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mercoledì 26 dicembre 2012

Siria, le notizie dall' 11 al 25 dicembre 2012.


BRAHIMI A DAMASCO ILLUSTRA UN PIANO DI PACE AD ASSAD…..E AL CAIRO A KHATIB, CAPO DELLA COALIZIONE SIRIANA

Il 23 dicembre l’ incaricato dell’ ONU e Lega Araba per la crisi siriana Lakhdar Brahimi e’ arrivato a Damasco passando via terra dal Libano a causa dei combattimenti attorno all’aeroporto della capitale siriana. Il giorno successivo ha incontrato Assad e, secondo notizie diffuse dal quotidiano francese Le Figaro che avrebbe ricevuto informazioni da una fonte ben introdotta, ha illustrato al presidente siriano un piano di pace concordato con USA e Russia. Il percorso proposto prevederebbe un governo transitorio fino alle elezioni presidenziali del 2014, formato da esponenti delle opposizioni  e persone appartenenti ad aree politiche che in questo momento appoggiano il governo.  Alle prossime elezioni  Assad, che e’ l’attuale presidente della repubblica di Siria, non ripresenterebbe la propria candidatura, uscendo dalla vita politica siriana. Il piano pero’non sarebbe stato accettato da Assad, che gia’ lo conosceva, perche’ il presidente rifiuterebbe di essere costretto da stranieri a non candidarsi nel suo paese. Anche Khatib, presidente della Coalizione Nazionale Siriana, si e’ detto contrario alla proposta perche’ questa lascerebbe in carica Assad fino al 2014 mentre l’ opposizione siriana non prende in considerazione nessuna ipotesi che non preveda l’ uscita definitiva e immediata di Assad dalla politica siriana e dalla Siria. Khatib aveva incontrato il mediatore Brahimi il 22 dicembre al Cairo, incontro anche questo molto poco pubblicizzato.

Il percorso illustrato da Brahimi e’ quasi identico alle conclusioni della Conferenza di Pace di Ginevra del 30 giugno 2012, approvate dai presenti  (membri permanenti del Consiglio di Sicurezza e alcuni paesi della regione medio orientale) ma respinte di fatto dall’opposizione piu’ intransigente e dagli Stati Uniti che volevano assolutamente l’ abbandono di Assad e rifiutavano anche la presenza iraniana tra i paesi negoziatori. Le Figaro aveva scritto il 13 dicembre di questa missione natalizia di Brahimi a Damasco, definendo il piano un ultimatum posto ad Assad in accordo con Russia e USA; in Italia l’ articolo del quotidiano francese era stato ripreso solo dall’ agenzia missionaria FIDES. Sempre Le Figaro il 21 dicembre aveva invece raccontato di un Brahimi che minacciava le dimissioni dal suo ruolo di mediatore per le resistenze di Assad al piano proposto, ma come abbiamo visto le resistenze al piano da parte della Coalizione Siriana sono ancora maggiori. Il 24 dicembre sul sito delle Nazioni Unite e’ stata pubblicata la smentita ufficiale del diplomatico a questa notizia di minaccia di dimissioni. Da notare l’ assenza di paesi dell’ Unione Europea nelle cronache di questa iniziativa, paesi che invece finora si sono molto impegnati nel sostegno alla Coalizione Nazionale Siriana.

CONTEMPORANEAMENTE ALLA VISITA DI BRAHIMI  DENUNCE DELL’ OPPOSIZIONE PER PRESUNTE STRAGI GOVERNATIVE E PER MORTI CAUSATE  DA IMPRECISATI GAS LETALI.

Si e’ nuovamente ripetuta la coincidenza tra importanti trattative e presunti clamorosi atti di violenza del governo. Un bombardamento aereo avrebbe ucciso un centinaio di siriani in coda davanti ad un panificio ad Halfaya (300 uccisi, tra cui donne e bambini, nella prima versione fatta circolare dalla tv saudita al Arabya), a Homs si sarebbe verificata un'altra strage di 15 persone sempre in fila per acquistare pane, ancora a Homs sette persone sarebbero state uccise da un gas sconosciuto (quest’ ultima notizia diffusa dalla tv del Qatar al Jazeera). I racconti sono pieni di incongruenze e con dettagli che cambiano continuamente. I particolari degli episodi sono stai approfonditi da Marinella Correggia in un articolo su Sibialiria “La strage del pane a Natale”  http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1240   . Io voglio segnalare solo la contemporaneita’ tra queste denunce e la presenza di Brahimi a Damasco per illustrare un piano di pace sgradito all’opposizione siriana, e probabilmente anche ai suoi alleati europei e del Golfo, e l’ utilizzo da parte della Coalizione di questi episodi non chiari come argomento per sostenere l’ impossibilita’ di trattative con Assad.

