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martedì 4 dicembre 2012

Siria, le notizie (drammatiche e urgenti) dal 29 novembre al 3 dicembre 2012


EDIZIONE IMPROVVISATA E INCOMPLETA DEL NOTIZIARIO PER SEGNALARE EPISODI PREOCCUPANTI CHE FANNO TEMERE UN PRECIPITARE ULTERIORE DELLA SITUAZIONE IN SIRIA.

Premetto però che ci sono stati altri momenti nei quali la situazione sembrava sul punto di svolte improvvise ma i giorni seguenti non confermarono poi quanto appariva quasi sicuro. Ricordo a fine luglio l’ attentato che è costato la vita al cognato di Assad e ad altre persone dei vertici della Difesa siriana. In quell’ occasione il TG3 titolò: “Damasco alla battaglia finale”. A fine agosto invece il Ministro degli esteri Terzi convocò un tavolo inter-ministeriale per discutere del dopo Assad perché “la fine del regime è imminente”.

L’ONU RICHIAMA IL PERSONALE NON ESSENZIALE DALLA SIRIA, LA UE RIDUCE LA SUA PRESENZA DIPLOMATICA A DAMASCO

Nei prossimi giorni il personale non essenziale dell’ ONU lascerà la Siria. Rientreranno immediatamente infatti 25 dipendenti delle Nazioni Unite. Sono state interrotte inoltre tutte le attività intorno a Damasco e nel resto del paese l’ azione dell’ ONU continuerà solo dove sarà possibile utilizzare personale locale.

Un breve dell’ Ansa alle 3.00 di martedì 4 dicembre informa che anche l’ Unione Europea riduce la sua presenza diplomatica a Damasco per l’ aggravarsi della situazione che metterebbe a rischio la sicurezza dei suoi dipendenti.

Riporto la notizia ma ricordo che inviti ai cittadini occidentali a lasciare la Siria sono stati presenti anche nel primo anno della crisi che è iniziata nel marzo 2011. La drammatizzazione della situazione sicuramente in parte è voluta e usata come arma psicologica.

HILLARY CLINTON, INTERVENTO USA SE UTILIZZO DI ARMI CHIMICHE. GOVERNO SIRIANO: NON LE USEREMO MAI CONTRO IL NOSTRO POPOLO

Israele ha denunciato trasferimenti sospetti di armi chimiche in Siria. I movimenti sarebbero, a quanto dichiarato, diversi da quelli eseguiti in occasioni precedenti. Questo è bastato alla Segretaria di Stato USA, uscente, per dichiarare che gli Stati Uniti in caso di uso provato di armi chimiche interverranno in qualche modo. Questo è bastato anche al sito di Repubblica per scrivere in un titolo che “la prova dell’ esistenza di armi chimiche” avrebbe come conseguenza l’ intervento statunitense. Nell’ articolo la notizia era riportata poi nella maniera esatta (l' uso e non l'esistenza di armi chimiche) ma cito questo titolo sbagliato per mettere in guardia dalla confusione e approssimazione che sui media trionferà con l’ aggravarsi, probabilissimo, della crisi.

Il governo siriano ha ripetuto lunedì 3 dicembre che le armi chimiche non saranno mai usate contro il popolo siriano.

12 DICEMBRE, INCONTRO IN MAROCCO DEI PAESI "AMICI DELLA SIRIA". GLI USA ANNUNCERANNO IL RICONOSCIMENTO DELLA COALIZIONE COME UNICA LEGITTIMA RAPPRESENTANTE DELLA SIRIA?

Il 12 settembre in Marocco si riuniranno i paesi cosiddetti "Amici della Siria". In questa occasione gli Stati uniti potrebbe ufficializzare il riconoscimento della Coalizione Siriana come unica rappresentante legittima della Siria. Passaggio che viene dato in questi giorni per sicuro. Viene data per sicura anche un' accelerazione dell' impegno statunitense per il cambio del governo siriano, un cambio di strategia preannunciato e previsto per il dopo elezioni presidenziali ritardato forse dalla crisi di Gaza e dalla crisi egiziana.

Nessuna notizia invece del riconoscimento della Coalizione come unico rappresentante siriano da parte dell' Italia e dell' Unione Europea. Mentre rappresentanti dell' opposizione che per ora non appartengono alla Coalizione sono attesi in Italia nelle prossime settimane.

