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venerdì 5 aprile 2013

Siria, alcune notizie dal 25 marzo al 4 aprile 2013



 A MAGGIO L’UE DISCUTERA’ ANCORA SULLE ARMI ALLE MILIZIE ANTI-ASSAD. PACIFISTI IL 9 APRILE DAVANTI A MONTECITORIO PER CHIEDERE UNA DISCUSSIONE ANCHE NEL PARLAMENTO ITALIANO

L’ embargo UE alle armi in Siria sarà discusso ancora una volta nel mese di maggio. I ministri degli esteri europei decideranno su questo probabilmente attorno alla metà del mese e si fronteggeranno di nuovo due posizioni: una, sostenuta da Francia e Gran Bretagna, favorevole a fornire armi ai gruppi combattenti anti-Assad; l’altra, contraria a modificare le regole sull’embargo fissate a febbraio 2013, tenuta ferma soprattutto da Austria e Irlanda. Oltre queste due nette posizioni, troviamo l’ atteggiamento degli altri paesi europei assai perplesso e indeciso. Come si schiererà l’Italia? Finora il ministro degli esteri Terzi ha appoggiato la richiesta di Gran Bretagna e Francia, anche se in modo semi-clandestino, ma Terzi non è più ministro ed è stato eletto un nuovo Parlamento che non si è ancora occupato della guerra siriana.

Per questo il pomeriggio di martedì 9 aprile la rete No War e l’ associazione Peacelink saranno nella piazza di Montecitorio e chiederanno ai deputati di discutere nell’assemblea la posizione che l’ Italia sosterrà negli incontri con gli altri paesi dell’Unione Europea. I pacifisti spiegheranno inoltre che la Siria non ha bisogno di nuove armi ma di pane e assistenza sanitaria.

La Chiesa Cattolica, l’associazionismo vicino al centrosinistra e quello cattolico hanno espresso nelle settimane passate la stessa opinione, ma l’opposizione alla richiesta di Londra e Parigi deve essere espressa in modo visibile e chiaro. Speriamo che in questa occasione il parere dei pacifisti riesca ad arrivare all’opinione pubblica e influenzi l’operato del governo italiano.

25-26 MARZO, LA LEGA ARABA ASSEGNA AGLI OPPOSITORI DI ASSAD IL SEGGIO DELLA SIRIA

Lunedì 25 e martedì 26 marzo a Doha (Qatar) la Lega Araba ha assegnato alla Coalizione nazionale siriana (CN) il seggio in rappresentanza della Siria. Hanno votato contro la decisione Algeria, Iraq e Libano, in questo paese però il governo è dimissionario da sabato 23 marzo e con molta probabilità saranno rinviate le elezioni politiche previste nel prossimo giugno.
La CN è il coordinamento dei gruppi di opposizione ad Assad nato nel novembre 2012, sempre a Doha, su pressione di Hillary Clinton. Ha sostituito il CNS come unico riferimento della opposizione riconosciuto dall’Occidente.

La Coalizione nell’ incontro con la Lega Araba era rappresentata da Khatib, leader dimissionario eletto nel novembre 2012, e da Hitto, manager da 25 anni negli USA, eletto il 18 marzo 2013 premier di un governo di opposizione che dovrebbe (ma ad oggi ancora non ho letto niente di una sua effettiva nascita) amministrare i territori controllati dai gruppi armati dell’opposizione.
Khatib a Doha ha inaugurato anche la sede diplomatica della CN ed ha chiesto per la Coalizione il seggio della Siria alle Nazioni Unite e l’ installazione di missili Patriot della NATO nei territori siriani da loro controllati.

ANCORA IMPASSE POLITICA, MA LA VIOLENZA CRESCE. RECORD DI MORTI NEL MARZO 2013 ?

Nell’ ultimo mese di marzo 6.000 cittadini siriani sarebbero rimasti uccisi in episodi di violenza, il mese più cruento dei due anni di crisi e guerra in Siria. La cifra è stata diffusa dall’opposizione tramite il suo Osservatorio di Londra, è quindi una notizia non sicurissima. Lo stesso Osservatorio per esempio stima che nei due anni di guerra siano rimasti uccisi 120.000 siriani, una cifra doppia rispetto alle ultime stime delle Nazioni Unite. Riporto però questa notizia da Londra perché dalle ultime cronache ho l’ impressione che l’intensità degli scontri sia cresciuta davvero.

“Siria: comincia l’ ultimo atto” è il titolo di un articolo di G. Chiesa che potete leggere al link 

Riporta notizie che sono circolate nelle ultimissime settimane sulle forniture occidentali di armi alle milizie dell’ opposizione e cita anche una conferenza avvenuta a Roma al Centro di Studi Americani dove l’ambasciatore statunitense Hof ha spiegato, in inglese ad una platea composta soprattutto da persone appartenenti agli ambienti diplomatici, la strategia USA per intervenire militarmente in Siria. L’incontro era presieduto da Giuliano Amato.

Spero che il pessimismo dell’ articolo non rispecchi la situazione siriana reale, ma soprattutto, al di là dei miei auspici, non sono convinto delle affermazioni del giornalista riguardo all'opposizione siriana.

LE DIVISIONI TRA GLI OPPOSITORI AL GOVERNO SIRIANO RIMANGONO

Secondo me, le difficoltà e le divisioni, anche violente, dell' opposizione al governo di Assad rimangono tutte e:
-  come ho scritto nelle righe precedenti, a quindici giorni dalla elezione di Hitto non ho ancora letto niente sulla nascita di un governo siriano di opposizione.
-  non mi convince neanche la notizia che questo governo inizi a operare all’ estero per entrare poi in territorio siriano quando sarà possibile. La sua sede di lavoro all’ interno della Siria era stata decisa appositamente per tentare di sanare la frattura esistente tra opposizione politica all’estero, spesso benestante, e l’opposizione armata all’interno del paese.

Le reazioni dell’ Esercito libero siriano alla nomina del premier sono state contraddittorie, un primo messaggio di assenso e una successiva presa di distanza e, soprattutto, in questo momento, nella galassia dei gruppi dell’opposizione armata sembra prevalere la componente legata agli ambienti religiosi radicali, che non accetterebbe mai di seguire le indicazioni di un governo sotto tutela occidentale.
La stessa elezione di Hitto è stata letta da qualcuno come una rivincita del CNS, egemonizzato dalla Fratellanza Musulmana, e ci sono stati dissensi plateali. 12 membri, su 66, del coordinamento della CN non hanno partecipato al voto e altri 70 esponenti dell' opposizione hanno firmato una lettera critica verso questa nomina.
Anche le dimissioni di Khatib, poco chiare, potrebbero essere una risposta a questo passaggio. Non c'e' una coerenza nelle posizioni espresse da Khatib negli ultimi mesi, comunque la sua nomina a novembre 2012 e' stato sicuramente un tentativo di trovare un equilibrio tra l' opposizione più gradita agli USA e i Fratelli Musulmani, rappresentati dal CNS.

In conclusione il tentativo di formare un governo dell' opposizione, annunciato dal mese di novembre 2012, non lo considero ancora riuscito e questo è un segnale di enormi difficoltà politiche che non impediscono però un forte attacco militare sostenuto dall' estero con uomini e mezzi.

WASHINGTON POST: CONCLUSO L'ADDESTRAMENTO DI 3.000 MILITARI DELL' ESERCITO LIBRO SIRIANO DA PARTE DEGLI STATI UNITI

Sono state diffuse più volte notizie sull' addestramento in Giordania di militari anti-governativi da parte degli Stati Uniti. Il Washington Post torna sull' argomento e scrive ancora di 3.000 combattenti dell'Esercito libero siriano pronti ad essere utilizzati dopo essere stati istruiti dall' esercito USA. Il giornale scrive di 3.000 ufficiali, la mia impressione è che queste “rivelazioni” siano pilotate, per abituare l' opinione pubblica a una guerra condotta insieme ad alleati scomodi, considerati vicini ad Al Qaeda, e non sono neanche sicuro che i combattenti antigovernativi non legati al radicalismo islamico siano poi così tanti.

martedì 26 marzo 2013

Siria, notizie al 24 marzo

Da www.sibialiria.org
Siria, notizie al 24 marzo
di Marco Palombo

ARMI ALL’ OPPOSIZIONE ANTI-ASSAD: LONDRA E PARIGI FERMATE, PER ORA, DAGLI ALTRI PAESI DELL’ UNIONE EUROPEA

Austria e Irlanda con fermezza, Germania e Spagna con prudenza e i paesi scandinavi, tradizionalmente meno bellicosi delle due potenze europee, hanno fermato a Dublino venerdì 22 marzo il tentativo di Francia e Gran Bretagna di modificare subito l’ embargo alle armi in Siria.
Per cambiare le sanzioni, deliberate nella forma attuale solo il 4 marzo, era necessaria l’ unanimità e forse l’ opposizione è stata più decisa del previsto.

A fine maggio, quando il pacchetto di sanzioni dovrà essere rinnovato, l’ unanimità sarà ancora necessaria ma questa volta per definire le norme che entreranno in vigore, nuove o le vecchie confermate, e Francia e Gran Bretagna avranno maggiori margini di manovra potendo bloccare scelte non gradite.

La decisa opposizione alla fornitura di armi, trapelata questa volta in modo inconsueto, incoraggia però a tentare di costruire da subito uno schieramento contrario alla richiesta francese e inglese. Richiesta insistente, iniziata a novembre, ripetuta a fine febbraio e riproposta immediatamente l’ 11 marzo riuscendo a far discutere il tema il 14 marzo a Bruxelles al summit dei capi di governo e all’ incontro informale dei ministri degli esteri a Dublino il 22 marzo.

DOMENICA 24, DIMISSIONI DI KHATIB, CAPO DELLA COALIZIONE SIRIANA

Domenica 24 sono state annunciate le dimissioni di Khatib dal ruolo di leader della Coalizione Nazionale Siriana, un passo che era ritenuto probabile da qualche settimana. Le motivazioni ufficiali parlano di una sua  forte critica all’ indifferenza della comunità internazionale che non vuole aiutare i “ribelli” a difendersi e di una sua preferenza per una posizione fuori dai ruoli istituzionali che gli permetterebbe maggiore libertà di movimento. La notizia è arrivata mentre stavo ultimando la stesura di queste righe, mi riprometto di approfondire il tema in settimana e riferire nel prossimo notiziario.

HITTO ELETTO PREMIER DEL GOVERNO DI OPPOSIZIONE CHE AMMINISTRERA’ LE ZONE OCCUPATE DAI RIBELLI

Lunedi 18 il manager Ghassam Hitto è stato eletto capo del governo di opposizione che dovrebbe amministrare le zone controllate dai gruppi anti-Assad. Hitto e’ un tecnico siriano di 50 anni che ha lavorato 25 anni negli Stati Uniti e nel 2012 si è unito all’ opposizione anti-governativa in Turchia. La sede di questo governo dovrebbe essere in Siria ma la sua nascita e il suo operato non saranno facili.

Le maggiori difficoltà nasceranno dal difficile rapporto tra opposizione politica, quasi tutta all’ estero, e gruppi armati che operano in Siria, dall’ autonomia e indipendenza dei singoli gruppi armati e dalla presenza tra questi di formazioni vicine agli ambienti religiosi più radicali.
La formazione di questo organismo è attesa dal novembre 2012 quando su invito degli Stati Uniti fu creato il coordinamento della Coalizione Nazionale Siriana che sostituì il Consiglio Nazionale Siriano come unico referente dell’ occidente in Siria (l’ acronimo CNS è rimasto uguale causando qualche confusione). Nei mesi passati sono saltate due riunioni che avrebbero dovuto eleggere il capo di questo governo, la prima attorno al 20 gennaio, la seconda il 1 marzo. Le prime notizie sull’ atteggiamento dell’Esercito Libero Siriano verso la nomina di Hitto sono contraddittorie, le capiremo meglio nel corso della settimana.

A GINEVRA VOTATO IL RAPPORTO SULLA SIRIA PRESENTATO AL CONSIGLIO DIRITTI UMANI DELL’ONU L’11 MARZO

Venerdì 22 marzo c’e’ stato anche il voto del Consiglio diritti umani delle Nazioni Unite sul rapporto della commissione CoI sui crimini di guerra in Siria. Nel Consiglio i paesi membri dell’ ONU sono presenti a turno e i 47 paesi del Consiglio attuale hanno espresso 41 voti a favore del rapporto, 5 astensioni, India, Kazakistan, Uganda, Ecuador e Filippine e il voto contrario del Venezuela.
Tra i favorevoli ci sono stati alcuni distinguo e l’ Ecuador questa volta si è astenuto mentre a settembre nella votazione sul rapporto precedente aveva votato a favore.

Al link  http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1343

potete leggere una cronaca dell’ iter di questo rapporto a Ginevra e una ricostruzione della discussione e del giudizio del Consiglio sulla Libia in occasione della guerra del 2011, un richiamo che spiega bene l’ importanza e la funzione di questi passaggi internazionali che si svolgono nel disinteresse generale e con poca informazione. All’ opinione pubblica arriva in forma di spot pubblicitario solo la sintesi delle conclusioni degli organismi internazionali senza che nessuno entri nel merito dei lunghissimi testi e dei modi con i quali sono costruiti.

