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mercoledì 31 ottobre 2012

Siria, le notizie della settimana dal 21 al 28 ottobre 2012



a cura di Marco Palombo

UNA CRONACA DELLA TREGUA PER LA FESTA “DEL SACRIFICIO” Il cessate il fuoco per la festivita' islamica del Sacrificio, Eid al-Adha, e' stato proposto da Brahimi, incaricato da ONU e Lega Araba per la crisi siriana. Il diplomatico algerino lo ha illustrato ai paesi della regione mediorientale e Ban Ki moon con il segretario della Lega Araba, l'egiziano Al Araby, lo ha richiesto ufficialmente alle parti coinvolte nel conflitto. Il capo del Consiglio Militare del ESL al Seikh ha risposto si a condizione del rispetto della tregua da parte dell'esercito governativo. Domenica 21 ottobre Brahimi ha incontrato Assad a Damasco e il presidente siriano ha legato la sua adesione alla tregua alla fine delle attivita' terroristiche nel paese. Una risposta che sembrava quasi negativa vista l'attivita' in Siria di gruppi armati che non fanno riferimento ad alcuna autorita' riconosciuta e che non avrebbero mai accettato un dialogo o un accordo.
Invece giovedi' mattina era ufficiale il si del governo siriano al cessate il fuoco.
Venerdi' 27 ottobre alle 6.00, ora locale, e' iniziata la tregua. Secondo la lega Araba il temporaneo armistizio ha sostanzialmente tenuto fino a meta' pomeriggio e alle 16.00 venivano segnalati incidenti in varie zone del paese e 7 persone uccise, mentre il giorno prima era stato comunicato il numero di 140 morti negli scontri armati.
In serata la conta degli uccisi si impennava, arrivando prima a 47 persone ed infine a 70. La mattina seguente alle 8.00 la cifra indicata era di 81 caduti ma dopo pochissime ore, verso le 12.00, veniva data la cifra di 147 morti negli scontri armati, numero che e' rimasto immutato e citato come dato ufficiale in tutte le altre news sulla giornata.
Tutte queste stime sono arrivate da un' unica fonte vicina all' opposizione e non mi convincono assolutamente, soprattutto per il contrasto tra la descrizione della giornata fino alle 16.00, qualcuno ha parlato anche della presenza di manifestazioni pacifiche antigovernative finalmente possibili dopo settimane di terrore, e l'incremento velocissimo del numero degli uccisi avvenuto in serata e addirittura nella tarda mattinata di sabato. Dopo 4 giorni saranno dichiarate 420 persone morte nei combattimenti durante la tregua, ma la percezione del fallimento del temporaneo armistizio e' arrivata con quell' improbabile incremento dai 7 uccisi alle 16.00 di venerdi' ai 147 delle 24.00 annunciati a mezzogiorno di sabato.

I QUOTIDIANI ITALIANI, TRANNE POCHE ECCEZIONI, NON HANNO SCRITTO DELLA TREGUA Ho consultato i quotidiani di venerdi' e sabato presenti in una biblioteca pubblica. Corriere della Sera, Repubblica, Il Messaggero, Il Foglio, Libero e il Tempo non avevano nessun accenno alla tregua siriana. Il Sole24ore di sabato conteneva un trafiletto sulla giornata precedente e solo Il Manifesto e Avvenire avevano notizie sulla tregua sia il venerdi' che il sabato. Questi due ultimi giornali nel complesso hanno dato al tema anche uno spazio adeguato.

IN LIBANO HA RETTO UNA TREGUA “ARMATA” Domenica 21 ottobre e il giorno seguente c'e' stata in Libano una tensione altissima. Attorno a Tripoli, nel nord del paese, si sono verificati combattimenti tra gruppi armati sunniti, alleati dei ribelli siriani, e gruppi alawiti fedeli al presidente Assad. Negli incidenti hanno perso la vita 10 persone e i feriti sono stati alcune decine. Nei giorni successivi l' esercito libanese e' riuscito a imporre una tregua alle due parti e anche Helzobollah ha avuto un ruolo nell' evitare un allargamento degli scontri armati nel Libano.

UN SINTETICO COMMENTO Questa tregua ha confermato che: – Nella crisi siriana i “cessate il fuoco” nel complesso non riescono ma hanno sempre dei risultati positivi parziali; – I media tendono ad ignorare completamente le notizie sulla tregua e in particolare i loro piccoli risultati positivi; – Il pessimismo sui tentativi di fermare la violenza comincia ad essere diffuso non appena si parla di questi, senza aspettare neanche il loro inizio. Ho messo anche l' accenno alla tregua nel Libano perche' e' la dimostrazione che un impegno serio per arginare la violenza porta a risultati positivi.

CONFERENZA STAMPA DELLA COMMISSIONE COI – ESORDIO DELLA DEL PONTE COME TESTIMONIAL Mercoledi' si e' svolta a Ginevra una conferenza stampa della Commissione CoI che indaga sui crimini di guerra nella crisi siriana. Il presidente Pinheiro ha dichiarato che sara' chiesto al governo siriano di poter entrare nel paese per svolgere le sue attivita'. I precedenti rapporti erano stati redatti dall'estero proprio per il rifiuto del governo a far lavorare la commissione sul territorio siriano. I media hanno riportato la conferenza stampa titolando sulla dichiarazione della magistrata svizzera Del Ponte che e' entrata a settembre 2012 nella commissione. La magistrata ha spiegato che intende trovare i colpevoli politici e militari dei crimini compiuti in Siria. Crimini che pero' non sono attribuiti solo alle forze governative e che per ora non sono assolutamente provati. A questo link - http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=947 - potete trovare un' inchiesta sul rapporto della commissione che, pur avendo avuto momenti di grande esposizione mediatica, nella sostanza e' risultato poco attendibile, tanto che si e' dovuto chiamare nella commissione la Del Ponte per dare piu' credibilita' al suo lavoro.

