lunedì 11 marzo 2013

Siria, un altro rapporto infondato sarà approvato dall' ONU a Ginevra - di Marinella Correggia


ONU-GUERRA-SIGLO-XXIUn altro rapporto infondato sarà approvato all’Onu a Ginevra
L’11 marzo davanti al Consiglio dei diritti umani dell’Onu basato a Ginevra nel quale siedono a turno poco più di 40 stati membri, la Commissione COI (di inchiesta “indipendente” sulla Siria) presenta il suo lunghissimo rapporto sulla situazione nel paese. E’ basato su racconti di parte e contiene molte accuse non verificate, fondate solo su !testimonianze” raccolte per skype, al telefono, o presso persone segnalate dall’opposizione armata (chiamata però “attivisti”). Né esso contiene una condanna dell’ingerenza armata e finanziaria praticata da Occidente e petromonarchie (più Turchia e vari paesi arabi: fratelli-coltelli) che è la vera ragione della tragedia siriana (senza questa illegale fornitura di armi, finite in mano a gruppi violenti quando non jihadisti) i negoziati di pace avrebbero avuto qualche chance. Ma appunto la pace è stata boicottata.

E’ ovvio che il rapporto sarà approvato: perché solo ad aver studiato per mesi e mesi le “notizie” sulla Siria e le falsificazioni circa gli eventi e i responsabili, si può riuscire a contrastarlo. Ma nessuna missione all’Onu può aver compiuto questo lavoro di scavo. E’ poi risultato evidente che le missioni nemmeno hanno letto il rapporto COI. Lo compreranno a scatola chiusa.
Siccome purtroppo noi l’abbiamo faticosamente studiato  (mentre altri nel mondo avrebbero avuto tutti i mezzi per farlo, è toccato a noi), il nostro tentativo è stato di portare a Ginevra (pazienza per le spese, pazienza per il tormento) le nostre osservazioni. A settembre in occasione del precedente rapporto invece di prendere il treno per Ginevra abbiamo mandato per email le osservazioni e poi telefonato.  Ma un contatto diretto con le missioni, sarebbe stato più efficace? Ci abbiamo provato, stavolta.

E’ però difficile avvicinare i delegati dei vari paesi non conoscendone le facce e potendo avvicinarli solo in brevi momenti di pausa nella sala riunioni XX del Consiglio (inoltre gli uscieri non permettono di distribuire documenti dentro la sala stessa). Comunque ecco qui di seguito quel che si è cercato di distribuire, in lingue sparse e approssimative (quasi niente è in italiano per mancanza di tempo, abbiam preferito provare a scrivere subito in altre lingue, l’italiano non serve all’Onu). Il primo documento è un riassunto sintetico, che speriamo domani in extremis di dare ancora a qualcuno prima della discussione. Pare che sia il massimo della lettura alla quale si possa aspirare da parte dei delegati delle varie missioni statali. Gli altri tre sono più dettagliati e si riferiscono il primo alla metodologia, il secondo alla critica alle “notizie” presenti, il terzo alle omissioni.

PRIMO DOCUMENTO. RIASSUNTO (IN SPAGNOLO)
INFORME COI-Siria Fuentes parciales, noticias y denuncias no fidedignas, noticias y denuncias omitidas, contraddiciones........

..............SECONDO DOCUMENTO. OSSERVAZIONI METODOLOGICHE GENERALI (in italiano, inglese, francese spagnolo)
Rapporto COI (18 febbraio 2013). Fonti di parte, notizie e denunce non verificate, notizie e denunce omesse

Osservazioni e commenti da parte della rete No War  (Italia)

Nota.

