domenica 17 gennaio 2010

Pacifisti processati per essere entrati nella base Dal Molin. Prof. L'Abate si dichiara correo.

Pacifisti processati per essere entrati nella base Dal Molin. Prof. L’Abate si dichiara correo.

Il prof. L’Abate si dichiara disponibile a ripetere il gesto di Turi e Agnese, penetrati nella base USA Dal Molin in costruzione, qualora i due non siano assolti nel prossimo processo.

E’ stato rinviato (per la terza volta) il processo a Turi Vaccaro e Agnese Priante. I due l’ 11 novembre scorso erano entrati per seminare “semi di pace” dentro la costruenda base USA Dal Molin. Rischiano da 1 a 5 anni di carcere. A Turi ,su richiesta del PM, e’ stato ordinato il divieto di dimora nell’ intera provincia di Vicenza. Quella messa in atto nel giorno di San Martino e’ stata un’ azione nonviolenta che invita tutti a lottare contro la militarizzazione. Alberto L’Abate ha fatto pervenire una “dichiarazione di correita’” che riportiamo.

DICHIARAZIONE DI CORREITA’ di Alberto L’Abate

Il sottoscritto Alberto L’ Abate, nato a Brindisi, e residente a Firenze, dichiara la sua totale solidarieta’ con Turi Vaccaro e Agnese Priante, che il giorno 11 novembre sono entrati nella costruenda base militare di Vicenza (detta Dal Molin), per il bellissimo e simbolico gesto di seminare fiori in un campo destinato, se viene completato, a seminare morti.

Il loro gesto e’ in totale consonanza con la volonta’ della popolazione di quella citta’ che, con manifestazioni varie,con una stragande maggioranza di voti ad un referendum autogestito, e con un ricorso giuridico al Tar della Regione, vinto, ma annullato autoritariamente dal Consiglio di Stato, ha dimostrato concretamente di non volere questo raddoppio di una base militare gia’ esistente che porterebbe a quasi triplicare la gia’ elevatissima presenza di basi militari in quella citta’ (attualmente di 1.326.000 mq).

Il sottoscritto si augura che i giudici che domani mattina (il 15 gennaio – ndr) dovranno giudicare i due imputati per “ingresso abusivo in una zona militare” capiscano l’ alto valore simbolico del loro bel gesto, e li assolvano.

In caso contrario si dichiara disponibile a ripetere il loro gesto, subendo anche lui le conseguenze di una eventuale condanna. Non e’ possibile infatti che si continuino, impunemente, a spendere miliardi e miliardi di euro per strutture di morte, mentre non si spende quasi un euro per strutture di vita (il rapporto stimato tra soldi investiti per la prevenzione dei conflitti armati e quello per fare le guerre e’ di 1 euro per la prevenzione contro quasi 10.000 euro per la guerra).

In due lettere al presidente Obama il movimento nonviolento di Vicenza, con l’ attiva partecipazione del sottoscritto e delle associazioni nonviolente di cui egli fa parte, viene chiesto infatti di interrompere la costruzione della nuova base e di destinare almeno una parte delle strutture gia’ esistenti a dar vita ad una scuola di formazione di Corpi Civili di Nonviolenti Disarmati, quali quelli che il Parlamento Europeo, in sue ripetute delibere (1995,1999,2002), ha considerato indispensabili affinche’ l’ Europa porti avanti una politica di prevenzione dei conflitti armati.

Con l’ auspicio che il gesto di Turi e Agnese serva a risvegliare il desiderio e l’ azione di massa per una prevenzione dei conflitti armati il sottoscritto si dichiara disponibile a considerarsi correo ed eventualmente a ripetere il loro gesto e subire la loro sorte.

Con rispettosi ossequi.

Alberto L’ Abate.

Il professor Alberto L’ Abate e’ un sociologo impegnato nella ricerca per la pace e la nonviolenza ed unisce allo studio l’ impegno in prima persona. Giovanissimo collaboratore di Aldo Capitini, ha operato anche in Sicilia con Danilo Dolci. Si e’ dedicato soprattutto allo studio dei conflitti e della prevenzione delle guerre. Promotore del corso di laurea in “Operazioni di pace,gestione e mediazione dei conflitti” dell’ Universita’ di Firenze, e’ da sempre impegnato nel Movimento Nonviolento, fondato da Aldo Capitini negli anni ’60. Collabora con varie organismi internazionali, compresa l’ ONU.

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