NELLA SETTIMANA DI DUBLINO ALLARME ARMI CHIMICHE, COME NEI GIORNI PRECEDENTI IL VOTO DEI PAESI NATO SUI PATRIOT IN TURCHIA

In settimana era stato denunciato  da parte dei ribelli e del governo l’uso di armi chimiche. Secondo l’Avvenire i ribelli avevano denunciato che, colpendo per errore un campo di milizie civili sue alleate, un bombardamento con armi chimiche dell’ esercito governativo aveva ucciso 25 persone. Il governo aveva a sua volta accusato l’ opposizione di aver utilizzato queste armi. I servizi segreti statunitensi hanno smentito nei giorni successivi che ci siano prove di uso di armi proibite. L’ ultimo allarme per le armi chimiche era avvenuto in coincidenza con il voto dei paesi NATO sull’ installazione dei missili Patriot in Turchia, anche questa volta la Germania e altri paesi non erano completamente convinti della scelta. Il tema riempì per una settimana le cronache dei media, poi svanì nel nulla dopo il voto sull’ installazione dei missili.

BREVI

LETTERA DI GREGORIOUS III A PAPA FRANCESCO:   Il Patriarca della Chiesa Cattolica Greco-Melchita Gregorious III Laham ha scritto a Papa Francesco per invitarlo a seguire e possibilmente a intervenire nella guerra siriana. L’ esponente religioso ha spiegato come dall’ Argentina Papa Bergoglio seguisse le vicende dei cristiani orientali e conosca bene le loro vicissitudini .

UCCISO ANZIANO SCEICCO SUNNITA PRO ASSAD: in un attentato suicida in una moschea di Damasco ha perso la vita lo sceicco sannita Al Buti di 90 anni, sostenitore del governo siriano. Nell’ esplosione provocata da un attentatore kamikaze sono morte piu’ di 40 persone e 80 sono rimaste ferite.

LIBANO, DIMISSIONARIO IL GOVERNO:  Il primo ministro libanese Miqati ha annunciato venerdì in serata le dimissioni del suo governo. Il Libano è senza governo per la seconda volta in sei mesi. I motivi delle dimissioni sono divergenze sull’ organizzazione delle prossime elezioni legislative e sull’ incarico a uno dei comandanti dei servizi di sicurezza. Il Libano è il paese vicino più coinvolto nella guerra siriana e sul suo territorio avvengono da mesi scontri armati, attentati e rapimenti legati alla guerra siriana.

http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1346

lunedì 28 gennaio 2013

Siria, le notizie dal 26 dicembre 2012 al 27 gennaio 2013

Da www.sibialiria.org

SIRIA, LE NOTIZIE DAL 26 DICEMBRE 2012 AL 27 GENNAIO 2013

GUERRA IN SIRIA DI NUOVO IN SECONDO PIANO A CAUSA DELLA GUERRA FRANCESE IN MALI

Per vari motivi nelle ultime settimane non ho potuto scrivere il mio consueto notiziario sulla crisi siriana ma ho voluto assolutamente inviare queste righe sull' ultimo mese perche' la guerra in Mali ha nuovamente fatto passare in secondo piano sui media la guerra in Siria e perchè la continuità dell' informazione è una condizione necessaria, anche se non sufficiente, per capire quello che sta avvenendo nel paese mediorientale ormai da quasi due anni.

A CHE PUNTO E' LA RICERCA DI UNA SOLUZIONE NEGOZIATA ALLA CRISI E ALLA GUERRA SIRIANA

Negli ultimi dieci giorni del 2012 l' incaricato dell'ONU e della Lega Araba Brahimi ha illustrato alle parti coinvolte nel conflitto siriano, e il 27 dicembre anche all' opinione pubblica mondiale, un suo piano di pace.

La proposta è stata resa pubblica in una conferenza stampa a Damasco ed e' basata sulle conclusioni approvate alla Conferenza di Pace di Ginevra il 30 giugno 2012 a cui parteciparono i cinque paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU e alcune potenze regionali del Medio Oriente.

Il piano di Brahimi prevede un governo di transizione composto da forze di opposizione e forze che invece in questo momento sostengono il governo siriano. Assad rimane Presidente della Repubblica fino alle prossime elezioni presidenziali previste nel 2014, ma in questa scadenza elettorale non deve presentare la propria candidatura e deve abbandonare la vita politica siriana. Assad ha rifiutato questa prospettiva continuando a sostenere che solo i siriani possono scegliere il loro futuro e la Russia condivide questo giudizio. L' opposizione della Coalizione Siriana ha respinto a sua volta il piano perche' questo coordinamento non prende neanche in considerazione l' idea di trattare con Assad e quindi nemmeno discute la possibilità di lasciarlo Presidente anche se solo per un anno.

Comunque a fine 2012 a Mosca, Damasco e il Cairo, si sono svolti una serie di incontri, alcuni dei quali su iniziativa russa, per discutere questa proposta e come portarla avanti. Brahimi ha incontrato al Cairo Khatib, leader della Coalizione Siriana (22 dicembre), a Damasco ha visto Assad (24 dic.) e il ministro degli esteri siriano ( 25 dic.). A Mosca diplomatici russi hanno parlato con il vice ministro degli esteri siriano (26 dic.), il ministro degli esteri russo Lavrov ha incontrato il suo collega egiziano Amri (27 dic.) e Brahimi ( 29 dic.).

La Russia ha cercato di incontrare anche la Coalizione Siriana ma il suo leader Khatib ha rifiutato Mosca come sede del colloquio ed ha suggerito la capitale di un paese arabo, nei giorni successivi però non si è avuta più nessuna notizia di questo eventuale incontro.

IL 6 GENNAIO ASSAD HA PROPOSTO UN SUO PIANO DI PACE IN UN DISCORSO TELEVISIVO ALLA NAZIONE

Domenica 6 gennaio Assad ha presentato un suo percorso per una soluzione negoziata alla crisi, a questo link trovate un' ampia sintesi del suo discorso

http://www.marx21.it/internazionale/medio-oriente-e-nord-africa/8275-i-punti-salienti-del-discorso-di-bashar-al-assad-6-gennaio-2013-.html

La proposta del Presidente siriano è stata banalizzata, distorta e sostanzialmente respinta da tutti, compreso Brahimi, ma questa dava una forma ufficiale e strutturata a posizioni più volte espresse da lui e dal suo governo. Assad continua a definire l' opposizione armata come terrorista e ispirata dall' estero e considera molto marginale la partecipazione autenticamente siriana alla guerra, che rifiuta di chiamare civile.

Però non esclude, anzi auspica, di trattare con l' opposizione veramente siriana, anche se solo dopo che questa ha abbandonato le armi, e promette di non perseguire chi ha combattuto contro il suo governo e di discutere con tutti i siriani il futuro del paese. Ricordo che in questi due anni di crisi sono state varate alcune riforme politiche fondamentali e ufficialmente è stato riconosciuto il pluralismo politico.

Brahimi in pratica ha bocciato la proposta di Assad, chiedendo una discontinuità vera della situazione del paese e non di facciata. Di fatto ritiene chiusa l' era del Presidente e vuole discutere solo come sarà la sua uscita di scena che da per scontata, cosa che non fece a settembre al momento di iniziare il suo mandato.

INIZIATIVE E DICHIARAZIONI DELLE DIVERSE OPPOSIZIONI AD ASSAD

Attorno al 20 gennaio è saltata ad Istambul una riunione dell' opposizione siriana, definita solo così ma sicuramente considerando esclusivamente la Coalizione Nazionale, che avrebbe dovuto costituire un governo all' estero in contrapposizione a quello attuale di Damasco. Sono emersi contrasti nella formazione di questo esecutivo e una commissione di dieci persone preparerà una proposta che sarà discussa probabilmente a Parigi a fine gennaio. Tra i possibili presidenti di questo governo provvisorio si fa il nome di Haijab, ex premier fuggito all' estero l' estate scorsa.

Quasi contemporaneamente a Ginevra si riunirà il 28 gennaio l' opposizione siriana che non pratica la lotta armata e che auspica una Siria laica e democratica. Una riunione di questa area era prevista a Roma, presso la Comunità di Sant' Egidio, il 17-18 dicembre 2012, ma forti pressioni, probabilmente del governo italiano, hanno indotto la comunità romana ad annullare l' incontro con la motivazione che questo avrebbe disturbato il summit del 12 dicembre in Marocco dei paesi "Amici della Siria".

A questo link un intervista che spiega le posizioni di questa opposizione non riconosciuta dai paesi occidentali :

http://www.pressenza.com/it/2013/01/per-una-siria-democratica-e-uno-stato-basato-sulla-cittadinanza/

Su Le Monde è stata pubblicata un' intervista al generale siriano Tlass fuggito all' estero alcuni mesi fa e indicato in alcuni momenti come un possibile leader nella Siria post Assad. Il generale prospetta diversi scenari ma afferma nettamente che "...se il caos sconfiggerà Assad, il caos rimarrà anche nel dopo Assad.." e indica come via di uscita una mediazione tra le componenti più moderate delle opposizioni e delle forze che sostengono in questo momento il governo siriano, facendo una significativa distinzione tra l' opposizione che si trova all' estero, l' opposizione che combatte con le armi e l' opposizione che è rimasta ad operare all' interno del territorio siriano, auspicando la partecipazione di tutte queste forze alla transizione. Un giudizio che sconfessa la legittimazione della Coalizione Nazionale come unica rappresentante del popolo siriano, posizione tenuta ferma dai paesi occidentali.

COSA E' SUCCESSO IN QUESTO MESE NEL PAESE

Anche se nelle ultime settimane sono diminuite le notizie di scontri armati in Siria non sembra diminuità l' intensità della violenza tanto che attorno a metà gennaio in una settimana sono stati annunciati 800 morti a causa della guerra. In un solo episodio nella Universita' di Aleppo sono morte 80 persone, quasi tutti studenti, e sulle responsabilità dell'accaduto anche questa volta ci sono reciproche accuse tra l' esercito siriano e i ribelli ed entrambe le parti hanno imputato la strage alla controparte. 70 persone sono rimaste uccise invece in scontri nel nord del paese tra curdi e gruppi dell' opposizione armata. I curdi sono stati individuati questa volta come appartenenti al partito comunista curdo PKK che opera in Turchia, i ribelli come combattenti islamici. Su Le Monde è apparsa nuovamente la notizia di uso di armi chimiche da parte governativa nella provincia di Homs nel mese di dicembre, un' episodio dato per certo ma citando in modo generico una fonte improbabile: "ambienti vicini ai servizi occidentali". Intanto e' stata quasi completata l' installazione dei missili Patriot in Turchia ai confini con la Siria, al momento del loro arrivo ci sono state proteste e sono stati arrestati 25 dimostranti turchi.

Nei giorni di Natale aveva fatto molto clamore la notizia di una strage nella città di Halfaya causata da un bombardamento governativo su mille persone che stavano facendo la fila per acquistare pane. Un articolo di M.Correggia, che e' circolato molto sul web, aveva contestato incongruenze nella ricostruzione dell' accaduto e la mancanza di prove mettendo in dubbio la completa veridicità dell' episodio. link

http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1240

Dopo qualche giorno è giunta la conferma che su quanto successo ci sono versioni contrastanti anche negli stessi ambienti dell' opposizione e uno dei racconti che circolano parla di 47 morti, inizialmente la tv al Arabya aveva parlato di 300 vittime, quasi tutti combattenti islamici del Fronte Al Nusra rimasti uccisi dopo un attacco ad una base governativa. Nella zona non ci sarebbe stata nessuna panetteria, che infatti non era visibile nei video dove invece si poteva notare la presenza di soli uomini adulti tra le vittime.

INCONTRI DIVERSI PREVISTI NEL PROSSIMO FUTURO

KUWAIT:CONFERENZA SUI PROFUGHI IL 30 GENNAIO: a metà mese è stata nuovamente annunciata in Kuwait per il 30 gennaio una conferenza di paesi donatori sul tema dei rifugiati siriani. Un primo annuncio era stato fatto attorno al 20 dicembre ed avevo capito erroneamente che l' evento fosse previsto a fine 2012. Anche Putin aveva proposto di ospitare in Russia un incontro sullo stesso tema. Vedremo a fine mese quale sarà l' importanza effettiva di questo evento.



A ROMA, ENTRO MARZO, IL PROSSIMO INCONTRO DEI PAESI "AMICI DELLA SIRIA":
il prossimo incontro dei paesi "amici della Siria" e' previsto nel primo trimestre del 2013 a Roma, ancora non e' stata definita la data della riunione.

ROMA, 3 FEBBRAIO: "LA SIRIA NON RACCONTATA" Incontro organizzato dall' Associazione Umanista Convergenza delle Culture, Roma, via Galilei 57, ore 17.00. Testimonianze dalla Siria accompagnate da musica e cucina siriane.

http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1275

mercoledì 26 dicembre 2012

Siria, le notizie dall' 11 al 25 dicembre 2012.


