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venerdì 4 gennaio 2013
DL missioni militari all'estero. Necessari dal 30 settembre 2013 altri fondi fuori bilancio ?
Il 28 dicembre 2012 e' stato varato il decreto legge che finanzia le missioni militari all' estero dal 1 gennaio al 30 settembre 2013. Nel bilancio del Ministero dell' Economia e delle Finanze e' prevista per le missioni una cifra di 1.004,1 milioni di euro PER TUTTO IL 2013. PER I PRIMI 9 MESI SONO STANZIATI 935,5 MILIONI. 70 milioni di euro dovrebbero coprire il totale dei tre mesi finali, mentre ognuno dei 9 mesi precedenti e' stato finanziato con piu' di 100 milioni di euro. Ci sara' bisogno molto probabilmente di reperire altri fondi fuori bilancio. Da dove arriveranno ? Cosa ne pensano tutti coloro che stanno preparando le prossime elezioni politiche ?
Nell' articolo di Analisi Difesa riportato di seguito , nel paragrafo segnalato, la spiegazione della necessita' di questo nuovo finanziamento.
NB. Il decreto deve essere convertito in legge prima del 28 febbraio, cioe' a ridosso delle elezioni politiche. Di conseguenza, probabilmente, sara' votato alla Camera e al Senato prima della chiusura del Parlamento, cioe' in modo molto affrettato, senza una discussione adeguata nelle commissioni.
Marco
BILANCIO 2013, MISSIONI OLTREMARE E RIFORMA DELLO STRUMENTO MILITARE. QUALCOSA STA CAMBIANDO?
di Giovanni Martinelli31 dicembre 2012,
pubblicato in Analisi Italia
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n.301 del 28.12.2012 è finalmente entrato in vigore un provvedimento tanto importante quanto atteso; si tratta del Decreto Legge 227/2012 di “Proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione”. Un’importanza che deriva dal fatto che questo Decreto fornisce la necessaria copertura finanziaria alle missioni all’estero delle nostre Forze Armate. Aspetto quest’ultimo che diventa ancora più rilevante alla luce della particolare fase politica che sta attraversando il Paese; infatti, sebbene sia certo che non sarà possibile convertirlo in Legge entro i 60 giorni previsti (a causa dello scioglimento delle Camere), ciò nonostante esso assicurerà comunque i fondi necessari per proseguire le operazioni nei vari teatri.
Dalla lettura del provvedimento giungono poi una conferma e alcune precisazioni importanti rispetto alle anticipazioni che erano trapelate dopo la sua approvazione nel Consiglio dei Ministri del 22 dicembre scorso; la conferma è costituita dal fatto che le spese previste sono coperte fino al 30 settembre del 2013. Non è dato sapere per quale ragione sia stato scelto un tale riferimento temporale visto che nel 2012 si era optato per un D.L. che copriva l’intero anno solare mentre in precedenza si era (quasi) sempre scelto il rinnovo su base semestrale. Le precisazioni riguardano invece la cifra complessivamente stanziata e l’esatta ripartizione di fondi tra le varie voci.
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Per quanto riguarda il totale degli oneri derivanti da tali impegni, il Decreto indica una cifra di poco meno di 935,5 milioni di euro; dunque, se è vero che la somma iscritta a bilancio del Ministero dell’Economia e delle Finanze (pari a 1.004,1 milioni di euro) a copertura di tutto il 2013 non viene impegnata completamente, altrettanto chiaro è il fatto che i poco meno di 70 milioni rimanenti non potranno certo bastare per i 3 mesi finali dell’anno. In altri termini, la prospettiva di un ulteriore (ancorché parziale) rifinanziamento dovrà essere affrontata nei prossimi mesi.
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Nello specifico, i fondi disponibili sono a loro volta suddivisi in 2 grandi categorie di spesa e cioè quelle contenute nel Capo I e relative alle “missioni internazionali delle Forze armate e di polizia” e, per l’appunto, quelle che riguardano le “iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione” al Capo II. Come è ovvio che sia, quelle di maggiore interesse ai fini del presente articolo sono le diposizioni che fanno riferimento alle missioni delle Forze Armate; tuttavia, ulteriori spunti di rilievo si possono ritrovare anche nel Capo II del D.L. stesso. Per il 2013 quindi, a “farla da padrone” sarà ancora una volta la missione ISAF in Afghanistan che riceverà 426,6 milioni di euro; ma se questo è l’impegno diretto per le operazioni in quel Paese, altri 15,4 milioni sono messi a diposizione per le esigenze connesse a tale missione (con particolare riferimento alle presenze negli Emirati Arabi Uniti e al personale distaccato presso il CENTCOM a Tampa) mentre altri fondi arrivano (al Capo II) per l’alimentazione del fondo fiduciario NATO destinato al sostegno dell’Esercito Afgano.
