mercoledì 16 maggio 2012
Migranti a Genova, proposta dell' Associazione 3 febbraio per una sanatoria dei venditori ambulanti.
Una intervista (in italiano) a Mauro, uno dei responsabili dell'A3F di Genova, sulla lotta per una sanatoria dei venditori ambulanti e sul film a cui stanno lavorando che racconta come vivono gli ambulanti nella zona del Porto Antico di Genova.
Below an interview (in italian) with Mauro, one of the A3F Genoa leaders, on the fight for legalization of street vendors and the film in process, which tells how the street vendors living in the area of the Old Port of Genoa.
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Dal sito erasuperba/From website erasuperba
15 maggio 2012
Associazione 3Febbraio: incontro con i membri della sede genovese
Parte proprio da Genova l'iniziativa che prevede l'elaborazione di una nuova sanatoria per la regolarizzazione generalizzata dei cittadini stranieri presenti nel nostro Paese
L’ultima sanatoria “colf e badanti” del 2009 è stata una truffa. Discriminatoria nei confronti di tanti lavoratori immigrati che non lavorano come collaboratori domestici, l’ultima regolarizzazione è stata ancora una volta fonte di ricatti da parte di intermediari e datori di lavoro che hanno lucrato su situazioni di subalternità e emarginazione. Parte da Genova, e in particolar modo dai venditori ambulanti del Porto Antico, la richiesta di un nuovo provvedimento che estenda la possibilità di un permesso di soggiorno valido a tutti i lavoratori stranieri in nero, dipendenti e non.
Ne abbiamo parlato con Mauro Musa, responsabile dell’Associazione 3 Febbraio di Genova e con Luciana Taddei, membro dell’Associazione e collaboratrice al cortometraggio della video maker Serena Gargani “All’ombra del porto”. L’Associazione 3F è promotrice, con l’avvocato Alessandra Ballerini, del testo del provvedimento da presentare al Governo.
Da quale esigenza umana nasce l’idea di proporre al Governo una bozza di sanatoria generalizzata?
L’idea di elaborare questo testo, che autorizza la regolarizzazione generalizzata dei cittadini stranieri presenti nel nostro Paese, nasce dalla lotta quotidiana dei nostri fratelli del Porto Antico, venditori ambulanti che da tempo cercano di ottenere un documento valido e un lavoro onesto e riconosciuto. Illegalità e emarginazione sono il frutto di un circolo vizioso in cui il permesso di soggiorno rappresenterebbe il primo tassello della soluzione: se non si ha un documento valido infatti non si può ottenere un contratto in regola e senza un lavoro non è possibile ottenere un permesso di soggiorno . Molti di questi ragazzi sono stati vittima di raggiri e truffe nel 2009, all’epoca dell’ultima sanatoria: hanno pagato migliaia di euro a un datore di lavoro o a un intermediario che si è intascato i soldi senza provvedere all’effettiva regolarizzazione.
In più, sia i venditori ambulanti del Porto che altri stranieri residenti, da tempo sono soggetti ad una forte repressione da parte delle forze dell’ordine che compie perquisizioni nelle case, in virtù della legge antiterrorismo ancora in vigore e cerca di bloccare il commercio ambulante del Porto usando a volte anche le maniere forti. Nel febbraio 2011 l’Associazione ha indetto una manifestazione a sostegno dei diritti degli immigrati a cui hanno partecipato 500 persone, un numero davvero importante per la realtà dei cittadini stranieri residenti a Genova. Da quel momento è nata l’idea di redigere una bozza di sanatoria, grazie all’ attiva partecipazione di questi ragazzi il cui protagonismo è sempre stato forte e hanno continuamente animato le assemblee che hanno portato alla stesura del documento.
Cosa prevede la bozza del documento?
