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SIRIA, LE NOTIZIE DAL 26 DICEMBRE 2012 AL 27 GENNAIO 2013
GUERRA IN SIRIA DI NUOVO IN SECONDO PIANO A CAUSA DELLA GUERRA FRANCESE IN MALI
Per vari motivi nelle ultime settimane non ho potuto scrivere il mio consueto notiziario sulla crisi siriana ma ho voluto assolutamente inviare queste righe sull' ultimo mese perche' la guerra in Mali ha nuovamente fatto passare in secondo piano sui media la guerra in Siria e perchè la continuità dell' informazione è una condizione necessaria, anche se non sufficiente, per capire quello che sta avvenendo nel paese mediorientale ormai da quasi due anni.
A CHE PUNTO E' LA RICERCA DI UNA SOLUZIONE NEGOZIATA ALLA CRISI E ALLA GUERRA SIRIANA
Negli ultimi dieci giorni del 2012 l' incaricato dell'ONU e della Lega Araba Brahimi ha illustrato alle parti coinvolte nel conflitto siriano, e il 27 dicembre anche all' opinione pubblica mondiale, un suo piano di pace.
La proposta è stata resa pubblica in una conferenza stampa a Damasco ed e' basata sulle conclusioni approvate alla Conferenza di Pace di Ginevra il 30 giugno 2012 a cui parteciparono i cinque paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU e alcune potenze regionali del Medio Oriente.
Il piano di Brahimi prevede un governo di transizione composto da forze di opposizione e forze che invece in questo momento sostengono il governo siriano. Assad rimane Presidente della Repubblica fino alle prossime elezioni presidenziali previste nel 2014, ma in questa scadenza elettorale non deve presentare la propria candidatura e deve abbandonare la vita politica siriana. Assad ha rifiutato questa prospettiva continuando a sostenere che solo i siriani possono scegliere il loro futuro e la Russia condivide questo giudizio. L' opposizione della Coalizione Siriana ha respinto a sua volta il piano perche' questo coordinamento non prende neanche in considerazione l' idea di trattare con Assad e quindi nemmeno discute la possibilità di lasciarlo Presidente anche se solo per un anno.
Comunque a fine 2012 a Mosca, Damasco e il Cairo, si sono svolti una serie di incontri, alcuni dei quali su iniziativa russa, per discutere questa proposta e come portarla avanti. Brahimi ha incontrato al Cairo Khatib, leader della Coalizione Siriana (22 dicembre), a Damasco ha visto Assad (24 dic.) e il ministro degli esteri siriano ( 25 dic.). A Mosca diplomatici russi hanno parlato con il vice ministro degli esteri siriano (26 dic.), il ministro degli esteri russo Lavrov ha incontrato il suo collega egiziano Amri (27 dic.) e Brahimi ( 29 dic.).
La Russia ha cercato di incontrare anche la Coalizione Siriana ma il suo leader Khatib ha rifiutato Mosca come sede del colloquio ed ha suggerito la capitale di un paese arabo, nei giorni successivi però non si è avuta più nessuna notizia di questo eventuale incontro.
IL 6 GENNAIO ASSAD HA PROPOSTO UN SUO PIANO DI PACE IN UN DISCORSO TELEVISIVO ALLA NAZIONE
Domenica 6 gennaio Assad ha presentato un suo percorso per una soluzione negoziata alla crisi, a questo link trovate un' ampia sintesi del suo discorso
http://www.marx21.it/internazionale/medio-oriente-e-nord-africa/8275-i-punti-salienti-del-discorso-di-bashar-al-assad-6-gennaio-2013-.html
La proposta del Presidente siriano è stata banalizzata, distorta e sostanzialmente respinta da tutti, compreso Brahimi, ma questa dava una forma ufficiale e strutturata a posizioni più volte espresse da lui e dal suo governo. Assad continua a definire l' opposizione armata come terrorista e ispirata dall' estero e considera molto marginale la partecipazione autenticamente siriana alla guerra, che rifiuta di chiamare civile.
