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venerdì 2 novembre 2012

Fotovoltaico nel mondo, nel 2012 continuano a crescere le istallazioni mentre i prezzi calano sensibilmente


Ho fatto il titolo di questo articolo di Qualenergia basandomi su queste righe:

"Nel terzo semestre il prezzo dei moduli è diminuito del 14% rispetto al precedente e si prevede per il quarto un ulteriore discesa del 9%. Dagli 0,70 $/Watt di fine settembre, un modulo cristallino a fine anno dovrebbe passare a 0,64 $/W, mentre la situazione dovrebbe stabilizzarsi nel 2013 e a dicembre di quell'anno si prevedono 0,55 $/W."

che spiegano il sensibile calo dei prezzi dei moduli degli impianti fotovoltaici. Credo che la tecnologia attuale, anche se tra dieci anni sembrera' ridicola, sia gia' ad un livello che potrebbe portare ad una rivoluzione energetica immediata. L' informazione "militante" potrebbe essere decisiva per arrivare a questo.

marco

Fotovoltaico, speranze di ripresa per il 2013


Previsto qualche sprazzo di sereno per il fotovoltaico, nonostante la crisi da sovrapproduzione e la lotta sui prezzi che sta piegando il settore. Se il mercato nel 2012 è sceso in termini di fatturato – mentre tiene relativamente in quanto a installazioni - infatti si prevede una ripresa per il 2013 con un rallentamento del crollo dei prezzi.
Redazione Qualenergia.it
31 ottobre 2012

Previsto qualche sprazzo di sereno per il fotovoltaico, nonostante la crisi da sovrapproduzione e la lotta sui prezzi che attualmente sta mettendo in ginocchio il settore. Se il mercato nel 2012 è sceso in termini di fatturato – mentre tiene relativamente in quanto a installazioni - infatti, si prevede una ripresa per il 2013, con un rallentamento del crollo dei prezzi. È questa la sintesi di quanto emerge dall'ultimo "PV Integrated market tracker report" di IHS iSuppli.

L'anno in corso, vi si legge, si chiuderà con 31 GW di nuovo installato, una crescita di circa l'11% rispetto ai poco meno di 28 GW del 2011. La domanda nell'anno in corso è stata tenuta alta da un'impennata delle installazioni nel secondo trimestre prima dei tagli in Germania - 8,2 GW contro i 4,9 dello stesso periodo 2012. Questo aveva temporaneamente frenato il calo di prezzo di celle e moduli, che però è ripreso con il rallentamento della domanda nel terzo trimestre.

Per la prima volta quest'anno invece il fatturato del settore è calato: dai 7,03 miliardi di dollari del primo trimestre ai 6,63 del terzo, con la previsione che nel quarto si scenda a 6,63.

Nel terzo semestre il prezzo dei moduli è diminuito del 14% rispetto al precedente e si prevede per il quarto un ulteriore discesa del 9%. Dagli 0,70 $/Watt di fine settembre, un modulo cristallino a fine anno dovrebbe passare a 0,64 $/W, mentre la situazione dovrebbe stabilizzarsi nel 2013 e a dicembre di quell'anno si prevedono 0,55 $/W.

Dal secondo trimestre del 2013 infatti, secondo IHS, il settore riprenderà a crescere e per il quarto semestre 2013 il fatturato dovrebbe risuperare quello di inizio 2012, arrivando a 7,06 miliardi di dollari (vedi grafico).

L'anno prossimo, secondo il report, la capacità produttiva mondiale di moduli crescerà fino a 51,9 GW. Oltre alla sovrapproduzione, a spingere in giù i prezzi è il fatto che un forte aumento della domanda è previsto in Cina, un mercato con prezzi più bassi degli altri.

La Cina infatti come sappiamo sta puntando molto sul mercato interno, anche per difendere i produttori nazionali dall'impatto che misure protezionistiche come quelle adottate dagli Usa potrebbero avere se prese anche dall'Europa. IHS non crede che si arriverà mai a dazi europei sul fotovoltaico cinese, ma sottolinea che questa situazione di incertezza - che durerà almeno fino a che la decisione finale sulla disputa commerciale sarà presa, cioè a dicembre 2013 - metterà sotto pressione i produttori cinesi che dunque si rivolgeranno sempre di più al mercato interno.

Redazione Qualenergia

mercoledì 19 settembre 2012

Il fotovoltaico in Italia trovera' presto la parity


Alla ricerca della grid parity per il fotovoltaico

Il settore fotovoltaico è preoccupato di trovare nuove opportunità economiche per la cessione di elettricità prodotta da questi impianti senza incentivi. Sulle difficoltà dei nuovi modelli di business e su tutto il sistema regolatorio che ancora manca per arrivare alla grid parity, Assosolare presenterà a breve uno studio. Qui alcune anticipazioni.

Leonardo Berlen
18 settembre 2012

Al centro dell’attuale dibattito nel settore fotovoltaico nazionale non c’è più il sistema incentivante. Il quinto conto energia avrà una durata che secondo gli analisti potrà essere compresa tra i 4 e i 12 mesi, cioè tra gennaio e luglio 2013 (Qualenergia.it, Quinto conto energia, quanto duererà?), ma ciò cambia di poco la sostanza. Un’azienda non può impostare la sua attività in un’ottica temporale inferiore ai 3 anni. I ministri al governo lo sapevano bene e la mossa è stata studiata ad arte. A parte che l’altalenante meccanismo di incentivi e regole italiane questo modello sano di sviluppo non lo ha mai veramente consentito, ora però il decreto del luglio scorso (in gestazione e annunciato da febbraio) sancisce un pesante rallentamento a un settore fino a ieri dinamico (di fatto 450mila impianti in 3 anni), e un’ulteriore mazzata alla credibilità e alla serietà di questo Paese. Il tempo ci dirà se verrà corretta questa situazione, magari utilizzando un ‘approccio tedesco’ che ha più opportunamente ritenuto di non depauperare un comparto dall’oggi al domani.