L'UNIONE EUROPA OSCURA LA TV SIRIANA Spiacevole sorpresa lunedi' per tutte le persone che seguono in Europa la tv siriana. Per ordine dell' Unione Europea il satellite Hotbird ha interrotto le trasmissioni di vari canali siriani nella cornice delle sanzioni contro la Siria. Quindi le persone di origine siriana che vivono nei paesi europei non possono piu' avere informazioni dirette su quanto avviene nel loro paese se non da qualche sito o telefonando. L' alternativa e' ascoltare la propaganda di Al Jazeera e Al Arabya o comprare una parabola speciale per ricevere i canali russi. Una cattiveria unica non tanto verso lo stato siriano, ma soprattutto verso i siriani in Europa che oltre ad essere lontani dal loro paese sono in ansia per i loro familiari in Siria e vorrebbero seguire quanto sta avvenendo nel loro paese. Ora temono anche che questo "simpatico" stratagemma venga esteso ad altre forme di comunicazione come Skype o altri server siriani. Non e' la prima interruzione per i canali di questo paese. Lo scorso giugno la Lega Áraba ha chiesto ai proprietari dei satelliti Arabsat y Nilesat la sospensione delle trasmissioni siriane via satellite in tutto il mondo.
Il 15 ottobre inoltre il satellite Eutelsat ha interrotto i servizi a 19 canali e stazioni radio trasmessi dall' Iran; un' altra decisione dell' UE presa insieme ad altre misure nel settore finanziario, commerciale, energetico e dei trasporti. In questa occasione sono stati oscurati PressTV e altri canali televisivi oltre a varie stazioni radio.

L'OCCIDENTE CONTINUA A PREPARARE L'OPINIONE PUBBLICA ALL'INVIO DI CASCHI BLU MA L' ONU ESCLUDE QUESTA IPOTESI Probabilmente fino al 6 novembre, giorno delle elezioni presidenziali statunitensi, non ci saranno svolte nella politica dei paesi occidentali verso la Siria. Nel frattempo questi paesi lavorano a dare all' opposizione un' immagine piu' credibile. L' ex premier siriano Hijab, fuggito dalla Siria ad inizio agosto, e' stato recentemente a Roma e in un colloquio con il nostro ministro degli esteri ha spiegato che Assad non vuole nessun negoziato e che e' necessario unificare l' opposizione per dare una prospettiva credibile alla guerra esistente.
Negli stessi giorni l' israeliano Peres ha incontrato il presidente del Consiglio italiano Monti e nella conferenza stampa finale si e' pronunciato per un intervento in Siria di caschi blu armati delle Nazioni Unite, militari che vorrebbe appartenenti ad eserciti di paesi arabi. Le forze ONU dovrebbero operare in territorio siriano per almeno un anno e aiutare una transizione politica.
Questi temi, invio di caschi blu e unificazione dell' opposizione, ricorrono frequentemente e i paesi occidentali ci stanno lavorando da tempo cercando di ottenere soprattutto l'appoggio dell' opinione pubblica progressista. Ma lunedi' 29 a Mosca l' incaricato per la crisi siriana Brahimi ha negato che l' ONU sia favorevole a questa ipotesi.

RINVIO DELLA VISITA DELLA DELEGAZIONE VATICANA La missione della delegazione vaticana in Siria prevista per questa settimana e' stata rinviata, ufficialmente per motivi di sicurezza. Alcuni commentatori hanno legato il rinvio a divergenze all' interno degli ambienti della Santa Sede tra lobby diverse. Sicuramente la posizione del Vaticano sulla guerra siriana non e' la stessa dei paesi occidentali, ma questa differenza fatica molto a farsi notare ed a costruire percorsi autonomi.

IL DIBATTITO TRA OBAMA E ROMNEY SULLA POLITICA ESTERA NON LASCIA ALCUNA TRACCIA Lunedi' 22 ottobre i candidati alla presidenza degli Stati Uniti si sono affrontati in un dibattito televisivo interamente dedicato alla politica estera. Il duello ha mostrato due posizioni molto simili ed e' passato quasi inosservato, almeno nei suoi contenuti di politica estera. Un nuovo attacco ad Obama sulla vicenda dell' 11 settembre a Bengasi e' arrivato dalla Fox secondo la quale la CIA avrebbe fermato quella sera l' intervento di agenti verso l' ambasciata USA attaccata. Ma ormai questa incerta elezione presidenziale si decidera' su altri temi.

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lunedì 22 ottobre 2012

Siria, le notizie della settimana dal 14 al 20 ottobre 2012


PROPOSTA UNA TREGUA PER LA FESTIVITA’ ISLAMICA DEL SACRIFICIO
Brahimi, incaricato speciale delle Nazioni Unite e Lega Araba per la crisi siriana, ha proposto una tregua per i giorni della festivita’ islamica del Sacrificio, il 26 ottobre. Questa proposta e’ stata presentata in Arabia saudita, viaggio tenuto quasi segreto, sul finire della scorsa settimana e nei giorni successivi in Turchia, Iran e Libano. Martedì si sono incontrati a sorpresa, a margine di un vertice economico a Baku in Azerbajan, il presidente turco Erdogan e quello iraniano Ahmadinejad che appoggiano entrambi la proposta. L’ opposizione armata ufficiale si e' detta disponibile alla tregua se ci saranno garanzie sul rispetto del cessate il fuoco anche dalla controparte. La riuscita di questa piccola pausa degli scontri armati non è scontata, pero’ i precedenti tentativi di tregua e presenza di osservatori, pur essendo falliti, avevano portato temporaneamente ad una diminuzione della violenza. I piccoli e parziali risultati ottenuti e l’ evidente boicottaggio dell’ opposizione armata furono sempre nascosti dai media. Quindi, in questa occasione, sara’ opportuno che l’ informazione e l’attivismo per la pace seguano con attenzione il tentativo e segnalino quelle notizie, compresi i piccoli segnali, che i media ufficiali tendono a non divulgare.

SI PARLA DI UNA TREGUA E LA VIOLENZA ARRIVA NUOVAMENTE IN LIBANO
Nella lunga crisi siriana tutte le volte che si e’ fatta avanti la possibilita’ di una trattativa, e’ arrivato puntuale qualche gravissimo episodio di violenza che ha azzerato il tentativo di mediazione del momento. L’ autobomba di Beirut, dove e’ rimasto ucciso il generale dei servizi segreti libanesi Wissan al Hassan, ha riacceso la miccia dello scontro in Libano tra filo e anti Assad, proprio nel momento in cui in Siria la popolazione da segni di insofferenza verso chi fomenta e conduce la guerra.

