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mercoledì 9 gennaio 2013
Decreto missioni al Senato in commissioni Difesa e Affari Esteri riunite, giovedi' 10 gennaio.
(aggiornato alle ore 13 del 4 gennaio 2013)
4a COMMISSIONE (Difesa)
CONVOCAZIONI
(per l’elenco completo degli argomenti, nel cui ambito l’indicazione e la successione
possono cambiare nel corso della settimana, si veda l’ordine del giorno)
Settimana dal 7 all’11 gennaio 2013
Giovedi' 10 gennaio
ore 12
COMMISSIONI 3a E 4a RIUNITE - Affari esteri e Difesa
(Aula 4a Commissione)
SEDE REFERENTE
ddl 3653 (decreto missioni). Esame
Relatori: sen. DINI (Affari esteri) e sen. DEL VECCHIO (Difesa)
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giovedì 12 aprile 2012
Art. 81,pareggio di bilancio in Costituzione. Una follia economica non ancora votata. Forse non tutto e' perduto.
Art.81. Forse non tutto è perduto
di Franco Ragusa
Sembrava ormai cosa fatta, ma il nuovo rinvio del voto alla prossima settimana sull'art.81 fa tirare un sospiro di sollievo ai partecipanti del sit-in che si è tenuto ieri pomeriggio davanti al Senato. Il pareggio di bilancio in Costituzione è una follia economica e una violazione democratica. Serve il referendum.
Un’altra settimana, e non è poco, per cercare di rompere il muro di silenzio che è stato innalzato per nascondere ai cittadini l’approvazione della modifica costituzionale per introdurre il pareggio di bilancio in Costituzione.
Una mobilitazione per lo più spontanea, senza una vera organizzazione alle spalle, ma che vede aumentare, di giorno in giorno, gli appelli contro lo stravolgimento della Costituzione; o per chiedere, quanto meno, che il Parlamento del Porcellum abbia la decenza di non approvare la modifica con la maggioranza dei due terzi, e questo per consentire ai cittadini di poter raccogliere le firme per richiedere il referendum costituzionale confermativo ai sensi dell’art. 138 della Costituzione: “Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.”
È difficile capire se il nuovo rinvio sia stato dovuto a qualche crepa che potrebbe essersi aperta nello schieramento compatto dei sì che ha contrassegnato le tre precedenti votazioni, due alla Camera ed una al Senato, ma dei segnali che lasciano ben sperare in effetti ci sono.
Nel breve dibattito che si è svolto nella mattinata, il Sen. Pardi dell’IDV è stato l’unico, peraltro in dissenso dalle scelte del proprio partito, a ribadire le critiche di merito al provvedimento e ad invitare i colleghi Senatori ad un gesto di democrazia per non impedire, appunto, la richiesta del referendum confermativo.
Ma vista quest’unica voce nel deserto, gli interventi dei Senatori Ceccanti e Morando, entrambi del PD e ferventi sostenitori dell’introduzione del vincolo economico, sono sembrati rivolti non tanto alle altre forze politiche, tutte già schierate per il voto favorevole, quanto al proprio interno, forse proprio con l’intento di frenare l’insorgere di qualche dubbio di troppo tra i colleghi di partito.
Il Sen. Ceccanti si è soffermato, in particolare, sull’art. 138 della Costituzione, per spiegare che il ricorso al referendum confermativo per le modifiche costituzionali è soltanto una possibilità estrema. L'opzione fisiologica e preferenziale prevista dai costituenti sarebbe, infatti, l’approvazione delle modifiche costituzionali con la maggioranza dei due terzi. Vista, quindi, l’autorevolezza di un Parlamento che per ben tre volte ha già votato la modifica della Costituzione a larga maggioranza, non vi sarebbero motivi validi per accogliere la richiesta di un voto tecnico per permettere lo svolgimento della consultazione popolare.
I pochi Senatori intervenuti successivamente al Prof. Ceccanti non hanno ripreso il tema, per cui, al momento, non è possibile sapere che cosa gli altri Senatori del PD avranno modo di replicare di fronte alla banale constatazione che l’attuale Parlamento dei nominati, per di più eletto con logica maggioritaria e soglie di sbarramento prima inesistenti, non è certo l’Organo effettivamente rappresentativo che i nostri costituenti ci avevano lasciato in eredità.