Ma questo è il passato. E guardare indietro non aiuterà certo a dare una nuova spinta al fotovoltaico. L’obiettivo è quello di realizzare impianti in grid parity, come si dice, almeno per alcuni profili di consumo, cercando di scovare progetti con tassi di ritorno degli investimenti del 6-8%. Ma come accompagnare la tecnologia verso l’indipendenza dagli incentivi? Non tutti i pezzi del puzzle sono al loro posto per poter dispiegare questa opzione. E poi non tutti gli operatori sono pronti per andarsi a cercare queste piccole miniere. Il passaggio dalla mera vendita del modulo/impianto alla vendita del chilowattora solare provocherà “morti e feriti”, come tutti i passaggi a nuovi modelli di business. In questo caso si dovrà lavorare caso per caso, business to business, mentre prima i pesci saltavano sulla barca e non dovevi mettere giù neanche l’esca.

Ma torniamo alle regole necessarie almeno a rendere viabile questa nuova fase. Quali sono oggi le opportunità economiche esistenti in Italia per la cessione di energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico senza incentivi? Entro un paio di settimane Assosolare, una delle associazioni di categoria del FV, uscirà con uno studio che con analisi e diversi case history, anche esteri, proverà a dare risposte a questa domanda. Si avvarrà anche della collaborazione di tre Studi legali (Orrick, Roedl & Partner, NCTM) che hanno analizzato nello specifico, oltre alle modalità di cessione dell’energia elettrica da fotovoltaico, anche la questione della priorità di dispacciamento dell’energia pulita e le barriere di natura anticoncorrenziale.

Per quanto riguarda il primo aspetto sappiamo che i regimi attualmente in vigore sono quelli del “ritiro dedicato”, dello “scambio su posto”, dei sistemi di auto-approvvigionamento energetico, i cd. SAEE (Decreto Ministero dello Sviluppo Economico del 10.12.2010) e dei Sistemi Efficienti di Utenza, i cd. SEU (Decreto legislativo n. 115/2008). A valle delle normative su SAEE e SEU vi sono le normative sulle reti private, le Reti Interne d’Utenza (RIU) definite dall’articolo 33 della legge n. 99/09 e le altri reti private.

Come emerge da alcune anticipazioni dello studio, presentate nel corso del convegno di ZeroEmission di Roma, “Fotovoltaico senza incentivi: troppo presto?”, i SAEE e i SEU sono sistemi chiusi e al momento limitativi nel rendere economicamente convenienti investimenti in impianti fotovoltaici in assenza di incentivi o a tariffe ridotte, cosa che allontana la grid parity. Le ragioni sono da ricercarsi nelle limitazioni regolamentari di potenza massima, nella restrizione di questi schemi alle sole reti private (massimo 2 km), per le restrizioni territoriali esistenti (impianti da realizzare su terreni del cliente finale oppure RIU ammissibili solo per la connessione di unità di consumo industriali ricomprese in aree insistenti sul territorio di non più di tre Comuni o province), per la limitazione di cessione diretta a un solo utente finale (si veda anche Qualenergia.it, SEU, la grid parity è dietro al contatore?).

Anche la normativa sullo scambio sul posto attualmente in vigore non è idonea a favorire investimenti nella realizzazione di impianti in assenza di incentivi: per il basso limite massimo fissato a 200 kW di potenza e l’impossibilità di cedere in scambio l’energia a distanza a un soggetto diverso dal produttore.

La normativa esistente risulta quindi abbastanza disomogenea e frastagliata, e disciplina solo una piccola parte del settore della cessione diretta di energia elettrica da fonti rinnovabili, cioè del principale sbocco per la realizzazione di impianti fotovoltaici senza tariffe incentivanti (senza parlare delle possibili modifiche che svuoterebbero di conseguenza questa agevolazione: Qualenergia.it, Un nuovo scambio sul posto allontanerà la grid parity?).

Il documento Assosolare toccherà anche uno dei nodi essenziali per lo sviluppo delle rinnovabili e del FV in particolare: l’obbligo del dispacciamento prioritario dell’energia pulita. I legali coinvolti nello studio hanno ricordato che questa disciplina è stata introdotta nel nostro ordinamento in attuazione e recepimento di direttive comunitarie e che le esigenze di sicurezza del sistema elettrico nazionale non possono giustificare limitazioni del diritto alla priorità di dispacciamento delle energie rinnovabili. La priorità di dispacciamento nasce in fondo dalla diversa valenza e qualità ambientale delle energie pulite rispetto a quelle fossili. Un punto fermo che non andrebbe mai trascurato.

È stato, inoltre, evidenziato nell’anticipazione dello studio anche un altro elemento a favore della permanenza del principio della priorità di dispacciamento per le rinnovabili: eliminare tale vantaggio e rendere le rinnovabili soggette a un dispacciamento di merito economico ridurrebbe i volumi di energia elettrica offerta sul mercato spot (IPEX), inibendo di fatto alle energie pulite un ruolo nella riduzione dei prezzi di Borsa.

C’è infine anche un’analisi ‘antitrust’ della situazione relativa alle Reti Interne d’Utenza o reti private (RIU). L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in un parere reso a giugno, ha ritenuto che non vi sia un'asimmetria concorrenziale tale da giustificare la definizione di un mercato della produzione da fonti rinnovabili distinto da quello della produzione da fonti convenzionali. Un punto su cui si deve concordare per far entrare a pieno titolo le rinnovabili sul mercato e anche perché un’offerta più ampia nel settore elettrico riduce in teoria la possibilità di abusi di posizione dominante, peraltro in passato accertati e sanzionati dall’Antitrust. Sarebbe quindi coerente eliminare tutte quelle barriere di natura legislativa/regolamentare che vanno a limitare lo sviluppo di reti private e gli impianti alimentati da rinnovabili, così come l’adozione di misure di regolazione aventi natura asimmetrica, senza costi per la collettività, idonee a favorire la loro integrazione nel sistema elettrico nazionale.

Informeremo i nostri lettori sull’uscita dello studio Assosolare e continueremo su questo portale le analisi riguardanti lo sviluppo nel nostro Paese del fotovoltaico senza incentivi.

Leonardo Berlen
Fonte www.qualenergia.it

martedì 10 luglio 2012

Quinto conto energia, quanto conviene ora installare un impianto fotovoltaico ?