Però non esclude, anzi auspica, di trattare con l' opposizione veramente siriana, anche se solo dopo che questa ha abbandonato le armi, e promette di non perseguire chi ha combattuto contro il suo governo e di discutere con tutti i siriani il futuro del paese. Ricordo che in questi due anni di crisi sono state varate alcune riforme politiche fondamentali e ufficialmente è stato riconosciuto il pluralismo politico.
Brahimi in pratica ha bocciato la proposta di Assad, chiedendo una discontinuità vera della situazione del paese e non di facciata. Di fatto ritiene chiusa l' era del Presidente e vuole discutere solo come sarà la sua uscita di scena che da per scontata, cosa che non fece a settembre al momento di iniziare il suo mandato.
INIZIATIVE E DICHIARAZIONI DELLE DIVERSE OPPOSIZIONI AD ASSAD
Attorno al 20 gennaio è saltata ad Istambul una riunione dell' opposizione siriana, definita solo così ma sicuramente considerando esclusivamente la Coalizione Nazionale, che avrebbe dovuto costituire un governo all' estero in contrapposizione a quello attuale di Damasco. Sono emersi contrasti nella formazione di questo esecutivo e una commissione di dieci persone preparerà una proposta che sarà discussa probabilmente a Parigi a fine gennaio. Tra i possibili presidenti di questo governo provvisorio si fa il nome di Haijab, ex premier fuggito all' estero l' estate scorsa.
Quasi contemporaneamente a Ginevra si riunirà il 28 gennaio l' opposizione siriana che non pratica la lotta armata e che auspica una Siria laica e democratica. Una riunione di questa area era prevista a Roma, presso la Comunità di Sant' Egidio, il 17-18 dicembre 2012, ma forti pressioni, probabilmente del governo italiano, hanno indotto la comunità romana ad annullare l' incontro con la motivazione che questo avrebbe disturbato il summit del 12 dicembre in Marocco dei paesi "Amici della Siria".
A questo link un intervista che spiega le posizioni di questa opposizione non riconosciuta dai paesi occidentali :
http://www.pressenza.com/it/2013/01/per-una-siria-democratica-e-uno-stato-basato-sulla-cittadinanza/
Su Le Monde è stata pubblicata un' intervista al generale siriano Tlass fuggito all' estero alcuni mesi fa e indicato in alcuni momenti come un possibile leader nella Siria post Assad. Il generale prospetta diversi scenari ma afferma nettamente che "...se il caos sconfiggerà Assad, il caos rimarrà anche nel dopo Assad.." e indica come via di uscita una mediazione tra le componenti più moderate delle opposizioni e delle forze che sostengono in questo momento il governo siriano, facendo una significativa distinzione tra l' opposizione che si trova all' estero, l' opposizione che combatte con le armi e l' opposizione che è rimasta ad operare all' interno del territorio siriano, auspicando la partecipazione di tutte queste forze alla transizione. Un giudizio che sconfessa la legittimazione della Coalizione Nazionale come unica rappresentante del popolo siriano, posizione tenuta ferma dai paesi occidentali.
COSA E' SUCCESSO IN QUESTO MESE NEL PAESE
Anche se nelle ultime settimane sono diminuite le notizie di scontri armati in Siria non sembra diminuità l' intensità della violenza tanto che attorno a metà gennaio in una settimana sono stati annunciati 800 morti a causa della guerra. In un solo episodio nella Universita' di Aleppo sono morte 80 persone, quasi tutti studenti, e sulle responsabilità dell'accaduto anche questa volta ci sono reciproche accuse tra l' esercito siriano e i ribelli ed entrambe le parti hanno imputato la strage alla controparte. 70 persone sono rimaste uccise invece in scontri nel nord del paese tra curdi e gruppi dell' opposizione armata. I curdi sono stati individuati questa volta come appartenenti al partito comunista curdo PKK che opera in Turchia, i ribelli come combattenti islamici. Su Le Monde è apparsa nuovamente la notizia di uso di armi chimiche da parte governativa nella provincia di Homs nel mese di dicembre, un' episodio dato per certo ma citando in modo generico una fonte improbabile: "ambienti vicini ai servizi occidentali". Intanto e' stata quasi completata l' installazione dei missili Patriot in Turchia ai confini con la Siria, al momento del loro arrivo ci sono state proteste e sono stati arrestati 25 dimostranti turchi.