BRAHIMI HA RIFERITO SULLA SIRIA ALLE NAZIONI UNITE MA SEMBRA SOLO SPETTATORE DI QUELLO CHE STA SUCCEDENDO

Brahimi, che avrebbe voluto presentare un suo piano di pace per la crisi siriana nel mese di ottobre, ha riferito all’ ONU sulla situazione in Siria, giovedì 29 novembre davanti al Consiglio di Sicurezza e il giorno seguente all’ Assemblea Generale. Ha illustrato quanto sta succedendo in queste settimane ed ha dichiarato che solo un intervento che abbia l’ appoggio di tutto il Consiglio di Sicurezza potrebbe aiutare ad arginare la violenza. Le parti coinvolte non sarebbero infatti pronte (ma sarebbe stato meglio dire intenzionate) ad un impegno per fermare la guerra. Ha indicato inoltre le conclusioni della Conferenza di Ginevra del 30 giugno scorso come possibile riferimento di una azione comune della Comunità internazionale. Non ha detto, almeno non era riportato dai comunicati dell’ ONU, che i paesi Occidentali vanno in una direzione diversa e che, escludendo ogni dialogo con l’ attuale governo siriano, indicano nella sconfitta militare di Assad l’ unica soluzione alla crisi.

VISITA DI PUTIN IN TURCHIA

Putin ha effettuato la visita in Turchia che era prevista nelle passate settimane ed era saltata per il dirottamento e il forzato atterraggio ad Ankara dell’ aereo di linea in viaggio da Mosca verso Damasco. I due paesi hanno molti rapporti commerciali importanti ma il tema principale dei colloqui è stato la guerra siriana e l’ istallazione dei missili Patriot della NATO in Turchia al confine con la Siria. Il presidente russo ha definito questo provvedimento un atto molto aggressivo ed avrebbe dichiarato anche che la Russia non difende ad ogni costo il regime di Assad ma la scelta del futuro della Siria spetta al popolo siriano. In realtà non sono dichiarazioni nuove, lo stesso IRAN ha dichiarato che la soluzione alla crisi siriana non è la guerra ma libere elezioni. E’ già previsto che il nuovo Presidente della Repubblica siriana sarà eletto nel 2014 e Assad ha dichiarato ai diplomatici russi che in caso di sconfitta lascerebbe la sua carica attuale. Altri tipi di consultazioni elettorali, magari con la presenza di osservatori internazionali, potrebbero essere negoziati anche prima del 2014. Tutto molto meglio della guerra. Ma l’ Occidente vuole questo? E in Occidente chi sostiene queste eventuali proposte che salverebbero migliaia di vite?



Martedì 4 i ministri degli esteri europei dovrebbero discutere dei dettagli dell’ istallazione dei sistemi missilistici Patriot della NATO in Turchia a margine di un loro incontro a Bruxelles. I missili hanno bisogno per la loro gestione di centinaia di militari NATO non appartenenti all’ esercito turco.

DUE SITI CATTOLICI CHE SI IMPEGNANO PER UNA STRADA DIVERSA DALLA GUERRA

Nella guerra siriana i due milioni di cristiani rischiano di essere, oltre alla minoranza alawita a cui appartiene Assad, le maggiori vittime. Denunce della loro situazione drammatica arrivano da mesi attraverso i religiosi presenti nel paese di Damasco e sono riportate dagli organi di informazione cattolici. Il Vaticano invece sembra titubante e la missione a Damasco in solidarietà con l' intero popolo siriano con una delegazione ad altissimo livello, quattro cardinali, prevista nelle passate settimane si è trasformata nella visita di un solo cardinale nei campi profughi libanesi. Continua però l’ impegno di molti cattolici contro la devastante guerra siriana, un impegno per fermarla e contro chi la fomenta verso esiti ancora più distruttivi. Segnalo a questo proposito due siti cattolici www.oraprosiria.blogspot.it e www.quieuropa.it . Il primo segue esclusivamente la tragedia dei cristiani in Siria; il secondo, che ha una redazione di giovani giornalisti calabresi, tra i temi seguiti dedica molto spazio alla guerra siriana.

http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1217

venerdì 30 novembre 2012

Siria, le notizie della settimana dal 22 al 28 novembre 2012


a cura di Marco Palombo


I TRE GRAVI PASSI MOLTO PROBABILI DEL GOVERNO MONTI

Il governo italiano si appresta quasi sicuramente a tre iniziative relative alla guerra siriana dalle pesanti conseguenze. Le azioni gravi, possibili nel giro di poche settimane, sono:

-Togliere l’ embargo dell’ Unione Europea alla fornitura di armi ai “ribelli” siriani.

