Visualizzazione post con etichetta Iran. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Iran. Mostra tutti i post

lunedì 20 agosto 2012

Appello: "NO" ai venti di guerra sul nucleare iraniano - denuclearizziamo il Mar Mediterraneo


SI” alla denuclearizzazione euromediterranea

APPELLO: “NO” ai venti di guerra sul nucleare iraniano


Il governo dello Stato di Israele, con dichiarazioni, dapprima fatte filtrare all’esterno e poi con dichiarazioni pubbliche di alcuni suoi principali rappresentanti, caldeggia l’uso della propria forza militare per impedire che lo Stato iraniano possa eventualmente dotarsi di armi nucleari trasformando la propria energia nucleare “civile” in “militare”.

 Ecco come puoi firmare l'appello
Per firmare l'appello clicca su qui.

APPELLO

“NO” ai venti di guerra sul nucleare iraniano
“SI” alla denuclearizzazione euromediterranea


Il  governo dello Stato di Israele, con dichiarazioni, dapprima fatte filtrare all’esterno e poi con dichiarazioni pubbliche di alcuni suoi principali rappresentanti, caldeggia l’uso della propria forza militare per impedire che lo Stato iraniano possa eventualmente dotarsi di armi nucleari trasformando la propria energia nucleare “civile” in “militare”.
Sono emerse voci contrarie a questa posizione all’interno dello stesso governo israeliano e di ex responsabili dello stesso. Ed è degno di nota che i vertici militari e dei servizi segreti israeliani in carica, con prese di posizioni pubbliche, abbiano manifestato grande perplessità rispetto al carattere risolutivo di blitz aerei contro impianti presumibilmente disseminati in decine di siti sotterranei.

Senza assolutamente sottovalutare l’importanza di queste voci, istituzionali (o ex istituzionali), vorremmo porre l’attenzione al “NO” a questa potenziale guerra  da parte di David Grossman, scrittore, cittadino israeliano, che, in maniera pubblica, con fermezza, ha manifestato il suo dissenso al proprio governo. Grossman, sviluppando ragionamenti pragmatici, sostiene che l’eventuale attacco non risolverebbe comunque il problema, ma lo rinvierebbe nel tempo. Infatti  le conoscenze scientifiche da parte dell’Iran per fare la cosiddetta “bomba” (la tecnologia dell’arricchimento dell’uranio) rimarrebbero intatte, e caricate in più dell’odio per quello che potrebbe avvenire in bombardamenti comunque sanguinosi e ambientalmente devastanti, per quanto intenzionalmente chirurgici.

I firmatari di questo appello ritengono sia opportuno appoggiare la posizione dello scrittore israeliano, ed allo stesso modo sostenere chiunque, da frontiere contigue e/o contrapposte, lavori per il dialogo politico e per il disarmo; ricordano, in proposito, che l’ONU, da decenni, appoggiato dagli stessi Stati Uniti, ha designato il Medio Oriente come zona denuclearizzata, proprio nell’intento di evitare scontri catastrofici tra gli Stati e tra i popoli.
La posizione disarmista dell’ONU è stata ribadita dall’ultima Conferenza di revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare del maggio 2010 con un documento che indice, per il 2012, una sua sessione speciale per la denuclearizzazione del Medio Oriente e l’eliminazione dalla regione delle armi di distruzione di massa.
I sottoscritti chiedono ai governi di rispettare l’impegno a far svolgere questa conferenza per la pace ed il disarmo sollecitando le opinioni pubbliche di tutti i Paesi e le nazioni dell’area euro mediterranea a mobilitarsi per incardinarne la necessità e la prepotente urgenza.

Ricordano anche che gli Stati sono fatti dagli uomini e che questi possono pesare nelle scelte:  devono solo tradurre la buona volontà in buone azioni e buone manifestazioni.
Ovunque possiamo far sorgere ed operare delle Ambasciate di Pace della società civile che si propongano, dal basso, l'obiettivo comune della denuclearizzazione.

Promotori:

  • Giuseppe Bruzzone, obiettore di coscienza, sostenitore delle idee di Franco Fornari 
  • Alfonso Navarra, obiettore di coscienza alle spese militari e nucleari
  • Laura Tussi, docente e giornalista
 Primi firmatari:
Moni Ovadia, Alex Zanotelli, Don Andrea Gallo, Marinella Correggia, Mario Capanna, Vittorio Agnoletto, Giorgio Cremaschi, Mario Agostinelli, Giulio Cavalli, Diego Parassole, Alberto Patrucco, Patrick Boylan, Ernesto Celestini, Alessio Di Florio, Lorenzo Galbiati, Attilio Galimberti, Alberto L’Abate, Luciano Manna, Alessandro Marescotti, Nello Margiotta, Daniele Novara, Nanni Salio, Giovanni Sarubbi, Olivier Turquet.