Nei giorni di Natale aveva fatto molto clamore la notizia di una strage nella città di Halfaya causata da un bombardamento governativo su mille persone che stavano facendo la fila per acquistare pane. Un articolo di M.Correggia, che e' circolato molto sul web, aveva contestato incongruenze nella ricostruzione dell' accaduto e la mancanza di prove mettendo in dubbio la completa veridicità dell' episodio. link
http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1240
Dopo qualche giorno è giunta la conferma che su quanto successo ci sono versioni contrastanti anche negli stessi ambienti dell' opposizione e uno dei racconti che circolano parla di 47 morti, inizialmente la tv al Arabya aveva parlato di 300 vittime, quasi tutti combattenti islamici del Fronte Al Nusra rimasti uccisi dopo un attacco ad una base governativa. Nella zona non ci sarebbe stata nessuna panetteria, che infatti non era visibile nei video dove invece si poteva notare la presenza di soli uomini adulti tra le vittime.
INCONTRI DIVERSI PREVISTI NEL PROSSIMO FUTURO
KUWAIT:CONFERENZA SUI PROFUGHI IL 30 GENNAIO: a metà mese è stata nuovamente annunciata in Kuwait per il 30 gennaio una conferenza di paesi donatori sul tema dei rifugiati siriani. Un primo annuncio era stato fatto attorno al 20 dicembre ed avevo capito erroneamente che l' evento fosse previsto a fine 2012. Anche Putin aveva proposto di ospitare in Russia un incontro sullo stesso tema. Vedremo a fine mese quale sarà l' importanza effettiva di questo evento.
A ROMA, ENTRO MARZO, IL PROSSIMO INCONTRO DEI PAESI "AMICI DELLA SIRIA":
il prossimo incontro dei paesi "amici della Siria" e' previsto nel primo trimestre del 2013 a Roma, ancora non e' stata definita la data della riunione.
ROMA, 3 FEBBRAIO: "LA SIRIA NON RACCONTATA" Incontro organizzato dall' Associazione Umanista Convergenza delle Culture, Roma, via Galilei 57, ore 17.00. Testimonianze dalla Siria accompagnate da musica e cucina siriane.
http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1275
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lunedì 28 gennaio 2013
martedì 8 gennaio 2013
DL 28 dicembre - Missioni militari all' estero 2013, necessari altri fondi non previsti nel bilancio statale ?
Una lettera pubblicata dal Manifesto l' 8 gennaio 2013 sul decreto che finanzia le missioni militari all' estero fino al 30 settembre 2013.
MISSIONI,ALTRI SOLDI FUORI BILANCIO?
Il Decreto Legge che rifinanzia le missioni militari all' estero fino al 30 settembre 2013 deve essere convertito in legge entro la fine di febbraio. Essendo le elezioni politiche fissate il 24-25 febbraio questo passaggio parlamentare sara' fatto nell ultimo periodo dell' attuale legislatura e giovedi' il provvedimento comincera' ad essere discusso nella commissione difesa del Senato.
Il decreto stanzia per i primi nove mesi del 2013 delle missioni all' estero 935 milioni di euro su 1004 milioni di euro che il bilancio del Ministero dell' Economia e Finanze riserva a queste operazioni. Cosi', se in ognuno dei primi nove mesi le missioni avranno a disposizione 104 milioni di euro, gli ultimi tre mesi avranno a disposizione solo 23 milioni di euro ciascuno. Alcuni analisti di temi militari prevedono inoltre per la fine del 2013 molte spese per riportare dall' Afghanistan le attrezzature e i mezzi dei contingenti italiani che finiranno la loro missione.