ALLARME DELL’ ONU PER VIOLENZE SU BASE ETNICA E RELIGIOSA.

Il 21 dicembre le Nazioni Unite hanno diffuso un comunicato stampa di Adama Dieng, consigliera dell’ ONU per la prevenzione dei genocidi e della violenza settaria, dove si denunciano violenze su base etnica e religiosa e si esprime il timore che nel prossimo futuro queste possano aumentare rispetto alla situazione attuale. Le minoranze cristiane, alawite, armene ortodosse, turcomanne, curde, a torto o ragione sono accusate di appoggiare il governo di Assad e anche quando non prendono posizione nel conflitto in corso sono attaccate per spingerle a schierarsi contro il governo siriano. Il 20 dicembre la commissione per i diritti umani presieduta dal Prof. Pinheiro ha denunciato l’ uso di bambini nelle attivita’di guerra dei ribelli con compiti operativi e rischiosi e la presenza di molti combattenti stranieri particolarmente addestrati. La commissione ha affermato di non ritenere possibile alcuna soluzione militare e che l’ unica strada che puo’ portare alla fine delle violenze e’ un negoziato tra le parti coinvolte.

Intanto Abu Abdel Rahman,  sceicco importante esponente del Fronte al Nusra, ha dichiarato al quotidiano algerino Echorouk che i mujahedin insieme ad altri combattenti puntano alla creazione di uno stato islamico nelle zone da loro controllate. Mentre il capo della Coalizione Nazionale Siriana ha definito un errore degli Stati Uniti aver inserito il Fronte al Nusra nella lista dei gruppi terroristi stilata dal Dipartimento di Stato USA.  Sul Corriere della Sera G.Olimpo ha descritto la Brigata al Nusra con queste parole: “…..secondo le analisi dell'intelligence Al Nusra è formata da siriani, jihadisti iracheni e volontari stranieri. Nello schieramento ribelle rappresenta — sempre secondo gli 007 — tra il 7 e il 9 per cento. Alterna la guerriglia a tattiche terroristiche, ha fondi ampi dal Golfo, i suoi mujaheddin sono tra i più abili nel combattimenti. Per tre ragioni: sono bene addestrati, molti di loro hanno avuto precedenti esperienze belliche, dispongono di denaro. Molto forte nell'est e nel nord della Siria, Al Nusra ha conquistato ampie fette di territorio. E gode di simpatie tra molti ribelli, alcuni dei quali per spirito di emulazione si atteggiano a jihadisti…”,

Infine il gruppo armato che detiene l’ ingegnere italiano Mario Belluomo, rapito attorno al 15 dicembre insieme a due colleghi russi, ha richiesto un riscatto di 530.000 euro. I tre lavoravano all’ acciaieria Hmisho nella provincia di Latakia.

IL CAMMINO DIPLOMATICO E ORGANIZZATIVO DELLA COALIZIONE NAZIONALE SIRIANA PIU’ LENTO DEL PREVISTO

La Coalizione Nazionale Siriana nata l’ 11 novembre a Doha aveva elencato al momento della sua partenza molti obiettivi che 45 giorni dopo ancora non si sono concretizzati. Era stata auspicata l’unificazione dei  gruppi armati dell’ opposizione e la creazione di un comando centrale militare collegato ad un governo provvisorio. Di governo provvisorio ancora non si parla e dubbi sull’Esercito Libero Siriano sono emersi anche a Marrakesh all’ incontro dei paesi Amici della Siria. Nessuna conseguenza ha avuto anche il proposito di amministrare le zone controllate dai ribelli con il governo provvisorio. Inoltre il riconoscimento della Coalizione da parte della Comunita’ internazionale e’ stato piu’ di facciata che altro. Il 12 dicembre, all’ incontro dei paesi amici della Siria a Marrakesh, piu’ di 100 paesi hanno votato un documento che definisce la Coalizione Nazionale Siriana l’ unica legittima rappresentante della Siria, ma alla dichiarazione in quella sede quasi tutti i governi hanno aggiunto pochi passi concreti.