INDISCREZIONI SU UNA POSSIBILE MISSIONE DI CASCHI BLU ARMATI DELLE NAZIONI UNITE
Alcuni articoli tornano, in modo molto cauto, a parlare di possibile missione di 3.000 caschi blu armati dell’ ONU. Il quotidiano Libero ipotizza anche che l’ Italia possa assumerne il comando. In realta’ all’ ipotesi di intermediazione armata delle Nazioni Unite si lavora incessantemente da mesi cercando di convincere soprattutto gli ambienti pacifisti italiani. Ma la cosa non e’ tanto semplice. Il 30 agosto, quando la presidenza del Consiglio di Sicurezza era francese, si e’ svolto un incontro di questo organismo alla presenza del ministro degli esteri francese e di quello inglese. Ma una loro richiesta di creare zone cuscinetto non fu accettata. Questo episodio ha avuto poca pubblicita’ ma dopo la riunione del CdS, con la consueta decisione, il ministro degli esteri francese Fabius dichiaro’ che per il futuro non escludeva alcuna ipotesi, cioe’ la Francia avrebbe potuto intervenire anche senza approvazione del Consiglio di Sicurezza. La creazione di zone cuscinetto e la presenza di caschi blu armati avrebbero entrambe la conseguenza di togliere al governo di Damasco il controllo di zone del suo territorio. E sarebbe di fatto un passo ostile verso l’ attuale stato siriano.

MARTEDI’ RIUNITO IL CNS E INCONTRO A PARIGI CON IL GOVERNO FRANCESE.
Martedi’ si e’ riunita in Qatar l’ opposizione del CNS, l’ unica appoggiata e riconosciuta dagli stati occidentali. Ha dichiarato di avere fatto un passo verso l’ unificazione di tutti gli oppositori ad Assad e una sua delegazione si e’ incontrata a Parigi con il governo francese. Ricordo che la Francia ha sempre fatto pressione per la nascita di un governo provvisorio in esilio che Parigi riconoscerebbe subito come legittimo rappresentante del popolo siriano. Un processo analogo avvenne in Libia, con i risultati che sappiamo.

MISSIONE VATICANA AD ALTISSIMO LIVELLO IN SIRIA
E’ stata annunciata una missione vaticana a Damasco in solidarieta’ a tutta la popolazione siriana che soffre per la guerra. Alla delegazione della Santa Sede parteciperanno alcuni cardinali tra i quali l’ arcivescovo di Kinsasa e quello di New York. Oltre a incontri e colloqui gli inviati di Benedetto XVI porteranno un' offerta dello Stato Vaticano e una personale dei partecipanti al Sinodo dei padri della Chiesa che si e’ tenuto a Roma a ottobre.

PATRIARCA GREGORIOS III A ROMA
Il Patriarca della Chiesa Cattolica Greco-Melchita Gregorios III dopo aver partecipato al Sinodo dei Padri della Chiesa, si e’ trattenuto alcuni giorni a Roma ed ha avuto vari incontri nei quali ha spiegato la sofferenza del popolo siriano per l’ attuale guerra e il diffuso desiderio di una soluzione pacifica alla crisi. Ha spiegato anche l’ impegno attuale di molti siriani per la riconciliazione ed alcuni positivi risultati delle iniziative del movimento Musalaha, riconciliazione in arabo. In Siria esiste con il nuovo governo anche un Ministero per la Riconciliazione guidato da un esponente dell’ opposizione che ha partecipato alle ultime elezioni. Un' iniziativa che ricalca il percorso compiuto in Sudafrica per la fine dell' apartheid.

SANZIONI UE E CHIUSURA SPAZIO AEREO TURCO
La scorsa settimana avevo scritto che l' unico effetto del dirottamento su Ankara dell' aereo siriano da parte dei caccia F-16 era stato il rinvio della visita di Putin in Turchia. Avevo anche ipotizzato che questo fosse stato lo scopo principale dell' episodio. Sbagliavo. Successivamente c'e' stata un' analoga perquisizione ad un aereo armeno in volo nei cieli turchi e la chiusura dello spazio aereo turco a tutti i voli per la Siria. Allora e' evidente che l' episodio del primo dirottamento e' stato il primo passo di questa percorso che si inserisce insieme alle sanzioni dell' Unione Europea, ulteriormente aumentate lunedi', nella strategia di colpire la Siria dal punto di vista economico. Intanto si invitano gli italiani a sostenere economicamente le ONG che lavorano nell' emergenza umanitaria causata dalla guerra.

LUNEDI’ 22 OTTOBRE DIBATTITO TV SULLA POLITICA ESTERA TRA OBAMA E ROMNEY
Martedi’ nel secondo dibattito televisivo tra i candidati alla presidenza degli Stati Uniti c’e’ stato come previsto un reciproco scambio di accuse sull’ episodio dell’ uccisione dell'ambasciatore Stevens all’ ambasciata USA di Bengasi. I media hanno attribuito a Obama un netta vittoria nel confronto. Non e’ andata esattamente cosi’, comunque l’ incontro di lunedi’, esclusivamente sulla politica estera, avra’ molta piu’ importanza dello scambio di battute della settimana precedente.

