Siria, le notizie della settimana dal 4 al 10 dicembre 2012
LA SETTIMANA DELLA DECISIONE NATO SUI MISSILI PATRIOT E DELL’ ALLARME PER LE ARMI CHIMICHE
Gli ultimi sette giorni hanno visto la decisione dei ministri degli esteri della NATO di installare i missili Patriot in Turchia al confine con la Siria e l' escalation degli allarmi per le armi chimiche. Il 4 dicembre, giorno del vertice dell'Alleanza Atlantica, le dichiarazioni del segretario NATO Rasmussen e i media hanno presentato l' installazione dei missili Patriot in Turchia come una difesa di questo paese anche e soprattutto da possibili attacchi siriani con armi chimiche montate su missili. Ma quando nel mese di novembre Ankara chiese alla NATO la presenza dei Patriot al suo confine con la Siria non fu fatto nessun accenno alla difesa della Turchia da questo tipo di armi e solo negli ultimissimi giorni è apparsa l’ associazione tra le presenza di armi chimiche e i missili NATO.
OLANDA E GERMANIA HANNO QUASI COMPLETATO I PASSAGGI PER GESTIRE I PATRIOT IN TURCHIA
I missili della NATO saranno gestiti da militari tedeschi ed olandesi. Il governo tedesco ha votato l’ installazione dei missili Patriot da parte del proprio esercito in una riunione d’ urgenza il 6 dicembre ed ora la decisione deve passare dal Parlamento dove un voto contrario potrebbe venire solo dalla Die Link. Anche l’ Olanda qualche giorno dopo ha ufficializzato la sua partecipazione alla missione che seguirà i sistemi missilistici ed a inizio gennaio, in precedenza era stata indicata la data del 15 dicembre, oltre 500 militari tedeschi ed olandesi inizieranno a gestire la presenza in Turchia dei sistemi missilistici che saranno posizionati in almeno tre località diverse. Da segnalare anche la presenza davanti alle coste siriane della portaerei USA Eisenhawer con a bordo 8.000 militari e di un mezzo anfibio con 2.500 marines, insieme a queste due unità sono presenti in zona altre navi militari statunitensi.
L’ESCALATION DEGLI ALLARMI PER L’ UTILIZZO DI ARMI CHIMICHE
Gli allarmi relativi alle armi chimiche hanno avuto un tono crescente ed ogni giorno sono stati aggiunti nuovi particolari che di volta in volta hanno aggravato il quadro della situazione. Tutte le rivelazioni però, pur essendo precise su alcuni particolari, sono state generiche sulle fonti delle notizie che cambiavano ad ogni nuovo annuncio. La prima notizia uscita informava che Israele aveva notato movimenti di queste sostanze letali diversi da quelle effettuati nei mesi precedenti e la cosa avrebbe fatto sospettare che questa volta la Siria le armi chimiche volesse utilizzarle. Il secondo passo è arrivato con l’ annuncio che l'esercito siriano stava assemblando gli elementi che compongono il gas sarin per poi collocarlo su missili e bombe. Il terzo articolo di giornale dava per certo che il sarin fosse stato montato su bombe pronte ad essere caricate sugli aerei. Secondo i lanci delle agenzie per il loro utilizzo mancava solo l’ ordine di Assad. In questi giorni i giornali hanno dato molto spazio a schede ed articoli sulla composizione del gas letale, sugli effetti sulle persone, sulla storia dell’ utilizzo delle armi chimiche nelle guerre passate. Non sono mancati gli annunci inversi che denunciavano il possesso di sostanze letali da parte dei ribelli o l’ allarme per il possibile passaggio di questo materiale pericoloso a Hezbollah o ai gruppi islamici anti Assad.
BRAHIMI HA INCONTRATO RUSSIA E USA IL 6 E IL 9 DICEMBRE
L’ incaricato ONU per la crisi siriana Brahimi ha incontrato due volte i diplomatici di Stati Uniti e Russia. Il giorno 6 a Dublino ha visto la segretaria di Stato USA Clinton e il ministro degli esteri russo Lavrov. Le dichiarazioni al termine dei colloqui sono stati in questa prima occasione pessimiste. Più speranza hanno lasciato invece i commenti dopo il 9 dicembre quando l’ incaricato ha incontrato i vice ministri, Bogdanov per la Russia e Burns per gli USA. Nei giorni che hanno visto il susseguirsi degli incontri diplomatici è stato più volte scritto che la Russia stava cambiando atteggiamento su Assad e aveva corretto tutta la sua strategia sulla crisi siriana. A dimostrazione di questa tesi ogni volta veniva addotto un argomento diverso, ma l’ unica dichiarazione reale che ha visto la Russia critica verso il governo siriano è stata fatta dal ministro Lavrov a proposito del possesso di armi chimiche fuori dai trattati internazionali firmati da molti paesi ma non dalla Siria. Tutte gli altri indizi che avrebbero indicato il cambiamento di atteggiamento erano inconsistenti o vaghi tanto che la settimana si è conclusa il 10 dicembre con la dichiarazione da parte russa di un NO a interventi militari esterni.
L’ ATTENZIONE ORA VA ALL’ INCONTRO DEL 12 DICEMBRE A MARRAKESH
Tutta l’ attenzione ora è rivolta all’ incontro che avverrà mercoledì 12 in Marocco tra i paesi cosiddetti “Amici della Siria”. In questa occasione è previsto l’ annuncio del riconoscimento da parte degli Stati Uniti della Coalizione Nazionale Siriana come UNICO legittimo rappresentante della Siria. Un passo non solo simbolico che segna l’ ufficializzazione dell’ appoggio statunitense all’ opposizione armata siriana. L’ Unione Europa ha incontrato il leader della Coalizione Khalib lunedì 10 a Bruxelles ed al termine della giornata ha dichiarato che sta ancora studiando il modo di riconoscere la Coalizione. Ma mercoledì potrebbe arrivare l’ annuncio del riconoscimento della Coalizione come sola rappresentante della Siria anche da parte dell’ UE, una comunicazione che non sarebbe stato opportuno fare lunedì 10, giorno della consegna all' Unione Europea del premio Nobel per la Pace. La Clinton ha rimandato la sua partenza per il Marocco a causa di una indisposizione ed è in dubbio la sua presenza il 12 dicembre. Questo notiziario uscirà immediatamente prima dell' importante incontro, metterò aggiornamenti sull' appuntamento sul sito www.sibialiria.org nello spazio dei commenti.
I PATRIARCHI E VESCOVI DEL MEDIO ORIENTE CHIEDONO LA FINE DELLE VIOLENZE E LA RICONCILIAZIONE
Il 5 dicembre i patriarchi e vescovi cattolici del Medio Oriente si sono riuniti in assemblea ad Harissa, vicino a Beirut. Riferendosi alla Siria, ma anche all' intera regione, i presuli hanno chiesto di porre fine ai conflitti e alle violenze che stravolgono i loro popoli, aprendo invece percorsi di riconciliazione e di pace in grado di garantire ad ogni cittadino libertà e dignità.
FRONTE AL NUSRA MESSO NELLA LISTA DEI GRUPPI TERRORISTI E SUBITO CONQUISTA UNA IMPORTANTE BASE MILITARE AD ALEPPO.
Il Fronte Al Nustra, una brigata militare che aveva combattuto in Iraq e definita vicina o persino appartenente ad Al Qaeda, è stato inserito nella lista dei gruppi considerati terroristi dal Dipartimento di Stato statunitense. Questa formazione militare è definita siriana ma probabilmente comprende molti combattenti stranieri. E' ritenuta la più organizzata e riceve molti aiuti economici dall' estero, i suoi successi favoriscono l' arrivo continuo di nuove reclute probabilmente da tutto il mondo islamico. La Brigata militare si è scontrata in modo durissimo più volte con i combattenti curdi del Pyd che controllano zone del nord della Siria e sono indipendenti dalla Coalizione Siriana e oppositori storici di Assad.
E proprio ieri il 10 dicembre è giunta la notizia che il Fronte ha conquistato l' importante base militare di Sheikh Suleiman, nella provincia di Aleppo, confermando il suo ruolo fondamentale nella guerra al governo siriano.
PROPOSTA DI MOBILITAZIONE CONTRO LA GUERRA IN SIRIA A PARTIRE DAL 12 DICEMBRE
La rete No War ha lanciato la proposta di una mobilitazione contro la guerra in Siria a partire dal 12 dicembre, giorno dell' incontro in Marocco dei paesi che stanno lavorando da mesi al cambio di regime a Damasco. A Roma mercoledì dalle 16 alle 18 si terrà un sit-in in Piazza Venezia per denunciare il ruolo avuto negli ultimi mesi dal governo Monti e soprattutto dal ministro degli esteri Terzi nel fomentare la guerra in Siria, aiutando la lotta dell' opposizione armata al governo siriano oltre che con l' appoggio politico anche finanziando direttamente l' attività anti-governativa.
http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1227
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martedì 11 dicembre 2012
venerdì 30 novembre 2012
Siria, le notizie della settimana dal 22 al 28 novembre 2012
a cura di Marco Palombo
I TRE GRAVI PASSI MOLTO PROBABILI DEL GOVERNO MONTI
Il governo italiano si appresta quasi sicuramente a tre iniziative relative alla guerra siriana dalle pesanti conseguenze. Le azioni gravi, possibili nel giro di poche settimane, sono:
-Togliere l’ embargo dell’ Unione Europea alla fornitura di armi ai “ribelli” siriani.
-Riconoscere la neonata Coalizione Nazionale Siriana come unica legittima rappresentante della Siria e del suo popolo.
-Pronunciarsi a favore dell’ installazione di missili Patriot della NATO in Turchia al confine con la Siria.
Il governo Monti, come è solito fare, cercherà di compiere questi passi giustificandoli soprattutto con l’ argomento che sono scelte fatte insieme agli altri paesi dell’Unione Europea. In realtà in questo momento nei paesi europei ci sono posizioni diverse su queste scelte e intervenire in qualche modo nel dibattito in corso potrebbe influenzarne gli esiti.
Vediamo qualche dettaglio dei temi in oggetto:
FINE ALL’ EMBARGO PER LE ARMI IN SIRIA
L' embargo dell'Unione Europea alle forniture di armi in Siria è stato adottato nel maggio 2011. E' stato rinforzato nel luglio 2012, subito dopo il veto russo-cinese alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU che dava ad Assad un ultimatum di dieci giorni per portare le armi pesanti fuori dai centri abitati. La Francia e la Gran Bretagna vorrebbero rimuovere l’embargo, magari definendo alcune armi come difensive. La Gran Bretagna vorrebbe anche fornire ai gruppi armati ribelli missili anti aerei. Per quanto riguarda l' Italia, Monti in un' intervista ad Al Jazeera ha dichiarato che la questione sarà affrontata in accordo con gli altri paesi dell’UE. La Chiesa Cattolica a proposito della guerra siriana ha più volte affermato che nel paese di Damasco " è necessario il dialogo e non le armi", ma dal Vaticano non è ancora arrivato un commento su questo tema presente sui media ormai da venti giorni.