La Rete No War Roma è formata da attivisti per la pace e ricercatori indipendenti che da anni in modo indipendente e volontario si occupano di “verità contro le guerre”, contrastando  la propaganda di fonti di informazione di parte a tutti i livelli: media, attori non governativi, parti in causa nei conflitti e loro schieramenti.
Il nostro obiettivo, anche nel caso della Siria, è operare affinché le armi – la causa di questa tragedia – tacciano al più presto e vada, come sostiene anche la Commissione Coi, per una soluzione negoziale. La quale viene favorita dal riconoscere le responsabilità delle varie parti, in modo obiettivo, ascoltando tutte le parti (e i loro sostenitori) ed evitando di dar corso a denunce non verificate.
Abbiamo letto l’ultimo rapporto della Commissione, così come facemmo con il precedente (v XXXX link). Ci proponiamo di inviare al più presto a voi e alle missioni presso il Consiglio dei diritti umani un’analisi precisa di diversi punti (quelli per i quali abbiamo elementi di conoscenza elaborati nel corso dei mesi passati). Intanto, però, vi mandiamo alcune osservazioni circa il metodo, le fonti, gli episodi da voi esaminati e le vostre conclusioni.

Le fonti del rapporto

Le vostre fonti sono per vostra stessa ammissione parziali, in parte per cause non dipendenti dalla vostra responsabilità (mancato ingresso nel paese). 1) Interviste. Avete intervistato, come in precedenza da voi indicato (vedi rapporto novembre 2011), “attivisti” dentro e fuori la Siria, appartenenti all’opposizione. Ricordiamo che questi attivisti e i cosiddetti “giornalisti cittadini” si sono resi responsabili di molti episidi di disinformazione e manipolazione. Avete intervistato, nei paesi limitrofi, i rifugiati che hanno lasciato la Siria. In genere essi si schierano con l’opposizione: anche le vittime possono essere di parte o influenzate o “formate” da una delle parti e questo può inficiare la loro testimonianza. Fra di loro membri della Free Syrian Army e loro famiglie. Riteniamo che lo standard della prova non possa ritenersi sufficiente di fronte a narrazioni così parziali. Oppure avreste dovuto intervistare anche membri dell’esercito o dell’amministrazione governativa…
All’interno del paese, avete intervistato persone via skype o al telefono, ma ci domandiamo se non vi siano state segnalate soprattutto da esponenti dell’opposizione. Notiamo anche interviste (forse attraverso giornalisti) a un membro del fronte Al Nusra. 2) Fonti Ong e media. In varie circostanze queste fonti hanno fatto ricorso anch’esse a fonti di parte. 3) Video, mappe ecc. Come indicheremo in seguito, spesso i video rivelano una sola cosa: che ci sono state delle vittime.

Le fonti ignorate dal rapporto

Se la Commissione si fosse rivolta ad altre fonti, avreste ricevuto denunce (di crimini contro l’umanità e crimini di guerra) rivolte all’opposizione armata. Gli stessi media mainstream hanno dovuto riferire di molti casi di presa di scudi umani, occupazione di quartieri, esecuzioni, violenze, massacri, torture ecc. Le testimonianze possono venire da sfollati interni, da gruppi delle minoranze e non solo, da esponenti religiosi anche a livello di base, da esponenti di minoranze etniche o religiose, perfino da oppositori non armati o da oppositori armati delusi. Possiamo fornirvi riferimenti.

Le conclusioni e il doppio standard

Si conclude ovviamente che occorre una soluzione negoziata e non militare al conflitto. Tuttavia, ecco alcune osservazioni. Il vostro rapporto, per via delle fonti, mantiene un doppio standard a favore delle forze armate dell’opposizione e a sfavore delle “forze governative” (esercito nazionale e forze di sicurezza e quelli che chiamate shabbiha e quelli che vengono chiamati in Siria “Comitati popolari”). E’ evidente la tendenza a sminuire gli atti negativi delle prime. Ad esempio, più volte sostenete che gli “attacchi governativi ai civili” fanno parte di una strategia deliberata, mentre lo negate per gli attacchi dell’opposizione.
Troviamo anche inquietanti le osservazioni, nel rapporto, circa la fornitura di appoggio in armi all’opposizione. Non risulta con chiarezza il fatto che questa ingerenza armata aiuta la prosecuzione della guerra e sfavorisce di fatto il negoziato. Inoltre, il rapporto sembra rammaricarsi per il fatto che la fornitura di armi non ha contribuito a unificare i gruppi armati…