ALCUNE NOTIZIE NASCOSTE
- L’ agenzia ufficiale iraniana IMA ha riferito che Ahmadinejad e’ favorevole ad una tregua in Siria e crede che solo libere elezioni, e non la guerra, possano portare ad una soluzione stabile nel paese.(dal Manifesto)

- Nel 2010 i 189 paesi firmatari del Trattato di non proliferazione nucleare avevano deciso che si sarebbe svolta ad Helsinki entro la fine del 2012 una Conferenza per un Medio Oriente denuclearizzato. Non se n’e’ piu’ parlato. (Dal Manifesto)

- Ad Aleppo e’ stato ritrovato il cadavere del direttore della clinica universitaria. Era stato rapito dall’ opposizione armata nel luglio scorso perche’ accusato “di appoggiare il regime di Assad”.(Gr RAI)

SE QUESTA E’ INFORMAZIONE…
“L’ incaricato ONU Brahimi ha incontrato a Damasco Assad. E’ stato l’ennesimo tentativo fallito per un cessate il fuoco come dimostrano i due attentati che oggi ad Aleppo e Damasco hanno ucciso decine di persone.”
dal Tg La7 di domenica 21 ottobre.

martedì 16 ottobre 2012

Siria, le notizie della settimana dal 7 al 13 ottobre 2012



BRAHIMI PRESTO IN EUROPA E A DAMASCO, MA ORA IL SUO SILENZIO AIUTA LA GUERRA.

Ladhkar  Brahimi, incaricato di ONU e Lega Araba per la crisi siriana, aveva annunciato un suo piano di pace dopo il dibattito generale all’ Assemblea delle Nazioni Unite terminato il 1° ottobre. Ancora non si e’ saputo niente in proposito tanto che alcuni giornalisti hanno chiesto al Segretario generale dell’ ONU, Ban Ki moon, quali fossero i progetti di Brahimi per cercare una soluzione politica alla tragica situazione siriana. Ban ha annunciato prossimi colloqui del diplomatico algerino in alcune capitali dell’ Unione Europea e una successiva missione a Damasco. Ma in questo momento l’ assenza di Brahimi dal teatro dell’ informazione sulla crisi e’ un grosso regalo ai paesi occidentali, alle petromonarchie e all’ opposizione del CNS, cioe’ ai tre soggetti principali che non vogliono mediazioni. Nello stesso tempo e’ forse una trappola insidiosa per l’ attuale governo siriano che sembra illudersi talvolta di poter sconfiggere militarmente i “terroristi” e vede il negoziato come l' ammissione che la crisi siriana non e’ stata provocata solamente da un complotto esterno. Perche’ il silenzio sarebbe un regalo?  Perche’Brahimi, se, anche senza presentare ancora un piano dettagliato, avesse fatto conoscere almeno delle linee guida di un progetto, avrebbe costretto tutti gli attori in campo a pronunciarsi ed a scoprire qualcosa delle proprie intenzioni. In questa situazione invece si sono pronunciati solo coloro che sono veramente a favore di una soluzione negoziata: Russia, Iran, Cina, opposizione interna, Egitto e alcuni paesi confinanti come Iraq e Giordania. Gli altri soggetti sono riusciti, senza troppe difficolta’, a non schierarsi ed a spargere un interessato pessimismo sulle trattative che ancora neanche partono.

CNS SI RIUNIRA’ PROSSIMAMENTE IN QATAR, LA FRANCIA PREME PER UN GOVERNO PROVVISORIO CHE RICONOSCEREBBE SUBITO.

   Il CNS si riunira’ nei prossimi giorni in Qatar e la Francia preme per la creazione di un governo provvisorio in esilio che riconoscerebbe immediatamente. L’ opposizione siriana e’ finora divisa e la nascita di un governo provvisorio sarebbe una forzatura che e’ stata per ora impossibile. Se riuscisse sarebbe pero’ un passo pericoloso verso l’ irreversibilita’ dello scontro armato tra le parti. Quindi stiamo attenti a eventuali movimenti della Farnesina nella stessa direzione………..

AEREO DIROTTATO DA F-16 TURCHI, SOLO UN ATTACCO ALL’ IMMAGINE DELLA RUSSIA ?

   Il caso dell’ aereo di linea siriano, proveniente da Mosca e costretto ad atterrare in Turchia da manovre di alcuni caccia F-16, sta scomparendo velocemente dalle informazioni internazionali. In un primo momento i media hanno riportato con grande convinzione le posizioni del governo turco: “trovate armi a bordo dell’ aereo, l’ operazione e’ stata completamente legittima e legale”. Queste tesi  pero’ non appaiono convincenti, la Russia non ha mai interrotto la collaborazione tecnico-militare con la Siria e potrebbe importare nel paese di Damasco materiale militare attraverso altri canali. La legalita’ dell’ operazione appare inoltre poco credibile anche alle persone digiune di diritto internazionale. Tutto sparisce,  purtroppo,  troppo velocemente dall’ informazione e spero che Siria e Russia insistano per approfondire l’ episodio. L’ unico effetto reale di questo dirottamento e’ stato per ora il rinvio della visita di Putin in Turchia prevista per questa settimana. Una coincidenza casuale? In settimana l’ Osservatore Romano aveva un vistoso titolo a meta’ della prima pagina: “La Russia auspica la pace “. Anche la Chiesa Cattolica teme molto l’ attuale guerra che potrebbe dare ulteriore spazio a gruppi religiosi estremisti.  La Russia viene indicata dai media occidentali come paese che “..impedisce all’ ONU di fermare il massacro siriano..” ma nei fatti ha appoggiato quasi completamente il piano Annan. Ha posto solo il veto alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza perche’ le riteneva unilaterali e un passo necessario per arrivare, eventualmente, a un intervento militare straniero in Siria. Inoltre negli ultimi giorni ha fatto pressione sulla Siria, almeno in due occasioni, perche’ tenesse con Ankara rapporti non apertamente ostili. Insomma la Russia e’ il paese piu’ impegnato ed interessato (anche se la pace e’ interesse di tutti, anche di chi vuole la guerra) ad una soluzione negoziata della crisi e la Nato con i suoi alleati forse teme che il suo attivismo si saldi ai desideri di pace (o alla paura della guerra) della Chiesa cattolica e dell’ opposizione interna.