Il testo scritto da Alessandra Ballerini, avvocato di fiducia sia delle istituzioni cittadine che dell’associazione, prevede il rilascio del permesso di soggiorno a lavoratori stranieri sia dipendenti che autonomi; in questo modo si vogliono evitare quelle forme di ricatto a cui sono stati sottoposti i lavoratori immigrati nel 2009. Non sarà più quindi necessario che il datore di lavoro presenti i documenti richiesti per il rilascio del permesso per quegli immigrati che, nel corso degli ultimi anni, hanno creato una micro impresa autonoma. La bozza prevede poi la cancellazione delle espulsioni precedenti – richiesta ripresa dalle precedenti sanatorie governative – e dei reati d’autore, reati minori che non prevedono violenza su persona (ad esempio la vendita di merce contraffatta). Il permesso dovrà essere rilasciato tassativamente massimo dopo 60 giorni dalla presentazione della richiesta da parte del cittadino straniero.
Quali sono stati i rapporti con le istituzioni cittadine a partire dalle manifestazioni dello scorso anno?
Gli incontri con le autorità cittadine sono stati diversi, ma non possiamo certo affermare che i risultati concreti siano stati altrettanto numerosi. L’assessore alla sicurezza Scidone ci aveva assicurato che non avrebbe colpito “l’ultimo anello” della contraffazione, i venditori ambulanti appunto, ma si sarebbe concentrato sull’ingrosso e i trafficanti di merce contraffatta; all’opposto la repressione contro i fratelli del Porto Antico si è acuita sempre di più e le perquisizioni nelle abitazioni sempre più massicce e frequenti. Bisogna ricordare inoltre che, per legge, i blitz a domicilio possono svolgersi solo con la supervisione di una persona di fiducia, se espressamente richiesto dal perquisito; noi membri dell’Associazione 3 Febbraio avremmo tanto voluto godere di questo diritto, come richiesto dai lavoratori stranieri, ma le pattuglie delle forze dell’ordine non ci hanno mai aspettato. Con l’assessore al commercio Vassallo abbiamo iniziato a trattare per trovare una soluzione alternativa al commercio ambulante, pensando ad esempio ad un spazio dove gli immigrati possano vendere oggetti tradizionali provenienti dal Senegal; il permesso di soggiorno rimane, anche in questo caso, imprescindibile.
Abbiamo incontrato anche il sindaco Marta Vincenzi la quale aveva promesso di appoggiare la nostra battaglia nazionale e avrebbe invitato il governo ad esaminare la sanatoria, dopo averla fatta approvare in consiglio comunale. Le intenzioni c’erano tutte, ma i fatti sono stati pochi anche perché la Vincenzi si è mossa troppo tardi, il 13 febbraio, ormai a scadenza di mandato. La repressione attenuata non c’è stata, il tavolo di discussione tra noi associazione e immigrati e le istituzioni si è riunito solo una volta, semplicemente per comunicarci che tutto sarebbe stato rimandato a dopo le elezioni; in origine il Sindaco ci aveva prospettato una riunione settimanale. Dal nuovo sindaco, chiunque sarà, ci attendiamo che accolga nuovamente la nostra proposta e si faccia promotore, in sede di consiglio comunale, del nostro appello da presentare poi a Roma, al governo perché lo prenda in considerazione e lo discuta.
Genova è la capofila, ma l’iniziativa è pensata come nazionale…
Il 1 maggio scorso c’è stata la presentazione della bozza di sanatoria a livello nazionale. In tutte le città in cui l’associazione è presente si terranno delle assemblee locali per individuare i responsabili della campagna e decidere le strategie locali e nazionali per sostenerla, a partire dalla raccolta delle adesioni. E’ previsto a fine mese un coordinamento nazionale di tutti i sostenitori dell’appello, in cui i partecipanti potranno discutere i contenuti della sanatoria e fare in modo che diventi un tesoro di tutti, frutto di un’elaborazione collettiva. Non vogliamo che sia un documento calato dall’alto, da Genova e dal suo gruppo locale, ma vorremmo che diventi un patrimonio comune, cittadini italiani e stranieri, associazioni e singoli. Dal canto loro, gli immigrati sono entusiasti ed ansiosi di questa iniziativa, dai senegalesi di Genova ai bengalesi di Roma fino ai rifugiati di Napoli.