Le notizie e denunce non verificate

Indichiamo qui elementi che approfondiremo nei dettagli.
Massacri. Per alcuni degli episodi da voi segnalati, le circostanze e i responsabili non sono accertati e altre fonti capovolgerebbero gli assunti. Inoltre dopo il 15 gennaio si sono verificati massacri oggetto di manipolazione quanto ad attribuzione di responsabilità.
Attacchi indiscriminati. Per alcuni degli episodi da voi segnalati, le circostanze non sono accertate e altre fonti capovolgerebbero gli assunti o sosterrebbero che i gruppi armati hanno fatto ricorso agli scudi umani asserragliandosi in aree civili. Altri racconti non paiono plausibili né sono suffragati da video che dicano qualcosa: si pensi agli “attacchi aerei alle panetterie e alle code per il pane”.  Si nota anche un doppio standard nel riferire, ad esempio, dell’uso di infrastrutture civili da parte di armati.
Altri crimini. Analoghe osservazioni – circa lo scarso fondamento e/o il doppio standard – per le denunce di crimini quali torture, stupri, violenze sui bambini, attacchi a infrastrutture e saccheggi di proprietà civili…

Notizie e denunce omesse

Massacri ignorati. Diversi episodi di uccisione di massa di civili non sono compresi nell’elenco.
Sanzioni. Nel contesto delle osservazioni sulla situazione sociale e umanitaria, ci pare che molto più spazio avrebbe dovuto essere dato all’impatto delle sanzioni internazionali, pur più volte denunciato come concausa di povertà e distruzione della nazione.
Attacchi indiscriminati. Non sono citati diversi casi di presa di scudi umani, uso di ostaggi, occupazione di interi villaggi, distruzione di beni, pur confermati da varie fonti.
Osservazione circa i componenti della Commissione
Facciamo notare che non offre garanzie di obiettività la Commissaria Karen Koning Abuzayd visto il ruolo che ricopre in una organizzazione che è emanazione di regimi implicati nella guerra in Siria, quali .......

L' articolo integrale si può leggere al link

http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1334

giovedì 7 marzo 2013

Associazione 3 Febbraio, appello per i profughi dalla Libia messi in strada a da1 Marzo


EMERGENZA PROFUGHI:

AUTORGANIZZIAMO L’ACCOGLIENZA UNIAMO LA SOLIDARIETA’

Dal primo marzo 2013 i profughi della guerra di Libia, scatenata dalla NATO nel 2011, saranno messi per strada come da circolare del governo. Sono persone alle quali è stato tolto ogni progetto di futuro da una guerra alla quale l’Italia ha partecipato, rendendosi corresponsabile di una grave emergenza umana.

 La mobilitazione unitaria, decisa e dignitosa di migliaia di fratelli ha portato all’ottenimento del permesso di soggiorno per motivi umanitari per tutti i profughi dalla Libia. Non basta, vogliamo che sia riconosciuto a tutti il diritto d’asilo. Le procedure burocratiche però sono lente, i soldi stabiliti come buonuscita, solo 500 euro, non arriveranno prima di settimane e quindi lo scenario che si profila è drammatico. Inoltre pensiamo che sia impossibile vivere per degli esseri umani con tale somma. Questa è l’accoglienza dello stato: disumana e indegna.

 Migliaia di persone si troveranno quindi in una situazione di assoluta precarietà, che sarà lenita solo dalla solidarietà della gente e dell’associazionismo. Di tutto questo c’è ora più che mai bisogno. Ogni persona buona, ogni associazione di solidarietà, ogni parrocchia, gruppo di amici o di vicini di casa può fare qualcosa: aiutare e accogliere una persona, conoscerla e farsi conoscere, toglierla dalla condizione inumana cui la condanna la fine dell’assistenza statale. Chiediamo a tutti voi una mano: associazioni o singoli disponibili ad un gesto di solidarietà possono contattarci e provare ad affrontare insieme questa emergenza.

 Tutti insieme, nella misura delle scelte e delle possibilità, possiamo contribuire a migliorare la vita di queste persone. Questa è la nostra priorità. Allo stesso tempo continueremo ad impegnarci per aprire una vertenza con le istituzioni a livello nazionale per i diritti dei profughi. Finora sono stati spesi per questa emergenza un miliardo e trecento milioni di euro che sono andati ad ingrossare le tasche dei proprietari delle strutture, neanche un euro è andato ai profughi come risarcimento dei danni della guerra.