BRAHIMI A DAMASCO ILLUSTRA UN PIANO DI PACE AD ASSAD…..E AL CAIRO A KHATIB, CAPO DELLA COALIZIONE SIRIANA

Il 23 dicembre l’ incaricato dell’ ONU e Lega Araba per la crisi siriana Lakhdar Brahimi e’ arrivato a Damasco passando via terra dal Libano a causa dei combattimenti attorno all’aeroporto della capitale siriana. Il giorno successivo ha incontrato Assad e, secondo notizie diffuse dal quotidiano francese Le Figaro che avrebbe ricevuto informazioni da una fonte ben introdotta, ha illustrato al presidente siriano un piano di pace concordato con USA e Russia. Il percorso proposto prevederebbe un governo transitorio fino alle elezioni presidenziali del 2014, formato da esponenti delle opposizioni  e persone appartenenti ad aree politiche che in questo momento appoggiano il governo.  Alle prossime elezioni  Assad, che e’ l’attuale presidente della repubblica di Siria, non ripresenterebbe la propria candidatura, uscendo dalla vita politica siriana. Il piano pero’non sarebbe stato accettato da Assad, che gia’ lo conosceva, perche’ il presidente rifiuterebbe di essere costretto da stranieri a non candidarsi nel suo paese. Anche Khatib, presidente della Coalizione Nazionale Siriana, si e’ detto contrario alla proposta perche’ questa lascerebbe in carica Assad fino al 2014 mentre l’ opposizione siriana non prende in considerazione nessuna ipotesi che non preveda l’ uscita definitiva e immediata di Assad dalla politica siriana e dalla Siria. Khatib aveva incontrato il mediatore Brahimi il 22 dicembre al Cairo, incontro anche questo molto poco pubblicizzato.

Il percorso illustrato da Brahimi e’ quasi identico alle conclusioni della Conferenza di Pace di Ginevra del 30 giugno 2012, approvate dai presenti  (membri permanenti del Consiglio di Sicurezza e alcuni paesi della regione medio orientale) ma respinte di fatto dall’opposizione piu’ intransigente e dagli Stati Uniti che volevano assolutamente l’ abbandono di Assad e rifiutavano anche la presenza iraniana tra i paesi negoziatori. Le Figaro aveva scritto il 13 dicembre di questa missione natalizia di Brahimi a Damasco, definendo il piano un ultimatum posto ad Assad in accordo con Russia e USA; in Italia l’ articolo del quotidiano francese era stato ripreso solo dall’ agenzia missionaria FIDES. Sempre Le Figaro il 21 dicembre aveva invece raccontato di un Brahimi che minacciava le dimissioni dal suo ruolo di mediatore per le resistenze di Assad al piano proposto, ma come abbiamo visto le resistenze al piano da parte della Coalizione Siriana sono ancora maggiori. Il 24 dicembre sul sito delle Nazioni Unite e’ stata pubblicata la smentita ufficiale del diplomatico a questa notizia di minaccia di dimissioni. Da notare l’ assenza di paesi dell’ Unione Europea nelle cronache di questa iniziativa, paesi che invece finora si sono molto impegnati nel sostegno alla Coalizione Nazionale Siriana.

CONTEMPORANEAMENTE ALLA VISITA DI BRAHIMI  DENUNCE DELL’ OPPOSIZIONE PER PRESUNTE STRAGI GOVERNATIVE E PER MORTI CAUSATE  DA IMPRECISATI GAS LETALI.

Si e’ nuovamente ripetuta la coincidenza tra importanti trattative e presunti clamorosi atti di violenza del governo. Un bombardamento aereo avrebbe ucciso un centinaio di siriani in coda davanti ad un panificio ad Halfaya (300 uccisi, tra cui donne e bambini, nella prima versione fatta circolare dalla tv saudita al Arabya), a Homs si sarebbe verificata un'altra strage di 15 persone sempre in fila per acquistare pane, ancora a Homs sette persone sarebbero state uccise da un gas sconosciuto (quest’ ultima notizia diffusa dalla tv del Qatar al Jazeera). I racconti sono pieni di incongruenze e con dettagli che cambiano continuamente. I particolari degli episodi sono stai approfonditi da Marinella Correggia in un articolo su Sibialiria “La strage del pane a Natale”  http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1240   . Io voglio segnalare solo la contemporaneita’ tra queste denunce e la presenza di Brahimi a Damasco per illustrare un piano di pace sgradito all’opposizione siriana, e probabilmente anche ai suoi alleati europei e del Golfo, e l’ utilizzo da parte della Coalizione di questi episodi non chiari come argomento per sostenere l’ impossibilita’ di trattative con Assad.

ALLARME DELL’ ONU PER VIOLENZE SU BASE ETNICA E RELIGIOSA.

Il 21 dicembre le Nazioni Unite hanno diffuso un comunicato stampa di Adama Dieng, consigliera dell’ ONU per la prevenzione dei genocidi e della violenza settaria, dove si denunciano violenze su base etnica e religiosa e si esprime il timore che nel prossimo futuro queste possano aumentare rispetto alla situazione attuale. Le minoranze cristiane, alawite, armene ortodosse, turcomanne, curde, a torto o ragione sono accusate di appoggiare il governo di Assad e anche quando non prendono posizione nel conflitto in corso sono attaccate per spingerle a schierarsi contro il governo siriano. Il 20 dicembre la commissione per i diritti umani presieduta dal Prof. Pinheiro ha denunciato l’ uso di bambini nelle attivita’di guerra dei ribelli con compiti operativi e rischiosi e la presenza di molti combattenti stranieri particolarmente addestrati. La commissione ha affermato di non ritenere possibile alcuna soluzione militare e che l’ unica strada che puo’ portare alla fine delle violenze e’ un negoziato tra le parti coinvolte.

Intanto Abu Abdel Rahman,  sceicco importante esponente del Fronte al Nusra, ha dichiarato al quotidiano algerino Echorouk che i mujahedin insieme ad altri combattenti puntano alla creazione di uno stato islamico nelle zone da loro controllate. Mentre il capo della Coalizione Nazionale Siriana ha definito un errore degli Stati Uniti aver inserito il Fronte al Nusra nella lista dei gruppi terroristi stilata dal Dipartimento di Stato USA.  Sul Corriere della Sera G.Olimpo ha descritto la Brigata al Nusra con queste parole: “…..secondo le analisi dell'intelligence Al Nusra è formata da siriani, jihadisti iracheni e volontari stranieri. Nello schieramento ribelle rappresenta — sempre secondo gli 007 — tra il 7 e il 9 per cento. Alterna la guerriglia a tattiche terroristiche, ha fondi ampi dal Golfo, i suoi mujaheddin sono tra i più abili nel combattimenti. Per tre ragioni: sono bene addestrati, molti di loro hanno avuto precedenti esperienze belliche, dispongono di denaro. Molto forte nell'est e nel nord della Siria, Al Nusra ha conquistato ampie fette di territorio. E gode di simpatie tra molti ribelli, alcuni dei quali per spirito di emulazione si atteggiano a jihadisti…”,

Infine il gruppo armato che detiene l’ ingegnere italiano Mario Belluomo, rapito attorno al 15 dicembre insieme a due colleghi russi, ha richiesto un riscatto di 530.000 euro. I tre lavoravano all’ acciaieria Hmisho nella provincia di Latakia.

IL CAMMINO DIPLOMATICO E ORGANIZZATIVO DELLA COALIZIONE NAZIONALE SIRIANA PIU’ LENTO DEL PREVISTO

La Coalizione Nazionale Siriana nata l’ 11 novembre a Doha aveva elencato al momento della sua partenza molti obiettivi che 45 giorni dopo ancora non si sono concretizzati. Era stata auspicata l’unificazione dei  gruppi armati dell’ opposizione e la creazione di un comando centrale militare collegato ad un governo provvisorio. Di governo provvisorio ancora non si parla e dubbi sull’Esercito Libero Siriano sono emersi anche a Marrakesh all’ incontro dei paesi Amici della Siria. Nessuna conseguenza ha avuto anche il proposito di amministrare le zone controllate dai ribelli con il governo provvisorio. Inoltre il riconoscimento della Coalizione da parte della Comunita’ internazionale e’ stato piu’ di facciata che altro. Il 12 dicembre, all’ incontro dei paesi amici della Siria a Marrakesh, piu’ di 100 paesi hanno votato un documento che definisce la Coalizione Nazionale Siriana l’ unica legittima rappresentante della Siria, ma alla dichiarazione in quella sede quasi tutti i governi hanno aggiunto pochi passi concreti.

L’ Italia non mi risulta abbia compiuto atti ufficiali a parte una breve dichiarazione, l’11 dicembre, di Terzi davanti alle commissioni esteri di Camera e Senato riunite per discutere altre questioni. Una dichiarazione quella del ministro con un grande utilizzo del modo condizionale: “Se si verificasse che….allora il governo potrebbe.…”. L’ unica frase chiara l’ ha pronunciata Massari, inviato del ministro per il Medio Oriente, a Marrakesh il 12 dicembre ma in un contesto non istituzionale e senza alcuna conseguenza giuridica. Il consiglio dei ministri che nel frattempo si e’ riunito cinque volte non ha piu’ fatto dopo quell’ appuntamento nessun accenno alla crisi siriana

 GLI SCONTRI NEL CAMPO PROFUGHI PALESTINESE DI YARMOUK A DAMASCO

Negli ultimi 10 giorni si sono verificati scontri armati nel campo profughi palestinese di Yarmouk a Damasco e molte famiglie palestinesi sono fuggite dal campo. Le notizie sono contradditorie. Finora i profughi palestinesi, presenti in Siria sin dal 1948, avevano avuto un buon rapporto con il governo siriano e godevano di diritti simili a quelli dei cittadini siriani, a differenza dei palestinesi ospitati in Libano che sono esclusi dalla societa’ libanese. Un rapporto quello dei palestinesi con il governo siriano forse ancora piu’ stretto di quello tenuto con le organizzazione storiche della loro terra. Ma in occasione della crisi attuale alcuni gruppi si sarebbero uniti ai ribelli e sicuramente in questi giorni nel campo profughi le opposte fazioni si sono scambiate colpi di armi da fuoco. L’ Esl ha dichiarato che il campo era controllato dai ribelli e l’esercito bombardava alcune sue zone con l’ aviazione, i bombardamenti sono confermati da altre fonti mentre le dimensioni non sono chiare.

L’ allarme per le violenze era stato dato anche dall’Unrwa , agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, che descriveva i 150.000 presenti nel campo come assediati e per qualche giorno ha avuto grossi problemi a fare arrivare al campo materiale per aiuti ai profughi. Ma il ministro degli esteri siriano ha inviato una lettera al Segretario generale delle Nazioni Unite e al Presidente del Consiglio di Sicurezza raccontando invece di un attacco al campo da parte di brigate ribelli, in particolare del Fronte al Nusra. Il governo siriano assicura che ha tentato di tenere fuori i palestinesi dal conflitto in corso e responsabilita’ dei ribelli nel coinvolgere i palestinesi nel conflitto sarebbero indicate anche dall’ espulsione dal Consiglio Nazionale Palestinese dell’ OLP del leader del Fronte, Ahmad Jibril, per aver preso parte agli scontri nonostante la scelta dell’ OLP di non intervenire negli affari interni della Siria. Alcuni giornali arabi avanzano l’ ipotesi che si voglia approfittare della guerra siriana per disperdere ulteriormente un ampio segmento di profughi palestinesi.

LUNGA INTERVISTA DEL MINISTRO DEGLI ESTERI RUSSO LAVROV A RUSSIA TODAY SULLA CRISI SIRIANA

La tv russa Russia Today ha fatto una lunga intervista al ministro degli esteri russo Lavrov, puo’ essere letta integralmente in lingua inglese a questo link :  http://rt.com/politics/lavrov-interview-rt-syria-628/
L’ intervista fa la storia dell’ iniziativa russa nella crisi siriana dal 2011, quando questa ancora non si era trasformata in una  guerra civile molto cruenta. Lavrov spiega come l’ opposizione armata ad Assad compia da tempo rapimenti, attentati terroristici e abbia in genere comportamenti fuori da ogni diritto internazionale. Attivita’ che non possono essere giustificate da errori o azioni violente di Assad. I comportamenti di stampo terrorista non possono essere ammessi per terroristi “buoni” ed essere stigmatizzati se effettuati da terroristi non amici. Fare questa distinzione e’ pericoloso non solo per la Siria, ma per tutto il Medio Oriente e la comunita’ internazionale. Il ministro continua spiegando di non voler difendere Assad. Secondo Lavrov il governo ha compiuto numerosi errori, per fermare le proteste ha usato la forza in modo sproporzionato e le forze di sicurezza siriane non erano preparate ad affrontare manifestazioni  dei quel tipo ma erano addestrate solo per combattere contro nemici  esterni.

La Russia ha sempre tenuto ferma la sua linea sulla necessita’ di un negoziato e nella ricerca di tenere sempre aperto un dialogo tra le parti. Nell’ agosto 2011 ha voluto che il Consiglio di Sicurezza si interessasse del conflitto siriano, poi si e’ impegnata a convincere la Siria ad accettare il piano della Lega Araba poi interrotto nel dicembre 2011 dopo la prima relazione che denunciava violenze anche da parte degli oppositori.  Mosca ha lavorato anche per il piano Annan dell’ aprile 2012, anche questo fatto accettare con fatica al governo siriano ma boicottato sin dall’ inizio dall’ opposizione e i suoi alleati. Infine la Russia ha appoggiato e continua a lavorare al percorso che ha portato alla Conferenza di Ginevra del 30 giugno 2012. Le proposte uscite da quell’ evento erano state approvate da tutti ma i paesi occidentali hanno voluto assolutamente una risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU che a fine luglio e’ stata bloccata dal veto russo cinese. Per il diplomatico la Coalizione Siriana e’ nata da un accordo che esclude ogni possibilita’ di trattativa con Assad ma la Clinton ha dichiarato che questa premessa era necessaria per arrivare all’ unificazione delle varie opposizioni, i contenuti dell’ unificazione in seguito sarebbero stati modificati. Questo non e’ avvenuto e, secondo Lavrov,  nessuno lavora affinche’ questo avvenga in futuro. Il ministro ha continuato esprimendo la convinzione che sia necessario unificare completamente tutte le opposizioni ma che queste si debbano muovere sulla linea uscita dalla Conferenza di Ginevra del giugno 2012. 