Lo strumento delle sanatorie è una risposta emergenziale ad una condizione di emarginazione e illegalità che necessita una risposta pronta. L’immigrazione tuttavia, come fenomeno umano portatore di diritti e doveri, non può essere concepito come un’emergenza ma è una situazione strutturale i cui problemi hanno bisogno di una visione un po’ più ampia per essere risolti…
L’associazione 3 Febbraio nasce senza dubbio con una visione più ampia rispetto alla proposizione di un piccolo strumento, anche se necessario, come la sanatoria. La nostra è una battaglia generale per la dignità, la libertà e la giustizia. Il nemico principale da battere in Italia è il razzismo perché a causa del razzismo si rischia la vita, si perde la vita, italiano o straniero. Il permesso di soggiorno è soltanto uno dei diritti, fondamentali, da garantire ai nostri fratelli: noi sosteniamo la libera di circolazione e l’accoglienza per tutti. La logica dei flussi secondo noi è una logica assassina perché avalla le centinaia e migliaia di morti che avvengono nei nostri mari.
L’immigrazione inoltre non può essere settoriale e non può essere accettata solo se vantaggiosa economicamente: l’integrazione non deve essere garantita in nome di una logica utilitaristica perché una persona non può essere snaturata a tal punto da trasformarsi in semplice fonte di reddito e profitto. Una persona è portatrice di diritti che, a quanto ne sappiamo, sono universali.
Come sembra rispondere la politica italiana a queste iniziative incentrate sui diritti dell’uomo e della donna, a prescindere dalla provenienza o professione?
In generale abbiamo capito che i diritti non fanno voto, i politici hanno paura di parlarne perché risultano impopolari e di conseguenza i risultati concreti prodotti dalla politica ad oggi sono pochi. In sé il tema della sanatoria che proponiamo è certamente “scottante”: parliamo di generalizzazione dei permessi quando tutti parlano di immigrazione selettiva. Del resto l’immigrazione è uno di quei temi bipartisan di cui la politica si riempie di parole: tante chiacchiere, molte liti, pochi fatti e spesso pure inadeguati.
Abbiamo chiesto diversi incontri con il Ministro per la cooperazione internazionale e l’Integrazione Riccardi, ma ad oggi alle buone volontà è seguito il nulla della politica, contrapposto al protagonismo degli immigrati che continuano a lottare. Gli immigrati, come già detto, sono entusiasti: speriamo solo che queste speranze non si trasformino in illusioni. Il copione è già stato letto e visto.
Il documentario “All’ombra del porto” che sta girando la video maker Serena Gargani, in collaborazione con alcuni membri dell’Associazione 3F , è un altro strumento che racconta la lotta dei ragazzi nordafricani del Porto Antico per vedere riconosciuta la loro esistenza e affermare la loro dignità…
Si, il documentario nasce dalla richiesta di Pablo, un membro dell’associazione, di far conoscere più diffusamente la situazione dei venditori ambulanti del Porto Antico, delle loro problematiche e della loro lotta autonoma per migliorare la loro situazione. L’obiettivo, di Serena Gargani e nostro, è di realizzare un medio metraggio a sé stante rispetto alla sanatoria ma che certamente si lega alle richieste contenute nella bozza. Stiamo ancora ultimando le riprese e poi ci attiveremo per trovare una produzione che possa finanziarlo.
Antonino Ferrara
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No War Roma-Statunitensi per la pace,Roma,19 maggio, sit-in al Colosseo in occasione del vertice Nato di Chicago
Comunicato Stampa
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SIT-IN "NO NATO" A ROMA, SABATO 19 MAGGIO, ORE 17-20,
all'uscita della stazione metrò Colosseo (in via dei Fori Imperiali)
in solidarietà con la protesta Occupy al vertice NATO di Chicago che si terrà l'indomani
Vedi il murales che verrà affisso (non lontano dalle famose mappe dell'impero romano):
http://www.boylan.it/nato_empire_maps.jpg
martedì 15 maggio 2012
ALBA:sgombero Macao, il governo sta perdendo la testa
Stanno perdendo la testa.