-Riconoscere la neonata Coalizione Nazionale Siriana come unica legittima rappresentante della Siria e del suo popolo.

-Pronunciarsi a favore dell’ installazione di missili Patriot della NATO in Turchia al confine con la Siria.

Il governo Monti, come è solito fare, cercherà di compiere questi passi giustificandoli soprattutto con l’ argomento che sono scelte fatte insieme agli altri paesi dell’Unione Europea. In realtà in questo momento nei paesi europei ci sono posizioni diverse su queste scelte e intervenire in qualche modo nel dibattito in corso potrebbe influenzarne gli esiti.

Vediamo qualche dettaglio dei temi in oggetto:

FINE ALL’ EMBARGO PER LE ARMI IN SIRIA

L' embargo dell'Unione Europea alle forniture di armi in Siria è stato adottato nel maggio 2011. E' stato rinforzato nel luglio 2012, subito dopo il veto russo-cinese alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU che dava ad Assad un ultimatum di dieci giorni per portare le armi pesanti fuori dai centri abitati. La Francia e la Gran Bretagna vorrebbero rimuovere l’embargo, magari definendo alcune armi come difensive. La Gran Bretagna vorrebbe anche fornire ai gruppi armati ribelli missili anti aerei. Per quanto riguarda l' Italia, Monti in un' intervista ad Al Jazeera ha dichiarato che la questione sarà affrontata in accordo con gli altri paesi dell’UE. La Chiesa Cattolica a proposito della guerra siriana ha più volte affermato che nel paese di Damasco " è necessario il dialogo e non le armi", ma dal Vaticano non è ancora arrivato un commento su questo tema presente sui media ormai da venti giorni.

RICONOSCIMENTO COALIZIONE COME UNICA LEGITTIMA RAPPRESENTANTE DELLA SIRIA

Anche su questa decisione nei paesi occidentali e medio orientali ci sono posizioni diverse, con la Francia e la Gran Bretagna a fare da apripista in Europa per il riconoscimento della Coalizione Siriana come sola rappresentante legittima della Siria. La Germania è cauta ed ha dichiarato che intende aspettare. L' Italia non ha ancora fatto questo passo ma nelle sue dichiarazioni è talmente ambigua da ingannare molti osservatori tra i quali Le Monde. Tunisia e Libia, paesi guidati da governi con la presenza di partiti islamici, stanno aspettando e seguendo l' evolversi delle vicende. In Siria sono presenti anche altre aggregazioni che si oppongono ad Assad, come il Coordinamento Nazionale Democratico o i partiti curdi che controllano alcuni territori al nord del paese. Inoltre settori consistenti della società siriana sono esplicitamente contrari all' opposizione armata e sostanzialmente estranei a tutte le opposizioni. Tra questi la Chiesa Cattolica Greco-Melchita e in genere le minoranze cristiane e alawite.

MISSILI PATRIOT DELLA NATO IN TURCHIA AL CONFINE CON LA SIRIA

La Turchia attorno al 17 novembre ha chiesto alla NATO di installare un sistema di missili Patriot al confine con la Siria. La richiesta iniziale era di 2 unità di missili. Ogni unità necessita di 85 militari della NATO per la loro gestione. Il 28 novembre alcuni esperti della NATO si sono recati a Malatya per verificare la possibilità' di installare i due sistemi per i missili e altre quattro unità potrebbero essere istallate tra Diyarbakir e Sanlinrfa. Il totale dei militari NATO necessari alla loro gestione sarebbe quindi di oltre 500 persone. I sistemi possono essere utilizzati contro missili e velivoli, potrebbero quindi essere impiegati per eventuali no fly zone da metà dicembre in poi.