Come cambierà la resa economica di un piccolo impianto FV da 3 kWp su edificio con il quinto conto energia? Quali i tempi di ritorno dell'investimento? Quali differenze con il quarto conto energia? Qualenergia.it con l'aiuto dell'ingegner Fabio Alberani di ATER, l'associazione tecnici energie rinnovabili, prova a rispondere a queste domande.
L'inizio del travaglio del quinto conto energia è stata una misteriosa bozza, forse uscita dal computer di una dipendente Enel. Un documento che a leggerlo sembra concepito per mettere la parola “fine” alla storia del fotovoltaico in Italia. Sono seguiti mesi di mobilitazioni da parte degli operatori del settore, nuove bozze riviste, e tante indiscrezioni. Poi il tentativo di mediazione delle Regioni, che in Conferenza Unificata avevano dato parere positivo al decreto a condizione che fossero accolte alcune modifiche “imprescindibili”. Infine, dopo uno snervante silenzio di settimane, venerdì scorso è arrivata la versione definitiva del quinto conto energia, che dovrebbe entrare in vigore a inizio settembre.
Come si può vedere dal testo del decreto (e dalla sintesi di Qualenergia.it), le richieste fatte in Conferenza Unificata sono state in larga parte ignorate, mentre è intatto lo spirito della prima bozza “made in Enel”, fortemente punitivo nei confronti di questa fonte che ha iniziato a essere scomoda per i produttori da fonti fossili per la concorrenza a costo marginale zero nelle ore diurne.
Nei prossimi giorni avremo modo di sondare quelle che saranno le probabili conseguenze del nuovo conto energia per il fotovoltaico in Italia. Intanto proviamo a rispondere alla domanda che molti lettori si stanno facendo: mi conviene ancora fare un piccolo impianto domestico sul tetto di casa?
Con l'aiuto dell'ingegner Fabio Alberani di ATER, l'associazione tecnici energie rinnovabili, abbiamo guardato come cambierà la resa economica di un impianto dimensionato a misura di famiglia, cioè da 3 kWp su edificio, con il quinto conto energia e le differenze con il quarto.
Si tratta di una taglia di impianto che è tra le meno penalizzate dal nuovo regime incentivante, visto che è esonerata dal famigerato registro che scatta solo sopra i 12 kWp (o 20 kWp con tariffa decurtata del 20%). Piccoli impianti che in Italia hanno dimostrato una discreta diffusione: se a livello di potenza installata la maggior parte (circa 11,5 GW su 14) viene da impianti sopra i 50 kW, per numerosità, sui quasi 400mila impianti FV italiani, circa 350mila sono impianti sotto ai 20 kWp.
Per la nostra analisi abbiamo ipotizzato che l'impianto da 3 kWp entri in esercizio nelprimo semestre di applicazione del quinto conto energia, ossia entro il 31 dicembre 2012; che abbia un costo chiavi in mano (Iva inclusa) di 2.800 €/kWp; che sia realizzato con tecnologia “made in Europe”, riuscendo dunque ad accedere al premio relativo sulla tariffa, pari a 2 centesimi di euro per kWh. L’impianto è orientato perfettamente a sud con un'inclinazione di 20 gradi. Abbiamo considerato tre località di installazione per avere un'idea di come cambia la resa economica con la producibilità: Milano, Roma e Palermo.
Come sappiamo, il nuovo conto energia prevede due distinte tariffe incentivanti: una applicata solo all'energia immessa in rete, la tariffa omnicomprensiva, l'altra solo all'energia autoconsumata, il premio autoconsumo. Nel nostro caso la tariffa omnicomprensiva con il V CE sarebbe di 208 €/MWh, che diventano 228 con il premio sul “made in Europe”, mentre il premio per l'autoconsumo sarebbe 126 €/MWh che diventano 146 con il premio. Abbiamo ipotizzato che la famiglia in questione consumi 2.700 kWh (nel primo anno il prezzo del kWh preso dalla rete è stimato in 0,18 €) è che riesca a soddisfare con l'impianto il 50% dei suoi consumi: “questa percentuale è ovviamente una stima, ma nasce dalla nostra esperienza su attività residenziali standard con riscaldamento a metano”, ci spiega l'ingegner Alberani.
Andiamo dunque a vedere in sintesi i risultati. A Milano (qui tutti i dettagli della simulazione), dove si ha una produzione annua (media su 20 anni) di 3.050 kWh, con il quarto conto energia in 20 anni prenderemmo circa 16.906 € di incentivi, con il quinto invece l'incasso per incentivi (mettendoci dentro sia la tariffa omnicomprensiva e il premio autoconsumo) è di 11.407 €. In questo modo i tempi di rientro dell'investimento – 8.400 €  che qui abbiamo ipotizzato siano capitale proprio – salgono dai 7 anni del quarto conto energia a 11 con il quinto. Allo stesso modo il valore attuale netto per i 25 anni di vita dell’impianto con il quarto conto energia ammonta a 24.549 euro, mentre con il quinto conto quinto energia è meno della metà: 10.336 euro.
Leggermente più attraenti i risultati per gli impianti dove si produce di più: a Roma(vedi dettagli) dove con il IV CE l'impianto si ripagherebbe in 6 anni, con i nuovi incentivi si ripaga in 9 e il guadagno netto attualizzato su 25 anni diventa di 14.536 euro contro i 31.567 del quarto conto energia.
Palermo invece (qui dettagli) il tempo di rientro dell'investimento del nostro impianto da 3 kW sale da 5 a 8 anni e il guadagno netto su 25 anni scende da € 36.066 a 17.228.
Insomma, il fotovoltaico alle famiglie italiane conviene ancora. Più attraenti potranno essere i conti se il prezzo degli impianti continuerà a diminuire e se la quota di autoconsumo è più elevata (premio autocunsumo + costo elettricità dalla rete maggiore della tariffa ominicomprensiva); questa infatti è la strada per massimizzare la convenienza di un impianto. Con i prezzi attuali e un autoconsumo del 50% però, come abbiamo visto, i guadagni tendono a dimezzarsi rispetto al quarto conto energia. Un colpo piuttosto duro, soprattutto se si pensa che questa tipologia di impianti è quella tra le meno penalizzate dal nuovo conto energia.
Nei prossimi giorni analizzeremo altre tipologie di impianti fotovoltaici e con taglie diverse.

lunedì 9 luglio 2012

Giugno 2012, la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici e' l' 8,45% del totale, in calo rispetto a maggio.


L' energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici nel giugno 2012 e' stata di 2.049 TW(h), leggermente inferiore a quella prodotta nel mese di maggio, 2.063 TW(h), che comunque e'di 31 giorni e non di di 30.
La percentuale sul totale dell' energia elettrica prodotta e' stata del 8,45 %, contro il 9 % del mese di maggio. Il totale dell' energia da fotovoltaico nei primi mesi sei mesi del 2012 e' stato 9.254 TW(h) su 140.262 TW(h) prodotti dal totale delle diverse fonti, pari al 6,6 %.

Da notare che il calo di consumi di energia elettrica in Italia nei primi sei mesi 2012, -2,1 %, non e' stato omogeneo su tutto il territorio nazionale ma ci sono stati cali attorno al 6-7% in Piemonte-Liguria ,Sicilia e Sardegna. E' un dato che andrebbe visto con attenzione perche' evidentemente e' la crisi economica che colpisce alcune regioni piu' di altre.

mercoledì 20 giugno 2012

Maggio 2012, la produzione fotovoltaica di energia elettrica e' il 9% del totale prodotto


Nel mese di maggio 2012 in Italia la percentuale di energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici e' stata il 9% dell' energia prodotta totale: 2.063 GW(h) su un totale di  22.891 GW(h).  
Nei primi 5 mesi del 2012 con l'energia  fv sono stati prodotti 7.205 GW(h) su un totale di 116.013 GW(h), pari al 6,21%.
Nei mesi di giugno e luglio si avra' un percentuale ancora superiore, sicuramente oltre il 10%.

Qualche anno orsono in un convegno interruppi  un parlamentare a favore del nucleare che ironicamente affermava che l' energia solare era lo 0,00...001.. dell'energia elettrica totale. Io dissi che invece era gia' lo 0,1, cioe' un millessimo e che la sua crescita era esponenziale. Quell'interruzione, in una sala affollata di persone che non conoscevo, mi procuro' un po' di panico e ansia. Dopo pochi anni l'energia fotovoltaica in Italia arriva gia'in alcuni momenti al 10% del totale, quella interruzione era dunque sacrosanta.
marco

DOMANDA ELETTRICA IN ITALIA: -4,1% A MAGGIO

Roma, 7 giugno 2012 – Nel mese di maggio 2012 l’energia elettrica richiesta in Italia, pari a 25,9 miliardi di kWh, ha fatto registrare una flessione del 4,1% rispetto a maggio dello scorso anno.
Depurata da un modesto effetto della temperatura, la variazione della domanda elettrica di maggio 2012 diventa -4,0%. Con una temperatura media mensile pressoché invariata rispetto a maggio dell’anno scorso, si è infatti avuto lo stesso numero di giorni lavorativi (22).
I 25,9 miliardi di kWh richiesti nel mese di maggio 2012 sono distribuiti per il 47% al Nord, per il 29% al Centro e per il 24% al Sud.
A livello territoriale, la variazione della domanda si è articolata in maniera differenziata sul territorio nazionale: -4,7% al Nord, -2,4% al Centro, -4,1% al Sud.
Nel mese di maggio 2012 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per un 87,3% con produzione nazionale e per la quota restante (12,7%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.
In dettaglio, la produzione nazionale netta (22,9 miliardi di kWh) è diminuita del 3,8% rispetto a maggio 2011. Sono in crescita le fonti di produzione idroelettrica (+15,9%), eolica (+39,2%) e fotovoltaica (+231,1%). In flessione le fonti termica (-18,5%) e geotermica (-3,5%).
Nei primi cinque mesi del 2012, la domanda di energia elettrica in Italia è risultata in calo del 3,2% rispetto ai valori del corrispondente periodo dell’anno precedente; a parità di calendario il valore è -3,9%.
In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di maggio 2012 rispetto al mese precedente è stata pari a +0,6%. Il profilo del trend mantiene un andamento negativo.
L’analisi dettagliata della domanda elettrica mensile provvisoria del 2012 e del 2011, è disponibile nella pubblicazione “Rapporto Mensile sul Sistema Elettrico”, consultabile alla voce “Sistema elettrico >> Dispacciamento >> Dati esercizio” del sito www.terna.it.

http://www.terna.it/default/Home/SISTEMA_ELETTRICO/dispacciamento/dati_esercizio/rapporto_mensile.aspx

martedì 19 giugno 2012

Giappone,nuova terra promessa per il fotovoltaico ?


Il fotovoltaico verso una nuova terra promessa?

Mentre in Italia si attende con preoccupazione il quinto conto energia fotovoltaico, ieri il Giappone ha approvato ufficialmente nuove generose tariffe incentivanti, in vigore dal 1° luglio. Sono circa il doppio di quelle tedesche e promettono di far decollare il mercato nazionale: si prevedono da 3 a 5 GW di nuove installazioni in un anno.
di Giulio Meneghello
19 giugno 2012


Mentre in Italia il settore attende con ansia di sapere quanto duro sarà il colpo inflitto dal quinto conto energia e un po' in tutta Europa si sta andando d'accetta sugli incentivi, per il fotovoltaico mondiale sembra aprirsi una nuova speranza: il Paese del Sol Levante. Ieri infatti il Giappone ha annunciato le nuove tariffe incentivanti per le rinnovabili, in vigore dal 1° luglio: per il fotovoltaico i valori sono circa il doppio degli incentivi tedeschi, il triplo di quelli cinesi e quasi il doppio anche di quelli che ci si aspetta in Italia con il nuovo conto energia.

Il Giappone, come sappiamo, ha un grosso vuoto energetico da colmare: dopo aver fermato tutte le centrali nucleari nei mesi precedenti, ieri Tokio ha preso la controversa decisione di far ripartire due reattori per il timore che non si riesca a far fronte al picco di domanda estivo. Fin da subito dopo il disastro di Fukushima, comunque, era stato chiaro che il Paese avrebbe puntato sulle rinnovabili per colmare la lacuna energetica e mitigare la dipendenza dall'estero.

