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domenica 23 dicembre 2012

Costituzione egiziana-64% di SI, ma solo il 32% dei votanti.



64% di si alla nuova costituzione egiziana voluta dai Fratelli Musulmani e dal Presidente Morsi, ma, secondo Le Monde, hanno votato solo il 32% degli aventi diritto. Il dato dei votanti è confermato attorno al 30% anche dall' inglese BBC.

marco

ANSA.it
Egitto: Fratelli, approvata Costituzione
Al si' 63,8% dei voti complessivamente nelle due tornate
23 dicembre, 03:12
             
(ANSA) - IL CAIRO, 23 DIC - Il partito dei Fratelli musulmani egiziani, Giustizia e Liberta', ha annunciato in un comunicato che il progetto di nuova Costituzione e' stato approvato dal referendum, col 63,8% complessivo dei si' nelle due tornate. Il voto si e' tenuto in due giorni, il 15 e il 22 dicembre, in zone differenti del paese, a causa della scarsita' di magistrati di controllo, dovuta a un boicottaggio da parte della magistratura.


Egypte : les Frères musulmans annoncent l'adoption de la Constitution
Le Monde.fr avec AFP | 23.12.2012 à 07h38

Les islamistes au pouvoir en Egypte ont affirmé tôt dimanche que leur projet de Constitution, dénoncé par l'opposition, avait recueilli l'approbation de 64 % des votants lors du référendum qui s'est tenu en deux phases, le 15 décembre et ce samedi.

Final results of phases 1&2 of referendum, and after adding expats votes: YES 64% (10,655,332) NO 36% (6,029,617)

Comme samedi dernier, le principal groupe d'opposition, le Front du salut national (FSN), a lui dénoncé des fraudes affirmant dans un communiqué que certaines personnes s'étaient fait passer pour des juges pour superviser le vote.

Les Frères musulmans, dont est issu le président Mohamed Morsi, et le journal officiel Al-Ahram disent faire ces déclarations sur la base des procès-verbaux de presque tous les bureaux de vote ouverts samedi ainsi que des résultats de la première phase du scrutin.

Le taux de participation global avoisine les 32 % d'après les chiffres que la confrérie a posté sur son compte Twitter. Le comité électoral doit annoncer les résultats définitifs d'ici deux jours.

Alors que le projet controversé de Constitution a plongé le pays dans une grave crise politique, le vice-président de la République Mahmoud Mekki a annoncé sa démission et des informations contradictoires circulaient sur celle du gouverneur de la Banque centrale, Farouk al-Oqda.

250 000 policiers et soldats avaient été déployés pour assurer la sécurité durant le vote tandis que l'armée avait positionné des tanks autour du palais présidentiel depuis le début du mois. Le FSN ainsi que des groupes de défense des droits de l'Homme ont convoqué des conférences de presse dimanche pour faire connaître leurs observations sur le déroulement de cette deuxième phase du scrutin.

DÉMISSION DU VICE-PRÉSIDENT

Parallèlement au vote, le vice-président Mahmoud Mekki, un magistrat respecté, a annoncé en début de soirée sa démission, disant avoir "réalisé depuis un moment que la nature du travail politique ne convenait pas à (sa) formation professionnelle de juge". Dans le même temps, la télévision d'Etat a annoncé puis démenti la démission, sans en donner la raison, du gouverneur de la Banque centrale, après des rumeurs ces derniers jours sur son possible départ pour raisons de santé.

Les groupes de défense des libertés affirment que la constitution menace les droits des minorités religieuses et des femmes tout en autorisant les militaires, qui conservent une influence considérable sur la politique, à juger les civils qu'ils estiment "nuisibles" à l'armée.

La division du pays en deux zones de vote a été décidée pour faire face au boycott de nombreux magistrats chargés de superviser le scrutin, en conflit avec le président Morsi qu'ils accusent de porter atteinte à l'indépendance de la justice. L'Egypte connaît depuis la chute de Hosni Moubarak en février 2011 de graves difficultés économiques provoquées en particulier par la chute du tourisme et par l'effondrement des investissements étrangers.

Pour le camp présidentiel, l'adoption d'une nouvelle Constitution doterait enfin le pays d'un cadre institutionnel stable, qui viendrait clore la transition tumultueuse que vit l'Egypte depuis la chute de Moubarak.

Le référendum a été précédé par plusieurs semaines de manifestations qui ont parfois dégénéré en heurts entre adversaires et partisans de M. Morsi et du puissant mouvement dont il est issu, les Frères musulmans. Des affrontements vendredi à Alexandrie, la deuxième ville du pays, ont fait plusieurs dizaines de blessés, et début décembre, huit personnes ont été tuées dans des affrontements au Caire.

Si la victoire du oui se confirme, la nouvelle constitution, rédigée par un conseil dominé par les islamistes et boycotté par les chrétiens et les libéraux, doit entrer en vigueur cette semaine. Elle accordera le pouvoir législatif au Sénat jusqu'à ce qu'un nouveau parlement soit élu pour remplacer l'assemblée qui avait été dissoute en juin. Mais selon des analystes, l'adoption d'une nouvelle Constitution ne devrait pas mettre fin à la crise, en raison de l'ampleur des divisions.