L’ Italia non mi risulta abbia compiuto atti ufficiali a parte una breve dichiarazione, l’11 dicembre, di Terzi davanti alle commissioni esteri di Camera e Senato riunite per discutere altre questioni. Una dichiarazione quella del ministro con un grande utilizzo del modo condizionale: “Se si verificasse che….allora il governo potrebbe.…”. L’ unica frase chiara l’ ha pronunciata Massari, inviato del ministro per il Medio Oriente, a Marrakesh il 12 dicembre ma in un contesto non istituzionale e senza alcuna conseguenza giuridica. Il consiglio dei ministri che nel frattempo si e’ riunito cinque volte non ha piu’ fatto dopo quell’ appuntamento nessun accenno alla crisi siriana

 GLI SCONTRI NEL CAMPO PROFUGHI PALESTINESE DI YARMOUK A DAMASCO

Negli ultimi 10 giorni si sono verificati scontri armati nel campo profughi palestinese di Yarmouk a Damasco e molte famiglie palestinesi sono fuggite dal campo. Le notizie sono contradditorie. Finora i profughi palestinesi, presenti in Siria sin dal 1948, avevano avuto un buon rapporto con il governo siriano e godevano di diritti simili a quelli dei cittadini siriani, a differenza dei palestinesi ospitati in Libano che sono esclusi dalla societa’ libanese. Un rapporto quello dei palestinesi con il governo siriano forse ancora piu’ stretto di quello tenuto con le organizzazione storiche della loro terra. Ma in occasione della crisi attuale alcuni gruppi si sarebbero uniti ai ribelli e sicuramente in questi giorni nel campo profughi le opposte fazioni si sono scambiate colpi di armi da fuoco. L’ Esl ha dichiarato che il campo era controllato dai ribelli e l’esercito bombardava alcune sue zone con l’ aviazione, i bombardamenti sono confermati da altre fonti mentre le dimensioni non sono chiare.

L’ allarme per le violenze era stato dato anche dall’Unrwa , agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, che descriveva i 150.000 presenti nel campo come assediati e per qualche giorno ha avuto grossi problemi a fare arrivare al campo materiale per aiuti ai profughi. Ma il ministro degli esteri siriano ha inviato una lettera al Segretario generale delle Nazioni Unite e al Presidente del Consiglio di Sicurezza raccontando invece di un attacco al campo da parte di brigate ribelli, in particolare del Fronte al Nusra. Il governo siriano assicura che ha tentato di tenere fuori i palestinesi dal conflitto in corso e responsabilita’ dei ribelli nel coinvolgere i palestinesi nel conflitto sarebbero indicate anche dall’ espulsione dal Consiglio Nazionale Palestinese dell’ OLP del leader del Fronte, Ahmad Jibril, per aver preso parte agli scontri nonostante la scelta dell’ OLP di non intervenire negli affari interni della Siria. Alcuni giornali arabi avanzano l’ ipotesi che si voglia approfittare della guerra siriana per disperdere ulteriormente un ampio segmento di profughi palestinesi.

LUNGA INTERVISTA DEL MINISTRO DEGLI ESTERI RUSSO LAVROV A RUSSIA TODAY SULLA CRISI SIRIANA

La tv russa Russia Today ha fatto una lunga intervista al ministro degli esteri russo Lavrov, puo’ essere letta integralmente in lingua inglese a questo link :  http://rt.com/politics/lavrov-interview-rt-syria-628/
L’ intervista fa la storia dell’ iniziativa russa nella crisi siriana dal 2011, quando questa ancora non si era trasformata in una  guerra civile molto cruenta. Lavrov spiega come l’ opposizione armata ad Assad compia da tempo rapimenti, attentati terroristici e abbia in genere comportamenti fuori da ogni diritto internazionale. Attivita’ che non possono essere giustificate da errori o azioni violente di Assad. I comportamenti di stampo terrorista non possono essere ammessi per terroristi “buoni” ed essere stigmatizzati se effettuati da terroristi non amici. Fare questa distinzione e’ pericoloso non solo per la Siria, ma per tutto il Medio Oriente e la comunita’ internazionale. Il ministro continua spiegando di non voler difendere Assad. Secondo Lavrov il governo ha compiuto numerosi errori, per fermare le proteste ha usato la forza in modo sproporzionato e le forze di sicurezza siriane non erano preparate ad affrontare manifestazioni  dei quel tipo ma erano addestrate solo per combattere contro nemici  esterni.