Con l'approvazione delle tariffe avvenuta ieri, il Paese spalanca ufficialmente le braccia all'industria mondiale del fotovoltaico. Il Governo stima che la potenza da rinnovabili nel Paese passi dai 19,5 GW attuali a 22 GW in meno di un anno, entro marzo 2013, con 2 GW di nuova potenza fotovoltaica. Ma i volumi potrebbero essere decisamente più alti: secondo Bloomberg New Energy Finance, nel 2013 il Giappone installerà da 3,2 a 4,7 GW di fotovoltaico, almeno il triplo degli oltre 1,3 GW del 2011, che hanno portato il totale a fine 2011 a circa 5 GW.

L'incentivo infatti, come avevamo anticipato, è generoso: per il FV si parla di 42 yen a kWh, ossia circa 0,42 euro, al cambio attuale. Gli incentivi in questione per il FV sono divisi in due taglie di impianti: potenze inferiore ai 10 kW o superiori ai 10 kW, entrambe hanno diritto alla stessa remunerazione ma i primi solo per 10 anni mentre i secondi per 20.

Insomma, un regime decisamente appetibile anche tenendo conto che in Giappone gli impianti al momento costano più cari che nei mercati europei: oltre il doppio che in Germania. D'altra parte è assai probabile che con l'allargarsi del mercato il prezzo degli impianti calerà nettamente, anche grazie allo sbarco massiccio di moduli a prezzi stracciati dai produttori cinesi, che potrebbero vedere nel Paese vicino un'alternativa interessante per rifarsi delle quote di mercato che probabilmente perderanno negli Usa a causa delle nuove barriere doganali americane.

Giulio Meneghello
19 giugno 2012
,
Fonte  http://www.qualenergia.it/

giovedì 10 maggio 2012

Fotovoltaico, il V conto energia partira' dopo ottobre ?


Novità V conto energia: non partirà prima di ottobre

Secondo rumours provenienti dalla Conferenza Stato Regioni il nuovo conto energia non partirà prima del 1° ottobre, facendo così slittare di tre mesi la possibile data di entrata in vigore. In arrivo altre piccole novità sul decreto? A Solarexpo il GSE ritiene invece che la data di entrata in vigore possa andare anche oltre.

Redazione Qualenergia.it
10 maggio 2012

Minime novità sul V conto energia al vaglio della Conferenza Stato Regioni di ieri. Una è che non partirà prima del 1° ottobre 2012. Così sembrano raccontare alcuni voci attendibili. L'entrata in vigore del decreto potrebbe essere posticipata di 3 mesi, quindi non più a partire dal 1° luglio, ma dal 1° ottobre. Una possibilità poi non così lontana dalla data di entrata in vigore più probabile già oggi, prima della modifica della Conferenza: secondo noi, il limite dei 6 miliardi di euro di incentivi per il FV si potrebbe raggiungere entro la fine di agosto o ai primi di settembre, alla luce anche del fatto che nel secondo trimestre si assisterà a un'accelerazione delle installazioni.

Un’altra piccola novità, poco probabile in verità, è che ci possa essere un limitato innalzamento del tetto del cap annuale di incentivi fino a un massimo di 100 milioni di euro (quindi 6,6 mld). I Ministeri forse hanno recepito alcune piccole modifiche con il “Made in Europe” che entra tra i criteri di priorità per l'accesso ai Registri e la possibilità di riconoscere un bonus per impianti con componentistica 'Made in UE' sopra i 100 kW di potenza. Per la sostituzione dell’amianto con il fotovoltaico sembrerebbe ritorni il premio, questa volta di 3 centesimi per kWh (cumulabile con il premio Made in UE in caso di una riduzione del 10% della tariffa base degli incentivi).

Un’altra ipotesi al vaglio è quella di porre un limite diverso per i registri per impianti a seconda che il beneficiario sia privato o pubblico. Nel primo caso il limite del registro resterebbe di 12 kW, mentre per l’impianto pubblico verrebbe portato a 50 kW. Un distinguo proposto dall'Anci che comunque cambia poco nella sostanza.

Almeno per la data di entrata in vigore del quinto energia, queste notizie mutano leggermente lo scenario prospettato dal GSE nel convegno e question time di questa mattina a Solarexpo sul Conto energia. La previsione sull'evoluzione della spesa per gli incentivi al fotovoltaico illustrata da Gerardo Montanino, direttore operativo del GSE, fa prevedere che difficilmente il V conto energia entri in vigore prima della metà di settembre, ma che invece possa tardare fino a metà dicembre. Addirittura esiste l'eventualità che il limite di spesa venga raggiunto poco dopo la fine di novembre – ha detto il direttore del GSE - e dunque che il nuovo decreto parta nel 2013.

Tutto ruota, come sappiamo, intorno al raggiungimento del tetto di spesa di 6 miliardi. Secondo la bozza attuale del quinto conto energia, il nuovo regime incentivante, infatti, entrerebbe in vigore un mese dopo il superamento di quella soglia. Difficilmente infatti (come viene fatto notare anche nei commenti a pagina 3 della misteriosa prima bozza di conto energia che pare sia uscita dal pc di una dipendente Enel) si sarebbe potuto stabilire una data precisa per la fine del quarto conto, decisione che sarebbe stata contestata per motivi legali; l'unico modo per sostituirlo con il quinto era aggrapparsi a quel tetto di spesa indicativo di ‘6-7 miliardi’, cui fa riferimento il decreto del conto energia uscente.

Montanino ha spiegato oggi a Verona che “al momento, stando al contatore GSE, siamo a una spesa di circa 5,6 miliardi (5,654 oggi, ndr), ma la crescita della spesa sta rallentando nettamente e in alcuni casi addirittura 'va all'indietro', come quando a certi grandi impianti vengono riconosciuti incentivi minori di quelli richiesti”. Il responsabile del GSE ha fatto l’esempio di quegli impianti contigui su uno stesso terreno che riceveranno l'incentivo in base alla somma delle loro potenze e non alla taglia dei singoli impianti.

Altro fattore che fa girare più lentamente le rotelle del contatore, ha spiegato Montanino, è la moria di impianti che, accettati nel registro, non stanno però riuscendo a rispettare i tempi per essere completati e dunque accedere agli incentivi del quarto conto. Sembra che sia di circa il 60%. La spesa aggiuntiva attesa dal registro dunque potrebbe essere di soli 35 milioni anziché di 70 come inizialmente previsto.