LE ATTIVITA’ DELL’ OPPOSIZIONE CHE NON ADERISCE ALLA COALIZIONE SIRIANA

Abbiamo scritto in precedenza che la Coalizione Siriana non esaurisce tutti gli ambienti che si oppongono ad Assad. Questa opposizione fuori dalla Coalizione, che ha nel Coordinamento Nazionale Democratico il riferimento maggiore, si era riunita a fine settembre 2012 a Damasco. All' incontro erano presenti anche osservatori algerini, iracheni ed egiziani oltre a diplomatici russi, cinesi e iraniani. A Teheran c'e' stato ultimamente un nuovo incontro dal titolo "No alla violenza si alla democrazia", oltre a 200 esponenti vicini al governo o all' opposizione, erano presenti il segretario del Partito Comunista Siriano Bagdsh e Ali Heidr, ministro per gli affari della Riconciliazione Nazionale. Partecipavano anche esponenti di partiti e movimenti sociali dell' America Latina e della regione. Intanto nei prossimi giorni esponenti del Coordinamento Nazionale Democratico si recheranno di nuovo a Mosca. Per quanto riguarda la minoranza curda siriana questa è divisa in vari gruppi, ma la parte più consistente che fa riferimento al Pyd, vicino al PKK, è completamente autonoma da tutti i gruppi che compongono la Coalizione e in questo momento ha frequenti scontri armati con i ribelli per il controllo di territori nel nord della Siria.

LA SIRIA TORNA IN PRIMA PAGINA PER I BAMBINI MORTI NEL CAMPETTO DI CALCIO

Nelle scorse settimane la guerra siriana era tornata in secondo piano sui media oscurata dalle vicende nella striscia di Gaza. Ha riconquistato un grande risalto mediatico con la notizia dei dieci bambini uccisi da un bombardamento mentre giocavano al calcio in un campetto nella periferia di Damasco. La notizia è stata riportata con molta evidenza da tutti i media insieme a foto e video. Inizialmente era completamente passata la tesi che alcuni video provavano in maniera inequivocabile quanto denunciato, in un secondo momento i media hanno riferito che non era possibile verificare le immagini da parte di fonti indipendenti e sull’ episodio ci sono ora molti dubbi.

A tal proposito: http://napolinowar.wordpress.com/2012/11/28/unaltra-bufala-bombe-a-grappolo-su-un-campo-dove-giocavano-a-calcio-bambini-siriani/

RIBELLI ALL’ OFFENSIVA ? DI SICURO C’E’ L’ATTENTATO A DAMASCO, OLTRE CINQUANTA MORTI.

Notizie dal campo di battaglia riferiscono di gruppi armati ribelli che attaccano l’ esercito governativo ormai in difficoltà. Particolarmente presi di mira sarebbero gli aeroporti, visto che è evidente che il punto di forza dell’ esercito siriano è la presenza di una forte aereonautica. Ma la notizia certa piu’ grossa è l’ attentato che mercoledì ha colpito di nuovo un quartiere di Damasco abitato dalle minoranze cristiane e druse che si oppongono alle attività dei gruppi armati dell’ opposizione. Prima è esplosa una autobomba, quando sono accorse altre persone sul luogo dell’ attentato ne è esplosa una seconda facendo decine di morti, tutti civili, tra questi molti giovani e giovanissimi.

“DIECI PUNTI PER LA PACE E RICONCILIAZIONE IN SIRIA” DI MADRE AGNES MARIAM

1 – Sostenere la risoluzione dei conflitti attraverso il negoziato e l’ attuazione di un processo democratico 2 – Arrestare il flusso delle armi in Siria 3 – Stigmatizzare metodi di guerra che sono contro la Convenzione di Ginevra 4 – Frenare le interferenze straniere nel conflitto siriano 5 – Fornire informazioni veritiere sul conflitto in Siria 6 – Supporto ai nuovi partiti politici che si moltiplicano e danno una nuova forma nel panorama politico in Siria 7 – Cessare le sanzioni che stanno solo danneggiando la popolazione civile 8 – Equa distribuzione degli aiuti umanitari 9 – Appello all’ imparzialità tra le ONG che lavorano nel conflitto siriano 10 – Sostenere un nuovo stato che garantirà parità di cittadinanza e la libertà religiosa per tutti i gruppi religiosi ed etnici.

Da:Magazine Kairos cattolica Journal Vol. 23 N. 21 novembre 2012 www.cam.org.au/kairos





giovedì 22 novembre 2012

Siria, le notizie della settimana dal 15 al 21 novembre 2012


LA TRAGEDIA DI GAZA NON CI FACCIA DIMENTICARE LA GUERRA SIRIANA

Le  centocinquanta persone uccise dai raid israeliani a Gaza hanno quasi cancellato le notizie in arrivo dalla guerra siriana. Era già successa la stessa cosa nei giorni dell’uccisione dell’ ambasciatore Stevens a Bengasi e delle proteste nel mondo islamico per il film su Maometto. E’ una conseguenza inevitabile dei bombardamenti ordinati da Netanyahu ma dobbiamo ugualmente cercare di conoscere e capire quello che avviene nel paese di Damasco, dove i morti sono moltissimi da mesi e la situazione è molto fluida con possibilità di improvvisi cambiamenti di scenario. Ci sono molti legami tra le due guerre e gli attori esterni coinvolti sono gli stessi con alleanze diverse: paesi mediorientali, paesi occidentali, Iran, Israele, Russia e Cina. Qualsiasi cosa succeda nei prossimi giorni a Gaza influenzerà in qualche modo anche i futuri sviluppi della guerra in Siria e la neonata Coalizione Nazionale Siriana avrà sede proprio al Cairo dove in questi giorni si svolgono le trattative tra Israele, Hamas e gli esponenti della Jihad islamica di Gaza.

