamento dell’energia pulita e le barriere di natura anticoncorrenziale.

Per quanto riguarda il primo aspetto sappiamo che i regimi attualmente in vigore sono quelli del “ritiro dedicato”, dello “scambio su posto”, dei sistemi di auto-approvvigionamento energetico, i cd. SAEE (Decreto Ministero dello Sviluppo Economico del 10.12.2010) e dei Sistemi Efficienti di Utenza, i cd. SEU (Decreto legislativo n. 115/2008). A valle delle normative su SAEE e SEU vi sono le normative sulle reti private, le Reti Interne d’Utenza (RIU) definite dall’articolo 33 della legge n. 99/09 e le altri reti private.

Come emerge da alcune anticipazioni dello studio, presentate nel corso del convegno di ZeroEmission di Roma, “Fotovoltaico senza incentivi: troppo presto?”, i SAEE e i SEU sono sistemi chiusi e al momento limitativi nel rendere economicamente convenienti investimenti in impianti fotovoltaici in assenza di incentivi o a tariffe ridotte, cosa che allontana la grid parity. Le ragioni sono da ricercarsi nelle limitazioni regolamentari di potenza massima, nella restrizione di questi schemi alle sole reti private (massimo 2 km), per le restrizioni territoriali esistenti (impianti da realizzare su terreni del cliente finale oppure RIU ammissibili solo per la connessione di unità di consumo industriali ricomprese in aree insistenti sul territorio di non più di tre Comuni o province), per la limitazione di cessione diretta a un solo utente finale (si veda anche Qualenergia.it, SEU, la grid parity è dietro al contatore?).

Anche la normativa sullo scambio sul posto attualmente in vigore non è idonea a favorire investimenti nella realizzazione di impianti in assenza di incentivi: per il basso limite massimo fissato a 200 kW di potenza e l’impossibilità di cedere in scambio l’energia a distanza a un soggetto diverso dal produttore.

La normativa esistente risulta quindi abbastanza disomogenea e frastagliata, e disciplina solo una piccola parte del settore della cessione diretta di energia elettrica da fonti rinnovabili, cioè del principale sbocco per la realizzazione di impianti fotovoltaici senza tariffe incentivanti (senza parlare delle possibili modifiche che svuoterebbero di conseguenza questa agevolazione: Qualenergia.it, Un nuovo scambio sul posto allontanerà la grid parity?).

Il documento Assosolare toccherà anche uno dei nodi essenziali per lo sviluppo delle rinnovabili e del FV in particolare: l’obbligo del dispacciamento prioritario dell’energia pulita. I legali coinvolti nello studio hanno ricordato che questa disciplina è stata introdotta nel nostro ordinamento in attuazione e recepimento di direttive comunitarie e che le esigenze di sicurezza del sistema elettrico nazionale non possono giustificare limitazioni del diritto alla priorità di dispacciamento delle energie rinnovabili. La priorità di dispacciamento nasce in fondo dalla diversa valenza e qualità ambientale delle energie pulite rispetto a quelle fossili. Un punto fermo che non andrebbe mai trascurato.

È stato, inoltre, evidenziato nell’anticipazione dello studio anche un altro elemento a favore della permanenza del principio della priorità di dispacciamento per le rinnovabili: eliminare tale vantaggio e rendere le rinnovabili soggette a un dispacciamento di merito economico ridurrebbe i volumi di energia elettrica offerta sul mercato spot (IPEX), inibendo di fatto alle energie pulite un ruolo nella riduzione dei prezzi di Borsa.

C’è infine anche un’analisi ‘antitrust’ della situazione relativa alle Reti Interne d’Utenza o reti private (RIU). L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in un parere reso a giugno, ha ritenuto che non vi sia un'asimmetria concorrenziale tale da giustificare la definizione di un mercato della produzione da fonti rinnovabili distinto da quello della produzione da fonti convenzionali. Un punto su cui si deve concordare per far entrare a pieno titolo le rinnovabili sul mercato e anche perché un’offerta più ampia nel settore elettrico riduce in teoria la possibilità di abusi di posizione dominante, peraltro in passato accertati e sanzionati dall’Antitrust. Sarebbe quindi coerente eliminare tutte quelle barriere di natura legislativa/regolamentare che vanno a limitare lo sviluppo di reti private e gli impianti alimentati da rinnovabili, così come l’adozione di misure di regolazione aventi natura asimmetrica, senza costi per la collettività, idonee a favorire la loro integrazione nel sistema elettrico nazionale.