Fonte www.lemonde.fr

martedì 28 agosto 2012

Le proposte dell' Iran e dell' Egitto per la pace in Siria


Summit NAM/ Russia: sostegno a piano Iran per la crisi in Siria


TEHERAN - La Russia appoggia la proposta di mediazione sulla crisi siriana in elaborazione da parte dell'Iran nell'ambito del vertice dei capi di stato del Movimento dei paesi Non Allineati (Nam) di giovedi' e venerdi' prossimi nella capitale iraniana.

"Qualsiasi iniziativa per la soluzione della crisi in Siria al summit di Teheran potrebbe essere un passo positivo per risolvere la crisi stessa da parte del Nam", ha dichiarato Kostantin Shuvalov, inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin al vertice (la Russia non fa parte del Movimento, ma e' stata invitata dall'Iran). Lo riferisce l'ISNA. Decisioni prese dai componenti del Nam, ha affermato ancora il diplomatico russo, e l'incontro ministeriale del Movimento possono portare ad una soluzione politica della questione siriana. Tre giorni fa il ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Salehi, senza fornire dettagli concreti, aveva annunciato che Teheran presentera' una nuova "proposta" sulla Siria, "molto difficile" da rifiutare. Il portavoce del suo dicastero ancora ieri si era limitato a definire "ampia" la proposta. Oltre alla Russia, anche l'Egitto appoggia un ruolo dell'Iran nella soluzione della crisi siriana: l'agenzia Fars News ieri ha sintetizzato dichiarazioni del portavoce della Presidenza egiziana Yasser Ali secondo il quale l'Iran e' un'affidabile "parte della soluzione" della crisi siriana.

Fonte  www.italian.irib.ir

martedì 26 giugno 2012

Dopo gli scontri di Basiano consolati pakistano ed egiziano in Prefettura per dare il loro sostegno ai lavoratori.


Basiano. Non è una vicenda "di provincia"

di Redazione Contropiano

La vertenza al "Gigante" di Basiano diventa un piccolo terremoto nazionale e internazionale. Oggi un nuovo presidio e volantinaggio.

Dopo i pesanti scontri di quindici giorni fa davanti ai cancelli de "Il Gigante" a Basiano, con 20 feriti e altrettanti arresti, e dopo le due manifestazioni del 16 e del 22 giugno, che hanno visto gli stessi lavoratori licenziati alla testa dei due cortei cittadini, si è svolto ieri un tavolo in Prefettura a cui hanno partecipato tutti i soggetti coinvolti nella vertenza, con la presenza "esterna" oltre che della prefettura stessa, anche di rappresentanti della regione e del ministero del Lavoro.L'incontro, pur non risolutivo della vertenza, ha fatto chiarezza su alcuni nodi ancora oscuri e sui termini sindacali e legali all'interno dei quali va necessariamente risolta la questione.

Intanto si sa finalmente con certezza che l'appalto lasciato vacante dal consorzio Alma (per pesanti perdite economiche, hanno dichiarato oggi i suoi rappresentanti) è stato affidato a Italtrans, già presente nell'impianto per ciò che concerneva la questione trasporti e che aveva sub-appaltato alla cooperativa Bergamasca (quella del pullman dei crumiri, per capirci) una parte delle operazioni di facchinaggio.

Ma soprattutto (e questa è senz'altro la nota più positiva della mattinata) la Prefettura e il Ministero del Lavoro hanno apertamente seguito le tesi del SI.Cobas in merito agli obblighi contrattuali dell'azienda subentrante (art. 42 bis, comma 3bis del CCNL Trasporto merci e logistica) ) in tema di cambi d'appalto e cioè quello di dover rilevare tutti gli operai impiegati presso l'appalto stesso prima del cambio.

Gli incontri fra le parti a cui il tavolo di oggi ha rimandato, dovranno quindi tenere conto di questa norma inderogabile.

Pur sapendo che le trattative istituzionali, nella maggioranza dei casi, si traducono solo in una generica dichiarazione in merito ad altrettanto generici diritti dei lavoratori, il posizionamento delle parti chiamate oggi a discutere hanno senz'altro frapposto ostacoli concreti alla manovra del Gigante e di Italtrans di avviare una procedura volta a sostituire gli operai di Alma con altri lavoratori ben più ricattabili e a più basso costo come quelli inquadrati nella cooperativa Bergamasca.

Ed è per questo che, ulteriormente rafforzati nella convinzione di aver intrapreso un percorso chiaro e lineare, e che gode persino del sostegno della legislazione in vigore, gli operai di Basiano hanno deciso di tornare quotidianamente davanti ai cancelli (a partire da oggi martedi 26 giugno) con l'intento di comunicare a tutti gli operai di Bergamasca attualmente al lavoro, la propria piattaforma, invitandoli a unirsi alla lotta ed abbandonare la logica di guerra fra poveri voluta dai padroni

Un'ultima nota riguarda il coinvolgimento dei consolati pakistano ed egiziano, che, dopo i contatti dei giorni precedenti, si sono presentati in Prefettura per avere informazioni sul corso della vertenza e dare il proprio sostegno ai lavoratori. Domani alle 12,30, con le stesse delegazioni si svolgerà un incontro congiunto presso la sede del SI.Cobas, in cui approfondire la disamina della situazione e valutare possibili iniziative finalizzate a pressionare i soggetti in campo affinchè realizzino le misure necessarie al reintegro dei licenziati e alla risoluzione delle questioni penali a carico dei 20 operai picchiati ed arrestati, ancora soggetti a diverse misure cautelari. Terremo tutti informati sulle iniziative pubbliche che necessariamente verranno intraprese nei prossimi giorni.


Fonte  http://www.contropiano.org/