E' evidente che per le missioni del 2013 saranno indispensabili nuovi fondi da recuperare da altre voci del bilancio statale e l' attuale ministro Di Paola ha gia' dichiarato che le missioni in caso di necessita' avranno altri finanziamenti e non ridurranno le loro azioni.
Sarebbe opportuno allora che le liste che si stanno candidando alle prossime elezioni politiche si pronunciassero subito su questo tema e spiegassero agli elettori quale sara' il loro comportamento nei prossimi mesi, perche' a fine 2013 la scadenza del rinnovo del finanziamento arrivera' sicuramente.
E gli elettori, pretendendo chiarezza dalle liste candidate, eviteranno il ripetersi delle vicende dell' ultimo governo Prodi 2006-2008 quando molti pacifisti scoprirono dolorosamente di aver votato rappresentati che approvavano la guerra in Afghanistan, la base Dal Molin a Vicenza e altri provvedimenti voluti dall' Alleanza Atlantica.
Marco Palombo,
attivista Rete No War
Roma
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giovedì 3 gennaio 2013
DL 28 dicembre 2012 per missioni militari all' estero fino al 30 settembre 2013
Testo in vigore dal: 28-12-2012
Emana il seguente decreto-legge:
Art. 1
Missioni internazionali delle Forze armate e di polizia
1. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 426.617.379 per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni in Afghanistan,
denominate International Security Assistance Force (ISAF) ed EUPOL AFGHANISTAN, di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13.
2. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 118.540.833 per la proroga della partecipazione del contingente militare italiano alla missione delle Nazioni Unite in Libano, denominata United Nations Interim Force in Lebanon (UNIFIL), compreso l'impiego di unita' navali nella UNIFIL Maritime Task Force, di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13.
3. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 52.496.423 per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni nei Balcani, di cui all'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13, di seguito elencate:
a) Multinational Specialized Unit (MSU), European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX Kosovo), Security Force Training Plan in Kosovo;
b) Joint Enterprise.
4. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 223.505 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dell'Unione europea in Bosnia-Erzegovina, denominata ALTHEA, nel cui ambito opera la missione denominata Integrated Police Unit (IPU), di cui all'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13.
5. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 14.191.716 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione nel Mediterraneo denominata Active Endeavour, di cui all'articolo 1, comma 5, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13.
6. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 848.666 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione denominata Temporary International Presence in Hebron (TIPH2), di cui all'articolo 1, comma 6, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13.
7. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 90.655 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dell'Unione europea di assistenza alle frontiere per il valico di Rafah, denominata European Union Border Assistance Mission in Rafah (EUBAM Rafah), di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13.
8. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 194.206 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni Unite e dell'Unione Africana in Sudan, denominata United Nations/African Union Mission in Darfur (UNAMID), di cui all'articolo 1, comma 8, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13.
9. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 198.698 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni Unite denominata United Nations Peacekeeping Force in Cyprus (UNFICYP), di cui all'articolo 1, comma 9, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13.
10. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 179.319 per la prosecuzione delle attivita' di assistenza alle Forze armate albanesi, di cui all'articolo 1, comma 10, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13.
11. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 33.952.376 per la proroga della partecipazione di personale militare all'operazione militare dell'Unione europea denominata Atalanta e all'operazione della NATO denominata Ocean Shield per il contrasto della pirateria, di cui all'articolo 1, comma 11, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13.
12. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 15.418.251 per la proroga dell'impiego di personale militare negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrain, in Qatar e a Tampa per esigenze connesse con le missioni in Afghanistan, di cui all'articolo 1, comma 12, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13.
13. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 6.928.064 per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni dell'Unione europea denominate EUTM Somalia e EUCAP Nestor, nonche' alle ulteriori iniziative dell'Unione europea per la Regional maritime capacity building nel Corno d'Africa e nell'Oceano indiano occidentale, di cui all'articolo 1, comma 13, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13.
14. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 7.584.517 per la proroga dell'impiego di personale militare in attivita' di assistenza, supporto e formazione in Libia, di cui all'articolo 1, comma 16, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13.
15. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 285.282 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione di vigilanza dell'Unione europea in Georgia, denominata EUMM Georgia, di cui all'articolo 1, comma 16-ter, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n.215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13.
16. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 128.026 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni Unite nella Repubblica del Sud Sudan, denominata United Nations Mission in South Sudan (UNMISS), di cui all'articolo 1, comma 17, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13.
17. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 1.900.524 per la partecipazione di personale militare alla missione dell'Unione europea denominata EUCAP Sahel Niger, di cui alla decisione 2012/392/PESC del Consiglio del 16 luglio 2012, e alle iniziative dell'Unione europea per il Mali.
18. E' autorizzata, per l'anno 2013, la spesa di euro 143.749.492 per la stipulazione dei contratti di assicurazione e di trasporto di durata annuale e per la realizzazione di infrastrutture, relativi alle missioni internazionali di cui al presente decreto.
19. Al fine di sopperire a esigenze di prima necessita' della popolazione locale, compreso il ripristino dei servizi essenziali, e' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre2013, la spesa complessiva di euro 6.559.400 per interventi urgenti o acquisti e lavori da eseguire in economia, anche in deroga alle disposizioni di contabilita' generale dello Stato, disposti nei casi di necessita' e urgenza dai comandanti dei contingenti militari che partecipano alle missioni internazionali di cui al presente decreto, entro il limite di euro 5.635.000 in Afghanistan, euro 800.000 in Libano, euro 104.400 nei Balcani ed euro 20.000 nel Corno d'Africa.
20. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 4.330.771 per la prosecuzione dei programmi di cooperazione delle Forze di polizia italiane in Albania e nei Paesi dell'area balcanica, di cui all'articolo 1, comma 19, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13.
21. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 1.225.680 per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione denominata European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX Kosovo) e di euro 46.810 per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione denominata United Nations Mission in Kosovo (UNMIK), di cui all'articolo 1, comma 20, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13.
22. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30settembre 2013, la spesa di euro 96.150 per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione in Palestina, denominata European Union Police Mission for the Palestinian Territories (EUPOL COPPS), di cui all'articolo 1, comma 21, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13.
23. E' autorizzata, a decorrere dal 1º gennaio 2013 e fino al 30 giugno 2013, la spesa di euro 850.767 per la proroga della partecipazione di personale del Corpo della guardia di finanza alla missione in Afghanistan, denominata International Security Assistance Force (ISAF), di cui all'articolo 1, comma 23, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13.
24. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 264.252 per la proroga della partecipazione di personale del Corpo della guardia di finanza allamissione denominata European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX Kosovo), di cui all'articolo 1, comma 24, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 13.
25. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 giugno 2013, la spesa di euro 4.613.612 per la partecipazione di personale del Corpo della guardia di finanza alla missione in Libia per procedere al ripristino dell'efficienza delle unita' navali cedute dal Governo italiano al Governo libico, per garantire la manutenzione ordinaria delle medesime unita' navali e per lo svolgimento di attivita' addestrativa del personale della Guardia costiera libica, in esecuzione degli accordi di cooperazione tra il Governo italiano e il Governo libico per fronteggiare il fenomeno dell'immigrazione clandestina e della tratta degli esseri umani.
26. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 marzo 2013, la spesa di euro 20.348 per la partecipazione di un magistrato alla missione integrata dell'Unione europea sullo stato di diritto per l'Iraq, denominata EUJUST LEX-Iraq, di cui alla decisione 2012/372/PESC del Consiglio del 10 luglio 2012.
27. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 10.000.000 per il mantenimento del dispositivo info-operativo dell'Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE) a protezione del personale delle Forze armate impiegato nelle missioni internazionali, in attuazione delle missioni affidate all'AISE dall'articolo 6, comma 2, della legge 3 agosto 2007, n. 124.
28. E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 settembre 2013, la spesa di euro 812.668 per l'impiego di personale appartenente al Corpo militare volontario e al Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana per le esigenze di supporto sanitario delle missioni internazionali in Afghanistan e negli Emirati Arabi Uniti.
29. Il Ministero della difesa e' autorizzato, per l'anno 2013, a cedere, a titolo gratuito, alle Forze armate libiche effetti di vestiario e materiali di igiene.
30. Il Ministero della difesa e' autorizzato, per l'anno 2013, a cedere, a titolo gratuito, alle Forze armate della Repubblica di Gibuti n. 3 veicoli blindati leggeri, n. 10 semoventi M109 L, nonche' effetti di vestiario. Per la finalita' di cui al presente comma e'autorizzata, per l'anno 2013, la spesa di euro 1.100.000.
31. Il Ministero della difesa e' autorizzato, per l'anno 2013, a cedere, a titolo gratuito, alla Repubblica islamica del Pakistan n.500 veicoli M113.
32. Il Governo italiano e' autorizzato, per l'anno 2013, a cedere,a titolo gratuito, al Governo dello Stato d'Eritrea materiale ferroviario dichiarato fuori servizio.
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domenica 18 marzo 2012
2012,fotovoltaico, in arrivo un quinto conto energia ?
Verso un quinto conto energia fotovoltaico?
Nei giorni scorsi il ministro dell'Ambiente ha parlato pubblicamente di un possibile quinto conto energia. Quanta vita ha davanti il conto energia attuale? I limiti di spesa non saranno raggiunti prima del 2015. Ma una morte prematura potrebbe arrivare entro l'estate, per evitare le conseguenze dei ricorsi al Tar delle aziende.
Redazione Qualenergia.it
16 marzo 2012
Non c'è pace per il fotovoltaico italiano. A togliere il sonno agli operatori le ultime dichiarazioni del ministro del'Ambiente Corrado Clini su un possibile nuovo conto energia. Nel corso di un convegno a Modena lunedì scorso, il ministro ha parlato di "un quinto Conto Energia" che “darà la priorità al fotovoltaico destinato all’autoconsumo civile e industriale, privilegiando le soluzioni rinnovabili applicate agli edifici connessi con sistemi di efficienza energetica”.
Il quarto Conto Energia dunque si avvia a morte prematura? L'attuale sistema incentivante, ricordiamo, nasce con due scadenze: una temporale, il 31 dicembre 2016, e una di obiettivi: un tetto di 23 GW di installato e uno di spesa in incentivi annuo “tra i 6 e 7 miliardi di euro”. Su Qualenergia.it da tempo seguiamo la possibile evoluzione (vedi Speciale Conto Energia). Attualmente siamo arrivati a un monte incentivi di 5,6 miliardi l'anno e a quasi 13 GW di potenza installata. Una delle domande chiave per il futuro del conto energia è: quando verrà raggiunto il limite di spesa?
Segnaliamo la risposta a questa domanda di Joel Zunato di Elemens, estratta da un intervento apparso su Quotidiano Energia: la corsa verso il tetto dei 6-7 miliardi, secondo l'analista della società di consulenza, rallenterà nettamente nel corso del 2012, “questo è dovuto non solo, e non tanto, al taglio dell’incentivo quanto all’impianto complessivo del quarto Conto (e alla mancata apertura del Registro grandi impianti per il secondo semestre 2012) e agli effetti del decreto legislativo 28 del 2011 che di fatto ha bloccato la realizzazione di impianti su terreno agricolo. L’insieme di questi elementi comprimerà l’installato dell’anno in corso rispetto ai numeri che immaginavamo. Già i primi due mesi dell’anno sembrano confermare questa tendenza con dati provvisori che, se proiettati su base annua, determineranno un costo di non molto superiore ai 400 milioni di euro. Molto probabilmente quindi la prima soglia indicativa di 6 miliardi di euro non sarà raggiunta nel corso del 2012, bensì nel corso del primo semestre 2013”.