La Russia ha sempre tenuto ferma la sua linea sulla necessita’ di un negoziato e nella ricerca di tenere sempre aperto un dialogo tra le parti. Nell’ agosto 2011 ha voluto che il Consiglio di Sicurezza si interessasse del conflitto siriano, poi si e’ impegnata a convincere la Siria ad accettare il piano della Lega Araba poi interrotto nel dicembre 2011 dopo la prima relazione che denunciava violenze anche da parte degli oppositori.  Mosca ha lavorato anche per il piano Annan dell’ aprile 2012, anche questo fatto accettare con fatica al governo siriano ma boicottato sin dall’ inizio dall’ opposizione e i suoi alleati. Infine la Russia ha appoggiato e continua a lavorare al percorso che ha portato alla Conferenza di Ginevra del 30 giugno 2012. Le proposte uscite da quell’ evento erano state approvate da tutti ma i paesi occidentali hanno voluto assolutamente una risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU che a fine luglio e’ stata bloccata dal veto russo cinese. Per il diplomatico la Coalizione Siriana e’ nata da un accordo che esclude ogni possibilita’ di trattativa con Assad ma la Clinton ha dichiarato che questa premessa era necessaria per arrivare all’ unificazione delle varie opposizioni, i contenuti dell’ unificazione in seguito sarebbero stati modificati. Questo non e’ avvenuto e, secondo Lavrov,  nessuno lavora affinche’ questo avvenga in futuro. Il ministro ha continuato esprimendo la convinzione che sia necessario unificare completamente tutte le opposizioni ma che queste si debbano muovere sulla linea uscita dalla Conferenza di Ginevra del giugno 2012. 

Ha concluso poi con un accenno ai missili Patriot della NATO installati in Turchia che potrebbero servire non solo per garantire la sicurezza di questo paese. La Russia aveva fatto delle proposte diverse per aiutare Ankara a non esporsi a rischi ma non sono state accettate.  Comportamento legittimo quello turco ma resta il sospetto che la funzione dei sistemi missilistici non si esaurisca nel contenimento delle tensioni tra Siria e Turchia.

BREVI

-Il 23 dicembre Israele ha dichiarato che non esiste alcun pericolo di uso di armi chimiche da parte del governo siriano; il giorno seguente e’ arrivata la denuncia non verificata di uso di gas sconosciuti a Homs che avrebbero ucciso sette persone.

-Il  quinto incontro dei paesi Amici della Siria, gruppo organizzato dai paesi occidentali e del Golfo, avverra’ in Italia nel primo trimestre 2013.

-A fine mese in Kuwait si terra’ una conferenza sull’ emergenza umanitaria siriana.

-Il 22 dicembre e’ stato approvato dal consiglio dei ministri italiano il decreto legge che rifinanzia le missioni militari all’ estero fino al 30 settembre 2013. Il ministro della Difesa Di Paola ha dichiarato che, se il miliardo di euro stanziato per le missioni dell’ anno 2013 non dovesse essere sufficiente, sarebbe sicuramente integrato con altri finanziamenti.

Fonte  www.sibialiria.org

martedì 11 dicembre 2012

Siria, le notizie della settimana dal 4 al 10 dicembre 2012

Siria, le notizie della settimana dal 4 al 10 dicembre 2012


LA SETTIMANA DELLA DECISIONE NATO SUI MISSILI PATRIOT E DELL’ ALLARME PER LE ARMI CHIMICHE

Gli ultimi sette giorni hanno visto la decisione dei ministri degli esteri della NATO di installare i missili Patriot in Turchia al confine con la Siria e l' escalation degli allarmi per le armi chimiche. Il 4 dicembre, giorno del vertice dell'Alleanza Atlantica, le dichiarazioni del segretario NATO Rasmussen e i media hanno presentato l' installazione dei missili Patriot in Turchia come una difesa di questo paese anche e soprattutto da possibili attacchi siriani con armi chimiche montate su missili. Ma quando nel mese di novembre Ankara chiese alla NATO la presenza dei Patriot al suo confine con la Siria non fu fatto nessun accenno alla difesa della Turchia da questo tipo di armi e solo negli ultimissimi giorni è apparsa l’ associazione tra le presenza di armi chimiche e i missili NATO.

