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venerdì 17 agosto 2012

Appello ai media:Taranto-Ilva,l' Italia deve sapere


Taranto

ILVA: l'Italia deve sapere

appello ai media per una corretta e completa informazione.
Ulteriori adesioni a: olivier.turquet@gmail.com
17 agosto 2012 - Olivier Turquet
Fonte: http://www.pressenza.com - 17 agosto 2012

Agosto è un momento classico dove l'attenzione agli eventi declina inevitabilmente. Ma non è il caldo torrido di questo agosto che ci preoccupa. Ci preoccupa che la vicenda di Taranto venga compresa in tutti i suoi aspetti e che i cittadini italiani siano informati su quello che sta succedendo.
In questo senso chiediamo a noi stessi come persone implicate nell'informazione e nella società civile, e a tutti i media, il cui dovere è dare gli elementi di giudizio ai loro lettori:

  • la più ampia informazione sull'azione della magistratura
  • il resoconto delle posizioni in campo sui problemi della salute, dell'occupazione e della qualità della vita di quella martoriata città
  • la massima informazione sugli elementi tecnici della questione dell'ILVA e sulle sue possibili soluzioni
 Dobbiamo purtroppo sottolineare che questi elementi essenziali sono stati spesso disattesi in questi giorni da molti mezzi di informazione e, sopratutto, dagli stessi attori della questione che hanno rilasciato dichiarazioni e diffuso notizie inesatte o evidentemente errate.

Vorremmo anche denunciare una campagna di discredito dell'azione della Magistratura; alla Magistratura di Taranto, al suo attento e scrupoloso operato vanno la nostra solidarietà e il nostro rispetto; vorremmo manifestare, come persone, la nostra vicinanza alla gente di Taranto, in particolare a chi ha perso una persona cara, a chi è malato, a chi teme per il suo posto di lavoro come per la vita dei suoi figli.

Chiediamo al Governo di riflettere sugli eventi in corso e di lavorare, nel più breve tempo possibile, per una soluzione che abbia come priorità la difesa della salute, il diritto a un lavoro degno e non pericoloso, la qualità della vita urbana, il rispetto e la cura dell'ambiente.

Primi firmatari:

Olivier Turquet, Italia, caporedattore di Pressenza, www.pressenza.com
Pia Figueroa, Cile, Direttrice di Pressenza, www.pressenza.com
Mao Valpiana, Italia, Direttore di "Azione nonviolenta"
Silvia Cattori, Svizzera, giornalista indipendente, www.silviacattori.net
Biagio De Marzo, Italia, presidente dell'associazione "ALTAMAREA contro l'inquinamento - Coordinamento di cittadini,  associazioni e comitati di volontariato sanitario, ecologista, civico e sociale della provincia di Taranto".
Laura Tussi, Italia, giornalista e docente, PeaceLink
Fabrizio Cracolici, Italia, PeaceLink
Gruppo Comunicazione di Per Una Lista Civica Nazionale www.perunalistacivicanazionale.it

venerdì 9 marzo 2012

Bonelli, poco dopo l'annuncio della sua candidatura a sindaco di Taranto, interviene su incidente all' Ilva.


Bonelli candidato sindaco a Taranto

MILANO - ( a. f. ) «Ho deciso: mi candido a sindaco di Taranto». Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, annuncia la sua discesa in campo alle amministrative. E spiega: «Da anni mi occupo della vicenda ecologica di Taranto. E ho ricevuto adesso un appello da un gruppo ambientalista, che segue da molto tempo il dramma tarantino legato all' inquinamento. Mi hanno chiesto, spiazzandomi, di candidarmi a sindaco. Ci ho riflettuto molto, e alla fine ho deciso di accettare». L' esponente verde sarà sostenuto da un' alleanza civica ed ecologista. E non ci saranno sigle di partito. Infine, per il progetto, Bonelli spiega che intende ispirarsi a quello di Pittsburgh: «Lì hanno chiuso le fabbriche di acciaio, è vero. Ma la città è rinata. Ed oggi è tra le più vivibili al mondo».


Fonte  www.corriere.it


Poco dopo l'annuncio ufficiale della propria candidatura a Sindaco di Taranto, sostenuto da una alleanza civica ed ecologista, Bonelli interviene a proposito di un incidente ad un trasformatore dell' Ilva.


COMUNICATO STAMPA

TARANTO: ILVA; BONELLI (VERDI), SU INCIDENTE A TRASFORMATORE ILVA INDAGA EUROPA
DOPO ESPOSTO IN PROCURA INDAGINI COMMISSARIO AMBIENTE UE DOPO SEGNALAZIONE ARIA PULITA

"Dopo l'esposto presentato in Procura adesso sull'incidente al trasformatore dell'Ilva che ha riguardato 38 tonnellate di olio minerale composto di idrocarburi naftenici e paraffinici indaga anche il Commissariato all'Ambiente dell'Unione Europea i cui uffici hanno chiesto approfondimenti alle autorità italiane sulle autorizzazioni rilasciate". Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi e candidato a sindaco di Taranto Angelo Bonelli ha reso noto la risposta dal Commissariato all'Ambiente dell'Unione europea a cui Aria pulita per Taranto aveva inviato una segnalazione nelle ore in cui una nube densa e altissima investiva la città.