La seconda operazione in ordine di importanza è la UNIFIL in Libano che per quest’anno riceverà 118,8 milioni di euro, comprensivi della partecipazione alla UNIFIL Maritime Task Force, mentre anche l’impegno in Kosovo, espresso soprattutto attraverso Joint Enterprise-KFOR, continuerà ad assorbire la rispettabile cifra di 52,5 milioni circa. Un altro ingente stanziamento, 39,9 milioni, lo ricevono le missioni anti-pirateria svolte in ambito UE (operazione Atalanta) e NATO (operazione Ocean Shield) nelle acque del Corno d’Africa; sempre in ambito navale, si segnalano i 14,2 milioni per la missione Active Endeavour nel Mediterraneo, anch’essa svolta in ambito NATO. Degni di nota anche i 7,5 milioni destinati all’impiego di personale con funzioni di assistenza e supporto in Libia e altri 6,9 milioni per le missioni dell’Unione Europea sempre in Somalia (EUTM Somalia) e nell’area del Corno d’Africa (EUCAP Nestor).
Seguono poi numerosi stanziamenti di importi inferiori per missioni di ridotte dimensioni tra le quali spicca un’altra operazione dell’UE in Africa (l’EUCAP Sahel Niger) con 1,9 milioni; a questa si aggiungono vari altri dispiegamenti (da Cipro alla Georgia, dal Sudan alla Palestina, passando per l’assistenza alle Forze Armate albanesi) davvero modesti.
Sempre al Capo I, si segnalano anche i fondi per le esigenze logistiche delle varie missioni (stipulazione dei contratti di assicurazione e trasporto e realizzazione di infrastrutture) che ricevono ben 143,8 milioni, così come degni di nota sono anche i 6,6 milioni circa messi a diposizione dei Comandanti delle varie missioni (e in larga parte assegnati a ISAF) per interventi urgenti a favore delle popolazioni locali. Di grande importanza infine è anche lo stanziamento di 10 milioni per il mantenimento del dispositivo info-operativo dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE) a protezione del personale delle Forze Armate in tali missioni.
Il totale dei fondi quindi disponibili per l’insieme delle attività più propriamente militari è pari a circa 846 milioni di euro.
Ricordato come in questa parte del provvedimento siano riportati anche gli stanziamenti per varie missioni civili (della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, per un totale di 11,4 milioni), non si può non tralasciare anche quanto disposto in termini di cessione di materiale ad altri Paesi; tra questi spiccano sicuramente i 3 blindati leggeri e i 10 semoventi M109 L per Gibuti nonchè i (ben) 500 veicoli per la fanteria M113 destinati alla Repubblica Islamica del Pakistan.
I restanti 80 milioni circa sono invece destinati al Capo II, quello che comprende interventi prevalentemente svolti dal Ministero degli Affari Esteri per iniziative di cooperazione, sviluppo, ricostruzione e stabilizzazione svolte in ambito nazionale e/o multilaterale; non mancano tuttavia interventi a favore di settori specifici come il rafforzamento delle misure di sicurezza attiva, passiva nonché informatica delle sedi diplomatico-consolari situate in aree ad alta conflittualità (e di varie altre sedi istituzionali all’estero), così come finanziamenti per la partecipazione italiana alle iniziative PESC-PSDC in ambito UE e per la ristrutturazione del Quartiere Generale del Consiglio Atlantico a Bruxelles. Sebbene poi il D.L. non specifichi il quantitativo di militari che saranno impiegati mediamente nel 2013, si può facilmente immaginare che questo anno segnerà un ulteriore calo della presenza italiana all’estero. Fatte salve eventuali (e al momento imprevedibili) contingenze, si dovrebbe assistere dunque a una riduzione dei valori registrati nell’ultimo biennio e pari a 6.500÷6.600 uomini; un disimpegno anche comprensibile vista l’attuale congiuntura economica ma sul quale sarebbe preferibile non “adagiarsi”. L’attuale contesto geo-politico e un livello di instabilità particolarmente elevato, potrebbero infatti costringerci a rivedere questa tendenza; soprattutto rispetto a un bacino come quello del Mediterraneo che continua a essere punto di origine di non poche turbolenze o, più in generale, di un continente come quello Africano (si pensi ad aree come quelle del Sahel o del Corno d’Africa) quale possibile fonte di contagio in termini di minacce alla sicurezza collettiva.
http://www.analisidifesa.it/2012/12/bilancio-2013-e-riforma-dello-strumento-militare-qualcosa-sta-cambiando/
martedì 28 febbraio 2012
Stralci degli interventi del Sen . Pedica (IDV) nella discussione in Senato in occasione della conversione in legge del DL 215 2011 sulle missioni militari all' estero.