OLANDA E GERMANIA HANNO QUASI COMPLETATO I PASSAGGI PER GESTIRE I PATRIOT IN TURCHIA

I missili della NATO saranno gestiti da militari tedeschi ed olandesi. Il governo tedesco ha votato l’ installazione dei missili Patriot da parte del proprio esercito in una riunione d’ urgenza il 6 dicembre ed ora la decisione deve passare dal Parlamento dove un voto contrario potrebbe venire solo dalla Die Link. Anche l’ Olanda qualche giorno dopo ha ufficializzato la sua partecipazione alla missione che seguirà i sistemi missilistici ed a inizio gennaio, in precedenza era stata indicata la data del 15 dicembre, oltre 500 militari tedeschi ed olandesi inizieranno a gestire la presenza in Turchia dei sistemi missilistici che saranno posizionati in almeno tre località diverse. Da segnalare anche la presenza davanti alle coste siriane della portaerei USA Eisenhawer con a bordo 8.000 militari e di un mezzo anfibio con 2.500 marines, insieme a queste due unità sono presenti in zona altre navi militari statunitensi.

L’ESCALATION DEGLI ALLARMI PER L’ UTILIZZO DI ARMI CHIMICHE

Gli allarmi relativi alle armi chimiche hanno avuto un tono crescente ed ogni giorno sono stati aggiunti nuovi particolari che di volta in volta hanno aggravato il quadro della situazione. Tutte le rivelazioni però, pur essendo precise su alcuni particolari, sono state generiche sulle fonti delle notizie che cambiavano ad ogni nuovo annuncio. La prima notizia uscita informava che Israele aveva notato movimenti di queste sostanze letali diversi da quelle effettuati nei mesi precedenti e la cosa avrebbe fatto sospettare che questa volta la Siria le armi chimiche volesse utilizzarle. Il secondo passo è arrivato con l’ annuncio che l'esercito siriano stava assemblando gli elementi che compongono il gas sarin per poi collocarlo su missili e bombe. Il terzo articolo di giornale dava per certo che il sarin fosse stato montato su bombe pronte ad essere caricate sugli aerei. Secondo i lanci delle agenzie per il loro utilizzo mancava solo l’ ordine di Assad. In questi giorni i giornali hanno dato molto spazio a schede ed articoli sulla composizione del gas letale, sugli effetti sulle persone, sulla storia dell’ utilizzo delle armi chimiche nelle guerre passate. Non sono mancati gli annunci inversi che denunciavano il possesso di sostanze letali da parte dei ribelli o l’ allarme per il possibile passaggio di questo materiale pericoloso a Hezbollah o ai gruppi islamici anti Assad.

BRAHIMI HA INCONTRATO RUSSIA E USA IL 6 E IL 9 DICEMBRE

L’ incaricato ONU per la crisi siriana Brahimi ha incontrato due volte i diplomatici di Stati Uniti e Russia. Il giorno 6 a Dublino ha visto la segretaria di Stato USA Clinton e il ministro degli esteri russo Lavrov. Le dichiarazioni al termine dei colloqui sono stati in questa prima occasione pessimiste. Più speranza hanno lasciato invece i commenti dopo il 9 dicembre quando l’ incaricato ha incontrato i vice ministri, Bogdanov per la Russia e Burns per gli USA. Nei giorni che hanno visto il susseguirsi degli incontri diplomatici è stato più volte scritto che la Russia stava cambiando atteggiamento su Assad e aveva corretto tutta la sua strategia sulla crisi siriana. A dimostrazione di questa tesi ogni volta veniva addotto un argomento diverso, ma l’ unica dichiarazione reale che ha visto la Russia critica verso il governo siriano è stata fatta dal ministro Lavrov a proposito del possesso di armi chimiche fuori dai trattati internazionali firmati da molti paesi ma non dalla Siria. Tutte gli altri indizi che avrebbero indicato il cambiamento di atteggiamento erano inconsistenti o vaghi tanto che la settimana si è conclusa il 10 dicembre con la dichiarazione da parte russa di un NO a interventi militari esterni.