I milioni di euro spesi per le guerre devono invece ritornare alla gente e essere utilizzati per l’accoglienza.

No alle spese militari

Sì all’accoglienza

Solidarietà a fianco di tutti i porfughi

Adesioni: Associazione Antirazzista Interetnica 3 Febbraio, Alex Zanotelli, Forum Antirazzista Napoli

Per adesioni A3F: 3465708065

Associazione Antirazzista e Interetnica ‘3 Febbraio’ - Roma
a3froma@ymail.com - 3291607779 - www.a3f.org

martedì 5 marzo 2013

Rete No War Roma, la contestazione a Kerry, Terzi e Khatib. Roma 28 febbraio 2013


Il 28 febbraio, in occasione dell' incontro di 11 paesi "Amici della Siria" al quale hanno partecipato il Segretario di Stato degli Stati Uniti Kerry, alcuni ministri degli esteri dei paesi dell' Unione Europea, esponenti dei paesi del Golfo e Khatib, capo della Coalizione Nazionale Siriana, l' opposizione ad Assad creata a Doha (Qatar) a inizio novembre 2012 dagli Stati Uniti, una attivista della rete No War Roma ha mostrato a Terzi, Kerry e Khatib che avevano appena concluso le loro dichiarazioni una cartello che contestava l' attività in Siria degli Stati Uniti dell' Unione Europea e dei paesi del Golfo.

A questo link potete vedere un filmato di 16 secondi che ripreso da Sky da un mediattivista siriano ha avuto ad oggi 28.000 visulizzazioni

link

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=wh0tVqPm7VM


Questo video della CBS invece è più lungo , 33 secondi, e mostra tutta l' azione dell' attivista giornalista Marinella Correggia.

link

http://www.youtube.com/watch?v=o8r9-9AUaIo


Intanto alcuni, troppo pochi, attivisti della rete No War dimostravano in Piazza Mancini ricevendo molto consenso e attenzione, atteggiamento purtroppo insolito, dai passanti.

link

  http://italian.irib.ir/analisi/resoconti-da-roma/item/121978-italia-riunione-sulla-siria-2-pacifista-italiana-entra-nella-storia-dicendo-no-alla-guerra-video

domenica 24 febbraio 2013

Rinnovabili, soprattutto solare: in Italia ora è possibile una rapida rivoluzione



Il V° conto energia per gli impianti fotovoltaici terminerà sicuramente prima della fine dell’ estate. Infatti non sarà più valido un mese dopo il raggiungimento di 6,7 miliardi di euro di incentivi annui e il 23 febbraio 2013 il contatore del sito del GSE che somma gli incentivi annui di tutti i conti energia che sono stati in vigore dal 2005 segna 6.565.400.000 euro.

Secondo le indicazioni politiche presenti nel maggio 2011, solo due anni fa ma da quel momento due governi hanno terminato il loro mandato, una volta scaduto questo conto energia non dovrebbero essere più concessi incentivi a coloro che installano impianti fotovoltaici.

Con il V° conto energia un impianto domestico con 3 kw di potenza di picco, che in Italia produce in media qualcosa in più di 3.000 KWh di energia elettrica l’ anno, riscuote almeno 500-700 euro annui di incentivi statali che in linea di massima ripagano in 10 anni il costo dell’ impianto e assicurano per i rimanenti 10 anni di incentivi un guadagno di alcune migliaia di euro. Il passaggio da questo conto energia che assicura più di 10.000 euro di incentivo a un impianto fotovoltaico domestico medio, ad una legislazione che preveda zero euro di incentivo pare senza dubbio esagerato e sarebbe auspicabile fossero istituite altre forme di aiuto economico a chi vuole usare questa tecnologia non inquinante.