Nei prossimi giorni, pertanto, vedremo che tipo di risposta verrà data su questo punto lasciato in sospeso. Tutto dipenderà, ovviamente, da quanto il movimento di opinione, contro lo scippo di democrazia che il Parlamento del Porcellum si sta apprestando a compiere, riuscirà a crescere.
Fonte www.contropiano.org
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sabato 7 aprile 2012
11 aprile, art.81 - art. 18 , Sit-in dei No Debito al Senato
Roma
Mercoledi' 11 aprile, ore 16.00 ,
Sit-In davanti al Senato
No alla controriforma dell’art. 81 della Costituzione - Non toccate l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori
Chi decide? Noi vogliamo decidere sulla Costituzione
Noi vogliamo decidere sullo Statuto dei lavoratori
Il Senato, mercoledì 11 aprile, discuterà e voterà definitivamente il disegno di legge di modifica dell’art. 81 della Costituzione per introdurre il vincolo del pareggio di bilancio.
La modifica dell’art. 81 serve solo per rendere permanenti le politiche di austerità, per far pagare la crisi finanziaria ed economica ai lavoratori, ai precari, alle donne, ai migranti. Le politiche di austerità stanno distruggendo la vita di milioni di persone, provocando povertà e disperazione.
L’UE, con il Patto Fiscale, ha voluto l’introduzione in Costituzione di questo vincolo per legittimare le politiche liberiste della BCE e per garantire i mercati finanziari.
Chiediamo che il Parlamento non voti con la maggioranza dei due terzi questa legge, per rendere possibile lo svolgimento del referendum popolare come previsto dall’art. 138 della Costituzione.
Come l’UE ha imposto il pareggio di bilancio in Costituzione, così ha ossessivamente chiesto di modificare l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori per rendere possibili i licenziamenti anche illegittimi e senza giusta causa, per dare mano libera ai padroni sulle condizioni di lavoro, sul salario, sulla vita dei lavoratori.
Senza l’articolo 18 dello Statuto i diritti costituzionali vengono cacciati di nuovo dai luoghi di lavoro e cancellata la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici.
Vogliamo che l’articolo 18 non sia toccato per garantire diritti, libertà e dignità per chi lavora.
Estensione a tutti/e dell’articolo 18 contro i licenziamenti
11 aprile h.16 sit-in al Senato
Contro l’attacco alle garanzie sociali,
No al pareggio di bilancio in Costituzione
No alla libertà di licenziare
Comitato No Debito
martedì 28 febbraio 2012
Stralci degli interventi del Sen . Pedica (IDV) nella discussione in Senato in occasione della conversione in legge del DL 215 2011 sulle missioni militari all' estero.
Mercoledi' 22 Febbraio il Senato ha definitamente convertito in legge il DL 215 2011 sulle missioni militari all' estero. Hanno votato contro l'IDV, la Lega Nord e qualche altro senatore isolato, cosi' come era successo alla Camera.
Riporto in questo post alcuni stralci degli interventi del senatore Pedica dell' IDV e qualche battuta dei suoi colleghi di partito Caforio e Lanutti.
Credo sia giusto fare uscire dal Senato la voce di chi ha illustrato concetti spesso condivisi da tutti noi, anche come incoraggiamento a impegni futuri ancora piu' energici.
Ed anche per fare un piccolo dispetto a chi prende i voti dei pacifisti e non si pronuncia su la pace e la guerra o addirittura si pronuncia per la guerra. E non e' indispensabile essere in Parlamento per esprimersi contro le missioni militari.