L’ ATTENZIONE ORA VA ALL’ INCONTRO DEL 12 DICEMBRE A MARRAKESH

Tutta l’ attenzione ora è rivolta all’ incontro che avverrà mercoledì 12 in Marocco tra i paesi cosiddetti “Amici della Siria”. In questa occasione è previsto l’ annuncio del riconoscimento da parte degli Stati Uniti della Coalizione Nazionale Siriana come UNICO legittimo rappresentante della Siria. Un passo non solo simbolico che segna l’ ufficializzazione dell’ appoggio statunitense all’ opposizione armata siriana. L’ Unione Europa ha incontrato il leader della Coalizione Khalib lunedì 10 a Bruxelles ed al termine della giornata ha dichiarato che sta ancora studiando il modo di riconoscere la Coalizione. Ma mercoledì potrebbe arrivare l’ annuncio del riconoscimento della Coalizione come sola rappresentante della Siria anche da parte dell’ UE, una comunicazione che non sarebbe stato opportuno fare lunedì 10, giorno della consegna all' Unione Europea del premio Nobel per la Pace. La Clinton ha rimandato la sua partenza per il Marocco a causa di una indisposizione ed è in dubbio la sua presenza il 12 dicembre. Questo notiziario uscirà immediatamente prima dell' importante incontro, metterò aggiornamenti sull' appuntamento sul sito www.sibialiria.org nello spazio dei commenti.

I PATRIARCHI E VESCOVI DEL MEDIO ORIENTE CHIEDONO LA FINE DELLE VIOLENZE E LA RICONCILIAZIONE

Il 5 dicembre i patriarchi e vescovi cattolici del Medio Oriente si sono riuniti in assemblea ad Harissa, vicino a Beirut. Riferendosi alla Siria, ma anche all' intera regione, i presuli hanno chiesto di porre fine ai conflitti e alle violenze che stravolgono i loro popoli, aprendo invece percorsi di riconciliazione e di pace in grado di garantire ad ogni cittadino libertà e dignità.

FRONTE AL NUSRA MESSO NELLA LISTA DEI GRUPPI TERRORISTI E SUBITO CONQUISTA UNA IMPORTANTE BASE MILITARE AD ALEPPO.

Il Fronte Al Nustra, una brigata militare che aveva combattuto in Iraq e definita vicina o persino appartenente ad Al Qaeda, è stato inserito nella lista dei gruppi considerati terroristi dal Dipartimento di Stato statunitense. Questa formazione militare è definita siriana ma probabilmente comprende molti combattenti stranieri. E' ritenuta la più organizzata e riceve molti aiuti economici dall' estero, i suoi successi favoriscono l' arrivo continuo di nuove reclute probabilmente da tutto il mondo islamico. La Brigata militare si è scontrata in modo durissimo più volte con i combattenti curdi del Pyd che controllano zone del nord della Siria e sono indipendenti dalla Coalizione Siriana e oppositori storici di Assad.

E proprio ieri il 10 dicembre è giunta la notizia che il Fronte ha conquistato l' importante base militare di Sheikh Suleiman, nella provincia di Aleppo, confermando il suo ruolo fondamentale nella guerra al governo siriano.

PROPOSTA DI MOBILITAZIONE CONTRO LA GUERRA IN SIRIA A PARTIRE DAL 12 DICEMBRE

La rete No War ha lanciato la proposta di una mobilitazione contro la guerra in Siria a partire dal 12 dicembre, giorno dell' incontro in Marocco dei paesi che stanno lavorando da mesi al cambio di regime a Damasco. A Roma mercoledì dalle 16 alle 18 si terrà un sit-in in Piazza Venezia per denunciare il ruolo avuto negli ultimi mesi dal governo Monti e soprattutto dal ministro degli esteri Terzi nel fomentare la guerra in Siria, aiutando la lotta dell' opposizione armata al governo siriano oltre che con l' appoggio politico anche finanziando direttamente l' attività anti-governativa.

http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1227

martedì 4 dicembre 2012

Siria, le notizie (drammatiche e urgenti) dal 29 novembre al 3 dicembre 2012


EDIZIONE IMPROVVISATA E INCOMPLETA DEL NOTIZIARIO PER SEGNALARE EPISODI PREOCCUPANTI CHE FANNO TEMERE UN PRECIPITARE ULTERIORE DELLA SITUAZIONE IN SIRIA.