Ma l’ aiuto alla tecnologia fotovoltaica, e rinnovabile in generale, non deve essere necessariamente solo un incentivo economico a chi la installa. Uno studio del Lawrence Berkeley National Laboratory spiega perché un impianto fotovoltaico “chiavi in mano” in Germania costi 3 $/W e negli USA invece ben 6,19 $/W. Secondo il rapporto questo avviene non tanto perché gli installatori tedeschi pagano meno dei colleghi statunitensi moduli, componenti e manodopera: la differenza si ha sui cosiddetti “soft costs” come procedure autorizzative, acquisizione di clienti, marketing e advertising, che sono più alte negli States, dove cittadini e istituzioni sono meno abituati al solare. La conclusione è che “ quando le rinnovabili entrano nella cultura e nella quotidianità di un popolo e delle istituzioni i costi calano sensibilmente ”. Insomma se ci fosse più, e migliore, informazione, se si diffondesse una conoscenza popolare delle energie rinnovabili, si risparmierebbero incentivi, polemiche e una spesa maggiore per le bollette elettriche.

In occasione del referendum del 2011 contro le centrali nucleari si saldò un fronte contrario all’ atomo che comprendeva imprese del settore delle rinnovabili, ambientalisti, forze politiche e sociali, comitati territoriali. Il risultato fu un successo nettissimo e da anni non veniva raggiunto il quorum in occasione dei referendum.

Questo fronte che si è unito contro il nucleare è però solitamente frammentato e soprattutto sono diverse le conoscenze e le competenze dei diversi segmenti che lo compongono. Così tutto il settore degli addetti alle imprese delle rinnovabili ignora in genere i problemi gravissimi del clima, il processo del picco petrolifero e l’ inquinamento del carbone e delle altre fonti fossili. Gli ambientalisti superstiti, ma ancora diffusi in tutta Italia, ignorano invece il livello già notevole raggiunto dalla tecnologia rinnovabile che potrebbe già ora sostituire gran parte degli impianti da fonti fossili.

Con la presenza in Parlamento delle decine di deputati del Movimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia e Liberta e, speriamo, Rivoluzione Civile potrebbe riproporsi il processo virtuoso che si è verificato in occasione del referendum nucleare e potrebbe nascere una poderosa campagna nel paese per una legge che aiuti lo sviluppo del Fotovoltaico. In questo modo l’ eccezionale risultato ottenuto dall’ Italia in questi 7-8 anni di conti energia, il 6% dell’ energia elettrica totale oggi è prodotta da impianti fotovoltaici, potrebbe trasformarsi in una vera e propria rivoluzione e il nostro paese, in un momento difficile della sua economia, potrebbe diventare un esempio per questo cambio di paradigma che è ineluttabile e necessario.

Ma ne riparleremo, e lo capiremo, nelle prossime settimane appena i nuovi entrati in Parlamento si saranno ambientati un minimo nel nuovo compito. Ci saranno deputati competenti e altri meno, ma Rivoluzione Civile, Sinistra Ecologia e Libertà e soprattutto il Movimento 5 Stelle daranno al tema della rivoluzione energetica in Italia una spinta eccezionale e in questo momento inaspettata, una situazione completamente diversa da quella presente in Parlamento la precedente legislatura.

http://blog.libero.it/infoenergia/

domenica 17 febbraio 2013

Video incontro "Ditelo prima !" organizzato dalla Rete No War e peacelink con candidati alle prossime elezioni politiche


A questo link è possibile vedere la registrazione dell' incontro sul tema della guerra e spese militari " Ditelo prima! " organizzato il 15 febbraio dalla rete No War e Peacelink con candidati alle prossime elezioni politiche .

http://www.livestream.com/peacelinkonair

Intervenuti Movimento 5 Stelle, Partito Comunista dei Lavoratori , Sinistra Ecologia e Libertà, Rivoluzione Civile.

Hanno introdotto Marinella Correggia (Rete No War e www.sibialiria.org ) e Nella Ginatempo (Rete No War)

sabato 16 febbraio 2013

No War : Unione Europea illegale se arma ribelli siriani

COMUNICATO STAMPA


ALL’UNIONE EUROPEA:E’ UN ATTO ILLEGALE ARMARE LE OPPOSIZIONI SIRIANE! Agite invece per la pace!

TERZI, MINISTRO DIMISSIONARIO, NON PUÒ PRENDERE UNA DECISIONE COSI’ GRAVE!