Marco
Discussione sugli emendamenti presentati all' Art.1 "Missioni internazionali delle Forze Armate e di polizia"
Pedica (IdV). I tanti emendamenti presentati dal Gruppo IdV all’articolo 1 hanno lo scopo di suscitare un dibattito piu` approfondito e di ottenere chiarimenti e precisazioni da parte del Governo sulle missioni da rifinanziare, in particolare quelle in Afghanistan e in Libia. Il Gruppo
IdV e` contrario a destinare a spese militari ingenti fondi che potrebbero invece alleviare la situazione delle famiglie in difficolta` a causa della crisi economica. Peraltro, il Governo e` stato piuttosto vago su modalita` e tempi di realizzazione del disimpegno dell’Italia in Afghanistan, limitandosi a indicare il limite temporale del 2014.
Caforio (IdV). L’emendamento 1.22 propone di sopprimere le norme sul rifinanziamento della missione in Afghanistan, ormai fallita perche ´ si e` trasformata in mera presenza militare accantonando le originarie finalita` di costruzione della pace. E ` giusto richiamare i militari italiani, la cui presenza in un teatro di guerra viola l’articolo 11 della Costituzione.
Pedica (IdV). Ribadisce che la missione in Afghanistan si e` sviluppata come operazione di guerra, per combattere il terrorismo internazionale..........Il provvedimento mira addirittura a rafforzare alcune missioni, tra cui quelle nei Balcani, nel Mediterraneo ed in Somalia, pertanto bisognerebbe sopprimere tali disposizioni.
Articoli 2, 3 e 4 ,norme in materia di personale, penale e contabile.
Pedica (IDV) Il Governo dovrebbe dar conto delle dichiarazioni rese alla stampa dal Ministro della difesa, il quale ha affermato che le risorse recuperate dai tagli al personale militare saranno usate per l’acquisto di armamenti. In una fase di recessione economica caratterizzata da crisi occupazionale tale posizione e` inaccettabile......... Vanno chiarite le dichiarazioni rese alla stampa in cui il Ministro della difesa ha parlato di acquisto di armi da effettuare con i risparmi ottenuti attraverso i tagli al personale............ Fornisce ulteriori precisazioni sulle dichiarazioni del Ministro della difesa in merito alla destinazione dei risparmi ottenuti dalla
annunciata riduzione del personale militare. Peraltro, gli aerei F-35 che l’Italia si accinge ad acquistare vengono considerati difettosi da alcune fonti.
.
Art. 5 “Disposizioni per l Amministrazione della Difesa.”
Questo e' l' articolo piu' contestato perche' completamente estraneo al tema delle missioni e l’ IDV ha chiesto la soppressione dell’ intero articolo.
Pedica (IDV). L’articolo 5, di cui si chiede la soppressione, pone in essere un’operazione poco trasparente di utilizzo di fondi per l’acquisto di sistemi d’arma, un tema, questo, su cui si e` sviluppato un ampio dibattito critico. Si tratta di norme estranee al tema delle missioni internazionali e per la loro rilevanza andrebbero approfondite in provvedimenti specifici. .......... Annuncia voto favorevole sull’emendamento 5.12, che propone di sopprimere il comma 1 dell’articolo 5, in materia di efficientamento e ristrutturazione degli arsenali, di personale in transito dai ruoli normali ai ruoli speciali, di proroga per il triennio 2012-2015 dell’attivita`e dei contributi a favore dell’Agenzia dell’industria e difesa.
…………. che sulla materia il Governo avesse accolto almeno un ordine del giorno. ...........La cosiddetta mini-naja e` stata un costoso capriccio del precedente Ministro della difesa.............. Annuncia il voto favorevole sull’emendamento 5.17,che propone di sopprimere la lettera a) del comma 2, che reca spese ed evidenti sprechi di risorse............ L’emendamento 5.4 prevede che il Governo si impegni a ridisegnare il modello della difesa eliminando i profili di spreco, nell’ottica dell’avvio di programmi interforze..........Dichiarando il voto favorevole sull’emendamento
5.5, invita il Governo ad impegnarsi per la creazione di un modello di difesa basato sulla professionalita` e non su una precarizzazione delle Forze armate, incentivando la cooperazione per la costruzione di un programma europeo.
Caforio (IdV). A fronte delle lacune riscontrate nel controllo parlamentare sull’attuazione dei programmi di difesa, l’emendamento 5.6 e` volto a riproporre il parere vincolante delle competenti Commissioni parlamentari su tali provvedimenti.