La scelta di sgomberare con la forza, a Milano, la Torre Galfa occupata dal Centro culturale MACAO è l'espressione di un Governo (e di una maggioranza) che hanno perduto il controllo dei propri nervi e del loro Paese.
Ieri le dissennate dichiarazioni del ministro Cancellieri sul movimento NO TAV, oggi questo gesto inconsulto a favore dello speculatore Ligresti e contro la parte più creativa e viva del Paese, che aveva restituito alla cittadinanza uno spazio prezioso, dimostrano - come ha detto Dario Fo - quanto terrorizzato, irrazionale e pericoloso stia diventando questo potere, consapevole del proprio distacco dalla popolazione, dell'inefficacia della propria azione e dell'imminenza di un redde rationem per loro disastroso.
Invitiamo tutti gli aderenti e i simpatizzanti di ALBA- soggetto politico nuovo- Alleanza per Lavoro, Beni Comuni e Ambiente, a dimostrare concretamente la propria solidarietà al Centro Macao e a mobilitarsi per bloccare questa deriva inaccettabile.
Crediamo in particolare che l'ex prefetto Cancellieri si sia rivelata decisamente incompatibile con la carica di Ministro dell'Interno. Crediamo anche che i partiti politici che sostengono questa assurda, pericolosa, insostenibile linea non possano più godere di alcuna comprensione o franchigia.
ALBA- soggetto politico nuovo- Alleanza per Lavoro, Beni Comuni e Ambiente
Comitato esecutivo
Lo striscione della rete No War Roma alla manifestazione del FdS del 12 maggio contro il Governo Monti
Alla manifestazione della Federazione della Sinistra (Rifondazione , PdCI e altri soggetti minori) del 12 maggio contro il Governo Monti e le politiche economiche della Unione Europea e della BCE, la Rete No War ha portato per la prima volta in una manifestazione nazionale lo striscione -Mai piu' guerre "umanitarie"-.
Ecco alcune foto della manifestazione e dello striscione:
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Vertice Nato a Chicago,20-21 maggio- La "Yalta" del XXI secolo ?
Ci sarà un doppio vertice G8/NATO negli USA la settimana prossima e nel contempo, il giorno 20 maggio, una forte contestazione da parte del movimento Occupy:
http://www.chicagospring.org/
http://natoprotest.org/
http://www.tinyurl.com/no-nato-2
ci saranno manifestazioni anti-G8/NATO in tutto il mondo nei giorni precedenti, in segno di solidarietà con Occupy:
a Londra, NoNato 19 maggio: http://tinyurl.com/no-nato-1
a Francoforte, No BCE(Banca Centrale Europea)/G8/NATO/IMF dal 16 al 19 maggio: http://blockupy-frankfurt.org
Le retroscene:
Già definito da alcuni commentatori "lo Yalta del XXI secolo",
il doppio vertice G8/NATO della settimana entrante si svolgerà in due tempi: il summit G8 il 18 e 19 maggio e il summit NATO il 20 e 21. Durante i lavori, il "blocco occidentale" cercherà di allargarsi fino a creare una NATO non più europea ma globale, dividendo sfere di influenza nel mondo a scapito dei BRICS e in particolare della Cina (ma forse anche della Russia: Putin ha deciso di snobbare l'incontro). Del resto, già la NATO include ormai -- tra i suoi "paesi di contatto" o "di dialogo" o "di cooperazione" -- l'Australia, il Giappone, alcuni paesi ex sovietici, l'intera Nord Africa e prossimamente l'Afghanistan.
Ecco perché bisogna dare SUBITO l'altolà a questa politica espansionistica che il tandem USA-Europa tenta di svolgere attraverso la NATO. Infatti, se la NATO sta reclutando altri paesi aderenti, dislocati in punti strategici del mondo fuori dall'Europa, è soltanto per poter fare poi la guerra, usando i pretesti del caso, contro quei paesi che poi NON si lasceranno coinvolgere. Questo meccanismo spiega perfettamente, ad esempio, la guerra per procura che la NATO sta attualmente svolgendo in Siria: si tratta di un paese che, a differenza dei suoi vicini, ha sempre rifiutato accordi di "contatto" or di "dialogo" o di "cooperazione" con la NATO.