Ha concluso poi con un accenno ai missili Patriot della NATO installati in Turchia che potrebbero servire non solo per garantire la sicurezza di questo paese. La Russia aveva fatto delle proposte diverse per aiutare Ankara a non esporsi a rischi ma non sono state accettate.  Comportamento legittimo quello turco ma resta il sospetto che la funzione dei sistemi missilistici non si esaurisca nel contenimento delle tensioni tra Siria e Turchia.

BREVI

-Il 23 dicembre Israele ha dichiarato che non esiste alcun pericolo di uso di armi chimiche da parte del governo siriano; il giorno seguente e’ arrivata la denuncia non verificata di uso di gas sconosciuti a Homs che avrebbero ucciso sette persone.

-Il  quinto incontro dei paesi Amici della Siria, gruppo organizzato dai paesi occidentali e del Golfo, avverra’ in Italia nel primo trimestre 2013.

-A fine mese in Kuwait si terra’ una conferenza sull’ emergenza umanitaria siriana.

-Il 22 dicembre e’ stato approvato dal consiglio dei ministri italiano il decreto legge che rifinanzia le missioni militari all’ estero fino al 30 settembre 2013. Il ministro della Difesa Di Paola ha dichiarato che, se il miliardo di euro stanziato per le missioni dell’ anno 2013 non dovesse essere sufficiente, sarebbe sicuramente integrato con altri finanziamenti.

Fonte  www.sibialiria.org

martedì 11 dicembre 2012

Siria, le notizie della settimana dal 4 al 10 dicembre 2012

Siria, le notizie della settimana dal 4 al 10 dicembre 2012


LA SETTIMANA DELLA DECISIONE NATO SUI MISSILI PATRIOT E DELL’ ALLARME PER LE ARMI CHIMICHE

Gli ultimi sette giorni hanno visto la decisione dei ministri degli esteri della NATO di installare i missili Patriot in Turchia al confine con la Siria e l' escalation degli allarmi per le armi chimiche. Il 4 dicembre, giorno del vertice dell'Alleanza Atlantica, le dichiarazioni del segretario NATO Rasmussen e i media hanno presentato l' installazione dei missili Patriot in Turchia come una difesa di questo paese anche e soprattutto da possibili attacchi siriani con armi chimiche montate su missili. Ma quando nel mese di novembre Ankara chiese alla NATO la presenza dei Patriot al suo confine con la Siria non fu fatto nessun accenno alla difesa della Turchia da questo tipo di armi e solo negli ultimissimi giorni è apparsa l’ associazione tra le presenza di armi chimiche e i missili NATO.

OLANDA E GERMANIA HANNO QUASI COMPLETATO I PASSAGGI PER GESTIRE I PATRIOT IN TURCHIA

I missili della NATO saranno gestiti da militari tedeschi ed olandesi. Il governo tedesco ha votato l’ installazione dei missili Patriot da parte del proprio esercito in una riunione d’ urgenza il 6 dicembre ed ora la decisione deve passare dal Parlamento dove un voto contrario potrebbe venire solo dalla Die Link. Anche l’ Olanda qualche giorno dopo ha ufficializzato la sua partecipazione alla missione che seguirà i sistemi missilistici ed a inizio gennaio, in precedenza era stata indicata la data del 15 dicembre, oltre 500 militari tedeschi ed olandesi inizieranno a gestire la presenza in Turchia dei sistemi missilistici che saranno posizionati in almeno tre località diverse. Da segnalare anche la presenza davanti alle coste siriane della portaerei USA Eisenhawer con a bordo 8.000 militari e di un mezzo anfibio con 2.500 marines, insieme a queste due unità sono presenti in zona altre navi militari statunitensi.

L’ESCALATION DEGLI ALLARMI PER L’ UTILIZZO DI ARMI CHIMICHE

Gli allarmi relativi alle armi chimiche hanno avuto un tono crescente ed ogni giorno sono stati aggiunti nuovi particolari che di volta in volta hanno aggravato il quadro della situazione. Tutte le rivelazioni però, pur essendo precise su alcuni particolari, sono state generiche sulle fonti delle notizie che cambiavano ad ogni nuovo annuncio. La prima notizia uscita informava che Israele aveva notato movimenti di queste sostanze letali diversi da quelle effettuati nei mesi precedenti e la cosa avrebbe fatto sospettare che questa volta la Siria le armi chimiche volesse utilizzarle. Il secondo passo è arrivato con l’ annuncio che l'esercito siriano stava assemblando gli elementi che compongono il gas sarin per poi collocarlo su missili e bombe. Il terzo articolo di giornale dava per certo che il sarin fosse stato montato su bombe pronte ad essere caricate sugli aerei. Secondo i lanci delle agenzie per il loro utilizzo mancava solo l’ ordine di Assad. In questi giorni i giornali hanno dato molto spazio a schede ed articoli sulla composizione del gas letale, sugli effetti sulle persone, sulla storia dell’ utilizzo delle armi chimiche nelle guerre passate. Non sono mancati gli annunci inversi che denunciavano il possesso di sostanze letali da parte dei ribelli o l’ allarme per il possibile passaggio di questo materiale pericoloso a Hezbollah o ai gruppi islamici anti Assad.

BRAHIMI HA INCONTRATO RUSSIA E USA IL 6 E IL 9 DICEMBRE

L’ incaricato ONU per la crisi siriana Brahimi ha incontrato due volte i diplomatici di Stati Uniti e Russia. Il giorno 6 a Dublino ha visto la segretaria di Stato USA Clinton e il ministro degli esteri russo Lavrov. Le dichiarazioni al termine dei colloqui sono stati in questa prima occasione pessimiste. Più speranza hanno lasciato invece i commenti dopo il 9 dicembre quando l’ incaricato ha incontrato i vice ministri, Bogdanov per la Russia e Burns per gli USA. Nei giorni che hanno visto il susseguirsi degli incontri diplomatici è stato più volte scritto che la Russia stava cambiando atteggiamento su Assad e aveva corretto tutta la sua strategia sulla crisi siriana. A dimostrazione di questa tesi ogni volta veniva addotto un argomento diverso, ma l’ unica dichiarazione reale che ha visto la Russia critica verso il governo siriano è stata fatta dal ministro Lavrov a proposito del possesso di armi chimiche fuori dai trattati internazionali firmati da molti paesi ma non dalla Siria. Tutte gli altri indizi che avrebbero indicato il cambiamento di atteggiamento erano inconsistenti o vaghi tanto che la settimana si è conclusa il 10 dicembre con la dichiarazione da parte russa di un NO a interventi militari esterni.

L’ ATTENZIONE ORA VA ALL’ INCONTRO DEL 12 DICEMBRE A MARRAKESH

Tutta l’ attenzione ora è rivolta all’ incontro che avverrà mercoledì 12 in Marocco tra i paesi cosiddetti “Amici della Siria”. In questa occasione è previsto l’ annuncio del riconoscimento da parte degli Stati Uniti della Coalizione Nazionale Siriana come UNICO legittimo rappresentante della Siria. Un passo non solo simbolico che segna l’ ufficializzazione dell’ appoggio statunitense all’ opposizione armata siriana. L’ Unione Europa ha incontrato il leader della Coalizione Khalib lunedì 10 a Bruxelles ed al termine della giornata ha dichiarato che sta ancora studiando il modo di riconoscere la Coalizione. Ma mercoledì potrebbe arrivare l’ annuncio del riconoscimento della Coalizione come sola rappresentante della Siria anche da parte dell’ UE, una comunicazione che non sarebbe stato opportuno fare lunedì 10, giorno della consegna all' Unione Europea del premio Nobel per la Pace. La Clinton ha rimandato la sua partenza per il Marocco a causa di una indisposizione ed è in dubbio la sua presenza il 12 dicembre. Questo notiziario uscirà immediatamente prima dell' importante incontro, metterò aggiornamenti sull' appuntamento sul sito www.sibialiria.org nello spazio dei commenti.

I PATRIARCHI E VESCOVI DEL MEDIO ORIENTE CHIEDONO LA FINE DELLE VIOLENZE E LA RICONCILIAZIONE

Il 5 dicembre i patriarchi e vescovi cattolici del Medio Oriente si sono riuniti in assemblea ad Harissa, vicino a Beirut. Riferendosi alla Siria, ma anche all' intera regione, i presuli hanno chiesto di porre fine ai conflitti e alle violenze che stravolgono i loro popoli, aprendo invece percorsi di riconciliazione e di pace in grado di garantire ad ogni cittadino libertà e dignità.

FRONTE AL NUSRA MESSO NELLA LISTA DEI GRUPPI TERRORISTI E SUBITO CONQUISTA UNA IMPORTANTE BASE MILITARE AD ALEPPO.

Il Fronte Al Nustra, una brigata militare che aveva combattuto in Iraq e definita vicina o persino appartenente ad Al Qaeda, è stato inserito nella lista dei gruppi considerati terroristi dal Dipartimento di Stato statunitense. Questa formazione militare è definita siriana ma probabilmente comprende molti combattenti stranieri. E' ritenuta la più organizzata e riceve molti aiuti economici dall' estero, i suoi successi favoriscono l' arrivo continuo di nuove reclute probabilmente da tutto il mondo islamico. La Brigata militare si è scontrata in modo durissimo più volte con i combattenti curdi del Pyd che controllano zone del nord della Siria e sono indipendenti dalla Coalizione Siriana e oppositori storici di Assad.

E proprio ieri il 10 dicembre è giunta la notizia che il Fronte ha conquistato l' importante base militare di Sheikh Suleiman, nella provincia di Aleppo, confermando il suo ruolo fondamentale nella guerra al governo siriano.

PROPOSTA DI MOBILITAZIONE CONTRO LA GUERRA IN SIRIA A PARTIRE DAL 12 DICEMBRE

La rete No War ha lanciato la proposta di una mobilitazione contro la guerra in Siria a partire dal 12 dicembre, giorno dell' incontro in Marocco dei paesi che stanno lavorando da mesi al cambio di regime a Damasco. A Roma mercoledì dalle 16 alle 18 si terrà un sit-in in Piazza Venezia per denunciare il ruolo avuto negli ultimi mesi dal governo Monti e soprattutto dal ministro degli esteri Terzi nel fomentare la guerra in Siria, aiutando la lotta dell' opposizione armata al governo siriano oltre che con l' appoggio politico anche finanziando direttamente l' attività anti-governativa.

http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1227

martedì 4 dicembre 2012

Siria, le notizie (drammatiche e urgenti) dal 29 novembre al 3 dicembre 2012


EDIZIONE IMPROVVISATA E INCOMPLETA DEL NOTIZIARIO PER SEGNALARE EPISODI PREOCCUPANTI CHE FANNO TEMERE UN PRECIPITARE ULTERIORE DELLA SITUAZIONE IN SIRIA.

Premetto però che ci sono stati altri momenti nei quali la situazione sembrava sul punto di svolte improvvise ma i giorni seguenti non confermarono poi quanto appariva quasi sicuro. Ricordo a fine luglio l’ attentato che è costato la vita al cognato di Assad e ad altre persone dei vertici della Difesa siriana. In quell’ occasione il TG3 titolò: “Damasco alla battaglia finale”. A fine agosto invece il Ministro degli esteri Terzi convocò un tavolo inter-ministeriale per discutere del dopo Assad perché “la fine del regime è imminente”.

L’ONU RICHIAMA IL PERSONALE NON ESSENZIALE DALLA SIRIA, LA UE RIDUCE LA SUA PRESENZA DIPLOMATICA A DAMASCO

Nei prossimi giorni il personale non essenziale dell’ ONU lascerà la Siria. Rientreranno immediatamente infatti 25 dipendenti delle Nazioni Unite. Sono state interrotte inoltre tutte le attività intorno a Damasco e nel resto del paese l’ azione dell’ ONU continuerà solo dove sarà possibile utilizzare personale locale.

Un breve dell’ Ansa alle 3.00 di martedì 4 dicembre informa che anche l’ Unione Europea riduce la sua presenza diplomatica a Damasco per l’ aggravarsi della situazione che metterebbe a rischio la sicurezza dei suoi dipendenti.

Riporto la notizia ma ricordo che inviti ai cittadini occidentali a lasciare la Siria sono stati presenti anche nel primo anno della crisi che è iniziata nel marzo 2011. La drammatizzazione della situazione sicuramente in parte è voluta e usata come arma psicologica.