RICONOSCIMENTO COALIZIONE COME UNICA LEGITTIMA RAPPRESENTANTE DELLA SIRIA
Anche su questa decisione nei paesi occidentali e medio orientali ci sono posizioni diverse, con la Francia e la Gran Bretagna a fare da apripista in Europa per il riconoscimento della Coalizione Siriana come sola rappresentante legittima della Siria. La Germania è cauta ed ha dichiarato che intende aspettare. L' Italia non ha ancora fatto questo passo ma nelle sue dichiarazioni è talmente ambigua da ingannare molti osservatori tra i quali Le Monde. Tunisia e Libia, paesi guidati da governi con la presenza di partiti islamici, stanno aspettando e seguendo l' evolversi delle vicende. In Siria sono presenti anche altre aggregazioni che si oppongono ad Assad, come il Coordinamento Nazionale Democratico o i partiti curdi che controllano alcuni territori al nord del paese. Inoltre settori consistenti della società siriana sono esplicitamente contrari all' opposizione armata e sostanzialmente estranei a tutte le opposizioni. Tra questi la Chiesa Cattolica Greco-Melchita e in genere le minoranze cristiane e alawite.
MISSILI PATRIOT DELLA NATO IN TURCHIA AL CONFINE CON LA SIRIA
La Turchia attorno al 17 novembre ha chiesto alla NATO di installare un sistema di missili Patriot al confine con la Siria. La richiesta iniziale era di 2 unità di missili. Ogni unità necessita di 85 militari della NATO per la loro gestione. Il 28 novembre alcuni esperti della NATO si sono recati a Malatya per verificare la possibilità' di installare i due sistemi per i missili e altre quattro unità potrebbero essere istallate tra Diyarbakir e Sanlinrfa. Il totale dei militari NATO necessari alla loro gestione sarebbe quindi di oltre 500 persone. I sistemi possono essere utilizzati contro missili e velivoli, potrebbero quindi essere impiegati per eventuali no fly zone da metà dicembre in poi.
LE ATTIVITA’ DELL’ OPPOSIZIONE CHE NON ADERISCE ALLA COALIZIONE SIRIANA
Abbiamo scritto in precedenza che la Coalizione Siriana non esaurisce tutti gli ambienti che si oppongono ad Assad. Questa opposizione fuori dalla Coalizione, che ha nel Coordinamento Nazionale Democratico il riferimento maggiore, si era riunita a fine settembre 2012 a Damasco. All' incontro erano presenti anche osservatori algerini, iracheni ed egiziani oltre a diplomatici russi, cinesi e iraniani. A Teheran c'e' stato ultimamente un nuovo incontro dal titolo "No alla violenza si alla democrazia", oltre a 200 esponenti vicini al governo o all' opposizione, erano presenti il segretario del Partito Comunista Siriano Bagdsh e Ali Heidr, ministro per gli affari della Riconciliazione Nazionale. Partecipavano anche esponenti di partiti e movimenti sociali dell' America Latina e della regione. Intanto nei prossimi giorni esponenti del Coordinamento Nazionale Democratico si recheranno di nuovo a Mosca. Per quanto riguarda la minoranza curda siriana questa è divisa in vari gruppi, ma la parte più consistente che fa riferimento al Pyd, vicino al PKK, è completamente autonoma da tutti i gruppi che compongono la Coalizione e in questo momento ha frequenti scontri armati con i ribelli per il controllo di territori nel nord della Siria.
LA SIRIA TORNA IN PRIMA PAGINA PER I BAMBINI MORTI NEL CAMPETTO DI CALCIO
Nelle scorse settimane la guerra siriana era tornata in secondo piano sui media oscurata dalle vicende nella striscia di Gaza. Ha riconquistato un grande risalto mediatico con la notizia dei dieci bambini uccisi da un bombardamento mentre giocavano al calcio in un campetto nella periferia di Damasco. La notizia è stata riportata con molta evidenza da tutti i media insieme a foto e video. Inizialmente era completamente passata la tesi che alcuni video provavano in maniera inequivocabile quanto denunciato, in un secondo momento i media hanno riferito che non era possibile verificare le immagini da parte di fonti indipendenti e sull’ episodio ci sono ora molti dubbi.
A tal proposito: http://napolinowar.wordpress.com/2012/11/28/unaltra-bufala-bombe-a-grappolo-su-un-campo-dove-giocavano-a-calcio-bambini-siriani/
RIBELLI ALL’ OFFENSIVA ? DI SICURO C’E’ L’ATTENTATO A DAMASCO, OLTRE CINQUANTA MORTI.
Notizie dal campo di battaglia riferiscono di gruppi armati ribelli che attaccano l’ esercito governativo ormai in difficoltà. Particolarmente presi di mira sarebbero gli aeroporti, visto che è evidente che il punto di forza dell’ esercito siriano è la presenza di una forte aereonautica. Ma la notizia certa piu’ grossa è l’ attentato che mercoledì ha colpito di nuovo un quartiere di Damasco abitato dalle minoranze cristiane e druse che si oppongono alle attività dei gruppi armati dell’ opposizione. Prima è esplosa una autobomba, quando sono accorse altre persone sul luogo dell’ attentato ne è esplosa una seconda facendo decine di morti, tutti civili, tra questi molti giovani e giovanissimi.
“DIECI PUNTI PER LA PACE E RICONCILIAZIONE IN SIRIA” DI MADRE AGNES MARIAM
1 – Sostenere la risoluzione dei conflitti attraverso il negoziato e l’ attuazione di un processo democratico 2 – Arrestare il flusso delle armi in Siria 3 – Stigmatizzare metodi di guerra che sono contro la Convenzione di Ginevra 4 – Frenare le interferenze straniere nel conflitto siriano 5 – Fornire informazioni veritiere sul conflitto in Siria 6 – Supporto ai nuovi partiti politici che si moltiplicano e danno una nuova forma nel panorama politico in Siria 7 – Cessare le sanzioni che stanno solo danneggiando la popolazione civile 8 – Equa distribuzione degli aiuti umanitari 9 – Appello all’ imparzialità tra le ONG che lavorano nel conflitto siriano 10 – Sostenere un nuovo stato che garantirà parità di cittadinanza e la libertà religiosa per tutti i gruppi religiosi ed etnici.
Da:Magazine Kairos cattolica Journal Vol. 23 N. 21 novembre 2012 www.cam.org.au/kairos
giovedì 22 novembre 2012
Siria, le notizie della settimana dal 15 al 21 novembre 2012
LA TRAGEDIA DI GAZA NON CI FACCIA DIMENTICARE LA GUERRA SIRIANA
Le centocinquanta persone uccise dai raid israeliani a Gaza hanno quasi cancellato le notizie in arrivo dalla guerra siriana. Era già successa la stessa cosa nei giorni dell’uccisione dell’ ambasciatore Stevens a Bengasi e delle proteste nel mondo islamico per il film su Maometto. E’ una conseguenza inevitabile dei bombardamenti ordinati da Netanyahu ma dobbiamo ugualmente cercare di conoscere e capire quello che avviene nel paese di Damasco, dove i morti sono moltissimi da mesi e la situazione è molto fluida con possibilità di improvvisi cambiamenti di scenario. Ci sono molti legami tra le due guerre e gli attori esterni coinvolti sono gli stessi con alleanze diverse: paesi mediorientali, paesi occidentali, Iran, Israele, Russia e Cina. Qualsiasi cosa succeda nei prossimi giorni a Gaza influenzerà in qualche modo anche i futuri sviluppi della guerra in Siria e la neonata Coalizione Nazionale Siriana avrà sede proprio al Cairo dove in questi giorni si svolgono le trattative tra Israele, Hamas e gli esponenti della Jihad islamica di Gaza.
FRANCIA E GRAN BRETAGNA RICONOSCONO LA COALIZIONE COME UNICA RAPPRESENTANTE DELLA SIRIA
Il presidente francese Hollande dopo meno di una settimana dall’ annuncio ufficiale della nascita della Coalizione Nazionale Siriana aveva già riconosciuto la nuova opposizione come unica rappresentante della Siria, aveva ricevuto il suo presidente Al-Khatib e richiesto un suo esponente come ambasciatore del popolo siriano in Francia. L’ha già seguita su questa strada la Gran Bretagna che il 15 novembre aveva discusso della crisi siriana in un summit convocato da Cameron ma non aveva comunicato decisioni. Poi venerdì 16 il premier britannico ha ricevuto a Londra una delegazione della Coalizione e martedì 20 novembre è arrivato l’ annuncio del riconoscimento di questa come unica rappresentante del popolo siriano. Le petromonarchie del Golfo seguite da tutti gli altri della Lega Araba avevano già ufficializzato questa decisione.
CAUTA L’ UNIONE EUROPEA MENTRE L’ AMBIGUITA’ DI MONTI E TERZI INGANNA ANCHE LE MONDE
Il Consiglio dei ministri degli esteri dell’ Unione Europea lunedì 18 ha discusso anche della Siria. Ha espresso un giudizio positivo sulla nascita della Coalizione Nazionale Siriana e l’ ha definita una legittima rappresentante del popolo siriano, non però l’ unica. Tra i paesi più tiepidi verso la nuova opposizione ad Assad troviamo la Germania. Il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle ha spiegato che il suo paese pone tre condizioni che aspetta di verificare nel prossimo futuro: una dichiarazione a favore della democrazia; l’ impegno ad uno stato di diritto; il pluralismo associativo e religioso. La posizione dell’ Italia e’ la stessa dell’ Unione Europea ma Monti l’ ha esposta in un modo talmente ambiguo da ingannare anche il quotidiano francese Le Monde che ha affiancato l’Italia alla Francia e alla Gran Bretagna tra i paesi che hanno riconosciuto la Coalizione Nazionale Siriana come la sola rappresentante della Siria. Monti ha detto però che il Ministero degli esteri sta studiando come fare altri passi…….
FRANCIA E GRAN BRETAGNA PREPARANO ALTRE MOSSE ?