Milano, Maggio 2012

Fonte  www.peacelink.it

venerdì 10 agosto 2012

Appello in Israele: piloti, non colpite l' Iran



New Ansa
Israele: appello,piloti non colpite Iran

Sito web invita a dire 'no' a ipotetico ordine di Netanyahu
10 agosto, 12:09

(ANSA) - TEL AVIV, 10 AGO - Un appello ai piloti da guerra israeliani, affinche' rifiutino di partecipare a un ipotetico attacco contro l'Iran, viene divulgato in questi giorni da un sito web in Israele. Un attacco potrebbe rivelarsi politicamente e militarmente controproducente, sostengono i firmatari. La stampa rilancia intanto l'ipotesi che il premier Netanyahu possa ordinare uno strike in autunno, contro installazioni nucleari iraniane, malgrado il diffuso scetticismo fra i vertici militari e d'intelligence.

mercoledì 25 luglio 2012

Iran- Vertice dei paesi non allineati dal 26 al 31 agosto



Iran: vertice dei paesi non allineati 

da Contropiano 
Redazione Bologna 

Si terrà dal 26 al 31 agosto a Teheran il XVI vertice dell'organizzazione dei paesi non allineati 

"Hanno già dato l'adesione più di 30 capi di Stato sarà presente al Summit del Movimento dei Non Allineati (NAM) che si terrà a Teheran il mese prossimo", questa la dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehmanparast. 
Mehmanparast ha affermato che l'Iran ha invitato i capi di Stato dei 118 membri titolari del NAM ei governanti dei venti Stati e le organizzazioni internazionali in qualità di osservatori collegati al XVI vertice dell'organizzazione, che si terrà dal 26-31 Agosto. 

I vertici dellla Nam si tengono ogni tre anni, l'ultimo nel 2009 in Egitto, dove è stato deciso che il prossimo sarebbe stato in Iran, che avrà la presidenza di turno dell'organizzazione fino al 2015, quando l'organizzazione sarà affidata al Venezuela. 
L'organizzazione del Movimento dei Paesi Non Allineati formalmente è stata fondata nel 1961, riunisce quasi due terzi dei paesi membri dell'ONU, in particolare in Asia, Africa e America Latina, con poco più della metà della popolazione mondiale. 

L'invito dell'Iran si è esteso anche all' Equador che tramite il suo ambasciatore, Ali Saeedlou, ha dichiarato:"la,manifesta volontà iraniana che tutti gli stati siano rappresentati in questo forum. 
L'asse fondamentale del Vertice, ha detto, è che tutti i paesi che non appoggiano i grandi poteri del mondo si uniscano, facciano arrivare una voce solida e unanime a livello internazionale ed esprimano la loro opinione su come si può facilitare una pace duratura.
Ha aggiunto che si cerca un pianeta più democratico e giusto per tutti i popoli del mondo, e questo si potrà ottenere con la partecipazione di tutti i governi amici in tutti i continenti. 

"Dobbiamo mostrare ai poderosi che questo mondo unipolare e unilaterale è finito, e che devono credere nella forza dei popoli e non soltanto nelle armi", spiegò Ali Saeedlou. 
Da parte sua, il cancelliere ecuadoriano Ricardo Patiño ha manifestato che Correa non ha deciso ancora se assisterà al Vertice dei Paesi non Allineati, ma ha espresso la sua disposizione. 
Per Patiño è indispensabile che l'insieme dei Paesi non Allineati riprenda il peso politico a livello mondiale che aveva quando si fondò questo movimento. 
Sarebbe da considerare necessaria, la discussione in questo contesto di argomenti come il processo di colonizzazione esistente al mondo e la crisi economica internazionale, fra gli altri. 

Fonte www.contropiano.org

mercoledì 4 aprile 2012

Gunter Grass:" Quello che deve essere detto" - poemetto in difesa dell' Iran dalle minacce dello stato di Israele


"Quello che deve essere detto"

di Günter Grass


Perché taccio, passo sotto silenzio troppo a lungo
quanto è palese e si è praticato
in giochi di guerra alla fine dei quali, da sopravvissuti,
noi siamo tutt´al più le note a margine.

E´ l´affermato diritto al decisivo attacco preventivo
che potrebbe cancellare il popolo iraniano
soggiogato da un fanfarone e spinto al giubilo organizzato,
perché nella sfera di sua competenza si presume
la costruzione di un´atomica.