Quando la soglia dei sei miliardi sarà raggiunta, comunque, non può saperlo nemmeno il GSE, che infatti, come abbiamo visto, lascia aperta una finestra temporale abbastanza ampia. Molto poi dipenderà da quello che succederà per gli impianti che si costruiranno in questi mesi, sui quali l'ente non ha un esatto monitoraggio. Un'impennata nei volumi di installazioni, dovuta a una volata per riuscire a rientrare nel quarto conto energia, potrebbe far arrivare prima al tetto di spesa e dunque al nuovo conto, ma per Montanino questo è “poco probabile”. A impedirlo, spiega, “anche la difficoltà nell'accesso ai finanziamenti che nel settore si sta riscontrando per realizzare impianti che non si è sicuri rientrino nel nuovo o nel vecchio conto energia”. Insomma, un cane che si morde la coda.

Redazione Qualenergia.it
10 maggio 2012

venerdì 6 aprile 2012

Il FV nel mondo continuera' a crescere, ad un certo momento sfondera' definitivamente e quindi sarebbe meglio, vista la crisi economica italiana, andare avanti e non indietro anche nel nostro paese.




Se in Italia il fotovoltaico inciampa, nel resto del mondo continua la crescita

Nonostante le incertezze e i tagli agli incentivi annunciati o già attuati in alcuni tra i mercati più importanti, Italia in testa, nel 2012 il fotovoltaico mondiale continuerà a crescere. Le installazioni potrebbero superare anche del 21% quelle del 2011 grazie soprattutto ai nuovi mercati medio-piccoli e alla Cina. Le previsioni di Ims Research.

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Nel 2012 si annuncia ancora la crescita per il fotovoltaico mondiale, nonostante le incertezze e i tagli agli incentivi annunciati o già attuati in alcuni tra i mercati più importanti, come in Italia. Se si guarda a quel che sta succedendo nel Belpaese, in Germania o in Francia, bisognerebbe essere pessimisti, ma il fotovoltaico sta penetrando in un numero molto più elevato di mercati e le vicende di quelli storici potrebbero pesare di meno.
Lo dicono le ultime previsioni di IMS Reserach (di recente acquistata da IHS): nel 2012 a livello mondiale il FV non si fermerà. Le installazioni nell'anno appena iniziato cresceranno almeno del 3,5% ma si potrebbe arrivare fino al 21%. L'installato annuale mondiale crescerà dai 26,9 GW del 2011 (per Epia sono invece 27,6 GW, perché si considerano le connessioni) a 27,8 GW nello scenario più moderato o a 32,6 GW in quello più ottimistico (vedi grafico).
Quel che è sicuro è che l'Europa vedrà indebolirsi il suo ruolo: nel 2011 ha pesato per quasi il 70% delle installazioni, nel 2012 non supererà il 50% (vedi grafico sotto).
“Anche se gran parte dell'industria si aspetta tempi bui, in realtà noi prevediamo una rapida ripresa della domanda, trainata dall'abbassamento dei prezzi degli impianti, una corsa che punta a battere i tagli di incentivi e un numero crescente di mercati emergenti di taglia media”, spiega Ash Sharma, Senior Research Director per il FV di Ims. “La domanda non è se il mercato del fotovoltaico crescerà nel 2012, ma di quanto crescerà. Secondo la nostra stima più ottimistica potrà arrivare a un più 21% con 32,6 GW”.
Stando al report, infatti, almeno 23 Paesi, rispetto ai 17 del 2011, installeranno oltre 100 MW. Il fotovoltaico mondiale quindi è sempre meno dipendente dai 2 o 3 mercati più grandi e proprio questa diversificazione geografica è la salvezza che lo aiuterà il suo sviluppo nel 2012 ed oltre.
Questo non toglie che i soliti noti avranno ancora un ruolo di primo piano. LaGermania, nonostante il recente taglio degli incentivi, secondo la previsione tornerà a essere il più grande mercato mondiale con un installato tra i 6 e gli 8,5 GW; poche settimane fa avevamo visto previsioni decisamente più contenute (3-4 GW per il 2012, secondo Apricum), ma Ims giustifica l'ottimismo con gli andamenti superiori alle aspettative registrati in questo primo trimestre.
La novità, peraltro annunciata, per questo 2012 sarà invece l'esplosione del mercato domestico in Cina. Anche se domanda e offerta nel Paese restano “difficili da prevedere”, con il calo della domanda in Europa è chiaro che il Governo di Pechino ha tutto l'interesse a far decollare il mercato interno per dare uno sbocco all'industria nazionale ed è “poco probabile ma non impossibile” che nel Paese nel 2012 si arrivi a installare fino a 8 GW di potenza.
Sull'Italia, infine, Ims spende solo due parole, per dire che “probabilmente” sarà il terzo mercato dopo la Cina. D'altra parte, con la nuvola nera di un quinto conto energia potenzialmente letale che incombe sul settore, nessuno ora come ora può sapere che ne sarà del fotovoltaico italiano.

martedì 3 aprile 2012

Fiera Enersolar Brasil, 11-13 luglio 2012, San Paolo

Dal 11 al 13 luglio 2012 si terra' a San Paolo  la Fiera Enersolar Brasil, organizzata dalla societa' italiana Artenenergy Publishing SrL, sull' energia fotovoltaica, sul solare termico e a concentrazione.

L' Italia nel 2011 e' stato il primo mercato mondiale per installazioni fotovoltaiche, tutte le esperienze formatesi nel nostro paese possono trovare uno sviluppo futuro all' estero.

Invece di tagliare gli incentivi all' energia pulita  dovremmo aiutare le nostre imprese a portare nel mondo le nuove tecnologie delle rinnovabili.

Una parte enorme del nostro pianeta, un miliardo di persone, aspetta ancora l' energia elettrica, una parte ancora piu' grande non ne ha a sufficienza.

A questo link dettagli sulla fiera:
http://www.enersolarbrasil.com/en_esb/index_esb.asp

venerdì 23 marzo 2012

Fotovoltaico,nuovo taglio al conto energia e incentivi gia' nel 2012 ?