La contestazione che farà il movimento Occupy a Chicago mira proprio a fermare questo espansionismo da piovra. Dicono gli esponenti Occupy: "Ovviamente siamo favorevoli al 'contatto', al 'dialogo' e alla 'cooperazione' con tutti i paesi del mondo, figuriamoci -- ma tramite gli scambi culturali ed economici, non tramite la pianificazione congiunta di nuove guerre di conquista. Perciò: sì alla cultura, sì al lavoro, ma basta con la NATO!"
La contestazione a Chicago:
Va subito precisato che, memore del G8 di Seattle e venendo a conoscenza delle contestazioni progettate dal movimento Occupy, il governo americano ha deciso due mesi fa di spostare il G8 da Chicago a Camp David. Si tratta di una località sperduta in montagna a 100 km da Washington, totalmente inaccessibile al pubblico. I motivi dati ufficialmente per il cambiamento repentino non hanno convinto. E' quindi molto più probabile che le contestazioni Occupy abbiano già prodotto il loro effetto, ancora prima di cominciare.
Il summit NATO, invece, si terrà regolarmente a Chicago. Per motivi organizzativi, non era possibile spostare anche questo evento a Camp David.
In previsione delle contestazioni, il sindaco di Chicago, Rahm Emanuel (detto "Rahmbo"), ha pensato bene di dotarsi di poteri da stato poliziesco. Ad esempio, a partire da questo mese, per tenere una manifestazione a Chicago bisogna stipulare una polizza assicurativa di 800.000 euro (un milione di dollari) contro eventuali danni alla città -- per fortuna i sindacati sono intervenuti a pagarla per lo squatrinato movimento Occupy. Inoltre bisogna registrare preventivamente presso il comune (con documentazione fotografica) ogni cartello e ogni manifesto che verrà portato o affisso in più di una copia. Poi non potranno essere usate (per salvaguardare la quiete pubblica) megafoni o forme di amplificazione. Infine il Sindaco si è dotato del potere di reclutare centinaia di vigilantes privati con poteri di polizia e che rispondano solo a lui; non solo, ma dispone ora del potere di mettere telecamere spie in qualsiasi luogo della città senza qualsivoglia autorizzazione o notifica. Queste misure sono ovviamente state contestate giuridicamente dal movimento Occupy ma il vertice sarà concluso prima della celebrazione dei processi.
Un ultimo appunto: il movimento Occupy ha avuto tanto successo fin qua (spostando a sinistra, almeno a parole, Obama nella sua campagna elettorale insieme a tantissimi candidati regionali) proprio perché è stato un movimento pacifico. Non si è lasciato criminalizzare. In questi mesi la polizia ha cercato più volte, con atti di violenza inauditi, a provocare reazioni rabbiose da parte degli occupanti, il che avrebbe quindi consentito alla stampa di etichettare il movimento come violento e emarginarlo -- ma non ci sono riusciti.
A Chicago, invece, saranno presenti i Black Block, che hanno già fatto irruzione per due volte a Oakland (ma sono stati subito sconfessati dagli occupanti) -- e non solo loro. In altre parole, si sta profilando a Chicago un 15 ottobre romano, giorno del fallimento della manifestazione NoDebito di piazza San Giovanni. Come in quel caso, gli attivisti Black Block a Chicago saranno una piccola minoranza ma non saranno soli. Con una sorprendente agibilità di movimento, in queste settimane si sta facendo apertamente propaganda tra i giovani, specie dei quartieri poveri americani, a favore delle azioni violente "dimostrative" a Chicago, da rivendicare autonomamente -- mentre la polizia e i servizi americani, come quelli italiani prima del 15 ottobre, stanno con le mani in mano e, anzi, si stanno sicuramente strofinando le mani. Il 19 maggio segnerà dunque la fine del movimento Occupy, come il 15 ottobre spezzò i movimenti di massa italiani anti-debito/anti-manovra riunitisi quel giorno? That is the question.