L’UNIONE EUROPEA CRITICA LA TURCHIA SUI DIRITTI “FONDAMENTALI”

  Questo e’ l’ incipit di un articolo del Corriere della Sera, edizione on line, che descrive la critica dell’Unione Europea alla Turchia sui diritti umani, al link finale potete leggere l’ articolo integrale:     “ Un rapporto duro, il più duro degli ultimi anni, quello che l’Unione Europa ha pubblicato ieri sulla Turchia.  Troppi giornalisti, sindacalisti, politici curdi, studenti, militari sono in detenzione preventiva, accusati di presunto “terrorismo”; troppe limitazioni alla libertà di espressione e  di stampa; crescente intolleranza verso le minoranze religiose e l’irrisolta questione curda. Un quadro fosco che non è piaciuto ad Ankara: il ministro per l’Europa, Egemen Bagis, ha riassunto parlando di “una grossa delusione”.    http://lepersoneeladignita.corriere.it/2012/10/11/la-ue-critica-la-turchia-passi-indietro-sui-diritti-fondamentali/

LE VIOLENZE E GLI SCONTRI ARMATI.

  La tensione al confine turco-siriano rimane anche in questa settimana al centro della scena. Le scaramucce alla frontiera non si sono mai fermate o almeno non si sono fermate le segnalazioni di episodi di tensione e sono state compiute da entrambi gli eserciti numerose manovre e contromanovre di mezzi militari, in cielo ed in terra. Secondo i media occidentali il governo siriano avrebbe attaccato con violenza la provincia di Homs per sconfiggere definitivamente i ribelli in questa zona ma questo articolo dalla Siria, di fonte filogovernativa, da' informazioni di taglio diverso:  http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=980  . Da Aleppo invece interessante questo reportage di Francesca Borri dal Fatto Quotidiano: http://www.contropiano.org/it/archivio-news/documenti/item/11825-cronache-dalla-siria-reportage-da-aleppo .  Ha avuto abbastanza eco la notizia della presenza di 150 militari statunitensi al confine sirio-giordano, giustificata dalla necessita’ di eventuali manovre contro armi chimiche, ma nello stesso confine da settimane era stata annunciata la presenza anche di truppe francesi per aiutare ad affrontare l’ emergenza umanitaria. Intanto proseguono gli scontri che coinvolgono il territorio libanese, anche se un colpo isolato proveniente dall’ esercito governativo si merita un titolo sui media, mentre l’ uccisione di cittadini siriani da parte di gruppi armati sunniti rimane una notizia semi-clandestina.

MARTEDI’ NEL DIBATTITO TV ROMNEY CHIEDERA’ AD OBAMA DELLA DICHIARAZIONE GIURATA DEL DIPARTIMENTO DI STATO ?

  Negli Stati Uniti e’ stata aperta un‘ inchiesta parlamentare sull’ assalto dell’ 11 settembre all’ ambasciata di Bengasi che e’ costato la vita all’ambasciatore Stevens. Nell’ ambito di questa inchiesta si e’ gia’ avuta una testimonianza del Dipartimento di Stato che, sotto giuramento, ha confermato di avere fatto nel periodo precedente l'episodio la richiesta di un rinforzo delle misure di sicurezza, richiesta che non e’ stata accettata. Il candidato democratico alla vice-presidenza Bilden in un dibattito televisivo e’ “inciampato” su questo tema negando quello che rappresentanti del Dipartimento di Stato hanno dichiarato sotto giuramento e Romny in persona e’ intervenuto a sottolineare la gravita’ di questa contraddizione. Hillary Clinton e Obama sono attaccati anche per avere dato delle versioni diverse sull’ episodio dell’11 settembre: prima hanno parlato di una protesta, per il film blasfemo su Maometto, sfuggita di mano, in seguito hanno denunciato un’ azione preordinata di Al Qaeda. Martedi’ ci sara’ un dibattito televiso tra Romney ed Obama e probabilmente il candidato repubblicano non perdera’ occasione per incalzare il democratico sulla dichiarazione contrastante con il Dipartimento di Stato e per l’ incertezza generale dimostrata in tutta la vicenda. Ma sara’ per noi molto interessante soprattutto il dibattito tra i due candidati del 22 ottobre, interamente dedicato alla politica estera.

http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1020

lunedì 8 ottobre 2012

Siria, le notizie della settimana dal 30 settembre al 6 ottobre 2012


Siria, le notizie della settimana dal 30 settembre al 6 ottobre 2012


PARLAMENTO TURCO AUTORIZZA OPERAZIONI MILITARI ALL’ESTERO
Giovedi’ ad Ankara i deputati turchi hanno approvato una mozione che autorizza per un anno operazioni militari in territorio estero. La votazione ha visto 320 voti favorevoli e 129 contrari. Ha votato contro il documento l’ opposizione composta dal Partito Repubblicano del Popolo e dal curdo Partito per la Pace e la Democrazia.

Sul Corriere della Sera Lorenzo Cremonesi ha scritto che il provvedimento era stato pensato per i curdi dell’ Irak ma, dopo le 5 persone uccise da un colpo di mortaio proveniente dalla Siria, si e’ giunti alla stesura finale che non pone limiti geografici ad eventuali operazioni militari anche se fa un riferimento esplicito alla crisi siriana.

Questo voto parlamentare, descritto solo come un monito alla Siria, potrebbe quindi essere sfruttato anche in altre occasioni, magari per bombardare con l’ aviazione basi curde in Iraq o in Siria.

LE MOLTE TENSIONI IN TURCHIA, TROPPO COINVOLTA NELLA CRISI SIRIANA
Il vero problema della Turchia e’ il suo eccessivo coinvolgimento nella crisi siriana che ha pesato su Ankara piu’del previsto. La conseguenza piu’ grave e’ l’ intensificazione della guerriglia curda. L’ appoggio della Turchia ai gruppi armati contro Assad ha provocato in risposta l’aiuto siriano ai ribelli del Kurdistan. Erdogan ha parlato di centinaia di combattenti curdi uccisi negli ultimi mesi ed ha cercato un dialogo con Ocalan, leader del PKK in carcere dal 1999, per limitare gli attacchi armati. Nei territori turchi vicini alla Siria si sono verificate anche tensioni tra i residenti alauiti e i rifugiati siriani sunniti, alcune migliaia, tanto che i profughi sono stati trasferiti in una zona a 200 km dal confine. Anche la politica interna preoccupa Erdogan. Il suo partito raccoglie al momento circa il 50% dei consensi ma la popolarita’ del capo del governo e’ in calo e l’opposizione lo accusa di limitare la liberta’ di stampa e i diritti civili in generale. Oltre a migliaia di curdi sono detenuti nelle carceri turche circa 2.800 giovani accusati quasi tutti solo di aver partecipato ad attivita’ politiche.