HILLARY CLINTON, INTERVENTO USA SE UTILIZZO DI ARMI CHIMICHE. GOVERNO SIRIANO: NON LE USEREMO MAI CONTRO IL NOSTRO POPOLO

Israele ha denunciato trasferimenti sospetti di armi chimiche in Siria. I movimenti sarebbero, a quanto dichiarato, diversi da quelli eseguiti in occasioni precedenti. Questo è bastato alla Segretaria di Stato USA, uscente, per dichiarare che gli Stati Uniti in caso di uso provato di armi chimiche interverranno in qualche modo. Questo è bastato anche al sito di Repubblica per scrivere in un titolo che “la prova dell’ esistenza di armi chimiche” avrebbe come conseguenza l’ intervento statunitense. Nell’ articolo la notizia era riportata poi nella maniera esatta (l' uso e non l'esistenza di armi chimiche) ma cito questo titolo sbagliato per mettere in guardia dalla confusione e approssimazione che sui media trionferà con l’ aggravarsi, probabilissimo, della crisi.

Il governo siriano ha ripetuto lunedì 3 dicembre che le armi chimiche non saranno mai usate contro il popolo siriano.

12 DICEMBRE, INCONTRO IN MAROCCO DEI PAESI "AMICI DELLA SIRIA". GLI USA ANNUNCERANNO IL RICONOSCIMENTO DELLA COALIZIONE COME UNICA LEGITTIMA RAPPRESENTANTE DELLA SIRIA?

Il 12 settembre in Marocco si riuniranno i paesi cosiddetti "Amici della Siria". In questa occasione gli Stati uniti potrebbe ufficializzare il riconoscimento della Coalizione Siriana come unica rappresentante legittima della Siria. Passaggio che viene dato in questi giorni per sicuro. Viene data per sicura anche un' accelerazione dell' impegno statunitense per il cambio del governo siriano, un cambio di strategia preannunciato e previsto per il dopo elezioni presidenziali ritardato forse dalla crisi di Gaza e dalla crisi egiziana.

Nessuna notizia invece del riconoscimento della Coalizione come unico rappresentante siriano da parte dell' Italia e dell' Unione Europea. Mentre rappresentanti dell' opposizione che per ora non appartengono alla Coalizione sono attesi in Italia nelle prossime settimane.

BRAHIMI HA RIFERITO SULLA SIRIA ALLE NAZIONI UNITE MA SEMBRA SOLO SPETTATORE DI QUELLO CHE STA SUCCEDENDO

Brahimi, che avrebbe voluto presentare un suo piano di pace per la crisi siriana nel mese di ottobre, ha riferito all’ ONU sulla situazione in Siria, giovedì 29 novembre davanti al Consiglio di Sicurezza e il giorno seguente all’ Assemblea Generale. Ha illustrato quanto sta succedendo in queste settimane ed ha dichiarato che solo un intervento che abbia l’ appoggio di tutto il Consiglio di Sicurezza potrebbe aiutare ad arginare la violenza. Le parti coinvolte non sarebbero infatti pronte (ma sarebbe stato meglio dire intenzionate) ad un impegno per fermare la guerra. Ha indicato inoltre le conclusioni della Conferenza di Ginevra del 30 giugno scorso come possibile riferimento di una azione comune della Comunità internazionale. Non ha detto, almeno non era riportato dai comunicati dell’ ONU, che i paesi Occidentali vanno in una direzione diversa e che, escludendo ogni dialogo con l’ attuale governo siriano, indicano nella sconfitta militare di Assad l’ unica soluzione alla crisi.

VISITA DI PUTIN IN TURCHIA

Putin ha effettuato la visita in Turchia che era prevista nelle passate settimane ed era saltata per il dirottamento e il forzato atterraggio ad Ankara dell’ aereo di linea in viaggio da Mosca verso Damasco. I due paesi hanno molti rapporti commerciali importanti ma il tema principale dei colloqui è stato la guerra siriana e l’ istallazione dei missili Patriot della NATO in Turchia al confine con la Siria. Il presidente russo ha definito questo provvedimento un atto molto aggressivo ed avrebbe dichiarato anche che la Russia non difende ad ogni costo il regime di Assad ma la scelta del futuro della Siria spetta al popolo siriano. In realtà non sono dichiarazioni nuove, lo stesso IRAN ha dichiarato che la soluzione alla crisi siriana non è la guerra ma libere elezioni. E’ già previsto che il nuovo Presidente della Repubblica siriana sarà eletto nel 2014 e Assad ha dichiarato ai diplomatici russi che in caso di sconfitta lascerebbe la sua carica attuale. Altri tipi di consultazioni elettorali, magari con la presenza di osservatori internazionali, potrebbero essere negoziati anche prima del 2014. Tutto molto meglio della guerra. Ma l’ Occidente vuole questo? E in Occidente chi sostiene queste eventuali proposte che salverebbero migliaia di vite?



Martedì 4 i ministri degli esteri europei dovrebbero discutere dei dettagli dell’ istallazione dei sistemi missilistici Patriot della NATO in Turchia a margine di un loro incontro a Bruxelles. I missili hanno bisogno per la loro gestione di centinaia di militari NATO non appartenenti all’ esercito turco.

DUE SITI CATTOLICI CHE SI IMPEGNANO PER UNA STRADA DIVERSA DALLA GUERRA

Nella guerra siriana i due milioni di cristiani rischiano di essere, oltre alla minoranza alawita a cui appartiene Assad, le maggiori vittime. Denunce della loro situazione drammatica arrivano da mesi attraverso i religiosi presenti nel paese di Damasco e sono riportate dagli organi di informazione cattolici. Il Vaticano invece sembra titubante e la missione a Damasco in solidarietà con l' intero popolo siriano con una delegazione ad altissimo livello, quattro cardinali, prevista nelle passate settimane si è trasformata nella visita di un solo cardinale nei campi profughi libanesi. Continua però l’ impegno di molti cattolici contro la devastante guerra siriana, un impegno per fermarla e contro chi la fomenta verso esiti ancora più distruttivi. Segnalo a questo proposito due siti cattolici www.oraprosiria.blogspot.it e www.quieuropa.it . Il primo segue esclusivamente la tragedia dei cristiani in Siria; il secondo, che ha una redazione di giovani giornalisti calabresi, tra i temi seguiti dedica molto spazio alla guerra siriana.

http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1217

venerdì 30 novembre 2012

Siria, le notizie della settimana dal 22 al 28 novembre 2012


a cura di Marco Palombo


I TRE GRAVI PASSI MOLTO PROBABILI DEL GOVERNO MONTI

Il governo italiano si appresta quasi sicuramente a tre iniziative relative alla guerra siriana dalle pesanti conseguenze. Le azioni gravi, possibili nel giro di poche settimane, sono:

-Togliere l’ embargo dell’ Unione Europea alla fornitura di armi ai “ribelli” siriani.

-Riconoscere la neonata Coalizione Nazionale Siriana come unica legittima rappresentante della Siria e del suo popolo.

-Pronunciarsi a favore dell’ installazione di missili Patriot della NATO in Turchia al confine con la Siria.

Il governo Monti, come è solito fare, cercherà di compiere questi passi giustificandoli soprattutto con l’ argomento che sono scelte fatte insieme agli altri paesi dell’Unione Europea. In realtà in questo momento nei paesi europei ci sono posizioni diverse su queste scelte e intervenire in qualche modo nel dibattito in corso potrebbe influenzarne gli esiti.

Vediamo qualche dettaglio dei temi in oggetto:

FINE ALL’ EMBARGO PER LE ARMI IN SIRIA

L' embargo dell'Unione Europea alle forniture di armi in Siria è stato adottato nel maggio 2011. E' stato rinforzato nel luglio 2012, subito dopo il veto russo-cinese alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU che dava ad Assad un ultimatum di dieci giorni per portare le armi pesanti fuori dai centri abitati. La Francia e la Gran Bretagna vorrebbero rimuovere l’embargo, magari definendo alcune armi come difensive. La Gran Bretagna vorrebbe anche fornire ai gruppi armati ribelli missili anti aerei. Per quanto riguarda l' Italia, Monti in un' intervista ad Al Jazeera ha dichiarato che la questione sarà affrontata in accordo con gli altri paesi dell’UE. La Chiesa Cattolica a proposito della guerra siriana ha più volte affermato che nel paese di Damasco " è necessario il dialogo e non le armi", ma dal Vaticano non è ancora arrivato un commento su questo tema presente sui media ormai da venti giorni.

RICONOSCIMENTO COALIZIONE COME UNICA LEGITTIMA RAPPRESENTANTE DELLA SIRIA

Anche su questa decisione nei paesi occidentali e medio orientali ci sono posizioni diverse, con la Francia e la Gran Bretagna a fare da apripista in Europa per il riconoscimento della Coalizione Siriana come sola rappresentante legittima della Siria. La Germania è cauta ed ha dichiarato che intende aspettare. L' Italia non ha ancora fatto questo passo ma nelle sue dichiarazioni è talmente ambigua da ingannare molti osservatori tra i quali Le Monde. Tunisia e Libia, paesi guidati da governi con la presenza di partiti islamici, stanno aspettando e seguendo l' evolversi delle vicende. In Siria sono presenti anche altre aggregazioni che si oppongono ad Assad, come il Coordinamento Nazionale Democratico o i partiti curdi che controllano alcuni territori al nord del paese. Inoltre settori consistenti della società siriana sono esplicitamente contrari all' opposizione armata e sostanzialmente estranei a tutte le opposizioni. Tra questi la Chiesa Cattolica Greco-Melchita e in genere le minoranze cristiane e alawite.

MISSILI PATRIOT DELLA NATO IN TURCHIA AL CONFINE CON LA SIRIA

La Turchia attorno al 17 novembre ha chiesto alla NATO di installare un sistema di missili Patriot al confine con la Siria. La richiesta iniziale era di 2 unità di missili. Ogni unità necessita di 85 militari della NATO per la loro gestione. Il 28 novembre alcuni esperti della NATO si sono recati a Malatya per verificare la possibilità' di installare i due sistemi per i missili e altre quattro unità potrebbero essere istallate tra Diyarbakir e Sanlinrfa. Il totale dei militari NATO necessari alla loro gestione sarebbe quindi di oltre 500 persone. I sistemi possono essere utilizzati contro missili e velivoli, potrebbero quindi essere impiegati per eventuali no fly zone da metà dicembre in poi.

LE ATTIVITA’ DELL’ OPPOSIZIONE CHE NON ADERISCE ALLA COALIZIONE SIRIANA

Abbiamo scritto in precedenza che la Coalizione Siriana non esaurisce tutti gli ambienti che si oppongono ad Assad. Questa opposizione fuori dalla Coalizione, che ha nel Coordinamento Nazionale Democratico il riferimento maggiore, si era riunita a fine settembre 2012 a Damasco. All' incontro erano presenti anche osservatori algerini, iracheni ed egiziani oltre a diplomatici russi, cinesi e iraniani. A Teheran c'e' stato ultimamente un nuovo incontro dal titolo "No alla violenza si alla democrazia", oltre a 200 esponenti vicini al governo o all' opposizione, erano presenti il segretario del Partito Comunista Siriano Bagdsh e Ali Heidr, ministro per gli affari della Riconciliazione Nazionale. Partecipavano anche esponenti di partiti e movimenti sociali dell' America Latina e della regione. Intanto nei prossimi giorni esponenti del Coordinamento Nazionale Democratico si recheranno di nuovo a Mosca. Per quanto riguarda la minoranza curda siriana questa è divisa in vari gruppi, ma la parte più consistente che fa riferimento al Pyd, vicino al PKK, è completamente autonoma da tutti i gruppi che compongono la Coalizione e in questo momento ha frequenti scontri armati con i ribelli per il controllo di territori nel nord della Siria.

LA SIRIA TORNA IN PRIMA PAGINA PER I BAMBINI MORTI NEL CAMPETTO DI CALCIO

Nelle scorse settimane la guerra siriana era tornata in secondo piano sui media oscurata dalle vicende nella striscia di Gaza. Ha riconquistato un grande risalto mediatico con la notizia dei dieci bambini uccisi da un bombardamento mentre giocavano al calcio in un campetto nella periferia di Damasco. La notizia è stata riportata con molta evidenza da tutti i media insieme a foto e video. Inizialmente era completamente passata la tesi che alcuni video provavano in maniera inequivocabile quanto denunciato, in un secondo momento i media hanno riferito che non era possibile verificare le immagini da parte di fonti indipendenti e sull’ episodio ci sono ora molti dubbi.

A tal proposito: http://napolinowar.wordpress.com/2012/11/28/unaltra-bufala-bombe-a-grappolo-su-un-campo-dove-giocavano-a-calcio-bambini-siriani/

RIBELLI ALL’ OFFENSIVA ? DI SICURO C’E’ L’ATTENTATO A DAMASCO, OLTRE CINQUANTA MORTI.

Notizie dal campo di battaglia riferiscono di gruppi armati ribelli che attaccano l’ esercito governativo ormai in difficoltà. Particolarmente presi di mira sarebbero gli aeroporti, visto che è evidente che il punto di forza dell’ esercito siriano è la presenza di una forte aereonautica. Ma la notizia certa piu’ grossa è l’ attentato che mercoledì ha colpito di nuovo un quartiere di Damasco abitato dalle minoranze cristiane e druse che si oppongono alle attività dei gruppi armati dell’ opposizione. Prima è esplosa una autobomba, quando sono accorse altre persone sul luogo dell’ attentato ne è esplosa una seconda facendo decine di morti, tutti civili, tra questi molti giovani e giovanissimi.