Il cammino comune di Parigi e Londra non è da sottovalutare. I due paesi il 30 agosto 2012 in una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU avevano chiesto la creazione di zone cuscinetto dove fosse possibile prestare assistenza umanitaria ai siriani sfollati. All’ incontro erano presenti , cosa inconsueta, i due ministri degli esteri Fabius ed Hague. La proposta non passò anche se la discussione non fu divulgata. Però nella conferenza stampa tenuta subito dopo il ministro francese Fabius affermò che non escludeva nessuna opzione per il futuro , lasciando l’ impressione di considerare possibili dei passi anche senza il consenso delle Nazioni Unite. Nel summit del 15 novembre Cameron ha discusso la possibilità di creare no fly zone parziali nel territorio siriano e la Francia negli ultimi tempi ha molto insistito sulle zone liberate affermando che avrebbe aiutato con ogni mezzo questi territori, possibili rifugi anche per gli sfollati siriani. Nel presentare la Coalizione Nazionale Siriana e’ stata inoltre prospettata la creazione di un esecutivo provvisorio che tra le varie funzioni dovrebbe anche amministrare le zone controllate dall’ Esercito Libero Siriano per il momento composto però da molte brigate indipendenti tra loro. I due paesi sono intervenuti anche sul tema delle forniture di armi ai gruppi dell’ opposizione. La Francia ha sostenuto la necessità di togliere l’ embargo esistente almeno per le armi difensive mentre Cameron ha ipotizzato la fornitura ai “ribelli” di missili anti-aerei. Se consideriamo anche che la Francia e la Gran Bretagna iniziarono la guerra alla Libia mettendo gli altri paesi davanti al fatto compiuto c’è davvero da aspettarsi sorprese.
GRUPPI ARMATI ISLAMICI RIFIUTANO LA COALIZIONE NAZIONALE SIRIANA
In un video diffuso lunedì 19 novembre un esponente islamico, con alle spalle una bandiera nera inneggiante ad Allah, dichiara che quattordici milizie armate rifiutano la Coalizione Nazionale Siriana costituitasi l’ 11 novembre a Doha e ogni altro tipo di coordinamento che non aspiri ad uno stato islamico “giusto”. Tra queste brigate c’è la conosciuta al-Nusra, il gruppo a cui apparteneva il kamikaze autore dell’ attentato che lunedì 5 novembre ha causato la morte di 50 militari governativi . Il Fronte-Al Nusra, considerato da tempo vicino ad Al Qaeda, ha partecipato nei giorni della tentata tregua agli scontri armati avvenuti ad Aleppo tra milizie “ribelli” e combattenti curdi del Pyd. Alcune brigate citate nel video hanno smentito di aver preso questa posizione ma l’esistenza di dissensi sulla Coalizione è ammessa anche da ambienti giornalistici che hanno sempre minimizzato la presenza islamica tra gli oppositori di Assad.
POCHE NOTIZIE SUGLI SCONTRI IN SIRIA
In questi giorni sono pochissime le notizie sugli scontri armati in Siria. Da fonti dell’ opposizione sono denunciati ancora bombardamenti su zone e centri urbani controllati dai “ribelli” e arriva puntuale il quotidiano aggiornamento sui morti per le violenze. Da fonti governative arrivano invece notizie di attentati, uccisioni mirate e rapimenti. Nel nord ci sono ancora scontri tra curdi e la brigata Al Nusra, una battaglia nella città di Ras Al-Ain ha causato 29 morti, quasi tutti appartenenti ad Al Nusra, mentre la milizia islamica ha fatto 35 prigionieri trai combattenti curdi e subìto la cattura di undici sui uomini.
QUALCHE CENNO BIOGRAFICO SU AL-KHATIB, NEO PRESIDENTE DELLA COALIZIONE SIRIANA*
Lo sceicco Ahmad Al Khatib Moaz ha una formazione di ingegnere in geofisica ed ha lavorato dal 1985 al 1991 per l’ al-Furat Petroleum Company una società con partecipazioni di aziende nazionali ed estere, tra le quali l’ anglo-olandese Shell con la quale al-Khatib ha mantenuto dei legami. Nel 1992 ha sostituito il padre, lo sceicco al-Faraj al-Khatib, come predicatore nella Moschea di Omayyadi. Fu sollevato quasi subito dall’ incarico dal padre di Bashar al Assad. Da quel momento gli fu impedito di predicare in Siria ma per motivi che niente hanno a che fare con le attuali vicende siriane. La Siria in quegli anni sosteneva l’ intervento internazionale per liberare il Kuwait perché rivale dell’Iraq di Saddam Hussein e per avvicinarsi ai paesi occidentali. Lo sceicco invece era contrario a “Desert Storm” per motivi religiosi, considerava addirittura un sacrilegio la presenza occidentale in terra d’ Arabia. Pronunciò quindi vari discorsi antisemiti e antioccidentali. In seguito ha svolto l’attività di educatore a Damasco ed ha viaggiato molto nei paesi occidentali finchè si stabilito in Qatar. E’ tornato in Siria nel 2003-04 come lobbista del gruppo Shell per l’ aggiudicazione di concessioni di petrolio e gas, infine il ritorno nel 2012 a Douma, sobborgo di Damasco, dove si impegna a organizzare la rivolta. Viene arrestato e graziato, nel luglio lascia il paese e si stabilisce al Cairo. La sua famiglia è di tradizione Sufi ma lui appartiene ai fratelli Musulmani e nei suoi scritti ha usato verso il popolo ebraico e i musulmani sciiti espressioni come “nemici di Dio” e “eretici negazionisti” . Quindi ancora una volta Washington inganna gli alleati. La Francia ha preso tutti i rischi ma la Total non beneficerà di alcuna concessione.
*Le notizie su al-Khatib sono tratte da un articolo di Thierry Meyssan (segnalazione di Valeria e Barbaranotav)
http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1187
giovedì 15 novembre 2012
Siria, le notizie della settimana dal 5 al 14 novembre 2012
DOPO UNA SETTIMANA DI INCONTRI IN QATAR NASCE LA “COALIZIONE SIRIANA”
Domenica 11 novembre c’è stato l’ annuncio ufficiale della nascita della Coalizione Siriana, comitato che unisce molti gruppi dell’ opposizione ad Assad. Presidente é Moaz al Khatib, imam di Damasco in esilio dal mese di luglio, vice presidenti: Riad Sief, imprenditore ed ex deputato, e l’ attivista per i diritti umani femminili Suhair al Atassi. La Coalizione Siriana ha chiesto all’Unione Europea e agli USA il riconoscimento ufficiale e finanziamenti per armi ed altro, costituirà un esecutivo in esilio che “governerà“ subito, cosi e’ stato detto, le zone liberate. La Coalizione rifiuta ogni dialogo con Assad, giudica la lotta armata l’ unica strada possibile per cambiare le cose in Siria e il Presidente Moaz al Khatib chiede un intervento diretto degli eserciti occidentali, come in Libia e Irak.
Prima i paesi del Golfo poi tutta la Lega Araba con l’astensione di Algeria ed Iraq hanno riconosciuto la nuova opposizione. Brahimi ha partecipato, non so se in questa occasione ma sicuramente in questi giorni, ad un incontro della Lega Araba e mi sembra un segnale inquietante. Subito é arrivato il riconoscimento della Coalizione siriana da parte di Francia e USA. L’ Italia per il momento non compie questo passo ma ha salutato con soddisfazione la costituzione del nuovo comitato di opposizione ed ospiterà un incontro degli Amici della Siria, il gruppo di paesi che si riunisce periodicamente da molti mesi per discutere del cambio di governo a Damasco.
QUALCHE OPPOSITORE RIMANE FUORI DALL’ACCORDO CON AMBIGUITA’ CHE VENGONO IMPORTATE ANCHE IN ITALIA
Alcuni gruppi dell’ opposizione siriana non hanno aderito alla accordo ma non si conosce il loro seguito reale e comunque tengono un atteggiamento ambiguo per non scontrarsi frontalmente con chi potrebbe guidare un eventuale dopo Assad con l’ appoggio politico dell’ Occidente e della Lega Araba. Dovrebbe essere rimasto fuori il Coordinamento Nazionale, rappresentato da Mennaa, che unisce ambienti diversi, e sono sicuramente fuori i curdi del Pyd, partito vicino al PKK, che nei giorni della tregua a fine ottobre hanno avuto ad Aleppo un duro scontro armato con brigate ribelli. Si sono pronunciati contro l’ accordo il National Coordinating Committe e la Syrian Democratic Platform. In sostanza per il momento non avrebbe aderito chi a fine settembre ha organizzato a Damasco la Conferenza per la salvezza della Siria alla presenza di diplomatici russi, cinesi, algerini e di altri paesi. L' esistenza di questa aerea, abbastanza indefinita, giustifica la non opposizione di alcuni pacifisti italiani alle milizie armate contro Assad. Un aiuto non da poco per la guerra.
ALCUNE REAZIONI ALLA NASCITA DELLA “COALIZIONE SIRIANA”
Per il governo siriano e’ una dichiarazione di guerra contro Damasco, mentre al contrario il nunzio apostolico in Siria Mario Vicari ha affermato che l’ unificazione dell’ opposizione é un evento positivo e “speriamo che porti ad un dialogo con il governo”. Ma tra gli elementi costitutivi della coalizione c’é quello di escludere qualsiasi ipotesi di trattativa con Assad. Tra i dodici punti dell’ accordo trovato a Doha uno dice esplicitamente che i gruppi che hanno costituito la Coalizione siriana e quelli che aderiranno “Si impegnano a non negoziare con il regime”. E’ una dichiarazione di guerra a chi in questo momento e’ il rappresentante dello stato siriano anche alle Nazioni Unite.
UNA BREVE CRONACA DELLA SETTIMANA A DOHA
Nei giorni 5-6-7-Novembre si e’ riunito il Consiglio nazionale Siriano che finora e’ stato l’ unico interlocutore dell’ occidente. E’ stato eletto prima un consiglio direttivo di 40 persone, tutti uomini. Per le proteste delle donne e di altri attivisti e’ stata rimandata l’ elezione dell’esecutivo di 11 membri e poi del Presidente. Dopo due giorni e’ stato eletto presidente il cristiano ed ex comunista Georges Sabra. Erano presenti a Doha i ministri degli esteri turco Davutoglu e quello egiziano Kamel Amr, ministro degli esteri anche nel precedente governo del suo paese. Una persona evidentemente non sgradita a Washington.