Alcune settimane fa il governo e’ stato attaccato anche per le torture a cui sono state sottoposte due musiciste molto conosciute, mentre sono stati condannati a pesanti pene 3 generali dell’ esercito e 200 ufficiali per un golpe ideato nel 2003 e fermato appena iniziato. Forte e’ anche l’ opposizione alla partecipazione turca, diretta o indiretta, alla guerra contro Assad. Questo schieramento comprende minoranze, soprattutto alauiti e curdi, la sinistra e pacifisti. Nelle settimane scorse c’erano state manifestazioni con una buona partecipazione nelle zone vicino alla Siria e mobilitazioni contro la guerra sono arrivate puntuali anche in occasione della crisi attuale: la prima, piccola ad Ankara sotto il parlamento durante il voto della mozione sulle operazioni militari, e’ stata dispersa dalla polizia con gas lacrimogeni, mentre a Istanbul nella serata dello stesso giorno alcune migliaia di persone hanno sfilato in maniera pacifica.

LE VIOLENZE E GLI SCONTRI ARMATI
La settimana era iniziata con violenti combattimenti ad Aleppo dopo il nuovo attacco dei ribelli alla citta’ iniziato il giovedi’ precedente. Gli scontri erano e sono tuttora molto cruenti. Grande spazio sui media e’ stato dato alle devastazioni nello storico suq di Aleppo, del 1.300, dove, soprattutto a causa di incendi, sono andate distrutte 500 attivita’ commerciali. Un incendio doloso attribuito all’ Esercito Libero Siriano ha devastato anche il convento francescano di Sant’ Antonio da Padova dove erano ospitati un ambulatorio medico e un reparto di maternita’.

Il mercoledi’ mattina sempre ad Aleppo quattro attentati rivendicati da Al Qaeda hanno causato decine di vittime e venerdi’ c’e’ stata una condanna del Consiglio di Sicurezza ONU a questi ultimi episodi, notizia che io ho letto solamente sul sito delle Nazioni Unite e non ho trovato su altri mezzi di informazione. In questo clima violentissimo mercoledi’ e’ giunta la notizia delle cinque persone, tra le quali tre bambini, uccise in territorio turco da un colpo di mortaio sparato dalla Siria. Ankara ha risposto subito con bombardamenti uccidendo a sua volta 5 militari siriani e ferendone 15. Questo primo attacco in territorio siriano secondo l’ Unita’ ed altri media e’ stato effettuato dall’ aviazione turca. Altre scaramucce si sono verificate nel fine settima. Giovedi’sera e’ stato votato un documento di condanna dal Consiglio di Sicurezza. La risoluzione approvata scrive di un colpo di mortaio proveniente dal territorio siriano, invita il governo di Damasco a rispettare la sovranita’ territoriale dei paesi vicini e nell’ occasione Ban Ki moon ha chiesto moderazione a entrambi i paesi coinvolti nella crisi.

La Russia aveva bocciato una prima stesura di condanna dell’ episodio dove era scritto “..crisi siriana…. minaccia per la pace mondiale..”. Mentre ha accettato una seconda scrittura dove la guerra in Siria viene definita un pericolo per la pace della regione mediorientale.


INTANTO PROSEGUE LA RICERCA DI UNA SOLUZIONE POLITICA
Le ultime settimane erano state caratterizzate dagli eventi nel mondo islamico dopo l’ assalto all’ambasciata USA di Bengasi e dal dibattito generale all’Assemblea ONU .
La guerra siriana era cosi’ passata in secondo piano, ma in questo periodo di minore attenzione mediatica si e’ cercato ugualmente di tessere rapporti per costruire un uscita politica alla guerra .
Ci sono stati i colloqui di Brahimi, gli incontri del gruppo di contatto regionale proposto dall’Egitto, i movimenti dell’ opposizione interna e all’ Assemblea dell’ ONU tutti i principali paesi hanno espresso la loro posizione sulla crisi. .
Molti di questi eventi sono stati raccontati dai media, anche se non in maniera sufficiente. Io segnalo qualcosa che ritengo interessante ma poco approfondito dall’ informazione.

EGITTO, CENTRALE NEL FRONTE ANTI-ASSAD MA CON UNA POSIZIONE AUTONOMA
L’ Egitto ha una posizione apertamente ostile ad Assad. A fine agosto, all’ Assemblea dei paesi non allineati di Tehran, Morsi ha fermato la proposta iraniana di una mediazione di paesi appartenenti ai nonallineati e nel suo intervento ha definito il governo di Assad un regime oppressivo, provocando l’ uscita dei delegati siriani dall’ aula della assemblea.
Il Cairo ha pero’ differenze rilevanti rispetto ad altri paesi del fronte anti Assad. Morsi inoltre , prima di essere eletto Presidente dell’ Egitto, era leader dei Fratelli Musulmani Egiziani, gruppo affine e di dimensioni piu’ grandi dei Fratelli Musulmani Siriani, perno del CNS, potrebbe avere di conseguenza piu’ influenza sulla crisi di quanto avvenuto finora, essendosi insediato nel suo ruolo di presidente quando il conflitto a Damasco era iniziato ormai da mesi.

LE DIFFERENZE PIU’ IMPORTANTI TRA MORSI E I PAESI OCCIDENTALI E DEL GOLFO.
Finora Morsi si e’ pronunciato in modo netto contro ogni intervento militare straniero. Questa posizione potrebbe essere giudicata di facciata. Ma la dichiarazione egiziana all’ assemblea ONU contro questa eventualita’ e’ arrivata dopo il discorso dell’Emiro del Qatar che aveva sostenuto la legittimita’ di un intervento militare arabo in Siria ed e’ suonata come una bocciatura, almeno momentanea, dell’ ipotesi qatariota.