“DIECI PUNTI PER LA PACE E RICONCILIAZIONE IN SIRIA” DI MADRE AGNES MARIAM

1 – Sostenere la risoluzione dei conflitti attraverso il negoziato e l’ attuazione di un processo democratico 2 – Arrestare il flusso delle armi in Siria 3 – Stigmatizzare metodi di guerra che sono contro la Convenzione di Ginevra 4 – Frenare le interferenze straniere nel conflitto siriano 5 – Fornire informazioni veritiere sul conflitto in Siria 6 – Supporto ai nuovi partiti politici che si moltiplicano e danno una nuova forma nel panorama politico in Siria 7 – Cessare le sanzioni che stanno solo danneggiando la popolazione civile 8 – Equa distribuzione degli aiuti umanitari 9 – Appello all’ imparzialità tra le ONG che lavorano nel conflitto siriano 10 – Sostenere un nuovo stato che garantirà parità di cittadinanza e la libertà religiosa per tutti i gruppi religiosi ed etnici.

Da:Magazine Kairos cattolica Journal Vol. 23 N. 21 novembre 2012 www.cam.org.au/kairos





giovedì 22 novembre 2012

Siria, le notizie della settimana dal 15 al 21 novembre 2012


LA TRAGEDIA DI GAZA NON CI FACCIA DIMENTICARE LA GUERRA SIRIANA

Le  centocinquanta persone uccise dai raid israeliani a Gaza hanno quasi cancellato le notizie in arrivo dalla guerra siriana. Era già successa la stessa cosa nei giorni dell’uccisione dell’ ambasciatore Stevens a Bengasi e delle proteste nel mondo islamico per il film su Maometto. E’ una conseguenza inevitabile dei bombardamenti ordinati da Netanyahu ma dobbiamo ugualmente cercare di conoscere e capire quello che avviene nel paese di Damasco, dove i morti sono moltissimi da mesi e la situazione è molto fluida con possibilità di improvvisi cambiamenti di scenario. Ci sono molti legami tra le due guerre e gli attori esterni coinvolti sono gli stessi con alleanze diverse: paesi mediorientali, paesi occidentali, Iran, Israele, Russia e Cina. Qualsiasi cosa succeda nei prossimi giorni a Gaza influenzerà in qualche modo anche i futuri sviluppi della guerra in Siria e la neonata Coalizione Nazionale Siriana avrà sede proprio al Cairo dove in questi giorni si svolgono le trattative tra Israele, Hamas e gli esponenti della Jihad islamica di Gaza.

FRANCIA E GRAN BRETAGNA RICONOSCONO LA COALIZIONE COME UNICA RAPPRESENTANTE DELLA SIRIA

Il presidente francese Hollande dopo meno di una settimana dall’ annuncio ufficiale della nascita della Coalizione Nazionale Siriana aveva già riconosciuto la nuova opposizione come unica rappresentante della Siria, aveva ricevuto il suo presidente Al-Khatib  e richiesto un suo esponente come ambasciatore del popolo siriano in Francia. L’ha già seguita su questa strada la Gran Bretagna che il 15 novembre aveva discusso della crisi siriana in un summit convocato da Cameron ma non aveva comunicato decisioni. Poi venerdì 16 il premier britannico ha ricevuto a Londra una delegazione della Coalizione e martedì 20 novembre è arrivato l’ annuncio del riconoscimento di questa come unica rappresentante del popolo siriano. Le petromonarchie del Golfo seguite da tutti gli altri della Lega Araba avevano già ufficializzato questa decisione.

CAUTA L’ UNIONE EUROPEA MENTRE  L’ AMBIGUITA’ DI MONTI E TERZI INGANNA ANCHE LE MONDE

Il Consiglio dei ministri degli esteri dell’ Unione Europea lunedì 18 ha discusso anche della Siria. Ha espresso un giudizio positivo sulla nascita della Coalizione Nazionale Siriana e l’ ha definita una legittima rappresentante del popolo siriano, non però l’ unica. Tra i paesi più tiepidi verso la nuova opposizione ad Assad troviamo la Germania. Il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle ha spiegato che il suo paese pone tre condizioni che aspetta di verificare nel prossimo futuro: una dichiarazione a favore della democrazia; l’ impegno ad uno stato di diritto; il pluralismo associativo e religioso. La posizione dell’ Italia e’ la stessa dell’ Unione Europea ma Monti l’ ha esposta in un modo talmente ambiguo da ingannare anche il quotidiano francese Le Monde che ha affiancato l’Italia alla Francia e alla Gran Bretagna tra i paesi che hanno riconosciuto la Coalizione Nazionale Siriana come la sola rappresentante della Siria. Monti ha detto però che il Ministero degli esteri sta studiando come fare altri passi…….

FRANCIA E GRAN BRETAGNA PREPARANO ALTRE MOSSE ?

Il cammino comune di Parigi e Londra non è da sottovalutare. I due paesi il 30 agosto 2012 in una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU avevano chiesto la creazione di zone cuscinetto dove fosse possibile prestare assistenza umanitaria ai siriani sfollati. All’ incontro erano presenti , cosa inconsueta, i due ministri degli esteri Fabius ed Hague. La proposta non passò anche se la discussione non fu divulgata. Però nella conferenza stampa tenuta subito dopo il ministro francese Fabius affermò che non escludeva nessuna opzione per il futuro , lasciando l’ impressione di considerare possibili dei passi anche senza il consenso delle Nazioni Unite. Nel summit del 15 novembre Cameron ha discusso la possibilità di creare no fly zone parziali nel territorio siriano e la Francia negli ultimi tempi  ha molto insistito sulle zone liberate affermando che avrebbe aiutato con ogni mezzo questi territori, possibili rifugi anche per gli sfollati siriani. Nel presentare la Coalizione Nazionale Siriana e’ stata inoltre prospettata la creazione di un esecutivo provvisorio che tra le varie funzioni dovrebbe anche amministrare le zone controllate dall’ Esercito Libero Siriano per il momento composto però da molte brigate indipendenti tra loro. I due paesi sono intervenuti anche sul tema delle forniture di armi ai gruppi dell’ opposizione. La Francia ha sostenuto la necessità di togliere l’ embargo esistente almeno per le armi difensive mentre Cameron ha ipotizzato la fornitura ai “ribelli” di missili anti-aerei. Se consideriamo anche che la Francia e la Gran Bretagna iniziarono la guerra alla Libia mettendo gli altri paesi davanti al fatto compiuto c’è davvero da aspettarsi sorprese.

GRUPPI ARMATI ISLAMICI RIFIUTANO LA COALIZIONE NAZIONALE SIRIANA

In un video diffuso lunedì 19 novembre un esponente islamico, con alle spalle una bandiera nera inneggiante ad Allah, dichiara che quattordici milizie armate rifiutano la Coalizione Nazionale Siriana costituitasi l’ 11 novembre a Doha e ogni altro tipo di coordinamento che non aspiri ad uno stato islamico “giusto”. Tra queste brigate c’è la conosciuta al-Nusra, il gruppo a cui apparteneva il kamikaze autore dell’ attentato che lunedì 5 novembre ha causato la morte di 50 militari governativi . Il Fronte-Al Nusra, considerato da tempo vicino ad Al Qaeda, ha partecipato nei giorni della tentata tregua agli scontri armati avvenuti ad Aleppo tra milizie “ribelli” e combattenti curdi del Pyd.  Alcune brigate citate nel video hanno smentito di aver preso questa posizione ma l’esistenza di dissensi sulla Coalizione è ammessa anche da ambienti giornalistici che hanno sempre minimizzato la presenza islamica tra gli oppositori di Assad.

POCHE NOTIZIE SUGLI SCONTRI IN SIRIA

In questi giorni sono pochissime le notizie sugli scontri armati in Siria. Da fonti dell’ opposizione sono denunciati ancora bombardamenti su zone e centri urbani controllati dai “ribelli” e arriva puntuale il quotidiano aggiornamento sui morti per le violenze. Da fonti governative arrivano invece  notizie di attentati, uccisioni mirate e rapimenti. Nel nord ci sono ancora scontri tra curdi e la brigata Al Nusra, una battaglia nella città di Ras Al-Ain ha causato 29 morti, quasi tutti appartenenti ad Al Nusra, mentre la milizia islamica ha fatto 35 prigionieri trai combattenti curdi e subìto la cattura di undici sui uomini.

QUALCHE CENNO BIOGRAFICO SU AL-KHATIB,  NEO PRESIDENTE DELLA COALIZIONE SIRIANA*

Lo sceicco Ahmad Al Khatib Moaz ha una formazione di ingegnere in geofisica ed ha lavorato dal 1985 al 1991 per l’ al-Furat Petroleum Company una società con partecipazioni di aziende nazionali ed estere, tra le quali l’ anglo-olandese Shell con la quale al-Khatib ha mantenuto dei legami. Nel 1992 ha sostituito il padre, lo sceicco al-Faraj al-Khatib, come predicatore nella Moschea di Omayyadi. Fu sollevato quasi subito dall’ incarico dal padre di Bashar al Assad.  Da quel momento gli fu impedito di predicare in Siria ma per motivi che niente hanno a che fare con le attuali vicende siriane. La Siria in quegli anni sosteneva l’ intervento internazionale per liberare il Kuwait perché rivale dell’Iraq di Saddam Hussein e per avvicinarsi ai paesi occidentali. Lo sceicco invece era contrario a “Desert Storm” per motivi religiosi, considerava addirittura un sacrilegio la presenza occidentale in terra d’ Arabia. Pronunciò quindi vari discorsi antisemiti e antioccidentali. In seguito ha svolto l’attività di educatore a Damasco ed ha viaggiato molto nei paesi occidentali finchè si stabilito in Qatar. E’ tornato in Siria nel 2003-04 come lobbista del gruppo Shell per l’ aggiudicazione di concessioni di petrolio e gas, infine il ritorno nel 2012 a Douma, sobborgo di Damasco, dove si impegna a organizzare la rivolta. Viene arrestato e graziato, nel luglio lascia il paese e si stabilisce al Cairo. La sua famiglia è di tradizione Sufi ma lui appartiene ai fratelli Musulmani e nei suoi scritti ha usato verso il popolo ebraico e i musulmani sciiti espressioni come “nemici di Dio” e “eretici negazionisti” . Quindi ancora una volta Washington inganna gli alleati. La Francia ha preso tutti i rischi ma la Total non beneficerà di alcuna concessione.

 *Le notizie su al-Khatib sono tratte da un articolo di Thierry Meyssan (segnalazione di Valeria e Barbaranotav)

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giovedì 15 novembre 2012

Siria, le notizie della settimana dal 5 al 14 novembre 2012


DOPO UNA SETTIMANA DI INCONTRI IN QATAR NASCE LA “COALIZIONE SIRIANA”
Domenica 11 novembre c’è stato l’ annuncio ufficiale della nascita della Coalizione Siriana, comitato che unisce molti gruppi dell’ opposizione ad Assad. Presidente é Moaz al Khatib, imam di Damasco in esilio dal mese di luglio, vice presidenti: Riad Sief, imprenditore ed ex deputato, e l’ attivista per i diritti umani femminili Suhair al Atassi. La Coalizione Siriana ha chiesto all’Unione Europea e agli USA il riconoscimento ufficiale e finanziamenti per armi ed altro, costituirà un esecutivo in esilio che “governerà“ subito, cosi e’ stato detto, le zone liberate. La Coalizione rifiuta ogni dialogo con Assad, giudica la lotta armata l’ unica strada possibile per cambiare le cose in Siria e il Presidente Moaz al Khatib chiede un intervento diretto degli eserciti occidentali, come in Libia e Irak.

Prima i paesi del Golfo poi tutta la Lega Araba con l’astensione di Algeria ed Iraq hanno riconosciuto la nuova opposizione. Brahimi ha partecipato, non so se in questa occasione ma sicuramente in questi giorni, ad un incontro della Lega Araba e mi sembra un segnale inquietante. Subito é arrivato il riconoscimento della Coalizione siriana da parte di Francia e USA. L’ Italia per il momento non compie questo passo ma ha salutato con soddisfazione la costituzione del nuovo comitato di opposizione ed ospiterà un incontro degli Amici della Siria, il gruppo di paesi che si riunisce periodicamente da molti mesi per discutere del cambio di governo a Damasco.



QUALCHE OPPOSITORE RIMANE FUORI DALL’ACCORDO CON AMBIGUITA’ CHE VENGONO IMPORTATE ANCHE IN ITALIA
Alcuni gruppi dell’ opposizione siriana non hanno aderito alla accordo ma non si conosce il loro seguito reale e comunque tengono un atteggiamento ambiguo per non scontrarsi frontalmente con chi potrebbe guidare un eventuale dopo Assad con l’ appoggio politico dell’ Occidente e della Lega Araba. Dovrebbe essere rimasto fuori il Coordinamento Nazionale, rappresentato da Mennaa, che unisce ambienti diversi, e sono sicuramente fuori i curdi del Pyd, partito vicino al PKK, che nei giorni della tregua a fine ottobre hanno avuto ad Aleppo un duro scontro armato con brigate ribelli. Si sono pronunciati contro l’ accordo il National Coordinating Committe e la Syrian Democratic Platform. In sostanza per il momento non avrebbe aderito chi a fine settembre ha organizzato a Damasco la Conferenza per la salvezza della Siria alla presenza di diplomatici russi, cinesi, algerini e di altri paesi. L' esistenza di questa aerea, abbastanza indefinita, giustifica la non opposizione di alcuni pacifisti italiani alle milizie armate contro Assad. Un aiuto non da poco per la guerra.