I gruppi pacifisti Rete No War-Roma, Peacelink e Comitato contro la guerra-Milano hanno mandato al ministro Terzi e agli europarlamentari italiani una protesta preventiva rispetto all'ipotesi che il 18 febbraio alla riunione dei ministri degli Esteri europei si decida di armare gli oppositori in Siria, come richiesto dalla Gran Bretagna, rimuovendo dunque l'embargo sulle armi in vigore nei confronti del paese.

Armare attori impegnati contro un governo riconosciuto è un atto illegale dal punto di vista del diritto internazionale. In particolare i gruppi chiedono al ministro dimissionario Terzi di non appoggiare un atto così grave. I gruppi in questione chiedono invece all'Unione Europea, premio Nobel per la pace, di rimuovere le sanzioni civili che colpiscono la popolazione siriana, e di agire per il dialogo e una soluzione negoziale.

Qui di seguito il testo mandato a Terzi e agli europarlamentari.

Condanniamo con fermezza ogni tentativo da parte dei Ministri degli Esteri dell'Unione Europea, che si riuniscono il 18 febbraio a Bruxelles, di rendere formalmente possibile l’invio di armi all’opposizione siriana come proposto dalla Gran Bretagna. Finora questo appoggio armato diretto è stato ostacolato da un embargo europeo sulle armi dirette in Siria. Lo scorso dicembre l’embargo è stato prorogato per soli tre mesi, in sede UE. Chiediamo che esso sia rinnovato.

Chiediamo invece di rimuovere le sanzioni economiche civili, che colpiscono il popolo siriano.

Ricordiamo ai rappresentanti politici dei cittadini europei, nonché recipienti del Premio Nobel per la pace 2012, che è vietato dal diritto internazionale riconoscere e ancor più armare gruppi che si oppongono a un governo riconosciuto.

Invitiamo, come cittadini italiani, il ministro “tecnico” del governo dimissionario italiano a non prendere decisioni così gravi che impedirebbero qualunque spiraglio negoziale. Se l'infausta proposta UE dovesse essere approvata e se dovessero essere inviate armi europee ad alimentare il conflitto, il sangue dei siriani, che scorrerà sempre di più, sarà anche sulle mani dei cittadini europei.

Ricordiamo inoltre al ministro Terzi che l’art. 286 del Codice penale italiano punisce con l’ergastolo “Chiunque commette un fatto diretto a suscitare la guerra civile nel territorio dello Stato” [c.p. 4], norma che, per analogia, dovrebbe applicarsi anche a paesi terzi. In Siria, armare i gruppi dell’opposizione equivale a fomentare la guerra civile e settaria che essi portano avanti, invece di sostenere il piano di pace di Kofi Annan, fatto suo dall'attuale inviato ONU Lakhdar Brahimi.

Rete No War-Roma (www.sibialiria.org )
Peacelink (www.peacelink.it
Comitato contro la guerra-Milano

mercoledì 13 febbraio 2013

Khatib, Coalizione Siriana, disposto ad incontrare Assad ?


Questa,se confermata, è una notizia nuova e importante. Si dovrebbe trattare solo di un messaggio su facebook, ma il silenzio generale su una affermazione del genere e' una grande omissione interessata.


marco

Il leader dell'opposizione siriana Ahmad Moaz Al-Khatib pronto a parlare con Assad
Redazione Online
11.02.2013, 15:55

Il capo della Coalizione Nazionale dell'opposizione siriana Ahmad Moaz Al-Khatib si è mostrato disponibile ad avere colloqui con il presidente Bashar Assad. Il tema dei colloqui dovrebbe essere quello di cercare soluzioni per il passaggio di potere col "minimo spargimento di sangue e meno danni", ha scritto Al-Khatib sulla sua pagina ufficiale su Facebook. Il luogo di incontro proposto è nel nord del Paese, dato che secondo l'oppositore "le autorità sono preoccupate dal conservare la loro sovranità e temono di lasciare il territorio siriano."

http://italian.ruvr.ru/2013_02_11/Il-leader-dellopposizione-siriana-Ahmad-Moaz-Al-Khatib-pronto-a-parlare-con-Assad/