A questo punto saremo all’interno del nuovo meccanismo previsto dal quarto Conto energia per il quadriennio 2013-2016, che modula gli incentivi dal secondo semestre 2013, andando a incidere su durata e valore, in modo da contenerli entro il tetto di spesa (per gli impianti in esercizio in quel quadriennio) di 1.361 milioni di euro. Da qui, secondo l'analisi di Elemens, potremo avere due scenari.
In uno, di forte crescita, le tariffe del secondo semestre 2013 non verrebbero decurtate del 9% come previsto oggi, bensì del 30-40% e i 7 miliardi verrebbero raggiunti tra giugno e dicembre 2014. Nel secondo scenario, con i grandi impianti fuorigioco e una crescita stabilizzata sui 2 GW annui, verrebbe intaccata meno della metà del budget previsto nel quadriennio e il 2013 si chiuderebbe con un costo cumulato annuale intorno ai 6,5 miliardi: i 7 miliardi verrebbero così raggiunti nel corso del secondo semestre 2015. “La verità si trova probabilmente all’interno della forchetta tra questi due scenari. Da analisi sviluppate in Elemens, azzardando alcune ipotesi sull’installato nei vari semestri, possiamo attenderci la fine dei giochi entro giugno 2015”, scrive Zunato.
Per com'è strutturato, il quarto Conto energia non è quindi di per sé in immediato pericolo di vita. Le voci sempre più insistenti di un suo prepensionamento non trovano oggettivi riscontri nei valori di spesa che genera. “Se così sarà, dipenderà quindi esclusivamente da valutazioni di carattere politico (governativo)”, scrive l'analista. Intervento politico che dovrebbe in ogni caso essere fatto "entro l’estate, probabilmente dopo il varo del 'decreto elettrico'” e “comunque entro l’11 luglio 2012, data in cui il Tar Lazio si dovrà esprimere in merito ai ricorsi presentati da molte aziende contro alcune disposizioni del quarto Conto energia”.
Nel caso venissero accolte le istanze dei ricorrenti, infatti, “potrebbe anche tornare in vigore il terzo Conto energia: un quinto conto potrebbe evitare le conseguenze di un simile mostro giuridico se sarà in grado di superare le censure di illegittimità sollevate oggi nei confronti del quarto”.
Redazione Qualenergia.it
16 marzo 2012
Fonte http://www.qualenergia.it/
Nei giorni scorsi il ministro dell'Ambiente ha parlato pubblicamente di un possibile quinto conto energia. Quanta vita ha davanti il conto energia attuale? I limiti di spesa non saranno raggiunti prima del 2015. Ma una morte prematura potrebbe arrivare entro l'estate, per evitare le conseguenze dei ricorsi al Tar delle aziende.
Redazione Qualenergia.it
16 marzo 2012
Non c'è pace per il fotovoltaico italiano. A togliere il sonno agli operatori le ultime dichiarazioni del ministro del'Ambiente Corrado Clini su un possibile nuovo conto energia. Nel corso di un convegno a Modena lunedì scorso, il ministro ha parlato di "un quinto Conto Energia" che “darà la priorità al fotovoltaico destinato all’autoconsumo civile e industriale, privilegiando le soluzioni rinnovabili applicate agli edifici connessi con sistemi di efficienza energetica”.