Premetto però che ci sono stati altri momenti nei quali la situazione sembrava sul punto di svolte improvvise ma i giorni seguenti non confermarono poi quanto appariva quasi sicuro. Ricordo a fine luglio l’ attentato che è costato la vita al cognato di Assad e ad altre persone dei vertici della Difesa siriana. In quell’ occasione il TG3 titolò: “Damasco alla battaglia finale”. A fine agosto invece il Ministro degli esteri Terzi convocò un tavolo inter-ministeriale per discutere del dopo Assad perché “la fine del regime è imminente”.

L’ONU RICHIAMA IL PERSONALE NON ESSENZIALE DALLA SIRIA, LA UE RIDUCE LA SUA PRESENZA DIPLOMATICA A DAMASCO

Nei prossimi giorni il personale non essenziale dell’ ONU lascerà la Siria. Rientreranno immediatamente infatti 25 dipendenti delle Nazioni Unite. Sono state interrotte inoltre tutte le attività intorno a Damasco e nel resto del paese l’ azione dell’ ONU continuerà solo dove sarà possibile utilizzare personale locale.

Un breve dell’ Ansa alle 3.00 di martedì 4 dicembre informa che anche l’ Unione Europea riduce la sua presenza diplomatica a Damasco per l’ aggravarsi della situazione che metterebbe a rischio la sicurezza dei suoi dipendenti.

Riporto la notizia ma ricordo che inviti ai cittadini occidentali a lasciare la Siria sono stati presenti anche nel primo anno della crisi che è iniziata nel marzo 2011. La drammatizzazione della situazione sicuramente in parte è voluta e usata come arma psicologica.

HILLARY CLINTON, INTERVENTO USA SE UTILIZZO DI ARMI CHIMICHE. GOVERNO SIRIANO: NON LE USEREMO MAI CONTRO IL NOSTRO POPOLO

Israele ha denunciato trasferimenti sospetti di armi chimiche in Siria. I movimenti sarebbero, a quanto dichiarato, diversi da quelli eseguiti in occasioni precedenti. Questo è bastato alla Segretaria di Stato USA, uscente, per dichiarare che gli Stati Uniti in caso di uso provato di armi chimiche interverranno in qualche modo. Questo è bastato anche al sito di Repubblica per scrivere in un titolo che “la prova dell’ esistenza di armi chimiche” avrebbe come conseguenza l’ intervento statunitense. Nell’ articolo la notizia era riportata poi nella maniera esatta (l' uso e non l'esistenza di armi chimiche) ma cito questo titolo sbagliato per mettere in guardia dalla confusione e approssimazione che sui media trionferà con l’ aggravarsi, probabilissimo, della crisi.

Il governo siriano ha ripetuto lunedì 3 dicembre che le armi chimiche non saranno mai usate contro il popolo siriano.

12 DICEMBRE, INCONTRO IN MAROCCO DEI PAESI "AMICI DELLA SIRIA". GLI USA ANNUNCERANNO IL RICONOSCIMENTO DELLA COALIZIONE COME UNICA LEGITTIMA RAPPRESENTANTE DELLA SIRIA?

Il 12 settembre in Marocco si riuniranno i paesi cosiddetti "Amici della Siria". In questa occasione gli Stati uniti potrebbe ufficializzare il riconoscimento della Coalizione Siriana come unica rappresentante legittima della Siria. Passaggio che viene dato in questi giorni per sicuro. Viene data per sicura anche un' accelerazione dell' impegno statunitense per il cambio del governo siriano, un cambio di strategia preannunciato e previsto per il dopo elezioni presidenziali ritardato forse dalla crisi di Gaza e dalla crisi egiziana.

Nessuna notizia invece del riconoscimento della Coalizione come unico rappresentante siriano da parte dell' Italia e dell' Unione Europea. Mentre rappresentanti dell' opposizione che per ora non appartengono alla Coalizione sono attesi in Italia nelle prossime settimane.