Pedica (IdV). Anche l’emendamento 5.30 intende reintrodurre il parere vincolante del Parlamento nelle decisioni inerenti i piani di armamento decisi dal Governo. ............L’emendamento 5.33 e` volto a sospendere l’acquisto di ulteriori armamenti e a promuovere il corretto utilizzo di quelli gia` esistenti.
Lanutti (IdV). Nella gravita` dell’attuale crisi economica occorre maturare maggiore consapevolezza delle spese sostenute per gli armamenti ed a tal fine l’emendamento 5.7 prevede che il Governo riferisca semestralmente in merito alle competenti Commissioni parlamentari.
L’Art.6 modifica alcune disposizioni sulla presenza di personale militare e guardie giurate su navi civili per protezione verso la pirateria.
Caforio (IdV). L’emendamento 6.1 riguarda l’importante tema dell’impiego di personale privato armato nelle navi mercantili in funzione antipirateria, che meriterebbe un provvedimento ad hoc che colmasse tutte le lacune presenti nella normativa vigente.
Pedica (IdV). Con l’emendamento 6.2 si intende sopprimere il comma 1 dell’articolo 6, con il quale si prevede l’impiego delle guardie giurate che non abbiano ancora frequentato i corsi teorico-pratici alle missioni internazionali in incarichi operativi. La disciplina vigente in materia deve essere radicalmente rivista, al fine di tutelare le stesse guardie giurate, in particolare sotto il profilo dell’utilizzo delle armi che la normativa vigente ancora non consente loro.
L’ Art. 7 e’ dedicato invece a “Iniziative di cooperazione allo sviluppo “
Pedica (IdV). Ribadisce la contrarieta` del Gruppo all’utilizzo delle armi e l’impegno dello stesso per una riconversione delle risorse ad interventi di cooperazione civile. (Applausi dal Gruppo IdV e dei senatori Pinzger e Peterlini).
…………….Con l’ordine del giorno G7.100 si impegna il Governo a stanziare il 30 per cento dei risparmi ottenuti dal ritiro del contingente italiano dall’Afghanistan per interventi di cooperazione civile.
…………… Risulta incomprensibile, da parte dell’attuale Governo, la contrarieta` ad una misura orientata alla pace come quella della riconversione delle risorse dalle spese militari a quelle per la cooperazione.………. Segnala gli emendamenti soppressivi presentati, invitando a riflettere sulla inopportunita` di tollerare sprechi nel grave momento di crisi economica e a fronte delle sofferenze che il Paese sta attraversando.
……………. Chi parla di ostruzionismo evidentemente non ha consapevolezza dei sentimenti e dei problemi della gente comune, che non puo` tollerare ulteriormente le spese militari. (Applausi dal Gruppo IdV. Commenti dai Gruppi PdL e PD).
Caforio (IdV). L’emendamento 10.1 trasferisce alla cooperazione i fondi destinati alla mini-naja.
Infine la dichiarazione finale di voto del Sen.Pedica per tutto il gruppo dell’ IDV
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta` dei popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali:il Gruppo votera` contro un provvedimento omnibus, che contrasta con l’articolo 11 della Costituzione e mescola la lotta alla pirateria con gli investimenti in armi, la cooperazione allo sviluppo con le operazioni militari. La missione in Afghanistan e` un’operazione di guerra diretta da Washington, che ha comportato costi umani ed economici elevati e ha prodotto risultati insoddisfacenti.
Il terrorismo, infatti, va combattuto con strumenti politici e la stabilizzazione, anche rispetto alla Siria e all’Iran, va perseguita con mezzi diplomatici. Il provvedimento e` criticabile anche perche´ destinare risorse cospicue alla costruzione di velivoli da guerra in un periodo di grave crisi economica rappresenta uno spreco inaccettabile.
Con riferimento infine alla vicenda dei due maro`, ribadisce che dovranno essere accertate le responsabilita` di chi li ha consegnati alle autorita` indiane. (Applausi dal Gruppo IdV).
Fonte www.senato.it
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