Il coinvolgimento dell'Italia:
Anzitutto il presidente del comitato militare (massimo organo esecutivo) della NATO è l'ammiraglio Giampaolo Di Paola, ministro della Difesa italiano. La stampa ha riportato la seguente sua dichiarazione: ""Tutti aspettiamo l'evento di Chicago come si trattasse del messia in Terra." Ma il secondo avvento della messia non è in contomitanza con l'Apocalisse? http://rassegnastampamilitare.com/2012/04/26/nato-di-paola-si-apra-a-nuove-partnership-con-ritiro-da-afghanistan/
In quanto alla globalizzazione della NATO, gli interessi italiani nel 2009 sono stati riassunti nel documento dell'Istituto Affari Internazionali, "think tank" italiano: "Uno sviluppo della Nato quale 'alleanza globale', che includa paesi al di fuori dell'area atlantica ed europea, come ad esempio l'Australia o la Nuova Zelanda, accentuerebbe il carattere 'à la carte' dell'integrazione atlantica e avrebbe senso solo nell'ipotesi di una crescente utilizzazione dell'alleanza in operazioni di gestione delle crisi, sotto mandato Onu o meno. [Nota: avete letto bene -- " o meno".] Inevitabilmente ciò dovrebbe portare ad una progressiva marginalizzazione del teatro europeo e in genere a una profonda ristrutturazione dell'Alleanza, sia in termini di comandi che in termini di concetti operativi e forze multilaterali, ponendo all'Italia grossi problemi di adattamento e probabilmente anche di ridimensionamento del suo ruolo e del suo peso."
E oggi? L'Italia ha interesse a favorire o a frenare la globalizzazione della NATO -- a partire dalla sua eventuale permanenza in Afghanistan dopo il tanto publicizzato "ritiro" americano proclamato per il 2014? Questa decisione, ha dichiarato Di Paola, verrà presa dal Presidente del Consiglio durante l'incontro di Chicago
Fonte: un testo che gira su liste di discussione pacifiste
giovedì 10 maggio 2012
Fotovoltaico, il V conto energia partira' dopo ottobre ?
Novità V conto energia: non partirà prima di ottobre
Secondo rumours provenienti dalla Conferenza Stato Regioni il nuovo conto energia non partirà prima del 1° ottobre, facendo così slittare di tre mesi la possibile data di entrata in vigore. In arrivo altre piccole novità sul decreto? A Solarexpo il GSE ritiene invece che la data di entrata in vigore possa andare anche oltre.
Redazione Qualenergia.it
10 maggio 2012
Minime novità sul V conto energia al vaglio della Conferenza Stato Regioni di ieri. Una è che non partirà prima del 1° ottobre 2012. Così sembrano raccontare alcuni voci attendibili. L'entrata in vigore del decreto potrebbe essere posticipata di 3 mesi, quindi non più a partire dal 1° luglio, ma dal 1° ottobre. Una possibilità poi non così lontana dalla data di entrata in vigore più probabile già oggi, prima della modifica della Conferenza: secondo noi, il limite dei 6 miliardi di euro di incentivi per il FV si potrebbe raggiungere entro la fine di agosto o ai primi di settembre, alla luce anche del fatto che nel secondo trimestre si assisterà a un'accelerazione delle installazioni.
Un’altra piccola novità, poco probabile in verità, è che ci possa essere un limitato innalzamento del tetto del cap annuale di incentivi fino a un massimo di 100 milioni di euro (quindi 6,6 mld). I Ministeri forse hanno recepito alcune piccole modifiche con il “Made in Europe” che entra tra i criteri di priorità per l'accesso ai Registri e la possibilità di riconoscere un bonus per impianti con componentistica 'Made in UE' sopra i 100 kW di potenza. Per la sostituzione dell’amianto con il fotovoltaico sembrerebbe ritorni il premio, questa volta di 3 centesimi per kWh (cumulabile con il premio Made in UE in caso di una riduzione del 10% della tariffa base degli incentivi).
Un’altra ipotesi al vaglio è quella di porre un limite diverso per i registri per impianti a seconda che il beneficiario sia privato o pubblico. Nel primo caso il limite del registro resterebbe di 12 kW, mentre per l’impianto pubblico verrebbe portato a 50 kW. Un distinguo proposto dall'Anci che comunque cambia poco nella sostanza.
