lunedì 9 luglio 2012

Siria, una riflessione, leggendo Galtung, sulla situazione attuale


Una riflessione sulla situazione attuale in Siria leggendo Galtung


Galtung nel manuale “La pace con mezzi pacifici” scrive che nello studio dei conflitti e’ utile: ”Identificare le svolte decisive del passato e poi chiedere: cosa doveva, cosa poteva essere fatto ? “* E cita il prematuro riconoscimento come stati indipendenti di diversi paesi della Jugoslavia quale esempio di scelta decisiva sbagliata che avrebbe potuto essere diversa.

“Ma un errore commesso dalla UE, dagli USA e dal Consiglio di Sicurezza non e’ facile da correggersi: sono in ballo pretese di infallibilita’, il che significa irreversibilita’.”*

Spiega inoltre che nell’ affrontare i conflitti bisognerebbe “astenersi dall’ irreversibile”* perche’ ”..gli esseri umani sono imperfetti e lo sono quindi anche la loro compassione e la loro conoscenza. Il principio della generale fallibilita’ umana dovrebbe percio’ avere come conseguenza fondamentale: agisci in modo che le conseguenze delle tue azioni siano reversibili. Privilegia le azioni che possono essere disfatte. Procedi con attenzione, puoi sbagliare.”*

Nel caso della guerra libica del 2011 potremmo vedere come svolta decisiva che poteva essere affrontata diversamente la risoluzione ONU 1973/2011 che istitui’ la no-flay zone e la difesa dei civili con ogni mezzo.

In questa occasione Russia e Cina non posero il veto nel Consiglio di Sicurezza e molti ambienti pacifisti italiani apprezzarono l’ iniziativa delle Nazioni Unite. Ma la risoluzione 1973 fu un passo che permise alla Nato di attaccare la Libia esibendo l’autorizzazione dell’ ONU. Una scelta successiva che i pacifisti italiani non appoggiarono anche se non ci fu una opposizione visibile a questa operazione bellica.

In occasione della crisi siriana Russia e Cina , per ora, si oppongono a una scelta simile a quella libica e molti pacifisti dicono di non credere all' eventualita’di una risoluzione ONU rigida e successivo intervento benche’questa soluzione sia auspicata quasi esplicitamente da alcuni paesi Nato. Ricordo che l’ attacco alla Libia non e’ stato mai ammesso ufficialmente, neanche dopo migliaia di missioni aeree offensive.

Ma questa eventualita’, cioe’ una risoluzione ONU che apra la strada ad un attacco Nato, e’ possibile. Si puo’ ritenerla probabile o meno, ma niente esclude che possa verificarsi.

Quindi, visto che potrebbe essere la svolta decisiva verso una nuova guerra Nato, i pacifisti dovrebbero pensare a come contrastarla. Poi ,se gli avvenimenti dovessero percorrere strade piu’ pacifiche, meglio. Ma dobbiamo tenere di conto anche l’ ipotesi peggiore.

Occorre anche, per muoversi nel modo piu’ appropriato possibile, seguire i passaggi diplomatici con estrema attenzione perche’ “..le elite negozianti, impedendo la trasparenza non solo dei protocolli (segreti) finali, ma anche dell’ intero processo (negoziati “sensibili” secretati), sono i principali ostacoli alla pace.”*

marco

*Le frasi tra virgolette sono tratte dal manuale “La pace con mezzi pacifici” di Johan Galtung, Esperia edizioni (2000)

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