BRAHIMI HA RIFERITO SULLA SIRIA ALLE NAZIONI UNITE MA SEMBRA SOLO SPETTATORE DI QUELLO CHE STA SUCCEDENDO

Brahimi, che avrebbe voluto presentare un suo piano di pace per la crisi siriana nel mese di ottobre, ha riferito all’ ONU sulla situazione in Siria, giovedì 29 novembre davanti al Consiglio di Sicurezza e il giorno seguente all’ Assemblea Generale. Ha illustrato quanto sta succedendo in queste settimane ed ha dichiarato che solo un intervento che abbia l’ appoggio di tutto il Consiglio di Sicurezza potrebbe aiutare ad arginare la violenza. Le parti coinvolte non sarebbero infatti pronte (ma sarebbe stato meglio dire intenzionate) ad un impegno per fermare la guerra. Ha indicato inoltre le conclusioni della Conferenza di Ginevra del 30 giugno scorso come possibile riferimento di una azione comune della Comunità internazionale. Non ha detto, almeno non era riportato dai comunicati dell’ ONU, che i paesi Occidentali vanno in una direzione diversa e che, escludendo ogni dialogo con l’ attuale governo siriano, indicano nella sconfitta militare di Assad l’ unica soluzione alla crisi.

VISITA DI PUTIN IN TURCHIA

Putin ha effettuato la visita in Turchia che era prevista nelle passate settimane ed era saltata per il dirottamento e il forzato atterraggio ad Ankara dell’ aereo di linea in viaggio da Mosca verso Damasco. I due paesi hanno molti rapporti commerciali importanti ma il tema principale dei colloqui è stato la guerra siriana e l’ istallazione dei missili Patriot della NATO in Turchia al confine con la Siria. Il presidente russo ha definito questo provvedimento un atto molto aggressivo ed avrebbe dichiarato anche che la Russia non difende ad ogni costo il regime di Assad ma la scelta del futuro della Siria spetta al popolo siriano. In realtà non sono dichiarazioni nuove, lo stesso IRAN ha dichiarato che la soluzione alla crisi siriana non è la guerra ma libere elezioni. E’ già previsto che il nuovo Presidente della Repubblica siriana sarà eletto nel 2014 e Assad ha dichiarato ai diplomatici russi che in caso di sconfitta lascerebbe la sua carica attuale. Altri tipi di consultazioni elettorali, magari con la presenza di osservatori internazionali, potrebbero essere negoziati anche prima del 2014. Tutto molto meglio della guerra. Ma l’ Occidente vuole questo? E in Occidente chi sostiene queste eventuali proposte che salverebbero migliaia di vite?



Martedì 4 i ministri degli esteri europei dovrebbero discutere dei dettagli dell’ istallazione dei sistemi missilistici Patriot della NATO in Turchia a margine di un loro incontro a Bruxelles. I missili hanno bisogno per la loro gestione di centinaia di militari NATO non appartenenti all’ esercito turco.

DUE SITI CATTOLICI CHE SI IMPEGNANO PER UNA STRADA DIVERSA DALLA GUERRA

Nella guerra siriana i due milioni di cristiani rischiano di essere, oltre alla minoranza alawita a cui appartiene Assad, le maggiori vittime. Denunce della loro situazione drammatica arrivano da mesi attraverso i religiosi presenti nel paese di Damasco e sono riportate dagli organi di informazione cattolici. Il Vaticano invece sembra titubante e la missione a Damasco in solidarietà con l' intero popolo siriano con una delegazione ad altissimo livello, quattro cardinali, prevista nelle passate settimane si è trasformata nella visita di un solo cardinale nei campi profughi libanesi. Continua però l’ impegno di molti cattolici contro la devastante guerra siriana, un impegno per fermarla e contro chi la fomenta verso esiti ancora più distruttivi. Segnalo a questo proposito due siti cattolici www.oraprosiria.blogspot.it e www.quieuropa.it . Il primo segue esclusivamente la tragedia dei cristiani in Siria; il secondo, che ha una redazione di giovani giornalisti calabresi, tra i temi seguiti dedica molto spazio alla guerra siriana.

http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1217