Mercoledi' 22 Febbraio il Senato ha definitamente convertito in legge il DL 215 2011 sulle missioni militari all' estero. Hanno votato contro l'IDV, la Lega Nord e qualche altro senatore isolato, cosi' come era successo alla Camera.
Riporto in questo post alcuni stralci degli interventi del senatore Pedica dell' IDV e qualche battuta dei suoi colleghi di partito Caforio e Lanutti.
Credo sia giusto fare uscire dal Senato la voce di chi ha illustrato concetti spesso condivisi da tutti noi, anche come incoraggiamento a impegni futuri ancora piu' energici.
Ed anche per fare un piccolo dispetto a chi prende i voti dei pacifisti e non si pronuncia su la pace e la guerra o addirittura si pronuncia per la guerra. E non e' indispensabile essere in Parlamento per esprimersi contro le missioni militari.
Marco
Discussione sugli emendamenti presentati all' Art.1 "Missioni internazionali delle Forze Armate e di polizia"
Pedica (IdV). I tanti emendamenti presentati dal Gruppo IdV all’articolo 1 hanno lo scopo di suscitare un dibattito piu` approfondito e di ottenere chiarimenti e precisazioni da parte del Governo sulle missioni da rifinanziare, in particolare quelle in Afghanistan e in Libia. Il Gruppo
IdV e` contrario a destinare a spese militari ingenti fondi che potrebbero invece alleviare la situazione delle famiglie in difficolta` a causa della crisi economica. Peraltro, il Governo e` stato piuttosto vago su modalita` e tempi di realizzazione del disimpegno dell’Italia in Afghanistan, limitandosi a indicare il limite temporale del 2014.
Caforio (IdV). L’emendamento 1.22 propone di sopprimere le norme sul rifinanziamento della missione in Afghanistan, ormai fallita perche ´ si e` trasformata in mera presenza militare accantonando le originarie finalita` di costruzione della pace. E ` giusto richiamare i militari italiani, la cui presenza in un teatro di guerra viola l’articolo 11 della Costituzione.
Pedica (IdV). Ribadisce che la missione in Afghanistan si e` sviluppata come operazione di guerra, per combattere il terrorismo internazionale..........Il provvedimento mira addirittura a rafforzare alcune missioni, tra cui quelle nei Balcani, nel Mediterraneo ed in Somalia, pertanto bisognerebbe sopprimere tali disposizioni.
Articoli 2, 3 e 4 ,norme in materia di personale, penale e contabile.
Pedica (IDV) Il Governo dovrebbe dar conto delle dichiarazioni rese alla stampa dal Ministro della difesa, il quale ha affermato che le risorse recuperate dai tagli al personale militare saranno usate per l’acquisto di armamenti. In una fase di recessione economica caratterizzata da crisi occupazionale tale posizione e` inaccettabile......... Vanno chiarite le dichiarazioni rese alla stampa in cui il Ministro della difesa ha parlato di acquisto di armi da effettuare con i risparmi ottenuti attraverso i tagli al personale............ Fornisce ulteriori precisazioni sulle dichiarazioni del Ministro della difesa in merito alla destinazione dei risparmi ottenuti dalla
annunciata riduzione del personale militare. Peraltro, gli aerei F-35 che l’Italia si accinge ad acquistare vengono considerati difettosi da alcune fonti.
.
Art. 5 “Disposizioni per l Amministrazione della Difesa.”
Questo e' l' articolo piu' contestato perche' completamente estraneo al tema delle missioni e l’ IDV ha chiesto la soppressione dell’ intero articolo.
Pedica (IDV). L’articolo 5, di cui si chiede la soppressione, pone in essere un’operazione poco trasparente di utilizzo di fondi per l’acquisto di sistemi d’arma, un tema, questo, su cui si e` sviluppato un ampio dibattito critico. Si tratta di norme estranee al tema delle missioni internazionali e per la loro rilevanza andrebbero approfondite in provvedimenti specifici. .......... Annuncia voto favorevole sull’emendamento 5.12, che propone di sopprimere il comma 1 dell’articolo 5, in materia di efficientamento e ristrutturazione degli arsenali, di personale in transito dai ruoli normali ai ruoli speciali, di proroga per il triennio 2012-2015 dell’attivita`e dei contributi a favore dell’Agenzia dell’industria e difesa.