Informeremo i nostri lettori sull’uscita dello studio Assosolare e continueremo su questo portale le analisi riguardanti lo sviluppo nel nostro Paese del fotovoltaico senza incentivi.

Leonardo Berlen
Fonte www.qualenergia.it

martedì 19 giugno 2012

Dal Ministro degli esteri siriano un appello all' Italia


ANSA.it
Siria: l'Italia faccia sentire la sua voce in Ue
Appello lanciato dal portavoce del ministero degli esteri di Damasco Jihad Makdissi
19 giugno, 15:36

L'Italia faccia prevalere il suo "buon senso" in Europa, perché in Siria sono oramai in azione al Qaida e gruppi estremisti salafiti, e l'Europa "ci deve aiutare" invece di limitarsi alle sanzioni: lo ha detto all'ANSA il portavoce del ministero degli Esteri di Damasco, Jihad Makdissi. "L'Italia è il nostro più importante partner commerciale, e noi crediamo nelle relazioni con il nostro partner Mediterraneo", ha detto Makdissi. "Ma allo stesso tempo c'é l'Ue, e l'Italia è impegnata a portare avanti la politica di Bruxelles. Speriamo che la voce dell'Italia sia ascoltata di più nei confronti della Siria, in modo di aiutare il Paese invece di limitarsi a imporre sanzioni". "Non neghiamo - ha proseguito - di avere una crisi politica, vogliamo che dai nostri vicini arrivi un aiuto, invece di trasformare la Siria in un'altra 'Kandahar'". Come è emerso, ha aggiunto il portavoce, "qui non c'é più solo governo e opposizione, ma un terzo attore, qui ci sono al Qaida e i salafiti: l'Europa ci aiuti". L'Italia "é un grande Paese, molto importante nell'Unione europea, dovrebbe prevalere il suo buon senso in Europa", ha concluso.

DAMASCO, APPREZZIAMO RUOLO VATICANO - Il governo siriano "apprezza il ruolo del Vaticano", caratterizzato da una vocazione "umanitaria". La posizione della Santa Sede "é quella di costruire ponti" e il Vaticano "ha espresso preoccupazione per la violenza crescente", ha detto all'ANSA il portavoce del ministero degli Esteri, auspicando che la comunità internazionale faccia pressioni per lo stop alle violenze su tutte le parti, "compresi i Paesi del Golfo e quelli confinanti" con la Siria.

QATAR AGGRAVA CRISI POLITICA - Il Qatar "sta aggravando la crisi in Siria" perché "quando si mandano armi nelle strade non si vuole aiutare i siriani a risolvere la situazione". Quello del Qatar è "un ruolo negativo, speriamo che rivedano la propria posizione in futuro", ha aggiunto Makdissi.

AD HOMS TENTATA EVACUAZIONE CIVILI CON ONU - Le autorità siriane hanno provato "invano" ad evacuare i civili bloccati ad Homs, dopo le accuse dell'opposizione di perpetrare un assedio quotidiano alla città: "Ci sono stati contatti tra il capo osservatori dell'Onu e le autorità locali di Homs per facilitare l'uscita dei cittadini, ma non sono andati a buon fine", ha detto il ministro siriano degli Esteri in un comunicato diffuso dall'agenzia Sana. "Il governo siriano è pronto a far uscire i cittadini assediati dai gruppi terroristi armati", spiega il governo, che sostiene di aver iniziato già da settimane gli sforzi per evacuare i cittadini.

Fonte  http://www.ansa.it/

giovedì 10 maggio 2012

Fotovoltaico, il V conto energia partira' dopo ottobre ?


Novità V conto energia: non partirà prima di ottobre

Secondo rumours provenienti dalla Conferenza Stato Regioni il nuovo conto energia non partirà prima del 1° ottobre, facendo così slittare di tre mesi la possibile data di entrata in vigore. In arrivo altre piccole novità sul decreto? A Solarexpo il GSE ritiene invece che la data di entrata in vigore possa andare anche oltre.