Inoltre l’ Egitto ha organizzato al Cairo gli incontri del gruppo di contatto regionale comprendente Egitto, Iran, Arabia Saudita e Turchia. Questo tentativo e’ attualmente in difficolta’ per le assenze ripetute di Turchia ed Arabia Saudita. Ma la presenza, voluta da Morsi, dell’ Iran in questo gruppo e’ un segnale di autonomia dagli Stati Uniti che in precedenza avevano impedito a Kofi Annan di invitare Tehran alla Conferenza di Pace a Ginevra e insieme ad Israele avevano abbandonato l’assemblea delle Nazioni Unite prima dell’ intervento del presidente iraniano Ahmadinejad.

Infine Morsi appoggia , verbalmente ma all’ apparenza con sincerita’, il tentativo di mediazione di Brahimi. I paesi occidentali e arabi invece parlano dell’ atteso piano di pace del diplomatico algerino come se questo fosse gia’ fallito con l’inconfessata intenzione di fermarlo sul nascere.

LE MONDE SUL RAPIMENTO DELL’ OPPOSITORE COMUNISTA ABDELAZIZ
Il 20 settembre Abdelaziz Al-Khayer, rappresentante del piccolo Partito d’ Azione Comunista, e’ stato rapito con Ahyah e Tahhan, anch’essi esponenti del CNCCD, nei pressi dell’ aeroporto di Damasco al ritorno da un viaggio a Pechino. Secondo ambienti filogovernativi gli autori del rapimento apparterrebbero all’ opposizione. Ma un articolo di Le Monde da un’ altra versione. Abdelaziz sarebbe stato arrestato dai servizi segreti dell’ aviazione siriana e questo atto avrebbe provocato delle crepe nei rapporti tra Mosca e Damasco.

Abdelaziz aveva incontrato in Cina, insieme a Manna , leader del Coordinamento arrivato da Parigi, il ministro degli esteri cinese Yiechi per chiedere il sostegno di Pechino alla Conferenza per la salvezza della Siria, organizzata dall’ opposizione interna e in programma a Damasco per il 24 settembre.

Questa’ iniziativa era stata annunciata una prima volta per il 14 settembre ma il governo aveva ostacolato l’ evento finche’ la sala di un Hotel di Damasco non e’ stata prenotata direttamente da diplomatici russi che hanno aiutato a tenere la riunione dopo un incontro parigino tra Manna, Abdelaziz e Bogdanov, viceministro degli esteri di Mosca.

La Conferenza rimaneva poco gradita ad una parte consistente dell’ opposizione e ad alcuni ambienti vicini al governo. Quindi il rapimento dei tre esponenti dell’ opposizione, episodio ancora non concluso e non chiarito. Comunque la Conferenza ha avuto luogo il 29 settembre, con la presenza anche di rappresentanti egiziani, algerini, iraniani, cinesi e russi, e si e’ espressa contro ogni intervento straniero, per un processo politico tra siriani che porti alla fine del potere di Assad e per un pieno appoggio al lavoro di Brahimi.

http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=994

domenica 30 settembre 2012

Siria, le notizie della settimana dal 23 al 29 settembre 2012



 A cura di Marco Palombo
 
IN ATTESA DEL PIANO DI PACE DI BRAIHMI
Ludhkar Braihmi, negoziatore per la crisi siriana su incarico di ONU e Lega Araba, aveva preannunciato la presentazione di un suo piano di pace dopo i colloqui che avrebbe avuto in settimana in occasione della inaugurazione della sessione della Assemblea Generale dell’ONU. Lunedi’al Consiglio di Sicurezza ha riferito sul lavoro compiuto fino a quel momento, mentre non sono stati resi noti altri colloqui che probabilmente sono avvenuti nei giorni successivi. Non ci sono stati comunicati ufficiali su quanto e’ stato detto al CdS e sappiamo solo quello che e’ trapelato da fonti diplomatiche. Braihmi avrebbe dichiarato che la situazione siriana e’ sempre piu’ critica, teme che Assad non voglia in questo momento una soluzione negoziata e che,secondo il governo, sono presenti nelle file dell’ opposizione almeno 5.000 combattenti stranieri. Quindi avrebbe espresso pessimismo sulla mediazione. Metto tutto al condizionale perche’non conosco quali fonti abbiamo riferito queste posizioni e diffondere pessimismo sulle possibilita’ del negoziato e’ un comportamento abituale di chi non  vuole una mediazione ma solo una soluzione militare.
 
INTANTO L’ITALIA LAVORA AD ALTRE SOLUZIONI IN MODO SEMI-CLANDESTINO
In settimana ero venuto a conoscenza, tramite il sito del giornale francese Liberation, di un incontro venerdi’ 28 settembre fra i paesi cosiddetti “Amici della Siria”. Nei giorni successivi non avevo letto piu’ niente su questo appuntamento ed anche un piccola ricerca con Google non aveva dato risultati. Ho trovato solo sabato sull’ edizione cartacea de La Stampa poche righe che riferivano su questo incontro, avvenuto ieri a New York e guidato dalla Clinton. Come annunciato il tema e’ stato “la riunificazione dell’ opposizione siriana” e per l’Italia ha partecipato il ministro degli Esteri Terzi.
Altre due riunioni di questo gruppo di paesi sono avvenute il 29 agosto a Roma e il 20 settembre in Olanda. L’ impegno del nostro paese coincide con le attivita’degli altri paesi Nato e delle petromonarchie e su questo percorso non vengono fornite molte informazioni.
 
DIFFICOLTA’ PER IL GRUPPO DI CONTATTO REGIONALE PROPOSTO DA MORSI
Battuta d’ arresto invece per il gruppo di contatto regionale che su proposta del presidente egiziano Morsi comprende Egitto, Iran, Arabia Saudita e Turchia. Dopo un primo incontro al Cairo, ce n’e’ stato un secondo, sempre in Egitto, ma con l’ assenza dell’Arabia Saudita, mentre un nuovo vertice previsto a New York e’ saltato per l’assenza del presidente turco Erdogan.
Se consideriamo che, prima dell’intervento del presidente iraniano all’Assemblea ONU, i rappresentanti USA sono usciti dall’aula, arriviamo facilmente alla conclusione che questa strada non e’ gradita a Washington e quindi non potra’ contare su un impegno convinto di Ankara e Riad.
Morsi nell’ intervento all’Assemblea si e’ dichiarato contrario a un intervento militare straniero, non seguendo quanto detto dall’Emiro del Qatar, ed ha indicato il piano di Braihmi come la strada principale per arrivare alla pace, obiettivo secondo il presidente egiziano che dovrebbe coincidere con una transizione politica a Damasco. Quindi Morsi condivide con i paesi occidentali e del Golfo l’ impegno per cambiare il governo siriano ma ha idee diverse sulla strada da percorrere.
 