Il giorno 8 novembre doveva essere approvato un documento presentato da Riad Sief che sostanzialmente anticipava quelle che sono state poi le conclusioni della Coalizione Siriana e sulla base di quel testo sarebbe dovuta essere formalizzata la nascita di un nuovo comitato unitario dell’ opposizione. Ma i Fratelli Musulmani, che controllano il CNS, hanno bocciato questo percorso appoggiato dagli Stati Uniti e nello stesso giorno é stata riportata la notizia dell’ uscita dei Comitati locali di Coordinamento dal Consiglio Nazionale Siriano per l’ eccessiva influenza nel CNS della componente organizzata sunnita. Da venerdì a domenica é stato poi trovato un accordo tra il Consiglio nazionale e gli altri gruppi dopo momenti di incertezza superati per le pressioni dei paesi occidentali e del Golfo. Domenica é stato infine dato l’ annuncio ufficiale della nascita della Coalizione Nazionale Siriana.
CITTA’ DEL VATICANO
Benedetto XVI aveva chiesto anche domenica 4 novembre, all’ Angelus in San Pietro, una soluzione politica alla guerra siriana ma la missione vaticana in Siria che prevedeva una delegazione di 4 cardinali per portare la solidarietà, materiale ed umana, all’ intero popolo si e’ trasformata in una permanenza di qualche giorno del Cardinale Sarah in Libano con visite ai campi degli sfollati e una denuncia dell’ emergenza umanitaria che paradossalmente piace molto a chi fomenta la guerra.
NUOVO INCONTRO ERDOGAN-AHMADINEJAD E IPOTESI DI TAVOLO NEGOZIALE TRA IRAN-RUSSIA-EGITTO E TURCHIA
Non so se questa strada e’ stata superata dagli eventi successivi , la riporto ugualmente. Giovedì 8 Novembre colloquio tra Erdogan e Ahmadinejad, in Indonesia, a margine del Forum per la democrazia di Bali. Mentre Ankara non abbandona l’ ipotesi di un tavolo negoziale tra Tehran e Mosca, finora alleate di Damasco, ed Egitto, che é dalla parte dei ribelli sunniti.
MERCOLEDI’ 14 LA VARIABILE DELLA CRISI SIRIANA MENO PREVEDIBILE E’ ISRAELE
Il 14 novembre, quando scrivo le ultime righe, la tensione a Gaza é altissima. Ma gia’ questa mattina il Foglio di Giuliano Ferrara, sempre ben informato dalle sue fonti mediorientali, ha scritto di rotta di collisione tra Qatar ed Israele, con il paese di Tel Aviv che riterrebbe molto pericoloso il Qatar perche’ recentemente ha finanziato Hamas e perché in Siria, come in Libia, l’ emirato finanzia i gruppi armati più estremisti. Il Foglio aggiunge poi che in Israele non si riterrebbe scontata la caduta a breve di Assad, l’ informazione proviene da una fonte interna israeliana.
http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1148
martedì 6 novembre 2012
Siria, le notizie della settimana dal 28 ottobre al 3 novembre 2012
GLI USA RIDISEGNANO L’ OPPOSIZIONE SIRIANA, NASCERA’ ANCHE UN GOVERNO IN ESILIO ?
Il portavoce del Ministero degli Esteri russo: “Gli USA lavorando per un governo di opposizione in esilio aiutano la guerra civile a diventare irreversibile”. Non sono esattamente queste le parole di Lukashevich, portavoce del ministero , ma il senso della sua dichiarazione lo interpreto in questo modo. Il diplomatico ha criticato infatti con decisione gli Stati Uniti perche’ stanno spingendo l’ opposizione siriana a formare un governo in esilio e, con la supervisione della Clinton, vorrebbero influire sulla sua fisionomia suggerendo anche qualche nome. Proprio come stanno facendo con il nuovo coordinamento dell’ opposizione che sta nascendo in questi giorni in Qatar. L’ annuncio della nuova sigla, che nelle intenzioni riunira’ tutti gli oppositori , era previsto per il 7 novembre subito dopo le elezioni presidenziali statunitensi, ma ieri la notizia dell’incontro in Qatar e’ stata conosciuta in tutto il mondo. Il nuovo organismo prendera’ il posto del CNS come interlocutore siriano dei paesi Nato pero’ i rappresentanti del Consiglio Nazionale Siriano nel nascente coordinamento dovrebbero rimanere molti, 14 delegati. A questi si dovrebbero aggiungere 3 delegati curdi ( anche se l’ organizzazione piu’ rappresentativa dei curdi siriani e’ indipendente dai “ribelli”e attualmente in conflitto con loro), altri esponenti dell’ opposizione, personalita’ religiose e rappresentanti dai comitati territoriali.
Il CNS, egemonizzato dalla Fratellanza Musulmana e guidato da persone residenti da molto tempo all’ estero, non e’ mai stato popolare in Siria, neanche tra i combattenti anti-Assad, ma non ha gradito questo attivismo statunitense che punta a ridimensionare il suo ruolo ed ha accusato Hillary Clinton di avere abbandonato la rivoluzione siriana. In questa occasione ha fornito anche alcuni dati sulla propria composizione e soprattutto sui finanziatori. Nell’ ultimo anno ha ricevuto circa 40 milioni di dollari, la meta’ dalla Libia e il resto da Qatar e Emirati Arabi Uniti. La quasi totalita’ di questo denaro sarebbe stata spesa per l’ assistenza umanitaria ai profughi della guerra siriana. Nei prossimi giorni capiremo meglio cosa cambiera’ davvero nell’ opposizione. Anche Russia e Cina hanno incontrato piu’ volte esponenti antigovernativi, soprattutto laici e di sinistra, e a fine settembre furono i diplomatici russi , secondo le Monde, a prenotare la sala per l’ incontro degli oppositori definito “Conferenza per la salvezza della Siria”.
Quindi , riassumendo, si prospetta una nuova composizione dell’ opposizione, la probabile formazione di un governo provvisorio in esilio e Stati Uniti e Francia hanno dichiarato in piu’ occasioni di voler riconoscere subito questo eventuale nuovo esecutivo, come e’ accaduto l’ anno passato in Libia.
VISITA DI BRAHIMI A MOSCA E PECHINO, A NOVEMBRE INTERVERRA’ DI NUOVO ALLE NAZIONI UNITE
Nei recenti incontri con Brahimi, Russia e Cina hanno esposto le loro proposte per una soluzione politica alla crisi siriana. La Russia ritiene sempre valido il percorso approvato il 30 giugno 2012 alla Conferenza di pace a Ginevra ed ha tentato anche di farne una risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU ma non ha avuto il consenso degli Stati Uniti. Questo piano prevede un governo di transizione composto da forze di opposizione e forze che invece attualmente appoggiano Assad. Mosca, se la violenza dovesse diminuire, vorrebbe anche che l’ ONU riprendesse la sua missione di 300 osservatori disarmati che ha operato in Siria da aprile ad agosto.
La Cina ha proposto invece a Brahimi un piano di pace in 4 punti che prevede anch’ esso una tregua e un periodo di transizione. Per ovviare alle difficolta’ ormai sperimentate per realizzare una tregua vorrebbe lavorare con modalita’ diverse nelle varie regioni.
Brahimi entro novembre presentera’ le sue proposte alle Nazioni Unite. E sembra proprio che, passate le elezioni presidenziali statunitensi, la comunita’ internazionale tentera’ di sbloccare la situazione. Il 12 novembre e’ prevista anche una riunione di urgenza dei ministri degli esteri della Lega Araba. Semplificando a livello internazionale le strade indicate sono sostanzialmente due. Una vede l’ uscita di Assad come condizione preliminare non negoziabile di una trattativa. L’ uscita di Assad vul dire la sua sconfitta militare o comunque il suo abbandono del territorio siriano. Un’ altra vorrebbe una trattativa ed una transizione immediate senza condizioni definite pregiudizialmente .
RICORDIAMO CHE, MENTRE LA DIPLOMAZIA DISCUTE, IN SIRIA SI CONTINUA A MORIRE
Nelle passate settimane mi sono soffermato poco sugli scontri armati in Siria perche’ , prima, l’ assalto dell’ 11 settembre all’ ambasciata di Bengasi aveva fatto passare in secondo piano le vicende siriane, dopo, l’ avvicinarsi delle presidenziali statunitensi faceva pensare che niente di importante sarebbe successo in questo periodo. Ma la guerra non ha mai diminuito la sua intensita’ e non si e’ fermata neanche nei giorni della tentata tregua. Questa settimana era iniziata con un’ autobomba in un quartiere di Damasco abitato in prevalenza da Drusi che ha causato 10 morti. Nello stesso giorno veniva denunciato dall’ opposizione un bombardamento aereo ad Aleppo che avrebbe fatto 15 vittime, comprese donne e bambini. I ribelli hanno attaccato a fine settimana l’ importante base aerea di Taftanaz da dove partono gli elicotteri che agiscono nell’ area di Aleppo. Secondo il governo siriano l’ attacco sarebbe stato respinto nonostante il grande dispiegamento di forze dei ribelli. Sempre alta tensione alle frontiere, con la notizia di un nuovo colpo vagante sparato dalla Siria verso la Turchia e voci di movimenti dell’ esercito di Damasco vicino al Golan, altopiano siriano occupato da Israele. A fine settimana in una sola giornata sono stati uccisi 78 militari in attacchi ai cheakpoint, in uno di questi attacchi sono stati catturati alcuni soldati governativi poi giustiziati sul posto quando erano ormai disarmati e inoffensivi. L’ episodio e’ stato ripreso e il relativo video messo in rete su Youtube. L’ esecuzione di prigionieri ha fatto un certo clamore e si e’ pronunciato anche l’ Alto Commissario ONU per i diritti umani annunciando l’ ennesima indagine. Ma episodi del genere da parte dei ribelli sono denunciati da mesi e le notizie di questi crimini regolarmente ignorate. Sabato e’ stato poi diffuso un video che mostra militari governativi mentre mutilano cadaveri. L’ attendibilita’ del documento non e’ facilmente verificabile ma la tempistica dell’ uscita del video, il giorno dopo le altre immagini che mostrano crimini dei ribelli, assolutamente sospetta. C’ e’ indubbiamente anche una guerra mediatica. Per fare un esempio, fonti governative hanno denunciato che il 4 novembre sono stati uccisi da terroristi 30 civili nella zone di Harem, la strage e’ stata filmata e inviata ad emittenti amiche per addossare la colpa alle forze “regolari”. La fonte indica anche i nomi degli autori della strage.
ALEPPO, DURISSIMO SCONTRO NEI GIORNI DELLA TREGUA TRA RIBELLI E CURDI: 30 MORTI E 200 RAPITI.