FRANCIA E GRAN BRETAGNA RICONOSCONO LA COALIZIONE COME UNICA RAPPRESENTANTE DELLA SIRIA

Il presidente francese Hollande dopo meno di una settimana dall’ annuncio ufficiale della nascita della Coalizione Nazionale Siriana aveva già riconosciuto la nuova opposizione come unica rappresentante della Siria, aveva ricevuto il suo presidente Al-Khatib  e richiesto un suo esponente come ambasciatore del popolo siriano in Francia. L’ha già seguita su questa strada la Gran Bretagna che il 15 novembre aveva discusso della crisi siriana in un summit convocato da Cameron ma non aveva comunicato decisioni. Poi venerdì 16 il premier britannico ha ricevuto a Londra una delegazione della Coalizione e martedì 20 novembre è arrivato l’ annuncio del riconoscimento di questa come unica rappresentante del popolo siriano. Le petromonarchie del Golfo seguite da tutti gli altri della Lega Araba avevano già ufficializzato questa decisione.

CAUTA L’ UNIONE EUROPEA MENTRE  L’ AMBIGUITA’ DI MONTI E TERZI INGANNA ANCHE LE MONDE

Il Consiglio dei ministri degli esteri dell’ Unione Europea lunedì 18 ha discusso anche della Siria. Ha espresso un giudizio positivo sulla nascita della Coalizione Nazionale Siriana e l’ ha definita una legittima rappresentante del popolo siriano, non però l’ unica. Tra i paesi più tiepidi verso la nuova opposizione ad Assad troviamo la Germania. Il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle ha spiegato che il suo paese pone tre condizioni che aspetta di verificare nel prossimo futuro: una dichiarazione a favore della democrazia; l’ impegno ad uno stato di diritto; il pluralismo associativo e religioso. La posizione dell’ Italia e’ la stessa dell’ Unione Europea ma Monti l’ ha esposta in un modo talmente ambiguo da ingannare anche il quotidiano francese Le Monde che ha affiancato l’Italia alla Francia e alla Gran Bretagna tra i paesi che hanno riconosciuto la Coalizione Nazionale Siriana come la sola rappresentante della Siria. Monti ha detto però che il Ministero degli esteri sta studiando come fare altri passi…….

FRANCIA E GRAN BRETAGNA PREPARANO ALTRE MOSSE ?

Il cammino comune di Parigi e Londra non è da sottovalutare. I due paesi il 30 agosto 2012 in una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU avevano chiesto la creazione di zone cuscinetto dove fosse possibile prestare assistenza umanitaria ai siriani sfollati. All’ incontro erano presenti , cosa inconsueta, i due ministri degli esteri Fabius ed Hague. La proposta non passò anche se la discussione non fu divulgata. Però nella conferenza stampa tenuta subito dopo il ministro francese Fabius affermò che non escludeva nessuna opzione per il futuro , lasciando l’ impressione di considerare possibili dei passi anche senza il consenso delle Nazioni Unite. Nel summit del 15 novembre Cameron ha discusso la possibilità di creare no fly zone parziali nel territorio siriano e la Francia negli ultimi tempi  ha molto insistito sulle zone liberate affermando che avrebbe aiutato con ogni mezzo questi territori, possibili rifugi anche per gli sfollati siriani. Nel presentare la Coalizione Nazionale Siriana e’ stata inoltre prospettata la creazione di un esecutivo provvisorio che tra le varie funzioni dovrebbe anche amministrare le zone controllate dall’ Esercito Libero Siriano per il momento composto però da molte brigate indipendenti tra loro. I due paesi sono intervenuti anche sul tema delle forniture di armi ai gruppi dell’ opposizione. La Francia ha sostenuto la necessità di togliere l’ embargo esistente almeno per le armi difensive mentre Cameron ha ipotizzato la fornitura ai “ribelli” di missili anti-aerei. Se consideriamo anche che la Francia e la Gran Bretagna iniziarono la guerra alla Libia mettendo gli altri paesi davanti al fatto compiuto c’è davvero da aspettarsi sorprese.