Redazione Qualenergia.it
10 maggio 2012

Minime novità sul V conto energia al vaglio della Conferenza Stato Regioni di ieri. Una è che non partirà prima del 1° ottobre 2012. Così sembrano raccontare alcuni voci attendibili. L'entrata in vigore del decreto potrebbe essere posticipata di 3 mesi, quindi non più a partire dal 1° luglio, ma dal 1° ottobre. Una possibilità poi non così lontana dalla data di entrata in vigore più probabile già oggi, prima della modifica della Conferenza: secondo noi, il limite dei 6 miliardi di euro di incentivi per il FV si potrebbe raggiungere entro la fine di agosto o ai primi di settembre, alla luce anche del fatto che nel secondo trimestre si assisterà a un'accelerazione delle installazioni.

Un’altra piccola novità, poco probabile in verità, è che ci possa essere un limitato innalzamento del tetto del cap annuale di incentivi fino a un massimo di 100 milioni di euro (quindi 6,6 mld). I Ministeri forse hanno recepito alcune piccole modifiche con il “Made in Europe” che entra tra i criteri di priorità per l'accesso ai Registri e la possibilità di riconoscere un bonus per impianti con componentistica 'Made in UE' sopra i 100 kW di potenza. Per la sostituzione dell’amianto con il fotovoltaico sembrerebbe ritorni il premio, questa volta di 3 centesimi per kWh (cumulabile con il premio Made in UE in caso di una riduzione del 10% della tariffa base degli incentivi).

Un’altra ipotesi al vaglio è quella di porre un limite diverso per i registri per impianti a seconda che il beneficiario sia privato o pubblico. Nel primo caso il limite del registro resterebbe di 12 kW, mentre per l’impianto pubblico verrebbe portato a 50 kW. Un distinguo proposto dall'Anci che comunque cambia poco nella sostanza.

Almeno per la data di entrata in vigore del quinto energia, queste notizie mutano leggermente lo scenario prospettato dal GSE nel convegno e question time di questa mattina a Solarexpo sul Conto energia. La previsione sull'evoluzione della spesa per gli incentivi al fotovoltaico illustrata da Gerardo Montanino, direttore operativo del GSE, fa prevedere che difficilmente il V conto energia entri in vigore prima della metà di settembre, ma che invece possa tardare fino a metà dicembre. Addirittura esiste l'eventualità che il limite di spesa venga raggiunto poco dopo la fine di novembre – ha detto il direttore del GSE - e dunque che il nuovo decreto parta nel 2013.

Tutto ruota, come sappiamo, intorno al raggiungimento del tetto di spesa di 6 miliardi. Secondo la bozza attuale del quinto conto energia, il nuovo regime incentivante, infatti, entrerebbe in vigore un mese dopo il superamento di quella soglia. Difficilmente infatti (come viene fatto notare anche nei commenti a pagina 3 della misteriosa prima bozza di conto energia che pare sia uscita dal pc di una dipendente Enel) si sarebbe potuto stabilire una data precisa per la fine del quarto conto, decisione che sarebbe stata contestata per motivi legali; l'unico modo per sostituirlo con il quinto era aggrapparsi a quel tetto di spesa indicativo di ‘6-7 miliardi’, cui fa riferimento il decreto del conto energia uscente.

Montanino ha spiegato oggi a Verona che “al momento, stando al contatore GSE, siamo a una spesa di circa 5,6 miliardi (5,654 oggi, ndr), ma la crescita della spesa sta rallentando nettamente e in alcuni casi addirittura 'va all'indietro', come quando a certi grandi impianti vengono riconosciuti incentivi minori di quelli richiesti”. Il responsabile del GSE ha fatto l’esempio di quegli impianti contigui su uno stesso terreno che riceveranno l'incentivo in base alla somma delle loro potenze e non alla taglia dei singoli impianti.

Altro fattore che fa girare più lentamente le rotelle del contatore, ha spiegato Montanino, è la moria di impianti che, accettati nel registro, non stanno però riuscendo a rispettare i tempi per essere completati e dunque accedere agli incentivi del quarto conto. Sembra che sia di circa il 60%. La spesa aggiuntiva attesa dal registro dunque potrebbe essere di soli 35 milioni anziché di 70 come inizialmente previsto.