Nei giorni del cessate il fuoco, miliziani del battaglione ribelle “Salahedin” , dove sono presenti anche curdi anti-Assad e jihadisti del Nusra, vicini ad Al Qaeda, hanno tentato di accerchiare alcune postazioni strategiche governative ad Aleppo. Per fare questo sono entrati nei territori controllati dal Pyd, Partito curdo siriano vicino al PKK, violando un accordo che prevedeva per i ribelli di non entrare nelle aeree curde. I durissimi scontri hanno provocato 30 morti, decine di feriti e 200 rapimenti di curdi ad opera dei ribelli. I sequestrati sono stati rilasciati dopo una tesa trattativa. Scrive M.Giorgio sul Manifesto che ” un civile curdo sarebbe stato torturato a morte dai suoi carcerieri” e che esiste una “diffidenza sempre piu’ simile a rancore” tra ambienti dell’ Esl e del Pyd, partito che rappresenta la maggioranza dei curdi siriani ed e’ora accusato dal filo occidentale Consiglio nazionale curdo di essere diventato alleato di Assad. La crisi e la successiva guerra siriana hanno sconvolto gli equilibri nei territori curdi e ampie zone sono in questo momento sotto il controllo diretto degli indipendentisti. Qualsiasi direzione prendera’ la vicenda siriana sara’ difficile riportare questi territori alla situazione precedente.
MONTI A NOVEMBRE IN QATAR. DIRA’ ANCORA DI AVERE LE STESSE POSIZIONI DELL’ EMIRO SULLA SIRIA ?
Nel mese di novembre il Presidente del Consiglio Monti incontrera’ l’ Emiro del Qatar a Doha, restituendo la visita ricevuta a Roma nella primavera scorsa. In quella occasione Monti nella conferenza stampa congiunta a Villa Panphili dichiaro’ che l’ Italia “ si muove in stretto collegamento per esempio con il Qatar con il quale abbiamo sempre avuto unita’ di vedute sulla crisi siriana”. In questi mesi e’ emerso che il Qatar finanzia l’ opposizione siriana anche nella sua componente armata, pagando gli stipendi ai combattenti e fornendo le armi e altri servizi e, in occasione della inaugurazione della sessione dei lavori dell’ Assemblea ONU, l’ Emiro Al-Thani ha sostenuto che i paesi arabi dovrebbero intervenire militarmente in Siria, naturalmente per portare la pace sconfiggendo Assad.
Il presidente Monti dichiarera’ anche questa volta di essere d’ accordo con tutte le posizioni del ricco emirato relative alla crisi siriana ? Qualcuno fara’ questa domanda a Monti e ai partiti che lo sostengono in Parlamento ? Naturalmente no. E i politici italiani non si interessano assolutamente della Siria nonostante che istituzioni guidate dal potere politico agiscano nella vicenda siriana.
Monti invece si esprime sulla guerra siriana in occasione di ogni suo incontro internazionale, ultimamente dopo il colloquio con Peres in Israele e dopo l’ incontro con il primo ministro spagnolo Rajoy. La sua opinione e’ sempre che l’unica strada per riportare la pace e’ l’ uscita di Assad. Pazienza se perseguire questo obiettivo fara’ continuare ancora la guerra e potrebbe anche ancora piu’ sanguinosa e distruttiva. Forse si fida troppo del ministro degli esteri Terzi che a fine agosto affermo’ che la sconfitta di Assad era imminente e tenne una riunione interministeriale ufficialmente dedicata alla ricostruzione della Siria dopo Assad.
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sabato 15 settembre 2012
Siria, le notizie della settimana dal 9 al 15 settembre 2012
LE PRIME CONSEGUENZE DELL’ ASSALTO DI BENGASI SULLA GUERRA SIRIANA
Il Medio Oriente e’ piombato al centro della campagna elettorale presidenziale statunitense e Romney ha attaccato la strategia di Obama verso le primavere arabe. Lo ha fatto in modo poco argomentato anche se veemente, pero’ ha detto chiaramente che il presidente democratico ha aiutato i nemici degli Stati Uniti e nel medio periodo l’ attuale strategia che vede alleati in tutta la regione USA, Nato, Petromonarchie , Fratelli Musulmani e partiti islamisti ha molte probabilita’ di essere messa apertamente in discussione. Questa alleanza e’ presente anche in Siria, con l’ aggravante che fino a questo momento combatte i sostenitori di Assad insieme ai gruppi piu’ estremisti, compresi quelli considerati appartenenti ad Al Qaeda.
Le vicende libiche del 2011-12 sono sempre state accostate agli eventi siriani, non a caso il sito che ospita questo notiziario si chiama Sibialiria, mentre B.Henry Levy ha invitato l’ Occidente ad intervenire militarmente in Siria scrivendo su Le Monde: “Aleppo come Bengasi”. Cosi’ la clamorosa smentita della descrizione occidentale della realta’ libica secondo la quale “ Dopo la guerra hanno vinto le elezioni i laici moderati, la Libia e’ un esempio per tutti i i paesi islamici ” rendera’ piu’ difficile la propaganda che finora e’ stata fatta sulla crisi siriana. Scrivo queste frasi venerdi’ sera e la situazione sembra imprevedibile, quindi aggiungo solo qualche disordinata notizia lasciando altre considerazioni alle prossime settimane.
L’ ambasciatore Stevens ucciso a Bengasi era arrivato nella stessa citta’ anche l’ 11 aprile 2011 per dare la propria consulenza alla guerra contro Gheddafi. I droni che voleranno sulla Libia, e probabilmente su altri paesi africani, per cercare e uccidere esponenti di Al Qaeda, come per ora avviene in Pakistan e Afghanistan, partiranno dall’ aeroporto siciliano di Sigonella. I Fratelli Musulmani in Egitto sono stati tra gli organizzatori della manifestazione di venerdi’in Piazza Tahrir e i media parlano di gelo tra USA ed Egitto per le deboli risposte del governo di questo paese ai disordini.
Per finire riporto il titolo di un articolo del Corriere della Sera : “I camaleonti della Jihad, rivoluzionari di giorno, filo-qaedisti di notte.”
Sono decisamente giorni non facili per l’ alleanza che sembrava uscita vincitrice dalle primavere arabe.
LA VISITA DI BENEDETTO XVI IN LIBANO
Venerdi’ 14 settembre e’ iniziata la visita di Benedetto XVI in Libano. Il Pontefice incontrera’ le piu’ alte cariche dello stato e di tutte le confessioni religiose, cristiane e islamiche. Non ci saranno incontri ufficiali con Helzbollah, il partito di Dio, musulmano sciita, ma i suoi esponenti parteciperanno individualmente ad incontri istituzionali e i militanti hanno affisso manifesti di saluto in tutta Beirut. Venerdi’ e’ prevista la firma del documento ” Ecclesia in Medio Oriente ”, frutto dei lavori dell’ Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi nell’ ottobre 2010. Nel documento si afferma “..l’ esigenza di costruire con l’ostinazione di un dialogo paziente le basi di una nuova convivenza..” Domenica la consegna del documento durante la messa e il ritorno a Roma.
La settimana precedente il Pontefice aveva annunciato la visita in Libano dopo l’ Angelus a Castelgandolfo con queste parole riferite alla guerra siriana: “ Non ci si puo’ rassegnare alle violenze e all’ esasperazione delle tensioni”, “Sia prioritaria la ricerca del dialogo”,.ricordo che in Siria sono cristiani 2 dei 23 milioni di abitanti, divisi tra molte confessioni diverse.
Lascia perplessi pero’ la frase di venerdi’ del Papa che, appena arrivato in Libano, ha criticato il fondamentalismo religioso ed ha invitato “ La primavera araba alla tolleranza ”; vedremo se suscitera’ reazioni. Sul sito del Fatto Quotidiano e’ scritto che questa frase “ aggiungera’ benzina al fuoco gia’ esistente ” ed anch’ io la considero un’ uscita infelice, anche se dovesse passare inosservata.
VLADIVOSTOK, USA E RUSSIA ILLUSTRANO LE LORO MOSSE FUTURE SULLA GUERRA SIRIANA
Al vertice APEC, Asia e Pacifico, di Vladivostok in Russia si sono incontrati il ministro degli esteri russo Lavrov, la segretaria di stato USA Clinton e il presidente Putin. Hanno parlato della crisi siriana senza trovare ancora una posizione comune ma entrambi gli stati hanno spiegato le loro mosse future.
La Russia vorrebbe proporre il piano di pace di Kofi Annan che il 30 giugno a Ginevra ha trovato l’ accordo di tutti, almeno sul piano formale, come testo di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza. All’ incontro nella sede delle Nazioni Unite dovrebbero partecipare tutti i ministri degli esteri.
La Clinton ha risposto che sarebbe inutile qualsiasi risoluzione dell’ ONU che non prevedesse conseguenze nel caso non fosse rispettata e non ha escluso la ripresentazione entro la fine del mese di una loro nuova risoluzione.
Il piano che a Ginevra fu formalmente accolto da tutti i presenti prevedeva un governo di transizione comprendente esponenti dell’ opposizione e forze che in questo momento fanno parte o appoggiano il governo. Il piano si fermo’ appena iniziati i colloqui, il punto che bloccava e blocca tuttora l’ inizio di ogni vero negoziato e’ ritenere possibile o meno una presenza di Assad nella vita politica futura della Siria. Gli USA , gli altri paesi Nato e il CNS,unica opposizione che questi appoggiano, vorrebbero iniziare a negoziare dalla sconfitta o abbandono di Assad, ma, nel caso che questi non ceda, non vedono altra soluzione che le armi. Il piano di Annan non prevedeva questo, tanto che il primo colloquio fu tra il diplomatico ONU e Assad e fu ritenuto positivo da entrambi.
LE VIOLENZE SUL CAMPO DI BATTAGLIA
Al suo arrivo a Damasco giovedi’, Braihmi ha commentato “ La crisi siriana e’ peggiorata ”. E probabilmente non c’e’ stata stata davvero una diminuzione della violenza, anche se le cronache del fine settimana piu’ che sugli scontri armati della guerra siriana sono state rivolte ad altre vicende mediorientali e soprattutto si sono occupati di altri temi i corrispondenti dal Medio Oriente.
Qualche episodio particolarmente cruento e’ stato pero’raccontato anche in questi giorni.