…………. che sulla materia il Governo avesse accolto almeno un ordine del giorno. ...........La cosiddetta mini-naja e` stata un costoso capriccio del precedente Ministro della difesa.............. Annuncia il voto favorevole sull’emendamento 5.17,che propone di sopprimere la lettera a) del comma 2, che reca spese ed evidenti sprechi di risorse............ L’emendamento 5.4 prevede che il Governo si impegni a ridisegnare il modello della difesa eliminando i profili di spreco, nell’ottica dell’avvio di programmi interforze..........Dichiarando il voto favorevole sull’emendamento
5.5, invita il Governo ad impegnarsi per la creazione di un modello di difesa basato sulla professionalita` e non su una precarizzazione delle Forze armate, incentivando la cooperazione per la costruzione di un programma europeo.
Caforio (IdV). A fronte delle lacune riscontrate nel controllo parlamentare sull’attuazione dei programmi di difesa, l’emendamento 5.6 e` volto a riproporre il parere vincolante delle competenti Commissioni parlamentari su tali provvedimenti.
Pedica (IdV). Anche l’emendamento 5.30 intende reintrodurre il parere vincolante del Parlamento nelle decisioni inerenti i piani di armamento decisi dal Governo. ............L’emendamento 5.33 e` volto a sospendere l’acquisto di ulteriori armamenti e a promuovere il corretto utilizzo di quelli gia` esistenti.
Lanutti (IdV). Nella gravita` dell’attuale crisi economica occorre maturare maggiore consapevolezza delle spese sostenute per gli armamenti ed a tal fine l’emendamento 5.7 prevede che il Governo riferisca semestralmente in merito alle competenti Commissioni parlamentari.
L’Art.6 modifica alcune disposizioni sulla presenza di personale militare e guardie giurate su navi civili per protezione verso la pirateria.
Caforio (IdV). L’emendamento 6.1 riguarda l’importante tema dell’impiego di personale privato armato nelle navi mercantili in funzione antipirateria, che meriterebbe un provvedimento ad hoc che colmasse tutte le lacune presenti nella normativa vigente.
Pedica (IdV). Con l’emendamento 6.2 si intende sopprimere il comma 1 dell’articolo 6, con il quale si prevede l’impiego delle guardie giurate che non abbiano ancora frequentato i corsi teorico-pratici alle missioni internazionali in incarichi operativi. La disciplina vigente in materia deve essere radicalmente rivista, al fine di tutelare le stesse guardie giurate, in particolare sotto il profilo dell’utilizzo delle armi che la normativa vigente ancora non consente loro.
L’ Art. 7 e’ dedicato invece a “Iniziative di cooperazione allo sviluppo “
Pedica (IdV). Ribadisce la contrarieta` del Gruppo all’utilizzo delle armi e l’impegno dello stesso per una riconversione delle risorse ad interventi di cooperazione civile. (Applausi dal Gruppo IdV e dei senatori Pinzger e Peterlini).
…………….Con l’ordine del giorno G7.100 si impegna il Governo a stanziare il 30 per cento dei risparmi ottenuti dal ritiro del contingente italiano dall’Afghanistan per interventi di cooperazione civile.
…………… Risulta incomprensibile, da parte dell’attuale Governo, la contrarieta` ad una misura orientata alla pace come quella della riconversione delle risorse dalle spese militari a quelle per la cooperazione.………. Segnala gli emendamenti soppressivi presentati, invitando a riflettere sulla inopportunita` di tollerare sprechi nel grave momento di crisi economica e a fronte delle sofferenze che il Paese sta attraversando.
……………. Chi parla di ostruzionismo evidentemente non ha consapevolezza dei sentimenti e dei problemi della gente comune, che non puo` tollerare ulteriormente le spese militari. (Applausi dal Gruppo IdV. Commenti dai Gruppi PdL e PD).
Caforio (IdV). L’emendamento 10.1 trasferisce alla cooperazione i fondi destinati alla mini-naja.
Infine la dichiarazione finale di voto del Sen.Pedica per tutto il gruppo dell’ IDV
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta` dei popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali:il Gruppo votera` contro un provvedimento omnibus, che contrasta con l’articolo 11 della Costituzione e mescola la lotta alla pirateria con gli investimenti in armi, la cooperazione allo sviluppo con le operazioni militari. La missione in Afghanistan e` un’operazione di guerra diretta da Washington, che ha comportato costi umani ed economici elevati e ha prodotto risultati insoddisfacenti.
Il terrorismo, infatti, va combattuto con strumenti politici e la stabilizzazione, anche rispetto alla Siria e all’Iran, va perseguita con mezzi diplomatici. Il provvedimento e` criticabile anche perche´ destinare risorse cospicue alla costruzione di velivoli da guerra in un periodo di grave crisi economica rappresenta uno spreco inaccettabile.
Con riferimento infine alla vicenda dei due maro`, ribadisce che dovranno essere accertate le responsabilita` di chi li ha consegnati alle autorita` indiane. (Applausi dal Gruppo IdV).
Fonte www.senato.it
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