E allora perché mi proibisco
di chiamare per nome l´altro paese,
in cui da anni - anche se coperto da segreto -
si dispone di un crescente potenziale nucleare,
però fuori controllo, perché inaccessibile
a qualsiasi ispezione?

Il silenzio di tutti su questo stato di cose,
a cui si è assoggettato il mio silenzio,
lo sento come opprimente menzogna
e inibizione che prospetta punizioni
appena non se ne tenga conto;
il verdetto «antisemitismo» è d´uso corrente.

Ora però, poiché dal mio paese,
di volta in volta toccato da crimini esclusivi
che non hanno paragone e costretto a giustificarsi,
di nuovo e per puri scopi commerciali, anche se
con lingua svelta la si dichiara «riparazione»,
dovrebbe essere consegnato a Israele
un altro sommergibile, la cui specialità
consiste nel poter dirigere annientanti testate là dove
l´esistenza di un´unica bomba atomica non è provata
ma vuol essere di forza probatoria come spauracchio,
dico quello che deve essere detto.

Perché ho taciuto finora?
Perché pensavo che la mia origine,
gravata da una macchia incancellabile,
impedisse di aspettarsi questo dato di fatto
come verità dichiarata dallo Stato d´Israele
al quale sono e voglio restare legato

Perché dico solo adesso,
da vecchio e con l´ultimo inchiostro:
La potenza nucleare di Israele minaccia
la così fragile pace mondiale?
Perché deve essere detto
quello che già domani potrebbe essere troppo tardi;
anche perché noi - come tedeschi con sufficienti colpe a carico -
potremmo diventare fornitori di un crimine
prevedibile, e nessuna delle solite scuse
cancellerebbe la nostra complicità.

E lo ammetto: non taccio più
perché dell´ipocrisia dell´Occidente
ne ho fin sopra i capelli; perché è auspicabile
che molti vogliano affrancarsi dal silenzio,
esortino alla rinuncia il promotore
del pericolo riconoscibile e
altrettanto insistano perché
un controllo libero e permanente
del potenziale atomico israeliano
e delle installazioni nucleari iraniane
sia consentito dai governi di entrambi i paesi
tramite un´istanza internazionale.

Solo così per tutti, israeliani e palestinesi,
e più ancora, per tutti gli uomini che vivono
ostilmente fianco a fianco in quella
regione occupata dalla follia ci sarà una via d´uscita,
e in fin dei conti anche per noi.

(Traduzione di Claudio Groff)

Ripreso dal sito http://www.comedonchisciotte.org/

sabato 24 marzo 2012

24 marzo, ancora proteste in Bahrein e manifestazioni in Gran Bretagna contro le minacce all' Iran


Nuova manifestazione oggi in Bahrain, questo il servizio sul sito della Televisione russa R.T.

http://www.rt.com/news/bahrain-protest-death-crackdown-378/

Proteste anche in Gran Bretagna contro le minacce all' Iran, questo il servizio dello stesso sito russo

http://www.rt.com/news/iran-uk-war-protest-375/

venerdì 23 marzo 2012

Israeliano bacia iraniana, foto dilaga-Propaganda o internet puo' veramente rivoluzionare la diplomazia dal basso ?


ANSA.it
Israeliano bacia iraniana, foto dilaga

Pubblicata dal sito 'Israel-Loves-Iran'
23 marzo, 11:14

(ANSA) - TEL AVIV, 23 MAR - Sta gia' raccogliendo numerosi consensi nei siti web in Israele l'immagine di un tenero bacio scambiato da un giovane che espone il proprio passaporto israeliano con una ragazza che mostra quello iraniano.

Nel sito dove la fotografia e' comparsa la notte scorsa (Israel-Loves-Iran) stanno giungendo messaggi di congratulazione da varie parti del mondo, incluso l'Iran.

Vedi anche http://perunconflittononviolento.blogspot.it/2012/03/da-israele-campagna-di-pace-sul-web.html

Si aprono nuove strade per la diplomazia dal basso o le nuove tecniche sono sfruttate solo da chi vuole manipolare l' opinione pubblica ? Io sono per la prima ipotesi, anche se credo che per il momento abbiano scoperto le nuove tecniche di comunicazione solo i secondi. Il flusso straripante di informazioni potenziali deve essere poi interpretato e qualcuno deve proporre delle strade praticabili. E' la scommessa del futuro.

marco

lunedì 19 marzo 2012

Da Israele campagna di pace sul web: "Iraniani vi amiamo !" . Con internet uno strumento potentissimo per la diplomazia dal basso ?



