lunedì 14 novembre 2011

Libri: M.Correggia,"Libia.l'ultima delle guerre"

Questo libro, di prossima uscita, si puo' prenotare sul sito www.produzionidalbasso.com

LA PROPOSTA.
Libro bianco “Libia. L'ULTIMA DELLE GUERRE" di Marinella Correggia,si chiede come evitare le prossime guerre occidentali studiando le cinque di questo ventennio. Partendo dalla (frustrante) militanza pacifista contro la guerra alla Libia e contro le altre guerre occidentali dal 1991 a oggi, il testo esamina le numerose menzogne e le ugualmente numerose omissioni di verità che hanno preceduto e accompagnato l’intervento Nato in Libia e i precedenti, dal 1991 a oggi (Iraq, Kosovo, Afghanistan). Esamina anche il fallimento e l'ignavia dei "movimenti" occidentali un tempo considerato la "seconda superpotenza pacifista". Descrive cause vere e vere conseguenze della guerra. E chi lavorò per la pace e chi no a livello di stati e di organizzazioni non statali. Propone una Rete internazionale per la Verità sulla Libia e contro le guerre occidentali. Che il sacrificio della Libia sia la tomba della Nato.

L'ARGOMENTO.
Ancora una volta E PIU' CHE MAI LA DISINFORMAZIONE FA LE GUERRE. In questo caso la falsa notizia di febbraio "in Libia Gheddafi ha assassinato 10mila manifestanti" ha dato la stura alla guerra; altre menzogne l'hanno accompagnata. Il ruolo dei media e in generale della comunicazione nella guerra Nato alla Libia, la quinta alla quale partecipa l’Italia dal 1991, è stato riassunto così da Lucio Caracciolo di Limes: “Questa guerra sarà ricordata come il collasso dell’informazione

A CHE SERVE QUESTO LIBRO BIANCO?
Risponderei così: “La vera democrazia è avere accesso a informazioni veritiere. Per poter decidere. I governi occidentali quando fanno guerre per interessi petroliferi e geostrategici debbono comunque mascherarle da azioni umanitarie e quindi mentire, con l’aiuto dei media. Quindi svelare tutto l’apparato di bugie (che spesso si ripetono da una guerra all’altra) e renderle fruibili tutte in un solo documento, può servire a far sì che alla prossima guerra non ci ingannino più. I governanti sapranno che sappiamo!

La guerra della Nato in Libia, la quinta guerra occidentale nell’ultimo ventennio, ha riassunto e amplificato le caratteristiche delle quattro guerre per le risorse e il controllo geostrategico che si sono susseguite: Iraq 1991, Jugoslavia/Kosovo 1999, Afghanistan 2001, Iraq 2003…Simili anzi amplificati e resi più efficaci i meccanismi, ovvero le menzogne e la narrazione necessarie a rendere “umanitario” l’intervento geostrategico; simili gli intenti (controllo delle risorse e della situazione geostrategica e politica); simili gli esiti nefasti, con crimini di guerra, effetti collaterali e sfaldamento di paesi.

Ma stavolta a differenza delle altre la propaganda ha lavorato a tutto spettro ottenendo l’astensione da parte delle popolazioni non solo occidentali. Gli attori di guerra, gli astenuti e gli attori di pace in effetti stavolta si sono dislocati diversamente. Si pensi all’azione di mediazione invano offerta dai governi dell’America Latina e, con qualche ritardo, dall’Unione africana.
E si pensi al "silenzio dei pacifisti".

In tutto questo, c’è la specificità dell’Italia, unico paese insieme a Usa e Gran Bretagna ad aver partecipato – malgrado l’art. 11 della Costituzione - a tutte e cinque le guerre prese in considerazione. Con quest’ultima, l’Italia ha celebrato i suoi 150 anni di vita, ma anche i cento anni giusti dalla colonizzazione della Libia e dai primi esperimenti dell’aviazione di guerra.

Eppure si può pensare che, essendo stato stavolta toccato il fondo quanto a pretesti per la guerra e quanto a mancanza di impegno popolare, da qui si possa e debba ripartire per un impegno futuro contro le guerre imperialiste da parte di cittadini e governi non belligeranti?

Il libro è frutto dell’impegno ventennale dell’autrice contro le guerre occidentali come via cruentissima per il mantenimento di un sistema mondiale di privilegio e apartheid e di un modello produttivo e di consumo distruttivo e iniquo. Dunque un impegno ecosociale per la pace.

La seconda parte del libro è una chiamata all’azione. Partendo da una “storia delle azioni pacifiste nelle cinque guerre” (una storia mai scritta) e dai suoi insuccessi, nonché dall’analisi del ruolo degli attori governativi non belligeranti, l’autrice cerca che cosa potrebbe funzionare, in nuove sinergie, e in funzione strutturale e preventiva come emergenziale e “a bombe cadenti” perché quella in Libia sia…l’ultima delle guerre.

Almeno, di quelle occidentali.

NOTA BIOGRAFICA MINIMA.Marinella Correggia,l’autrice del libro bianco che qui si propone è ecopacifista e si divide fra l’attivismo e il lavoro di giornalista/scrittrice nonché autoproduttrice agricola. Sin dalla guerra del Golfo del 1991 ha cercato di contrastare il sommo dei mali, la guerra, con l’informazione (vari articoli e reportage, e il libro Si ferma una bomba in volo?)e la partecipazione a campagne e delegazioni.

Fonte www.produzionidalbasso.com

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