Almeno per la data di entrata in vigore del quinto energia, queste notizie mutano leggermente lo scenario prospettato dal GSE nel convegno e question time di questa mattina a Solarexpo sul Conto energia. La previsione sull'evoluzione della spesa per gli incentivi al fotovoltaico illustrata da Gerardo Montanino, direttore operativo del GSE, fa prevedere che difficilmente il V conto energia entri in vigore prima della metà di settembre, ma che invece possa tardare fino a metà dicembre. Addirittura esiste l'eventualità che il limite di spesa venga raggiunto poco dopo la fine di novembre – ha detto il direttore del GSE - e dunque che il nuovo decreto parta nel 2013.
Tutto ruota, come sappiamo, intorno al raggiungimento del tetto di spesa di 6 miliardi. Secondo la bozza attuale del quinto conto energia, il nuovo regime incentivante, infatti, entrerebbe in vigore un mese dopo il superamento di quella soglia. Difficilmente infatti (come viene fatto notare anche nei commenti a pagina 3 della misteriosa prima bozza di conto energia che pare sia uscita dal pc di una dipendente Enel) si sarebbe potuto stabilire una data precisa per la fine del quarto conto, decisione che sarebbe stata contestata per motivi legali; l'unico modo per sostituirlo con il quinto era aggrapparsi a quel tetto di spesa indicativo di ‘6-7 miliardi’, cui fa riferimento il decreto del conto energia uscente.
Montanino ha spiegato oggi a Verona che “al momento, stando al contatore GSE, siamo a una spesa di circa 5,6 miliardi (5,654 oggi, ndr), ma la crescita della spesa sta rallentando nettamente e in alcuni casi addirittura 'va all'indietro', come quando a certi grandi impianti vengono riconosciuti incentivi minori di quelli richiesti”. Il responsabile del GSE ha fatto l’esempio di quegli impianti contigui su uno stesso terreno che riceveranno l'incentivo in base alla somma delle loro potenze e non alla taglia dei singoli impianti.
Altro fattore che fa girare più lentamente le rotelle del contatore, ha spiegato Montanino, è la moria di impianti che, accettati nel registro, non stanno però riuscendo a rispettare i tempi per essere completati e dunque accedere agli incentivi del quarto conto. Sembra che sia di circa il 60%. La spesa aggiuntiva attesa dal registro dunque potrebbe essere di soli 35 milioni anziché di 70 come inizialmente previsto.
Quando la soglia dei sei miliardi sarà raggiunta, comunque, non può saperlo nemmeno il GSE, che infatti, come abbiamo visto, lascia aperta una finestra temporale abbastanza ampia. Molto poi dipenderà da quello che succederà per gli impianti che si costruiranno in questi mesi, sui quali l'ente non ha un esatto monitoraggio. Un'impennata nei volumi di installazioni, dovuta a una volata per riuscire a rientrare nel quarto conto energia, potrebbe far arrivare prima al tetto di spesa e dunque al nuovo conto, ma per Montanino questo è “poco probabile”. A impedirlo, spiega, “anche la difficoltà nell'accesso ai finanziamenti che nel settore si sta riscontrando per realizzare impianti che non si è sicuri rientrino nel nuovo o nel vecchio conto energia”. Insomma, un cane che si morde la coda.
Redazione Qualenergia.it
10 maggio 2012
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mercoledì 9 maggio 2012
Roma,Assemblea ALBA,18 Maggio
Roma
Piazza di Cinecitta'
Sala Rossa del X Municipio
18 Maggio ore 16,30
Assemblea Romana
ALBA Alleanza Lavoro Benicomuni Ambiente
http://www.soggettopoliticonuovo.it/ai1ec_event/roma-incontro-di-alba-18-maggio-2012/?instance_id=173
Piazza di Cinecitta'
Sala Rossa del X Municipio
18 Maggio ore 16,30
Assemblea Romana
ALBA Alleanza Lavoro Benicomuni Ambiente
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