20 militari governativi sono stati giustiziati dopo essere stati catturati dai ribelli e credo che questi non abbiamo mai dedicato molto impegno e uomini alla custodia dei prigionieri. E’ stato ucciso il capo di un gruppo ritenuto vicino ad Al Qaeda dai ribelli della Brigata Farouk, i combattenti ai suoi ordini erano tutti stranieri , ceceni, pakistani ed afghani. Dopo la morte del loro capo si sono dispersi nelle altre formazioni armate dell’ opposizione. E’ stata denunciata la morte di altri bambini uccisi da bombardamenti di elicotteri governativi e ritengo l’ uso di velivoli per colpire i gruppi armati nemici, senza troppa attenzione alle persone che stanno intorno, un autogol da parte del governo siriano, oltre che la causa della morte per decine di persone. In questa fase le denunce di bombardamenti dell’ aviazione non sembrano smentite.
Per finire, una accusa rivolta ai Fratelli Musulmani siriani da una esponente laica della opposizione. La Fratellanza avrebbe trattenuto 450 tonnellate di derrate alimentari arrivate dalla Libia per distribuirle secondo i propri criteri, un modo di fare proselitismo e legare la popolazione alla propria organizzazione.
LA SETTIMANA DELL ’ ONU
Intanto giovedi’ Braihmi e’ arrivato a Damasco per incontrare Assad, l’ opposizione e esponenti della societa’ civile mentre lunedi’ al Cairo aveva incontrato la Lega Araba e, su proposta di Morsi, il gruppo di contatto regionale comprendente Egitto, Iran, Turchia ed Arabia Saudita.
All’ ONU da lunedi’ 18 settembre iniziera’ la 67ma sessione dell’ Assemblea Generale e sara’ votato il nuovo presidente, il serbo Vuk Jeremic. Nei giorni successivi saranno discussi gli orientamenti principali della nuova sessione che durera’ circa un anno e parteciperanno ai lavori molti capi di stato. Il 25 settembre e’ previsto un’ intervento di Obama.
Le Nazioni Unite hanno poi designato Maktar Lamani come capo del nuovo ufficio ONU a Damasco e il palestinese Nasser al-Kidwa sara’ affiancato’ al segretario della Lega Araba in supporto di Braihmi. Nasser al-Kidwa e’ stato dal 1991 al 2005 osservatore permanente alle Nazioni Unite per l’ ANP.e negli anni 2005-6 ministro degli esteri.
Il 17 settembre a Ginevra nella XXI sessione del Consiglio dei diritti umani sara' presentato il rapporto della Commissione indipendente (CoI) sullo stato dei diritti umani in Siria. Questo rapporto e' gia' stato reso pubblico il 15 agosto e sul sito www.sibialiria.org e' possibile leggere una approfondita analisi critica di Marinella Correggia a questo documento.
DUBBI E CONTRARIETA’ NEI PAESI DELL’ ALLEANZA ATLANTICA SU UN INTERVENTO MILITARE NATO.
Il segretario della NATO Rasmussen ha smentito anche negli ultimi giorni un intervento della Nato in Siria, ipotesi che Hollande e Obama dichiarano possibile solo nel caso di uso delle armi chimiche da parte di Assad, in verita’ il presidente francese aggiunge anche lo spostamento di queste armi come motivo sufficiente per entrare in Siria..
Comunque l’ opinione pubblica dei paesi dell’ Alleanza Atlantica non sembrerebbe favorevole a questa eventualita’. Due recenti sondaggi in Turchia e Germania indicano rispettivamente nel 57% e nel 64% la percentuale dei contrari all’ intervento militare Nato. In Italia una lettera critica verso una eventuale partecipazione del nostro paese ad una nuova guerra e’ stata pubblicata anche dal Sole24ore e la risposta e’stata identica alla posizione attuale dei paesi Nato,”L’ intervento ci sara’ solo se Assad usera’ armi chimiche”, eventualita’ ritenuta improbabile dal giornale.
Questo notiziario sara' pubblicato sul sito www.sibialiria.org
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sabato 8 settembre 2012
Siria, le notizie della settimana dal 2 all' 8 settembre 2012
GLI SCONTRI
Sabato e domenica della scorsa settimana i media hanno dedicato molto spazio ad una dichiarazione dell’opposizione siriana che annunciava attacchi ai principali aeroporti, in primo luogo Aleppo e Damasco, perche’ usati anche dall’ aviazione militare e dava 72 ore di tempo alle compagnie aeree che ancora collegano la Siria per interrompere le proprie attivita’. Passati questi tre giorni gli aeroporti si sarebbero trasformati in campi di battaglia.
Si temeva l’ inizio di una nuova escalation militare dei ribelli ma dopo sette giorni non si e’ verificato niente di quanto annunciato sabato sera e non c’ e’ stato nessun commento o ricordo di questo minaccioso ultimatum svanito nel nulla.
Nella settimana il tema ricorrente e’ stato l’attacco dell’ esercito governativo alle postazioni dei ribelli portato dall’ aviazione o con altre armi pesanti. Anche in questi giorni il cuore dello scontro militare e’ stata Aleppo e qui e’ avvenuto l’ episodio piu’ grave. Un bombardamento ha colpito la casa dove abitavano 7 bambini che sono tutti morti. Una troupe della CNN si e’ trovata sul luogo al momento del ritrovamento dei corpi ed ha divulgato la notizia in tutto il mondo, cosi’ ai poveri bambini uccisi in questa occasione sono stati subito aggiunti i numeri di altri bambini uccisi nella giornata e nei periodi precedenti, dando il pretesto al presidente turco Erdogan di dichiarare che:” La Siria ha instaurato uno stato terrorista”.
Intanto alcuni comitati di opposizione locali sono intervenuti di nuovo sulle centinaia di uccisi a Daraya, contestando la versione riportata dal giornalista inglese Fisk. L’ articolo su Daraya di quest’ ultimo, firma assai conosciuta, ha evidentemente disturbato molto l’ opposizione che aveva visto la propria versione divulgata con pochissimi dubbi dai media occidentali.
Nel frattempo in Libano continuano ad arrivare profughi cristiani in fuga dalle province di Homs e Hama controllate dai ribelli. Il ministro degli esteri francese Fabius aveva proposto le zone controllate dall’ opposizione come rifugio per i profughi in alternativa all’ espatrio, anche queste dichiarazioni si sono rivelate assolutamente fuori dalla realta’.
CONFERMATA PER IL MOMENTO LA VISITA DI BENEDETTO XVI IN LIBANO.
Nelle scorse settimane nel paese dei cedri si erano verificati scontri tra gruppi favorevoli e contrari ad Assad, con piu’ di 10 morti e alcune decine di rapimenti, in quei giorni la visita del papa a Beirut sembrava destinata a saltare. Ma ad oggi non e’ giunta nessuna notizia di rinuncia al viaggio ed e’ stato pubblicato il programma dei due giorni, 15 e 16 settembre, nei quali Benedetto XVI sara’ a Beirut. A fine settimana vedremo quale impatto avra’ questa visita in un paese molto coinvolto nella guerra civile siriana.
L’ASSEMBLEA DELL’ ONU PARLA DI SIRIA MA SENZA ALCUNA NOVITA’
Il 4 settembre all’Assemblea Generale dell’ ONU e’ stato presentato il nuovo incaricato per la crisi siriana Ladkar Braihmi. E’ intervenuto il segretario generale Ban Ki moon che ha affermato la necessita’ di convincere le parti che la soluzione non e’ nelle armi ma nel dialogo e nel rispetto dei diritti universali e della liberta’ di tutti i siriani.
Braihmi, il cui incarico e’ partito ufficialmente il 1 settembre, iniziera’ il suo lavoro al Cairo incontrando la Lega Araba e vorrebbe svolgere gran parte della sua attivita’ senza muoversi da Damasco dove e’ stato aperto un ufficio delle Nazioni Unite. E’ intervenuto anche il presidente, uscente, dell’ Assemblea generale, al-Nasser, ricordando l’ impegno dell’ Assemblea per arginare le violenze e per il rispetto dei diritti.
Il 18 settembre iniziera’ la 67 sessione dell’ Assemblea generale, sara’ eletto il nuovo Presidente e saranno discusse le principali questioni trattate in questa sede. Sara’ un occasione importante, con molte presenze ad altissimo livello.
OPPOSIZIONI
Il 12 settembre a Damasco e’ convocata una “Conferenza per la salvare la Siria “,rivolta a tutte le anime dell’ opposizione in patria ed all’ estero. E’ indetta del Comitato di Coordinamento nazionale (CNN), dissidenti storici ed esponenti curdi che rifiutano l’ aiuto della Turchia. Viene proposto un piano comprendente una tregua militare e uno scambio totale dei prigionieri, stimati dal Coordinamento in decine di migliaia nelle mani del governo e centinaia reclusi dall’ opposizione. In questo modo potranno essere soccorsi tutti gli sfollati e tutti siriani che sono stati colpiti dalla violenza della guerra.
A Berlino invece un summit dell’ opposizione sostenuta dalla Ue, con la presenza anche di rappresentanti dei governi europei. L’ obiettivo e’ prepararsi al dopo Assad, la cui fine viene data per imminente.
Segnalo dal Corriere della Sera un’ interessante risposta dell’ esperto di politica estera Sergio Romano ad una lettera sulla guerra siriana. L’ ex ambasciatore ha fatto un parallelo tra la guerra civile siriana e la guerra civile spagnola del 1936. Fra le varie analogie ha indicato anche la divisione del paese in due schieramenti contrapposti e la natura dello scontro in atto che minaccia di escludere dal futuro del paese lo schieramento sconfitto.
E’ questa una descrizione della realta’ siriana diversa da quella data da Usa e Unione Europea che continuano a raccontare la storia di un dittatore che massacra l’ intero suo popolo e che deve essere sconfitto militarmente per riportare la pace nel paese.
L’ ATTIVISMO DEL PRESIDENTE EGIZIANO MORSI
Nelle ultimissime settimane Morsi e’ intervenuto piu’ volte sulla crisi siriana. In settimana ha incontrato al Cairo la ministra degli esteri cipriota Erato Kozakuo Marcullis, il nostro Terzi e il ministro degli esteri di Malta. L’incontro e’ stato a porte chiuse e Morsi avrebbe detto che Assad non ha molto futuro come Presidente siriano e potrebbe andare in esilio in un paese arabo che gia’ si e’ detto disposto ad ospitarlo. Il presidente egiziano che ha iniziato il suo mandato con molto decisionismo e protagonismo su tutti i fronti, si e’ proposto di fatto come riferimento dell’ opposizione piu’ decisa ad Assad. A Tehran ha fatto saltare il piano di pace iraniano che proponeva una troika (Iran,Egitto e Venezuela) per avviare il dialogo tra le parti. Mentre anche in quest’ ultimo incontro con i ministri degli esteri europei ha proposto un gruppo di contatto regionale compredente Arabia Saudita, Turchia, Egitto ed Iran, differenziandosi dai paesi occidentali che non vogliono assolutamente Tehran come interlocutore in questa crisi.