GLI INTERVENTI ALL’ASSEMBLEA GENERALE
Sorvolo sugli interventi che hanno confermato le posizioni gia’ note. Segnalo un certo disinteresse di Obama al tema Siria, piu’ preoccupato di quanto possa incidere sulla campagna presidenziale la questione aperta tra Israele ed Iran, e l’ intervento del Qatar che ha parlato esplicitamente di possibile intervento militare dei paesi arabi. Questa dichiarazione e’ stata ridimensionata pero’ dal discorso di Morsi, contrario ad ogni intervento militare straniero, ed anche dall’ intervento della Giordania, paese confinante con la Siria, che ha definito la soluzione politica l’ unica strada da percorrere. Hollande ha confermato le sue posizioni, verbalmente piu’ aggressive degli altri paesi occidentali, ma anche la Francia e’ distratta da un’ altra crisi, quella del Mali, che in questo momento la interessa maggiormente.
 
VOTO AL CONSIGLIO ONU PER I DIRITTI UMANI E CARLA DEL PONTE ENTRA NELLA COMMISSIONE PINHEIRO.
Venerdi’ c’e’ stato il previsto voto sul rapporto della commissione CoI sui diritti umani in Siria. Su 47 paesi membri hanno votato contro Cuba, Cina e Russia e si sono astenuti India, Filippine e Uganda. A meta’ agosto la pubblicazione di questo rapporto aveva avuto un grande impatto mediatico, complice probabilmente anche il momento povero di notizie. La presentazione del rapporto e il voto del consiglio non hanno avuto lo stesso effetto ed hanno occupato meno spazio sui media. Il documento e’ stato criticato da piu’ ambienti perche’ contenente accuse non supportate da prove convincenti e l’ entrata nella commissione di Carla del Ponte, magistrata svizzera conosciuta per i suoi precedenti impegni ’nelle guerre della ex Jugoslavia, sembra confermare la necessita’ di aumentare l’ autorevolezza del lavoro della commisione.
 
NOTIZIE CONTRADDITTORIE SUGLI SCONTRI ARMATI
Negli ultimi giorni sono state segnalate centinaia di persone uccise negli scontri. Lo schema narrato, in gran parte da fonti dell’ opposizione, e’ sempre il solito: l’ esercito cerca di colpire gli insediamenti ribelli attaccando spesso con armi pesanti, ci sono attacchi improvvisi dei gruppi armati dell’ opposizione e atrocita’ da entrambe le parti. Da parte governativa ogni tanto trapela un certo ottimismo che fa temere a qualcuno che Assad speri sempre in una vittoria solo militare. Da mercoledi’ e’ in corso un attacco dell’ opposizione, prima a Damasco e poi ad Aleppo, una combinazione evidentemente programmata. A Damasco un attentato suicida, con l’esplosione di un furgone, ha causato qualche vittima. E’ avvenuto in una zona centrale, ben protetta, vicino ad obiettivi simbolici. Nella stessa giornata di mercoledi’e’ stato ucciso da un cecchino un giornalista televisivo iraniano mentre stava intervenendo sull’ episodio. Giovedi’ l’ attacco ad Aleppo, annunciato da un proclama diffuso da molti grandi media occidentali: “ Stasera Aleppo sara’ nostra “. Ci sono stati scontri durissimi ma gia’ venerdi’ l’ intensita’ dei combattimenti si era ridotta. A Rableh 280 cristiani sono stati sequestrati per 48 ore da gruppi armati dell’ opposizione, sono stati liberati dopo una trattativa e il quotidiano dei vescovi italiani Avvenire ha riportato vistosamente l’ episodio nella prima pagina. Non e’ il primo momento drammatico a Rableh dove vivono alcune migliaia di cristiani.
Ci sono stati segnali di difficolta’ dei ribelli.
Ne ha riferito il Tg3 (che non ha certo simpatia per Assad) e lo stesso attacco ad Aleppo e’ stato annunciato con la frase “Stasera Aleppo sara’ nostra o saremo sconfitti “, un tono diverso dagli abituali proclami di sicura vittoria. Inoltre e’ stata data notizia della defezione di 10 ex militari, tra i quali alcuni ufficiali, che combattevano con l’ESL e a Rableh alcuni sequestratori dei 280 cristiani, dopo le trattative per la liberazione degli ostaggi, sarebbero entrati tra i volontari di Mussalaha.
Non so quanto questi segnali siano casuali o indichino un momento di reale sbandamento delle forze di opposizione armata, comunque credo giusto parlarne perche’sono episodi tutti degli ultimi giorni.
 
INCONTRO A DAMASCO DI UNA CORRENTE DELL OPPOSIZIONE
Circa 20 partiti e forze di opposizione si sono riunite il 23 settembre a Damasco, in presenza degli ambasciatori di Cina, Russia, e Iran e alcuni rappresentanti, egiziani, algerini e di altri pasesi, nonostante l’ assenza dei tre leader del Comitato di Coordinamento delle Forze di Cambiamento Democratico Nazionale, sequesratati due giorni prima sulla strada dell’ aeroporto di Damasco di ritorno da un viaggio in Cina. A questo congresso hanno preso parte 200 membri dei movimenti di opposizione.
Le richieste:1)cambiamento politico verso la democrazia, deciso dai siriani, con i siriani e per gli interessi dei siriani. 2)stop alla violenza da tutte le parti. 3)Sara’ carico di Braihmi organizzare una Conferenza Internazionale per un trasferimento di potere politico senza interferenza straniera. 4)Dialogo con l’altra opposizione ma negoziando solo con il regime per un trasferimento di potere.

http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=958