Quando la soglia dei sei miliardi sarà raggiunta, comunque, non può saperlo nemmeno il GSE, che infatti, come abbiamo visto, lascia aperta una finestra temporale abbastanza ampia. Molto poi dipenderà da quello che succederà per gli impianti che si costruiranno in questi mesi, sui quali l'ente non ha un esatto monitoraggio. Un'impennata nei volumi di installazioni, dovuta a una volata per riuscire a rientrare nel quarto conto energia, potrebbe far arrivare prima al tetto di spesa e dunque al nuovo conto, ma per Montanino questo è “poco probabile”. A impedirlo, spiega, “anche la difficoltà nell'accesso ai finanziamenti che nel settore si sta riscontrando per realizzare impianti che non si è sicuri rientrino nel nuovo o nel vecchio conto energia”. Insomma, un cane che si morde la coda.

Redazione Qualenergia.it
10 maggio 2012

martedì 8 maggio 2012

Italia invia in Siria osservatori disarmati, 17 bastano

Italia invia osservatori disarmati in Siria, 17 bastano


Autorizzata missione di pace di militari italiani in Siria
8 Maggio 2012

Nell’ambito delle risoluzioni 2042 e 2043 votate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite, il Consiglio dei ministri ha autorizzato oggi una missione di pace di militari italiani in Siria nel ruolo di “osservatori delle Nazioni unite”. E, come tali, disarmati.

La missione interesserà fino ad un massimo di diciassette militari. I primi cinque saranno in Siria già dalla prossima settimana.

L’Italia si è attivata fin dalle prime ore per dare sostegno alla missione umanitaria avviata dall’Onu in rispetto delle risoluzioni 2042 e 2043. Ed ha subito messo a disposizione aerei per il trasporto di mezzi e equipaggiamenti destinati agli “osservatori” impiegati in Siria.

Comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri

venerdì 6 aprile 2012

Il FV nel mondo continuera' a crescere, ad un certo momento sfondera' definitivamente e quindi sarebbe meglio, vista la crisi economica italiana, andare avanti e non indietro anche nel nostro paese.




Se in Italia il fotovoltaico inciampa, nel resto del mondo continua la crescita

Nonostante le incertezze e i tagli agli incentivi annunciati o già attuati in alcuni tra i mercati più importanti, Italia in testa, nel 2012 il fotovoltaico mondiale continuerà a crescere. Le installazioni potrebbero superare anche del 21% quelle del 2011 grazie soprattutto ai nuovi mercati medio-piccoli e alla Cina. Le previsioni di Ims Research.

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Nel 2012 si annuncia ancora la crescita per il fotovoltaico mondiale, nonostante le incertezze e i tagli agli incentivi annunciati o già attuati in alcuni tra i mercati più importanti, come in Italia. Se si guarda a quel che sta succedendo nel Belpaese, in Germania o in Francia, bisognerebbe essere pessimisti, ma il fotovoltaico sta penetrando in un numero molto più elevato di mercati e le vicende di quelli storici potrebbero pesare di meno.
Lo dicono le ultime previsioni di IMS Reserach (di recente acquistata da IHS): nel 2012 a livello mondiale il FV non si fermerà. Le installazioni nell'anno appena iniziato cresceranno almeno del 3,5% ma si potrebbe arrivare fino al 21%. L'installato annuale mondiale crescerà dai 26,9 GW del 2011 (per Epia sono invece 27,6 GW, perché si considerano le connessioni) a 27,8 GW nello scenario più moderato o a 32,6 GW in quello più ottimistico (vedi grafico).
Quel che è sicuro è che l'Europa vedrà indebolirsi il suo ruolo: nel 2011 ha pesato per quasi il 70% delle installazioni, nel 2012 non supererà il 50% (vedi grafico sotto).
“Anche se gran parte dell'industria si aspetta tempi bui, in realtà noi prevediamo una rapida ripresa della domanda, trainata dall'abbassamento dei prezzi degli impianti, una corsa che punta a battere i tagli di incentivi e un numero crescente di mercati emergenti di taglia media”, spiega Ash Sharma, Senior Research Director per il FV di Ims. “La domanda non è se il mercato del fotovoltaico crescerà nel 2012, ma di quanto crescerà. Secondo la nostra stima più ottimistica potrà arrivare a un più 21% con 32,6 GW”.
Stando al report, infatti, almeno 23 Paesi, rispetto ai 17 del 2011, installeranno oltre 100 MW. Il fotovoltaico mondiale quindi è sempre meno dipendente dai 2 o 3 mercati più grandi e proprio questa diversificazione geografica è la salvezza che lo aiuterà il suo sviluppo nel 2012 ed oltre.
Questo non toglie che i soliti noti avranno ancora un ruolo di primo piano. LaGermania, nonostante il recente taglio degli incentivi, secondo la previsione tornerà a essere il più grande mercato mondiale con un installato tra i 6 e gli 8,5 GW; poche settimane fa avevamo visto previsioni decisamente più contenute (3-4 GW per il 2012, secondo Apricum), ma Ims giustifica l'ottimismo con gli andamenti superiori alle aspettative registrati in questo primo trimestre.
La novità, peraltro annunciata, per questo 2012 sarà invece l'esplosione del mercato domestico in Cina. Anche se domanda e offerta nel Paese restano “difficili da prevedere”, con il calo della domanda in Europa è chiaro che il Governo di Pechino ha tutto l'interesse a far decollare il mercato interno per dare uno sbocco all'industria nazionale ed è “poco probabile ma non impossibile” che nel Paese nel 2012 si arrivi a installare fino a 8 GW di potenza.
Sull'Italia, infine, Ims spende solo due parole, per dire che “probabilmente” sarà il terzo mercato dopo la Cina. D'altra parte, con la nuvola nera di un quinto conto energia potenzialmente letale che incombe sul settore, nessuno ora come ora può sapere che ne sarà del fotovoltaico italiano.