Quinto conto energia fotovoltaico, le primissime bozze


Circolano le prime bozze del Quinto conto energia, che si dice potrebbe arrivare entro l'estate. Vi si legge di una riduzione drastica del tetto di spesa e di novità molto penalizzanti, come il registro per tutti gli impianti sopra ai 3 kW. Un testo preoccupante per il settore e che comunque dovrebbe essere lontano dalla sua versione definitiva.

Redazione Qualenergia.it
23 marzo 2012

Che un Quinto conto energia entri in vigore a breve, prima dell'estate, è un'eventualità sempre più probabile (si veda Qualenergia.it, Arriva il quinto conto energia?). Ieri pomeriggio sono circolate le prime indiscrezioni e questa mattina abbiamo deciso di diffondere due bozze (vedi allegato, la seconda più completa), ovviamente provvisorie e non ufficiali. Siamo certi che ne seguiranno molte altre e che sarà piuttosto problematico seguire questo flusso continuo di nuove versioni.

Il nuovo regime, stando al testo, entrerebbe in vigore dal 1° luglio 2012 o al raggiungimento del limite di spesa dei 6 miliardi (in effetti già toccato dicono fonti del Ministero dello Sviluppo Economico). Basta una prima letta per capire che, se i contenuti di questa primissima bozza si concretizzassero, si tratterebbe di una vera e propria doccia fredda per il fotovoltaico italiano.

Drastico il taglio alla spesa: una delle due versioni in bozza stabilisce che bastano 500 milioni di euro all'anno per accompagnare il FV alla maturità; per fare un confronto, il Quarto conto energia invece stanziava per metà 2011 e per tutto il 2012 fondi per 810 milioni di euro solo per i grandi impianti, senza prevedere alcun limite di budget per i piccoli impianti.

Altra grossa novità che frenerebbe bruscamente le installazioni: la bozza diffusa prevede l'iscrizione a un registro, come quello attuale dei grandi impianti, per tutte le installazioni sopra ai 3 kWp. Una graduatoria che darebbe precedenza a impianti con determinate caratteristiche, per esempio quelli su edifici efficienti o in sostituzione all'eternit. Ogni semestre si autorizzerebbero gli impianti solo se si rientra in un limite di spesa di 100 milioni di euro per semestre di cui 10 riservati a quelli con caratteristiche innovative e 10 al fotovoltaico a concentrazione.

Già da luglio poi si passerebbe a un sistema incentivante basato su tariffa omnicomprensiva, che secondo il Quarto conto energia. dovrebbe partire da gennaio 201. Nella nuova bozza però la tariffa omnicomprensiva già per il secondo semstre 2012 è più o meno dimezzata rispetto alle tariffe del Quarto CE. per il 2013, mentre il premio per l'autoconsumo è molto più sostanzioso. In sintesi il mercato FV nazionale potrebbe diventare, se così normato, un mercato da appena un gigawatt/anno.

Insomma, c'è di che far preoccupare gli operatori anche se, ufficiosamente, fonti di Qualenergia.it ci assicurano che le bozze in circolazione veranno con ogni probabilità modificata pesantemente.

Lo stesso Tullio Fanelli, sottosegretario del ministero dell'Ambiente con delega all'energia, nel corso del convegno organizzato oggi da Kyoto Club e GSE sugli incentivi alle rinnovabil e all'efficienza energetica ha cercato di rassicurare pubblicamente il settore: “Le bozze in circolazione sono provvisorie e ancora poco attendibili”, ha chiarito, aggiungendo che “il Governo si impegna a trattare il fotovoltaico con la stessa attenzione riservata alle altre fonti: senza azzerarlo, ma anche senza privilegiarlo”.

Redazione Qualenergia
http://www.qualenergia.it/

sabato 10 marzo 2012

A febbraio 2012 in Italia l' energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici e' stata il 4% dell' energia totale.



Zeroemission.eu
Venerdì, 9 Marzo 2012

Elettricità
La produzione di energia elettrica da fonte solare conferma il suo trend positivo che prosegue ormai da diversi mesi: a febbraio i moduli fotovoltaici installati lungo la Penisola hanno prodotto in totale 999 GWh, in crescita del 334,3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno (230 GWh) raggiungendo rispettivamente il 4% della produzione e il 3,6% della domanda elettriche nazionali.

Buona la perforamance anche dell'energia eolica (+38,6%, cioè da 831 GWh dello stesso periodo dello scorso anno a 1.152 GWh), che ha coperto il 4,14% della domanda nazionale garantendo il 4,6% della produzione. In netto calo la produzione idroelettrica (-31,8% rispetto a febbraio 2011 con un totale di 2.098 GWh) e la produzione geotermoelettrica (-1,2% con 411 GWh).

E’ quanto emerge dai dati sui consumi di energia elettrica relativi al mese scorso diffusi da Terna che registrano un calo anche della produzione termoelettrica (-9% con 20.417 GWh). In generale nel mese di febbraio 2012 l’energia elettrica richiesta in Italia, 27,8 miliardi di kWh, ha fatto registrare un incremento del 2,2% rispetto a febbraio dello scorso anno. Depurata dagli effetti di calendario e temperatura, la variazione della domanda elettrica di febbraio 2012 diventa -1,9%. Rispetto a febbraio 2011, infatti, quest`anno si è avuto un giorno in più (anno bisestile) e una temperatura media inferiore di quasi un grado centigrado rispetto al corrispondente mese del 2011. La domanda elettrica è stata soddisfatta per un 89,6% con produzione nazionale (25,1 miliardi di kWh, + 7,7%) e per la quota restante (10,4%) dal saldo dell`energia scambiata con l`estero. In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di febbraio 2012 rispetto al mese precedente è risultata pari a +3,3%. Il profilo del trend delinea un andamento stazionario. (f.n.)