GRUPPI ARMATI ISLAMICI RIFIUTANO LA COALIZIONE NAZIONALE SIRIANA

In un video diffuso lunedì 19 novembre un esponente islamico, con alle spalle una bandiera nera inneggiante ad Allah, dichiara che quattordici milizie armate rifiutano la Coalizione Nazionale Siriana costituitasi l’ 11 novembre a Doha e ogni altro tipo di coordinamento che non aspiri ad uno stato islamico “giusto”. Tra queste brigate c’è la conosciuta al-Nusra, il gruppo a cui apparteneva il kamikaze autore dell’ attentato che lunedì 5 novembre ha causato la morte di 50 militari governativi . Il Fronte-Al Nusra, considerato da tempo vicino ad Al Qaeda, ha partecipato nei giorni della tentata tregua agli scontri armati avvenuti ad Aleppo tra milizie “ribelli” e combattenti curdi del Pyd.  Alcune brigate citate nel video hanno smentito di aver preso questa posizione ma l’esistenza di dissensi sulla Coalizione è ammessa anche da ambienti giornalistici che hanno sempre minimizzato la presenza islamica tra gli oppositori di Assad.

POCHE NOTIZIE SUGLI SCONTRI IN SIRIA

In questi giorni sono pochissime le notizie sugli scontri armati in Siria. Da fonti dell’ opposizione sono denunciati ancora bombardamenti su zone e centri urbani controllati dai “ribelli” e arriva puntuale il quotidiano aggiornamento sui morti per le violenze. Da fonti governative arrivano invece  notizie di attentati, uccisioni mirate e rapimenti. Nel nord ci sono ancora scontri tra curdi e la brigata Al Nusra, una battaglia nella città di Ras Al-Ain ha causato 29 morti, quasi tutti appartenenti ad Al Nusra, mentre la milizia islamica ha fatto 35 prigionieri trai combattenti curdi e subìto la cattura di undici sui uomini.

QUALCHE CENNO BIOGRAFICO SU AL-KHATIB,  NEO PRESIDENTE DELLA COALIZIONE SIRIANA*

Lo sceicco Ahmad Al Khatib Moaz ha una formazione di ingegnere in geofisica ed ha lavorato dal 1985 al 1991 per l’ al-Furat Petroleum Company una società con partecipazioni di aziende nazionali ed estere, tra le quali l’ anglo-olandese Shell con la quale al-Khatib ha mantenuto dei legami. Nel 1992 ha sostituito il padre, lo sceicco al-Faraj al-Khatib, come predicatore nella Moschea di Omayyadi. Fu sollevato quasi subito dall’ incarico dal padre di Bashar al Assad.  Da quel momento gli fu impedito di predicare in Siria ma per motivi che niente hanno a che fare con le attuali vicende siriane. La Siria in quegli anni sosteneva l’ intervento internazionale per liberare il Kuwait perché rivale dell’Iraq di Saddam Hussein e per avvicinarsi ai paesi occidentali. Lo sceicco invece era contrario a “Desert Storm” per motivi religiosi, considerava addirittura un sacrilegio la presenza occidentale in terra d’ Arabia. Pronunciò quindi vari discorsi antisemiti e antioccidentali. In seguito ha svolto l’attività di educatore a Damasco ed ha viaggiato molto nei paesi occidentali finchè si stabilito in Qatar. E’ tornato in Siria nel 2003-04 come lobbista del gruppo Shell per l’ aggiudicazione di concessioni di petrolio e gas, infine il ritorno nel 2012 a Douma, sobborgo di Damasco, dove si impegna a organizzare la rivolta. Viene arrestato e graziato, nel luglio lascia il paese e si stabilisce al Cairo. La sua famiglia è di tradizione Sufi ma lui appartiene ai fratelli Musulmani e nei suoi scritti ha usato verso il popolo ebraico e i musulmani sciiti espressioni come “nemici di Dio” e “eretici negazionisti” . Quindi ancora una volta Washington inganna gli alleati. La Francia ha preso tutti i rischi ma la Total non beneficerà di alcuna concessione.

 *Le notizie su al-Khatib sono tratte da un articolo di Thierry Meyssan (segnalazione di Valeria e Barbaranotav)

http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1187