Ma la divergenza tra Egitto e Occidente sul ruolo dell’ Iran sembra poter avere piu’ conseguenze nelle tensioni tra Israele ed Iran che in questa guerra civile siriana.
Al Cairo Terzi ha annunciato che i fondi dell’ Unione europea per il vicinato nei prossimi sette anni saranno divisi riservando ai paesi mediterranei i due terzi e ai paesi dell’ est europa un solo terzo, finora le percentuali erano invertite.
TERZI: “IN SIRIA LINEA ROSSA GIA’ PASSATA, FAR CESSARE I MASSACRI”
Dieci giorni intensissimi per il ministro degli esteri italiano. Il 29 agosto alla Farnesina ha ospitato un incontro del nucleo piu’ importante dei paesi amici della Siria, nei giorni successivi si e’ svolto un tavolo interministeriale-che ha discusso del ruolo italiano nella ricostruzione, ha inviato poi una lettera, firmata insieme al ministro francese Fabius, alla commissaria eurpea per gli esteri Aston dove segnala la necessita’ di prepararsi al dopo Assad e alla ricostruzione, essendo imminente la sconfitta di quest’ ultimo. Infine l’ incontro al Cairo con Morsi e a Cipro con gli altri ministri degli esteri europei.
Il 7 settembre un comunicato sulla home page del sito del ministero degli esteri era titolato, in modo molto vistoso,: “Siria, la linea rossa e’ stata superata, far cessare i massacri”, il testo del pezzo non diceva invece niente di particolarmente nuovo.
Il filo conduttore del suo attivismo e’ che Assad deve e puo’ cadere molto presto e quindi occorre pensare al dopo.e alla ricostruzione.
Noi pero’ conosciamo solo i comunicati ufficiali relativi a questi incontri e ignoriamo i reali contenuti dei colloqui. La valutazione sull’ imminente sconfitta di Assad per il momento non appare giustificata da quanto viene raccontato dalla Siria, mentre non e’ escluso che si voglia dare una svolta alla situazione portando come pretesto l’ emergenza umanitaria. La Francia preme da tempo per zone cuscinetto ed ha fatto questa richiesta insieme alla Gran Bretagna nel Consiglio di Sicurezza. Purtroppo su questo dibattito si sa molto poco. Questa insistenza sull’ imminente sconfitta di Assad e sulla necessita’ di pensare alla ricostruzione potrebbe anche servire a proporre per il dopo Assad una aspettativa piu’ appetibile per i siriani che vedono spesso l’ alternativa all’ attuale governo impersonificata dai gruppi armati piu’ integralisti. Prospettare un grande aiuto economico occidentale potrebbe essere utile.
Le forze politiche italiane non commentano le mosse di Terzi e l’ unico intervento sull’ azione del governo l’ hanno fatto 36 ONG che operano nel Medio Oriente. C’e’ stato un comunicato molto critico che chiedeva una separazione tra gli aiuti umanitari delle ONG e l’ attivita’ italiana nel campo militare o comunque schierata al fianco di una sola delle parti in conflitto.
COMMENTO FINALE
Dal 18 settembre, all’inaugurazione della 67° sessione dell’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite saranno discussi tutti i principali temi dell’ attivita’ dell’ ONU. Avverra’ qui probabilmente un dibattito importante sul futuro della Siria, temo che in quei giorni si verifiichi una nuova campagna mediatica magari ripresentando alla stampa, per l’ ennesima volta, il rapporto Col sulla Siria che riporta e classifica, in modo molto discutibile, le violenze avvenute in questi mesi di cruenta crisi.
Fonte www.sibialiria.org
sabato 1 settembre 2012
Siria, le notizie della settimana dal 26 agosto al 1 settembre
GLI SCONTRI
DARAYA Il ritrovamento sabato 25 agosto,dopo una settimana di violentissima battaglia, di centinaia di cadaveri a Daraya, citta’ a 10 chilometri dal centro di Damasco, e’ stato seguito nei giorni successivi da versioni discordanti che non hanno chiarito la dinamica della tragedia.
I primi resoconti sono arrivati da fonti diverse dell’ opposizione e parlavano di centinaia di morti dovute ad esecuzioni.Il numero variava a seconda dei racconti e alcuni media hanno fatto titoli su un massacro di 440 persone avvenuto nella giornata di sabato e fosse comuni di bambini. Alla versione dell’opposizione su esecuzioni sommarie effettuate da forze governative o filogovernative si e’ aggiuntoe il racconto diverso proposto dal giornalista inglese Robert Fisk che nei giorni successivi ha visitato la citta’ insieme a forze governative. Fisk ha scrittodi una storia di ostaggi catturati dall’ ESL per proporre uno scambio di prigionieri poi fallito ed ha detto di testimoni sicuri che gli uccisi appartenessero a famiglie filogovernative o addirittura fossero dipendenti statali uccisi proprio per questo motivo. Il suo giudizio e’ che sia impossibile chiarire una tragedia del genere, in una citta’ dove si continua a sparare in ogni strada.
Comunque l’ argomento non e’ chiuso e Ban Ki moon ha auspicato una commissione di inchiesta indipendente sull’accaduto.
NEI GIORNI SUCCESSIVI c’e’ stato un attentato, durante il funerale di due miliziani filogovernativi, che ha causato 27 morti in un quartiere abitato da Drusi e Cristiani, ambienti questi vicini al governo.
I ribelli hanno abbattuto un elicottero e un mig subito dopo il decollo. I piloti sarebbero stati catturati dopo essersi lanciati con il paracadute. Mentre ad Aleppo e’ stato saccheggiato l’ Arcivescovado greco-cattolico da “gruppi non identificati”.L’ arcivescovo Jean-Clement Jeanbarte’ e’ fuggito in Libano ed ha parlato di fondamentalisti arrivati ad Aleppo da Egitto,Libia, Turchia, Afghanistan e altri paesi ancora e di gruppi che tentano di innescare una guerra intercoffesionale.
Sul campo i rapporti di forza sono sempre favorevoli al governo ma migliora in alcune situazioni la qualita’ delle armi dell’ opposizione che soprattutto si avvale di un grandissimo supporto oltre i confini della Siria Come la presenza ad Istambul , rivelata dal Telegraph, di decine di siriani per addestrarsi all’uso dei mezzi di comunicazione forniti dall’ Occidente.
LA FRANCIA RICONOSCERA’ UN EVENTUALE NUOVO GOVERNO SIRIANO IN ESILIO
Questa dichiarazione e’ stata ritenuta da tutti poco importante ma indica l’ intenzione della Francia di puntare esclusivamente ad una sconfitta militare di Assad. Il riconoscimento di un governo di opposizione a quello ufficiale e’ un passaggio abituale nelle guerre civili e il suo scopo e’ sempre quello di aiutare apertamente chi vuole il cambio e creare situazioni di non ritorno.
Hollande ha inoltre dichiarato che e’ sufficiente il solo spostamento delle armi chimiche per giustificare l’intervento armato, mentre Terzi ha tenuto alla Farnesina un incontro sulla Siria dopo Assad ma non e’ stato diramato alcun comunicato. Il ministro degli esteri italianoin un intervento su Repubblica ha definito queste settimane un momento di svolta ed ha auspicato una rapida transizione politica.
AL VERTICE DEI PAESI NON ALLINEATI PRESENTATE ALTRE PROPOSTE DI PACE
Al vertice dei paesi non allineati, che si e’ concluso venerdi 31 agosto a Tehran, sono state prospettati alcuni piani per arrivare a fermare la violenza. Al summit ha partecipato anche Ban Ki moon che ha definito l’ Iran un soggetto importante per il processo di pace in Siria. La presenza a Tehran del segretario generale delle Nazioni Unite e’stata criticata da Israele e Stati Uniti che l’ hanno giudicata un grande aiuto all’ Iran contro l’ isolamento internazionale.
Il presidente egiziano Morsi nel suo intervento ha definito il governo di Assad un regime oppressivo, provocando l’ uscita dei delegati siriani dalla sala,l’ imbarazzo dei traduttori e la censura della notizia sui media iraniani. In compenso due giorni prima aveva dichiarato insieme alla Cina la sua contrarieta’ ad un intervento militare straniero e auspicato la ricerca di una soluzione politica.
Nei voti recenti all’ Assamblea Generale dell’ONU e alla Conferenza della Cooperazione Islamica, decine di paesi hanno condannato il comportamento di Assad dichiarando pero’nello stesso tempo la loro opposizione ad un intervento militare straniero.Quella egiziana non e’ dunque una posizione isolata e non coincide completamente con quella dell’ Occidente e dei paesi del Golfo. L’Egitto infatti ha ripetuto piu’ volte in altre sedi la proposta per un negoziato sulla crisi siriana tra i maggiori paesi della regione: Egitto,Turchia,Arabia Saudita e Iran
L’ Iran aveva proposto all’ assemblea una commissione composta da Egitto,Venezuela e Iran per avviare un dialogo tra le parti siriane in conflitto, ma l’ intervento di Morsi sembra aver bocciato questa ipotesi quasi sul nascere Al momento la Conferenza dei paesi non allineati si e’ pronunciata solo sull’appoggio al nuovo incaricato ONU Brahimi che il 4 settembre riferira’ i suoi propositi all’ Assemblea Generale dell’ ONU.
Nella dichiarazione finale della Conferenza non dovrebbe esserci nessuna posizione comune sulla Siria, sicuramente non c e’ negli articoli che annunciano questo documento conclusivo.
IL CONSIGLIO DI SICUREZZA DEL 30 AGOSTO SULL’ EMERGENZA UMANITARIA
Giovedi’ 30 agosto al Consiglio di Sicurezza Jan Eliasson, vice segretario generale delle Nazioni Unite e Antonio Guterres, alto commisario ONU per i rifugiati, hanno illustrato l’ emergenza umanitaria e la situazione dei profughi nei paesi vicini Il vice-segretario ha affermato che.i paesi che hanno influenza sul governo della Siria e sull’opposizione devono fare pressione per il cessate il fuoco e una composizione pacifica del conflitto.
I problemi dell’emergenza umanitaria sono il suo finanziamento e l’ accesso ai territori. Dei 180 milioni di dollari richiesti sono arrivati per ora solo il 50% e quanto alla richiesta di Francia, Gran Bretagna e Turchia di creare corridoi umanitari e zone cuscinetto,Jan Eliasson ha dichiarato che queste proposte “sollevano delle legittime preoccupazioni degne di essere prese in considerazione”.