Il quarto Conto Energia dunque si avvia a morte prematura? L'attuale sistema incentivante, ricordiamo, nasce con due scadenze: una temporale, il 31 dicembre 2016, e una di obiettivi: un tetto di 23 GW di installato e uno di spesa in incentivi annuo “tra i 6 e 7 miliardi di euro”. Su Qualenergia.it da tempo seguiamo la possibile evoluzione (vedi Speciale Conto Energia). Attualmente siamo arrivati a un monte incentivi di 5,6 miliardi l'anno e a quasi 13 GW di potenza installata. Una delle domande chiave per il futuro del conto energia è: quando verrà raggiunto il limite di spesa?
Segnaliamo la risposta a questa domanda di Joel Zunato di Elemens, estratta da un intervento apparso su Quotidiano Energia: la corsa verso il tetto dei 6-7 miliardi, secondo l'analista della società di consulenza, rallenterà nettamente nel corso del 2012, “questo è dovuto non solo, e non tanto, al taglio dell’incentivo quanto all’impianto complessivo del quarto Conto (e alla mancata apertura del Registro grandi impianti per il secondo semestre 2012) e agli effetti del decreto legislativo 28 del 2011 che di fatto ha bloccato la realizzazione di impianti su terreno agricolo. L’insieme di questi elementi comprimerà l’installato dell’anno in corso rispetto ai numeri che immaginavamo. Già i primi due mesi dell’anno sembrano confermare questa tendenza con dati provvisori che, se proiettati su base annua, determineranno un costo di non molto superiore ai 400 milioni di euro. Molto probabilmente quindi la prima soglia indicativa di 6 miliardi di euro non sarà raggiunta nel corso del 2012, bensì nel corso del primo semestre 2013”.
A questo punto saremo all’interno del nuovo meccanismo previsto dal quarto Conto energia per il quadriennio 2013-2016, che modula gli incentivi dal secondo semestre 2013, andando a incidere su durata e valore, in modo da contenerli entro il tetto di spesa (per gli impianti in esercizio in quel quadriennio) di 1.361 milioni di euro. Da qui, secondo l'analisi di Elemens, potremo avere due scenari.
In uno, di forte crescita, le tariffe del secondo semestre 2013 non verrebbero decurtate del 9% come previsto oggi, bensì del 30-40% e i 7 miliardi verrebbero raggiunti tra giugno e dicembre 2014. Nel secondo scenario, con i grandi impianti fuorigioco e una crescita stabilizzata sui 2 GW annui, verrebbe intaccata meno della metà del budget previsto nel quadriennio e il 2013 si chiuderebbe con un costo cumulato annuale intorno ai 6,5 miliardi: i 7 miliardi verrebbero così raggiunti nel corso del secondo semestre 2015. “La verità si trova probabilmente all’interno della forchetta tra questi due scenari. Da analisi sviluppate in Elemens, azzardando alcune ipotesi sull’installato nei vari semestri, possiamo attenderci la fine dei giochi entro giugno 2015”, scrive Zunato.
Per com'è strutturato, il quarto Conto energia non è quindi di per sé in immediato pericolo di vita. Le voci sempre più insistenti di un suo prepensionamento non trovano oggettivi riscontri nei valori di spesa che genera. “Se così sarà, dipenderà quindi esclusivamente da valutazioni di carattere politico (governativo)”, scrive l'analista. Intervento politico che dovrebbe in ogni caso essere fatto "entro l’estate, probabilmente dopo il varo del 'decreto elettrico'” e “comunque entro l’11 luglio 2012, data in cui il Tar Lazio si dovrà esprimere in merito ai ricorsi presentati da molte aziende contro alcune disposizioni del quarto Conto energia”.
Nel caso venissero accolte le istanze dei ricorrenti, infatti, “potrebbe anche tornare in vigore il terzo Conto energia: un quinto conto potrebbe evitare le conseguenze di un simile mostro giuridico se sarà in grado di superare le censure di illegittimità sollevate oggi nei confronti del quarto”.
Redazione Qualenergia.it
16 marzo 2012
Fonte http://www.qualenergia.it/
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