ALCUNE REAZIONI ALLA NASCITA DELLA “COALIZIONE SIRIANA”
Per il governo siriano e’ una dichiarazione di guerra contro Damasco, mentre al contrario il nunzio apostolico in Siria Mario Vicari ha affermato che l’ unificazione dell’ opposizione é un evento positivo e “speriamo che porti ad un dialogo con il governo”. Ma tra gli elementi costitutivi della coalizione c’é quello di escludere qualsiasi ipotesi di trattativa con Assad. Tra i dodici punti dell’ accordo trovato a Doha uno dice esplicitamente che i gruppi che hanno costituito la Coalizione siriana e quelli che aderiranno “Si impegnano a non negoziare con il regime”. E’ una dichiarazione di guerra a chi in questo momento e’ il rappresentante dello stato siriano anche alle Nazioni Unite.

UNA BREVE CRONACA DELLA SETTIMANA A DOHA
Nei giorni 5-6-7-Novembre si e’ riunito il Consiglio nazionale Siriano che finora e’ stato l’ unico interlocutore dell’ occidente. E’ stato eletto prima un consiglio direttivo di 40 persone, tutti uomini. Per le proteste delle donne e di altri attivisti e’ stata rimandata l’ elezione dell’esecutivo di 11 membri e poi del Presidente. Dopo due giorni e’ stato eletto presidente il cristiano ed ex comunista Georges Sabra. Erano presenti a Doha i ministri degli esteri turco Davutoglu e quello egiziano Kamel Amr, ministro degli esteri anche nel precedente governo del suo paese. Una persona evidentemente non sgradita a Washington.

Il giorno 8 novembre doveva essere approvato un documento presentato da Riad Sief che sostanzialmente anticipava quelle che sono state poi le conclusioni della Coalizione Siriana e sulla base di quel testo sarebbe dovuta essere formalizzata la nascita di un nuovo comitato unitario dell’ opposizione. Ma i Fratelli Musulmani, che controllano il CNS, hanno bocciato questo percorso appoggiato dagli Stati Uniti e nello stesso giorno é stata riportata la notizia dell’ uscita dei Comitati locali di Coordinamento dal Consiglio Nazionale Siriano per l’ eccessiva influenza nel CNS della componente organizzata sunnita. Da venerdì a domenica é stato poi trovato un accordo tra il Consiglio nazionale e gli altri gruppi dopo momenti di incertezza superati per le pressioni dei paesi occidentali e del Golfo. Domenica é stato infine dato l’ annuncio ufficiale della nascita della Coalizione Nazionale Siriana.



CITTA’ DEL VATICANO



Benedetto XVI aveva chiesto anche domenica 4 novembre, all’ Angelus in San Pietro, una soluzione politica alla guerra siriana ma la missione vaticana in Siria che prevedeva una delegazione di 4 cardinali per portare la solidarietà, materiale ed umana, all’ intero popolo si e’ trasformata in una permanenza di qualche giorno del Cardinale Sarah in Libano con visite ai campi degli sfollati e una denuncia dell’ emergenza umanitaria che paradossalmente piace molto a chi fomenta la guerra.



NUOVO INCONTRO ERDOGAN-AHMADINEJAD E IPOTESI DI TAVOLO NEGOZIALE TRA IRAN-RUSSIA-EGITTO E TURCHIA



Non so se questa strada e’ stata superata dagli eventi successivi , la riporto ugualmente. Giovedì 8 Novembre colloquio tra Erdogan e Ahmadinejad, in Indonesia, a margine del Forum per la democrazia di Bali. Mentre Ankara non abbandona l’ ipotesi di un tavolo negoziale tra Tehran e Mosca, finora alleate di Damasco, ed Egitto, che é dalla parte dei ribelli sunniti.

MERCOLEDI’ 14 LA VARIABILE DELLA CRISI SIRIANA MENO PREVEDIBILE E’ ISRAELE

Il 14 novembre, quando scrivo le ultime righe, la tensione a Gaza é altissima. Ma gia’ questa mattina il Foglio di Giuliano Ferrara, sempre ben informato dalle sue fonti mediorientali, ha scritto di rotta di collisione tra Qatar ed Israele, con il paese di Tel Aviv che riterrebbe molto pericoloso il Qatar perche’ recentemente ha finanziato Hamas e perché in Siria, come in Libia, l’ emirato finanzia i gruppi armati più estremisti. Il Foglio aggiunge poi che in Israele non si riterrebbe scontata la caduta a breve di Assad, l’ informazione proviene da una fonte interna israeliana.

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martedì 6 novembre 2012

Siria, le notizie della settimana dal 28 ottobre al 3 novembre 2012


GLI USA RIDISEGNANO L’ OPPOSIZIONE SIRIANA, NASCERA’ ANCHE UN GOVERNO IN ESILIO ?

Il portavoce del Ministero degli Esteri russo: “Gli USA lavorando per un governo di opposizione in esilio aiutano la guerra civile a diventare irreversibile”. Non sono esattamente queste le parole di Lukashevich, portavoce del ministero , ma il senso della sua dichiarazione lo interpreto in questo modo. Il diplomatico ha criticato infatti con decisione gli Stati Uniti perche’ stanno spingendo l’ opposizione siriana a formare un governo in esilio e, con la supervisione della Clinton, vorrebbero influire sulla sua fisionomia suggerendo anche qualche nome. Proprio come stanno facendo con il nuovo coordinamento dell’ opposizione che sta nascendo in questi giorni in Qatar. L’ annuncio della nuova sigla, che nelle intenzioni riunira’ tutti gli oppositori , era previsto per il 7 novembre subito dopo le elezioni presidenziali statunitensi, ma ieri la notizia dell’incontro in Qatar e’ stata conosciuta in tutto il mondo. Il nuovo organismo prendera’ il posto del CNS come interlocutore siriano dei paesi Nato pero’ i rappresentanti del Consiglio Nazionale Siriano nel nascente coordinamento dovrebbero rimanere molti, 14 delegati. A questi si dovrebbero aggiungere 3 delegati curdi ( anche se l’ organizzazione piu’ rappresentativa dei curdi siriani e’ indipendente dai “ribelli”e attualmente in conflitto con loro), altri esponenti dell’ opposizione, personalita’ religiose e rappresentanti dai comitati territoriali.

Il CNS, egemonizzato dalla Fratellanza Musulmana e guidato da persone residenti da molto tempo all’ estero, non e’ mai stato popolare in Siria, neanche tra i combattenti anti-Assad, ma non ha gradito questo attivismo statunitense che punta a ridimensionare il suo ruolo ed ha accusato Hillary Clinton di avere abbandonato la rivoluzione siriana. In questa occasione ha fornito anche alcuni dati sulla propria composizione e soprattutto sui finanziatori. Nell’ ultimo anno ha ricevuto circa 40 milioni di dollari, la meta’ dalla Libia e il resto da Qatar e Emirati Arabi Uniti. La quasi totalita’ di questo denaro sarebbe stata spesa per l’ assistenza umanitaria ai profughi della guerra siriana. Nei prossimi giorni capiremo meglio cosa cambiera’ davvero nell’ opposizione. Anche Russia e Cina hanno incontrato piu’ volte esponenti antigovernativi, soprattutto laici e di sinistra, e a fine settembre furono i diplomatici russi , secondo le Monde, a prenotare la sala per l’ incontro degli oppositori definito “Conferenza per la salvezza della Siria”.

Quindi , riassumendo, si prospetta una nuova composizione dell’ opposizione, la probabile formazione di un governo provvisorio in esilio e Stati Uniti e Francia hanno dichiarato in piu’ occasioni di voler riconoscere subito questo eventuale nuovo esecutivo, come e’ accaduto l’ anno passato in Libia.

VISITA DI BRAHIMI A MOSCA E PECHINO, A NOVEMBRE INTERVERRA’ DI NUOVO ALLE NAZIONI UNITE

Nei recenti incontri con Brahimi, Russia e Cina hanno esposto le loro proposte per una soluzione politica alla crisi siriana. La Russia ritiene sempre valido il percorso approvato il 30 giugno 2012 alla Conferenza di pace a Ginevra ed ha tentato anche di farne una risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU ma non ha avuto il consenso degli Stati Uniti. Questo piano prevede un governo di transizione composto da forze di opposizione e forze che invece attualmente appoggiano Assad. Mosca, se la violenza dovesse diminuire, vorrebbe anche che l’ ONU riprendesse la sua missione di 300 osservatori disarmati che ha operato in Siria da aprile ad agosto.

La Cina ha proposto invece a Brahimi un piano di pace in 4 punti che prevede anch’ esso una tregua e un periodo di transizione. Per ovviare alle difficolta’ ormai sperimentate per realizzare una tregua vorrebbe lavorare con modalita’ diverse nelle varie regioni.

Brahimi entro novembre presentera’ le sue proposte alle Nazioni Unite. E sembra proprio che, passate le elezioni presidenziali statunitensi, la comunita’ internazionale tentera’ di sbloccare la situazione. Il 12 novembre e’ prevista anche una riunione di urgenza dei ministri degli esteri della Lega Araba. Semplificando a livello internazionale le strade indicate sono sostanzialmente due. Una vede l’ uscita di Assad come condizione preliminare non negoziabile di una trattativa. L’ uscita di Assad vul dire la sua sconfitta militare o comunque il suo abbandono del territorio siriano. Un’ altra vorrebbe una trattativa ed una transizione immediate senza condizioni definite pregiudizialmente .

RICORDIAMO CHE, MENTRE LA DIPLOMAZIA DISCUTE, IN SIRIA SI CONTINUA A MORIRE

Nelle passate settimane mi sono soffermato poco sugli scontri armati in Siria perche’ , prima, l’ assalto dell’ 11 settembre all’ ambasciata di Bengasi aveva fatto passare in secondo piano le vicende siriane, dopo, l’ avvicinarsi delle presidenziali statunitensi faceva pensare che niente di importante sarebbe successo in questo periodo. Ma la guerra non ha mai diminuito la sua intensita’ e non si e’ fermata neanche nei giorni della tentata tregua. Questa settimana era iniziata con un’ autobomba in un quartiere di Damasco abitato in prevalenza da Drusi che ha causato 10 morti. Nello stesso giorno veniva denunciato dall’ opposizione un bombardamento aereo ad Aleppo che avrebbe fatto 15 vittime, comprese donne e bambini. I ribelli hanno attaccato a fine settimana l’ importante base aerea di Taftanaz da dove partono gli elicotteri che agiscono nell’ area di Aleppo. Secondo il governo siriano l’ attacco sarebbe stato respinto nonostante il grande dispiegamento di forze dei ribelli. Sempre alta tensione alle frontiere, con la notizia di un nuovo colpo vagante sparato dalla Siria verso la Turchia e voci di movimenti dell’ esercito di Damasco vicino al Golan, altopiano siriano occupato da Israele. A fine settimana in una sola giornata sono stati uccisi 78 militari in attacchi ai cheakpoint, in uno di questi attacchi sono stati catturati alcuni soldati governativi poi giustiziati sul posto quando erano ormai disarmati e inoffensivi. L’ episodio e’ stato ripreso e il relativo video messo in rete su Youtube. L’ esecuzione di prigionieri ha fatto un certo clamore e si e’ pronunciato anche l’ Alto Commissario ONU per i diritti umani annunciando l’ ennesima indagine. Ma episodi del genere da parte dei ribelli sono denunciati da mesi e le notizie di questi crimini regolarmente ignorate. Sabato e’ stato poi diffuso un video che mostra militari governativi mentre mutilano cadaveri. L’ attendibilita’ del documento non e’ facilmente verificabile ma la tempistica dell’ uscita del video, il giorno dopo le altre immagini che mostrano crimini dei ribelli, assolutamente sospetta. C’ e’ indubbiamente anche una guerra mediatica. Per fare un esempio, fonti governative hanno denunciato che il 4 novembre sono stati uccisi da terroristi 30 civili nella zone di Harem, la strage e’ stata filmata e inviata ad emittenti amiche per addossare la colpa alle forze “regolari”. La fonte indica anche i nomi degli autori della strage.

ALEPPO, DURISSIMO SCONTRO NEI GIORNI DELLA TREGUA TRA RIBELLI E CURDI: 30 MORTI E 200 RAPITI.

Nei giorni del cessate il fuoco, miliziani del battaglione ribelle “Salahedin” , dove sono presenti anche curdi anti-Assad e jihadisti del Nusra, vicini ad Al Qaeda, hanno tentato di accerchiare alcune postazioni strategiche governative ad Aleppo. Per fare questo sono entrati nei territori controllati dal Pyd, Partito curdo siriano vicino al PKK, violando un accordo che prevedeva per i ribelli di non entrare nelle aeree curde. I durissimi scontri hanno provocato 30 morti, decine di feriti e 200 rapimenti di curdi ad opera dei ribelli. I sequestrati sono stati rilasciati dopo una tesa trattativa. Scrive M.Giorgio sul Manifesto che ” un civile curdo sarebbe stato torturato a morte dai suoi carcerieri” e che esiste una “diffidenza sempre piu’ simile a rancore” tra ambienti dell’ Esl e del Pyd, partito che rappresenta la maggioranza dei curdi siriani ed e’ora accusato dal filo occidentale Consiglio nazionale curdo di essere diventato alleato di Assad. La crisi e la successiva guerra siriana hanno sconvolto gli equilibri nei territori curdi e ampie zone sono in questo momento sotto il controllo diretto degli indipendentisti. Qualsiasi direzione prendera’ la vicenda siriana sara’ difficile riportare questi territori alla situazione precedente.