Fonte  http://www.zeroemission.eu/

martedì 6 marzo 2012

Fotovoltaico, taglio agli incentivi in Italia e Germania,ma ora lo sviluppo della tecnologia,e delle imprese tedesche e italiane, deve rivolgersi ad altre zone


Questo e' un allarme della SMA, impresa che produce Inverter per impianti fotovoltaici, per i tagli agli incentivi al fotovoltaico in Germania. Hanno enormi difficolta' anche le industrie produttive di moduli che sono impegnate solo al 50% della loro capacita'. Il mercato fotovoltaico si e' sviluppato solo negli ultimi 10 anni e lo ha fatto soprattutto nell' Unione Europea. La Germania, insieme ,prima a Spagna, poi ad Italia, ha raggiunto un numero di installazioni che producono gia' il 3-4% dell' energia elettrica totale, con punte anche maggiori, ed ha fatto questo in un arco di tempo brevissimo.

L'exploit ha dimostrato in maniera inequivocabile che il fotovoltaico puo' sfondare nella produzione di energia elettrica in una maniera enorme, e in modo tale da ridimensionare altre fonti in modo notevole. Pero' lo sviluppo deve essere generalizzato all' intero pianeta, non puo' essere limitato a pochi paesi. Soprattutto lo sfondamento e' utile nelle zone, il 25% della popolazione mondiale, che hanno ancora enormi problemi con le forniture di energia elettrica. Qui e' possibile uno salto quantitativo "rivoluzionario", ma le caratteristiche necessarie per il fotovoltaico in queste zone devono essere diverse dalle caratteristiche che si sono sviluppate in Germania e Italia.

Quindi, e' inutile piangere sugli incentivi ridotti in Germania e Italia, le imprese di questi paesi devono rivolgere le loro attivita' verso i paesi ancora da elettrificare e verso i paesi industrializzati dove pero' non sono ancora presenti le esperienze che si sono consolidate invece in Italia e Germania.

marco


Fotovoltaico, SMA: pesante impatto dai tagli tedeschi
Martedì, 6 Marzo 2012


Fotovoltaico
Secondo il colosso degli inverter, l’indebolimento generalizzato dei regimi di sostegno, in particolare in Germania, sta creando un clima di incertezza che porterà a un calo della domanda soprattutto per le installazioni di taglia media e grande. E non è ancora chiaro se i mercati asiatici e americani riusciranno a compensare pienamente il declino del mercato europeo

SMA è in prima fila nella protesta ai tagli agli incentivi al fotovoltaico decisi dal Governo tedesco. In un comunicato il colosso degli inverter prevede un pesante impatto sul settore dal provvedimento che in ogni caso provecherà un rallentamento della sua corsa nel 2012. L’indebolimento generalizzato dei regimi di sostegno, in particolare in Germania, sta creando un clima di incertezza che porterà a un calo della domanda soprattutto per le installazioni di taglia media e grande. "E al momento non è ancora chiaro se i mercati asiatici e americani riusciranno a compensare pienamente il declino del mercato europeo", prosegue la nota. Per questo il board di SMA prevede un significativo calo delle proprie vendite nel 2012 a 1,2-1,5 miliardi di euro (-20/30%). La risposta della società a questa situazione sarà puntare in maniera ancora più decisa sulla sua strategia di internazionalizzazione per ridurre “la nostra dipendenza dal mercato fotovoltaico tedesco”.

Fonte  http://www.zeroemission.eu/


giovedì 16 febbraio 2012

Nel Regno Unito molte opportunita' per il settore italiano delle rinnovabili

In Italia invece di perdere tempo ed energie per la propaganda di politiche sbagliate e per tagliare i soldi ai ceto meno abbienti, dovremmo tagliare le spese militari, le guerre (oggi chiamte missioni di pace e fedelta' alla Nato) e incentivare il nostro settore delle rinnovabili che e' gia' molto avanti rispetto al resto del mondo. Possiamo essere protagonisti nella rivoluzione energetica che sara' piu' veloce e radicale di quello che crediamo tutti.

Nel 2011 l' Italia e' stato il primo paese per potenza installata di impianti fotovoltaici e nel medio periodo l' intero pianeta arrivera' alle attivita' che gia' noi abbiamo sperimentato facendo nascere professionalita' ed esperienze non ancora presenti altrove. Questa conoscenza nella progettazione,installazione,gestione finanziaria degli impianti fotovoltaici puo' essere trainante per la produzione italiana del settore, dove siamo all'avanguardia soprattutto nel segmento degli inverter,i trasformatori da corrente continua a corrente alternata necessari per ogni impianto.
marco

Rinnovabili, grandi opportunità per le aziende italiane oltre Manica

Il Regno Unito punta sulle rinnovabili e per le aziende italiane del solare e dell'eolico si presentano le opportunitá di un mercato in crescita. Si stima, per esempio, che entro il 2016 il valore prodotto dal fotovoltaico nel Regno Unito sfiorerá i 900 milioni di euro

«Un sistema strutturato di incentivi alle energie rinnovabili è essenziale per lo sviluppo di un settore che può e deve avere un ruolo chiave nell'uscita dall'attuale crisi. Una nuova fase di crescita economica e sviluppo dovrá essere basata su energie pulite e rinnovabili puntando alla sostenibilitá e al rispetto per l'ambiente», afferma Giuseppe Paoletti, vicesegretario generale della Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito

«Anche nel Regno Unito - aggiunge Paoletti - il governo ha stabilito obiettivi ambiziosi per la riduzione del tasso di anidride carbonica aumentando la sostenibilitá ambientale e il ricorso ad energie pulite. Il governo è concentrato sull'evitare una pericolosa situazione di forte speculazione iniziale incentivando il mercato ad una crescita strutturata e costante sul medio-lungo periodo».

Il Low Carbon Buildings Programme prevede che nel Regno Unito siano costruiti edifici a zero emissioni, con conseguente crescita della domanda di rinnovabili ad uso domestico, in particolare dell'energia solare, anche perchè la tecnologia fotovoltaica è la fonte di energia rinnovabile piú ampiamente usata nell'edilizia e l'Italia è, inoltre, il principale esportatore di strutture di alluminio ad utilizzo rinnovabili del Regno Unito. «Grazie a questi incentivi si è creata una situazione molto favorevole ad aziende italiane del settore del solare e dell'eolico - conclude Paoletti -che hanno la possibilitá di penetrare un mercato decisamente in crescita che raggiungerá entro il 2020 i risultati ottenuti dalla Germania, un paese con caratteristiche molto simili al Regno Unito». (s.f.)

Fonte www.zeroemission.eu