mercoledì 29 febbraio 2012

Delegazione della Commissione Energia del Parlamento Messicano incontra il Gse per un confronto sulle potenzialita' delle rinnovabili e possibili forme di collaborazione Italo-Messicane


Rinnovabili, Gse promuove made in Italy per il Messico
Martedì, 28 Febbraio 2012

Le potenzialità delle fonti rinnovabili e i possibili ambiti di cooperazione con il nostro paese sono stati al centro di un incontro che ha avuto luogo oggi con la delegazione della Commissione Energia del Parlamento del Messico, accompagnata dall’ambasciatore in Italia, Miguel Ruiz-Cabanas Izquierdo, presso il Gestore dei Servizi Energetici, a Roma. La rappresentanza messicana è stata accolta dal Capo Dipartimento per l’Energia del ministero dello Sviluppo economico, Leonardo Senni, dall’amministratore delegato del Gse, Nando Pasquali, dall’amministratore delegato di RSE (Ricerca sul Sistema Energetico), Stefano Besseghini e dal Responsabile America Latina e Iberia di Enel Green Power, Maurizio Bezzeccheri.

La visita rientra tra le iniziative intraprese dal Gse, d’intesa con il Mise, per approfondire la conoscenza delle potenzialità del mercato energetico internazionale, al fine di valorizzare e internazionalizzare il made in Italy a sostegno della filiera italiana di settore. Allo stesso tempo, l’incontro ha avuto l’obiettivo di illustrare alla delegazione messicana le competenze tecniche e il know how italiano in tema di rinnovabili e dei relativi meccanismi di incentivazione.

Il Capo Dipartimento per l’Energia del Mise Senni ha fornito un’analisi della azione italiana a sostegno delle energie rinnovabili, mentre l’ad del Gse Pasquali ha sottolineato i buoni risultati raggiunti in Italia dal settore delle rinnovabili: “Nel 2011, su un consumo finale lordo di circa 344 TWh, la produzione da fonti rinnovabili è stata di 83 TWh, quasi il 24%”. Pasquali, quindi, ha salutato con piacere l’ambizioso piano di sviluppo messo in campo dal Messico per il 2020 e, auspicandone una positiva riuscita, ha ribadito "la disponibilità del Gse a mettere a disposizione il proprio bagaglio di conoscenza nel settore energetico, acquisito in anni di attività”. Besseghini di RSE (società del Gruppo GSE) ha poi evidenziato come l’Italia e l’Europa stiano “investendo in progetti volti a migliorare la rete elettrica”.

A tal proprosito, Besseghini ha illustrato i numerosi programmi di collaborazione internazionale che la società ha all’attivo nel settore della ricerca sul sistema elettrico. Bezzeccheri, Responsabile America Latina e Iberia di Enel Green Power ha invece ricordato che “EGP che è già presente in Messico con tre impianti idroelettrici ed ha una importante pipeline di progetti eolici, si propone di sviluppare nel paese tutta la gamma delle proprie tecnologie rinnovabili. A tal fine, - ha sottolineato – è necessario individuare le opportunità di cooperazione e di investimento per valorizzare gli strumenti a disposizione delle imprese”. (f.n.)

Fonte www.zeroemission.eu