MONTI A NOVEMBRE IN QATAR. DIRA’ ANCORA DI AVERE LE STESSE POSIZIONI DELL’ EMIRO SULLA SIRIA ?

Nel mese di novembre il Presidente del Consiglio Monti incontrera’ l’ Emiro del Qatar a Doha, restituendo la visita ricevuta a Roma nella primavera scorsa. In quella occasione Monti nella conferenza stampa congiunta a Villa Panphili dichiaro’ che l’ Italia “ si muove in stretto collegamento per esempio con il Qatar con il quale abbiamo sempre avuto unita’ di vedute sulla crisi siriana”. In questi mesi e’ emerso che il Qatar finanzia l’ opposizione siriana anche nella sua componente armata, pagando gli stipendi ai combattenti e fornendo le armi e altri servizi e, in occasione della inaugurazione della sessione dei lavori dell’ Assemblea ONU, l’ Emiro Al-Thani ha sostenuto che i paesi arabi dovrebbero intervenire militarmente in Siria, naturalmente per portare la pace sconfiggendo Assad.

Il presidente Monti dichiarera’ anche questa volta di essere d’ accordo con tutte le posizioni del ricco emirato relative alla crisi siriana ? Qualcuno fara’ questa domanda a Monti e ai partiti che lo sostengono in Parlamento ? Naturalmente no. E i politici italiani non si interessano assolutamente della Siria nonostante che istituzioni guidate dal potere politico agiscano nella vicenda siriana.

Monti invece si esprime sulla guerra siriana in occasione di ogni suo incontro internazionale, ultimamente dopo il colloquio con Peres in Israele e dopo l’ incontro con il primo ministro spagnolo Rajoy. La sua opinione e’ sempre che l’unica strada per riportare la pace e’ l’ uscita di Assad. Pazienza se perseguire questo obiettivo fara’ continuare ancora la guerra e potrebbe anche ancora piu’ sanguinosa e distruttiva. Forse si fida troppo del ministro degli esteri Terzi che a fine agosto affermo’ che la sconfitta di Assad era imminente e tenne una riunione interministeriale ufficialmente dedicata alla ricostruzione della Siria dopo Assad.

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sabato 15 settembre 2012

Siria, le notizie della settimana dal 9 al 15 settembre 2012



LE PRIME CONSEGUENZE DELL’ ASSALTO DI BENGASI SULLA GUERRA SIRIANA
Il Medio Oriente e’ piombato al centro della campagna elettorale presidenziale statunitense e Romney ha attaccato la strategia di Obama verso le primavere arabe. Lo ha fatto in modo poco argomentato anche se veemente, pero’ ha detto chiaramente che il presidente democratico ha aiutato i nemici degli Stati Uniti e nel medio periodo l’ attuale strategia che vede alleati in tutta la regione USA, Nato, Petromonarchie , Fratelli Musulmani e partiti islamisti ha molte probabilita’ di essere messa apertamente in discussione. Questa alleanza e’ presente anche in Siria, con l’ aggravante che fino a questo momento combatte i sostenitori di Assad insieme ai gruppi piu’ estremisti, compresi quelli considerati appartenenti ad Al Qaeda.
Le vicende libiche del 2011-12 sono sempre state accostate agli eventi siriani, non a caso il sito che ospita questo notiziario si chiama Sibialiria, mentre B.Henry Levy ha invitato l’ Occidente ad intervenire militarmente in Siria scrivendo su Le Monde: “Aleppo come Bengasi”. Cosi’ la clamorosa smentita della descrizione occidentale della realta’ libica secondo la quale “ Dopo la guerra hanno vinto le elezioni i laici moderati, la Libia e’ un esempio per tutti i i paesi islamici ” rendera’ piu’ difficile la propaganda che finora e’ stata fatta sulla crisi siriana. Scrivo queste frasi venerdi’ sera e la situazione sembra imprevedibile, quindi aggiungo solo qualche disordinata notizia lasciando altre considerazioni alle prossime settimane.
L’ ambasciatore Stevens ucciso a Bengasi era arrivato nella stessa citta’ anche l’ 11 aprile 2011 per dare la propria consulenza alla guerra contro Gheddafi. I droni che voleranno sulla Libia, e probabilmente su altri paesi africani, per cercare e uccidere esponenti di Al Qaeda, come per ora avviene in Pakistan e Afghanistan, partiranno dall’ aeroporto siciliano di Sigonella. I Fratelli Musulmani in Egitto sono stati tra gli organizzatori della manifestazione di venerdi’in Piazza Tahrir e i media parlano di gelo tra USA ed Egitto per le deboli risposte del governo di questo paese ai disordini.
Per finire riporto il titolo di un articolo del Corriere della Sera : “I camaleonti della Jihad, rivoluzionari di giorno, filo-qaedisti di notte.”
Sono decisamente giorni non facili per l’ alleanza che sembrava uscita vincitrice dalle primavere arabe.

LA VISITA DI BENEDETTO XVI IN LIBANO
Venerdi’ 14 settembre e’ iniziata la visita di Benedetto XVI in Libano. Il Pontefice incontrera’ le piu’ alte cariche dello stato e di tutte le confessioni religiose, cristiane e islamiche. Non ci saranno incontri ufficiali con Helzbollah, il partito di Dio, musulmano sciita, ma i suoi esponenti parteciperanno individualmente ad incontri istituzionali e i militanti hanno affisso manifesti di saluto in tutta Beirut. Venerdi’ e’ prevista la firma del documento ” Ecclesia in Medio Oriente ”, frutto dei lavori dell’ Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi nell’ ottobre 2010. Nel documento si afferma “..l’ esigenza di costruire con l’ostinazione di un dialogo paziente le basi di una nuova convivenza..” Domenica la consegna del documento durante la messa e il ritorno a Roma.
La settimana precedente il Pontefice aveva annunciato la visita in Libano dopo l’ Angelus a Castelgandolfo con queste parole riferite alla guerra siriana: “ Non ci si puo’ rassegnare alle violenze e all’ esasperazione delle tensioni”, “Sia prioritaria la ricerca del dialogo”,.ricordo che in Siria sono cristiani 2  dei 23 milioni di abitanti, divisi tra molte confessioni diverse.
Lascia perplessi pero’ la frase di venerdi’ del Papa che, appena arrivato in Libano, ha criticato il fondamentalismo religioso ed ha invitato “ La primavera araba alla tolleranza ”; vedremo se suscitera’ reazioni. Sul sito del Fatto Quotidiano e’ scritto che questa frase “ aggiungera’ benzina al fuoco gia’ esistente ” ed anch’ io la considero un’ uscita infelice, anche se dovesse passare inosservata.

VLADIVOSTOK, USA E RUSSIA ILLUSTRANO LE LORO MOSSE FUTURE SULLA GUERRA SIRIANA
Al vertice APEC, Asia e Pacifico, di Vladivostok in Russia si sono incontrati il ministro degli esteri russo Lavrov, la segretaria di stato USA Clinton e il presidente Putin. Hanno parlato della crisi siriana senza trovare ancora una posizione comune ma entrambi gli stati hanno spiegato le loro mosse future.
La Russia vorrebbe proporre il piano di pace di Kofi Annan che il 30 giugno a Ginevra ha trovato l’ accordo di tutti, almeno sul piano formale, come testo di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza. All’ incontro nella sede delle Nazioni Unite dovrebbero partecipare tutti i ministri degli esteri.
La Clinton ha risposto che sarebbe inutile qualsiasi risoluzione dell’ ONU che non prevedesse conseguenze nel caso non fosse rispettata e non ha escluso la ripresentazione entro la fine del mese di una loro nuova risoluzione.
Il piano che a Ginevra fu formalmente accolto da tutti i presenti prevedeva un governo di transizione comprendente esponenti dell’ opposizione e forze che in questo momento fanno parte o appoggiano il governo. Il piano si fermo’ appena iniziati i colloqui, il punto che bloccava e blocca tuttora l’ inizio di ogni vero negoziato e’ ritenere possibile o meno una presenza di Assad nella vita politica futura della Siria. Gli USA , gli altri paesi Nato e il CNS,unica opposizione che questi appoggiano, vorrebbero iniziare a negoziare dalla sconfitta o abbandono di Assad, ma, nel caso che questi non ceda, non vedono altra soluzione che le armi. Il piano di Annan non prevedeva questo, tanto che il primo colloquio fu tra il diplomatico ONU e Assad e fu ritenuto positivo da entrambi.

LE VIOLENZE SUL CAMPO DI BATTAGLIA
Al suo arrivo a Damasco giovedi’, Braihmi ha commentato “ La crisi siriana e’ peggiorata ”. E probabilmente non c’e’ stata stata davvero una diminuzione della violenza, anche se le cronache del fine settimana piu’ che sugli scontri armati della guerra siriana sono state rivolte ad altre vicende mediorientali e soprattutto si sono occupati di altri temi i corrispondenti dal Medio Oriente.
Qualche episodio particolarmente cruento e’ stato pero’raccontato anche in questi giorni.
20 militari governativi sono stati giustiziati dopo essere stati catturati dai ribelli e credo che questi non abbiamo mai dedicato molto impegno e uomini alla custodia dei prigionieri. E’ stato ucciso il capo di un gruppo ritenuto vicino ad Al Qaeda dai ribelli della Brigata Farouk, i combattenti ai suoi ordini erano tutti stranieri , ceceni, pakistani ed afghani. Dopo la morte del loro capo si sono dispersi nelle altre formazioni armate dell’ opposizione. E’ stata denunciata la morte di altri bambini uccisi da bombardamenti di elicotteri governativi e ritengo l’ uso di velivoli per colpire i gruppi armati nemici, senza troppa attenzione alle persone che stanno intorno, un autogol da parte del governo siriano, oltre che la causa della morte per decine di persone. In questa fase le denunce di bombardamenti dell’ aviazione non sembrano smentite.
Per finire, una accusa rivolta ai Fratelli Musulmani siriani da una esponente laica della opposizione. La Fratellanza avrebbe trattenuto 450 tonnellate di derrate alimentari arrivate dalla Libia per distribuirle secondo i propri criteri, un modo di fare proselitismo e legare la popolazione alla propria organizzazione.

LA SETTIMANA DELL ’ ONU
Intanto giovedi’ Braihmi e’ arrivato a Damasco per incontrare Assad, l’ opposizione e esponenti della societa’ civile mentre lunedi’ al Cairo aveva incontrato la Lega Araba e, su proposta di Morsi, il gruppo di contatto regionale comprendente Egitto, Iran, Turchia ed Arabia Saudita.
All’ ONU da lunedi’ 18 settembre iniziera’ la 67ma sessione dell’ Assemblea Generale e sara’ votato il nuovo presidente, il serbo Vuk Jeremic. Nei giorni successivi saranno discussi gli orientamenti principali della nuova sessione che durera’ circa un anno e parteciperanno ai lavori molti capi di stato. Il 25 settembre e’ previsto un’ intervento di Obama.
Le Nazioni Unite hanno poi designato Maktar Lamani come capo del nuovo ufficio ONU a Damasco e il palestinese Nasser al-Kidwa sara’ affiancato’ al segretario della Lega Araba in supporto di Braihmi. Nasser al-Kidwa e’ stato dal 1991 al 2005 osservatore permanente alle Nazioni Unite per l’ ANP.e negli anni 2005-6 ministro degli esteri.
Il 17 settembre a Ginevra nella XXI sessione del Consiglio dei diritti umani sara' presentato il rapporto della Commissione indipendente (CoI) sullo stato dei diritti umani in Siria. Questo rapporto e' gia' stato reso pubblico il 15 agosto e sul sito www.sibialiria.org e' possibile leggere una approfondita analisi critica di Marinella Correggia a questo documento.

DUBBI E CONTRARIETA’ NEI PAESI DELL’ ALLEANZA ATLANTICA SU UN INTERVENTO MILITARE NATO.
Il segretario della NATO Rasmussen ha smentito anche negli ultimi giorni un intervento della Nato in Siria, ipotesi che Hollande e Obama dichiarano possibile solo nel caso di uso delle armi chimiche da parte di Assad, in verita’ il presidente francese aggiunge anche lo spostamento di queste armi come motivo sufficiente per entrare in Siria..
Comunque l’ opinione pubblica dei paesi dell’ Alleanza Atlantica non sembrerebbe favorevole a questa eventualita’. Due recenti sondaggi in Turchia e Germania indicano rispettivamente nel 57% e nel 64% la percentuale dei contrari all’ intervento militare Nato. In Italia una lettera critica verso una eventuale partecipazione del nostro paese ad una nuova guerra e’ stata pubblicata anche dal Sole24ore e la risposta e’stata identica alla posizione attuale dei paesi Nato,”L’ intervento ci sara’ solo se Assad usera’ armi chimiche”, eventualita’ ritenuta improbabile dal giornale.

Questo notiziario sara' pubblicato sul sito www.sibialiria.org