Poco dopo in una conferenza stampa il ministro degli esteri francese Fabius ha pero’ detto di non escludere nessuna opzione per il futuro e che da subito saranno finanziati e aiutate in vari modi le zone “liberate”, territori che saranno proposti anche ai profughi come rifugio in alternativa all’ espatrio.
Quanto ai rifugiati Guterres ha elogiato per la collaborazione data Libano, Turchia e Giordania che ospitano decine di migliaia di siriani, ed ha raccomandato a tutte le parti in conflitto di fornire assistenza alla popolazione senza disciminazioni e continuare ad assistere anche i profughi palestinesi e iracheni presenti nel paese.
BREVISSIME
RIAPPARSO IN PUBBLICO IL VICE PRESIDENTE Farouk al Sahara, che era stato dato in fuga all’ estero e non si vedeva da alcune settimane.l’anziano politico sunnita ha partecipato ad un incontro con il ministro degli esteri iraniano ponendo fine alle voci sulla sua defezione alimentate apertamente da leader dell’ opposizione.
E’ PRIGIONIERO DELL’ ESERCITO GOVERNATIVO Austin Tice, il fotoreporter statunitense free lance del Washigton post del quale non si avevano notizie da dieci giorni.
ELEZIONI PRESIDENZIALI NEGLI STATI UNITI. Il duello presidenziale statunitense ignora per il momento i temi di politica estera, con qualche perplessita’ degli osservatori che vedono in arrivo scelte non facili come l’atteggiamento da tenere sulla minaccia israeliana di attaccare l’ Iran.e la crisi siriana.
Fonte www.sibialiria.org
sabato 25 agosto 2012
Siria, le notizie della settimana dal 19 al 25 agosto 2012
QUESTA SETTIMANA GLI SCONTRI RACCONTATI NELLE CRONACHE DALLA SIRIA SONO STATI PIU VIOLENTI.
I media hanno scritto soprattutto delle azioni di guerra ad Aleppo e Damasco. Da parte dell’ opposizione armata ci sono state denunce di esecuzioni effettuate dall’ esercito siriano,accuse che gli organi di informazione occidentale hanno rilanciato con grande evidenza. Sono morti due giornalisti, la giapponese Mika Yamamoto e il siriano Musaab Awdellam,mentre, caso che potrebbe avere nuovi sviluppi e conseguenze, risulta irreperibile un free lance del Washigton Post, Austin Tice. Giovedi’ il governo ha annunciato di aver liberato alcuni importanti quartieri di Aleppo. Mentre una cronaca da una zona lontana dalle principali citta e’ venuta dall’agenzia cattolica Fides e scrive di 12 mila fedeli greco cattolici a Rableh, area di Homs, assediati da combattenti dell’opposizione ed ormai “a pane ed acqua”. Volantari che fanno riferimento a “Musallaha” sono riusciti a portare pochi aiuti agli assediati.
Ci sono reciproche accuse sulla presenza di combattenti stranieri: iraniani in aiuto al governo e, per i ribelli, uomini provenienti da molti paesi diversi. Tra questi ultimi ha perso la vita nella guerra Rustan Galayev, figlio del capo ceceno Ruslav Galayev.
I media occidentali danno sempre molta evidenza ai “civili vittime di Assad”, ma all’ ONU il capo della missione degli osservatori, Babacar Gaye e Valerie Amos, responsabile per gli aiuti urgenti ed umanitari, hanno denunciato si il carattere feroce della guerra e la poca attenzione data all’ incolumita’e alla situazione dei civili ma si sono riferiti ad entrambe le parti in conflitto senza alcun riferimento particolare alle forze governative.
A INIZIO SETTIMANA “GIALLO” SULLA SORTE DEL VICE-PRESIDENTE SIRIANO
La tv saudita al Arabya aveva diffuso la notizia della defezione e dell’arrivo in Giordania di Farouk a Sharaa,sunnita vice di Assad, ma prima l’ ufficio del vicepresidente poi la tv di stato hanno smentito la fuga. Successivamente i ribelli hanno detto di temere per l’ uomo perche’ sarebbe stato fermato mentre stava recandosi in Giordania e tenuto in stato di arresto.
Nei giorni successivi .ha ripreso la vicenda,martedi’ 23, solo il sito di Repubblica che ha riportato la versione di Haytham al-Maleh, presidente del Consiglio della rivoluzione. Secondo lui Farouk a Sharaa sarebbe rifugiato in un paese arabo vicino ed avrebbe annunciato entro poco tempo la sua defezione. Ma nei giorni successivi silenzio assoluto.
LA VIOLENZA ARRIVA IN LIBANO E POTREBBE SALTARE LA VISITA DI BENEDETTO XVI A SETTEMBRE.
Intanto la guerra siriana comincia a contagiare tutta la regione. Come previsto il primo paese ad essere coinvolto e’ il Libano che ha strettissimi legami con la Siria e dove sono presenti ambienti ,soprattutto alawiti, filoAssad e ambienti sunniti vicini all’ opposizione. Ad inizio settimana si sono verificati decine di rapimenti per scambiare prigionieri con l’ESL ed era evidente un’ altissima tensione negli ambienti in contatto con la Siria. In quei giorni i paesi del Golfo hanno invitato i propri cittadini a lasciare il Libano. Mercoledi’ e giovedi’ si sono verificati duri scontri nel paese con una decina di morti ed e’ stato ucciso uno sceicco sunnita. Dal 14 al 16 settembre e’ prevista una visita a Beirut di Benedetto XVI ma e’ difficile immaginare una presenza del Pontefice nel paese in questo momento di tensione..L’ ONU sta seguendo con attenzione le vicende con il diplomatico delegato alla situazione libanese Watkis e teme che la guerra siriana faccia saltare la fragile stabilita’del paese.
LE NOVITA’ NELL’ AZIONE DELL’ ONU.E LE ISTRUTTIVE* POLEMICHE SULLE DICHIRAZIONI DI BRAIHMI
La missione degli osservatori disarmati ONU e’ finita il 20 agosto. Braihmi, il nuovo negoziatore che sostituisce Annan , iniziera’ ufficialmente la sua attivita’ il 1° settembre ma alcune sue dichiarazioni hanno gia’ provocato le proteste del CNS e del governo siriano. I primi hanno contestato a Braihmi di non aver dato per scontata la fine della presidenza di Assad, invece il governo non ha gradito la sua definizione di “guerra civile” per la crisi, preferendo considerare solamente “terroristi” i gruppi armati che stanno operando nel paese.
Venerdi’ Braihmi e Ban Ki moon si sono incontrati a New York ed e’ stato ufficilizzato l’ incarico al diplomatico algerino “per fermare le violenze nel paese, garantire i diritti umani e trovare una soluzione pacifica del conflitto attuale.”
Ban ki moon il 30 e 31 agosto sara’a Teheran alla Conferenza dei paesi non allineati. Si parlera’ anche della crisi siriana e l’ Iran nel corso dei lavori presentera’ una proposta di pace per la guerra civile.
*Ho definito “istruttive” le polemiche sulle dichiarazioni di Braihmi perche’ credo che per arrivare a una soluzione pacifica sia necessario considerare Assad un interlocutore, per lo meno per la comunita’ internazionale, e, da parte del governo siriano, ammettere che esiste un grosso problema con una parte del suo popolo. Quindi le polemiche sulle parole di Braihmi indicano chiaramente degli obiettivi parziali per chi vuole la pace.
IL COINVOLGIMENTO DELL’ OCCIDENTE NELLA GUERRA SIRIANA.
I servizi segreti della Gran Bretagna, M15 e della Germania, Bnd, secondo i media dei loro paesi addestrano gruppi di ribelli e forniscono all’ ESL informazioni e assistenza per affrontare l’esercito siriano. Una nave spia della Bundesmarine, ufficialmente nave di servizio e assistenza, e’ al largo della costa siriana ed ha a bordo gli apparati di sorveglianza lontana piu’ moderni, che i tedeschi hanno sviluppato insieme al Regno Unito. Questa strumentazione puo’ controllare i movimenti delle truppe siriane fino a 600 km di profondita’e trasmette le informazioni in tempo reale ai colleghi inglesi e statunitensi in Turchia. Specialisti della Bnd sarebbero anche nella base Nato turca di Adana , intercetterebbero comunicazioni radio e terrebbero contatti con i ribelli. I britannici operano invece a Cipro e userebbero anche droni da ricognizione.Mentre i veterani del corpo speciale inglese addestrano i migliori reparti delle forze ribelli siriane.Ufficialmente non sono piu’ in servizio, lavorano per aziende di vigilanza private, ma secondo il Times questi agenti inglesi hanno collaborato ad azioni di guerra compresa un’ imboscata a 40 mezzi blindati governativi.siriani.
LA FRANCIA STUDIA UNA NO-FLY ZONE, PARZIALE, SENZA MANDATO ONU.
Nella tarda serata di venerdi’ e’ stata diffusa una dichiarazione del ministro della Difesa francese Jean.Yves Le Drian che ha rilanciato l’ idea di una no-fy zone nella zona di Aleppo, ai confini con la Turchia. Potrebbe essere attuata, anche senza consenso del Consiglio di Sicurezza ONU, da una coalizione internazionale. Secondo il ministro questa iniziativa, seppure parziale, sarebbe in grado bloccare tutta l’ aviazione militare siriana.
Obama aveva minacciato martedi’ l’ intervento militare in caso di uso delle armi chimiche da parte del governo di Damasco e questa dichiarazione e’ sta presa da tutti molto seriamente.. Il presidente statunitense ha espresso anche il timore che queste armi possano arrivare nelle mani di persone sbagliate e vista la composizione dei gruppi armati che combattono Assad qualcuno ha visto la dichiarazione come la possibilita di una presenza delle truppe USA nel paese, non solo di un aiuto militare ai ribelli con l’ aviazione .
Hollande,Cameron e Obama hanno avuto in settimana colloqui telefonici sulla crisi e il governo italiano e’ allineato con le loro posizioni. Il ministro degl Esteri Terzi ha parlato di momento di svolta e rapido cambio del governo siriano. Ha annunciato un incontro a Roma sul dopo-Assad facendo quindi capire che appoggia chi lavora a un veloce cambio del governo.
Secondo Le Monde il Consiglio di Sicurezza parlera’ della crisi siriana entro la fine del mese, interessandosi soprattutto alla crisi umanitaria. Vista l’ escalation delle dichiarazioni interventiste mi aspetto novita’.
Marco
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