Pagina su Facebbok per dire no alla guerra. Da Teheran solo elogi.
“ Iraniani, vi amiamo “
Due artisti di Tek Aviv lanciano una campagna di pace. Il web dice si.
di Giorgio Scura

Roma- “Io non ti odio, io non voglio che i nostri paesi entrino in guerra. Io ti amo”. Due ragazzi israeliani, due grafici, Roni Edri e Michal Tamir, hanno voluto tendere la mano agli iraniani. Mentre i rispettivi governi si scambiano avvertimenti e minacce quasi ogni giorno, le persone si parlano in Rete e si scambiano messaggi di pace.
“ Fratelli e sorelle iraniani – ha scritto Edri sul web – se proprio e’ inevitabile che fra di noi scoppi un conflitto, prima almeno dovremmo odiarci e avere paura gli uni degli altri. Ma io non ho paura di voi e nemmeno vi odio. Anzi, non vi conosco affatto. Fatta eccezione per un iraniano incontrato in un museo di Parigi, che poi era anche simpatico.” La campagna si e’ tramutata in una pagina Facebook e un logo da condividere sui social network: “Iraniani, vi amiamo. Non bombarderemo mai il vostro Paese”.
L’ iniziativa ha raccolto molte adesioni in Israele e non e’ passato molto che dall’ Iran qualcuno abbia raccolto il messaggio e risposto: “Israeliani vi amiamo. Non bombarderemo mai il vostro paese”. Un immagine bellissima e genuina: mentre i governanti si ringhiano contro per chissa’ quale nascosto interesse, le popolazioni si stringono e si schierano: per la pace. La prossima fase potrebbe essere l’ organizzazione di manifestazioni simultanee contro la guerra a Tel Aviv e a Tehran. Sarebbe davvero un bel giorno.

Voci da Twitter

Condividetela
Un’iniziativa deliziosa, condividetela!
Nicholas Santome

Vi amiamo
Israeliani, noi vi amiamo ! Dall’ Iran.
Koursh

Un film
Un film, una commedia romantica.
Serhat Akin

Sciocchi leader
Non e’ possibile condividere questa troppo spesso. Spero che questo meme si diffondera’. Fara’ alcuni leader guardare piuttosto sciocco.
Engelbert Luitsz

Una possibilita’
Tutto quello che stiamo dicendo e’ molto semplice: diamo una possibilita’ alla pace.
David

Penso postivo
La gente dovrebbe iniziare campagne come questa, dove gli abitanti di due paesi “nemici” possano formulare insieme pensieri positivi e promuoverli.
Steve

Da Leggo giornale free press

lunedì 20 febbraio 2012

Embargo Iran-Prezzo del greggio salito del 7,60% dal suo annuncio.Dove ci porteranno le politiche militariste che ci impone la Nato ?


L' annuncio ufficiale dell' embargo del petrolio iraniano e' stato dato dall'Unione Europea lunedi' 23 gennaio. Quella mattina il petrolio era quotato: il Brent 110,66 $/b, il WTI 99,17 $/b. Oggi 20 febbraio, dopo l'annuncio dell'Iran che blocchera' subito le forniture a Gran Bretagna e Francia, il Brent e' quotato 120,73 $/b e il WTI 105,11 $/b. In quasi un mese quindi il prezzo del greggio e' aumentato circa del 7,60 %.

Le politiche militariste della Nato, che guidano ormai senza l' interpretazione di forze politiche le scelte estere del nostro paese, ci stanno portando verso un disastro.

Un disastro economico,perche' il prezzo del greggio sta facendo saltare la nostra economia;un disastro nelle relazioni internazionali, siamo riusciti a fare incavolare l'India del padre della nonviolenza, Gandhi, dove ora ha un ruolo determinante una italiana ,Sonia Gandhi (l' attuale dinastia dei Gandhi discende da Nerhu,leader indiano al tempo di e dopo Gandhi n.d.r.); un disastro nelle strategie militari, perche' in Siria chissa' dove si arrivera'; un disastro anche per le spese eccessive che, in dieci anni di guerre, hanno dissanguato economicamente tutto l'occidente.

Occorre una critica al complesso della politica estera italiana che non puo' essere delegata alla Nato.

L'Italia non deve essere rappresentata nel mondo da chi spara ai pescatori,in acque indiane o internazionali non cambia niente,e da chi uccide, come e' successo in Afghanistan, dieci bambini e si giustifica poi in modo goffo.