"Il liquido oggetto dell'incidente è confluito nel sistema fognario disperdendosi in mare - prosegue il leader ecologista -. Si tratta di una circostanza estremamente preoccupante perché lo sversamento riguarda sostanze cancerogene e mutagene cui il ministero dell’Ambiente attribuisce effetti nocivi per la salute pubblica. Gli idrocarburi paraffinici e naftenici possono provocare il cancro, alterazioni genetiche ereditarie e sono nocivi per i polmoni in caso di ingestione".

"Aria pulita e i cittadini si sostituiscono alle istituzioni che avrebbero il dovere di tutelare il diritto alla vita, alla salute pubblica e all’ambiente ma che ma che, al contrario, mostra un atteggiamento ambiguo e inefficace, divenuto ancora più insopportabile alla luce delle gravi emergenze che investono il territorio jonico - conclude Bonelli -. Le misure da adottare per restituire un futuro a Taranto non possono ammettere ulteriori ritardi né esitazioni".
Ecco la traduzione della della lettera del delegato Thomas L.W. Verheye (Commissariato Ambiente Ue)
“L’impianto Ilva di Taranto è stato oggetto di reclami nel passato e la Commissione sta seguendo molto da vicino questa situazione. Essendo un impianto siderurgico, è sottoposto alla direttiva IPPC del 2008 e, in considerazione della grande quantità di sostanze prodotte, anche alla Direttiva Seveso (96/82/EC). In questo contesto, abbiamo richiesto approfondimenti presso le autorità italiane per conoscere le autorizzazioni rilasciate, le circostanze e le relative misure adottate dalle autorità competenti a seguito del verificarsi del suddetto incidente”.
Roma, 9 marzo 2012

sabato 18 febbraio 2012

Taranto "Diossina come l'Eternit", la folla assedia il tribunale.

Da Repubblica del 18 febbraio:

"Diossina,l'Ilva come l' Eternit", a Taranto la folla assedia il Tribunale.

Taranto-Tra la folla spunta un cartello:"L'Ilva e' come l' Eternit".Un ragazzo urla:"Beviamo latte alla diossina".

Erano centinaia ieri i cittadini che hanno manifestatato fuori dal Tribunale di Taranto, dove si e' svolto l' incidente probatorio nell'ambito dell' inchiesta sulle emissioni di sostanze tossiche delle accierie Ilva.

Presente alla protesta anche Bill Emmott, ex direttore dell'Economist insieme ad una troupe televisiva.
Nell'udienza a porte chiuse, i quattro consulenti chimici nominati dal gip Patrizia Todisco hanno esposto i risultati delle analisi avviate nel novembre 2010 e durate un anno. Nel procedimento sono indagati per disastro doloso e colposo e altri cinque reati, cinque dirigenti dell' industria siderurgica.

Questa invece una scheda dal sito dell' Associazione PEACELINK che ha denunciato il caso del pecorino alla diossina


Una catena umana per sostenere la magistratura
Taranto capitale della diossina: comincia in Tribunale l'esame della maxiperizia

Il 27 febbraio 2008 PeaceLink portava in Procura gli esami di laboratorio sulla diossina nel pecorino. Il 17 febbraio 2012 comincia l'esame della maxiperizia commissionata dalla Procura di Taranto che individua nell'Ilva la sorgente della diossina. E' morto con un tumore al cervello il pastore da cui PeaceLink prese il pecorino contaminato da diossina

16 febbraio 2012 - Associazione PeaceLink
PECORINO ALLA DIOSSINA
Il 27 febbraio 2008 PeaceLink portò in tribunale un esposto con i
risultati delle analisi di laboratorio sul pecorino contaminato dalla
diossina. Si veda
http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/25341.html
Cominciava un percorso difficile, ripido e pieno di ostacoli. Oggi
possiamo dire che ne è valsa la pena. Ripetevamo spesso "nulla sarà come prima". E così è stato.


TARANTO CAPITALE NAZIONALE DELLE EMISSIONI INQUINANTI
Taranto, capitale nazionale della diossina, chiede adesso giustizia. Dopo che per anni lo Stato italiano ha omesso di fare quello che l'Europa
chiedeva (http://www.peacelink.it/editoriale/a/30355.html). Dopo leggi ad aziendam e scandalosi silenzi. Dopo un'incredibile catena di cose non fatte e di prescrizioni non osservate (http://tinyurl.com/75e6ryw).La diossina a Taranto è la storia di un segreto nascosto all'opinione pubblica ed emerso grazie all'impegno civile dei cittadini
(www.tarantosociale.org/tarantosociale/docs/2458.pdf).

UN CASO SOTTO I RIFLETTORI NAZIONALI
Adesso finalmente lo scandalo è venuto allo scoperto. Taranto è sotto i
riflettori nazionali. E lotta in nome di tutte le vittime
dell'inquinamento. E' il simbolo dell'Italia inquinata che chiede
giustizia. Il desiderio di legalità e di giustizia rinasce dalla città più inquinata d'Italia e si fa impegno civile per tutta la nazione.

MAXIPERIZIA SULL'ILVA: DIBATTITO IN TRIBUNALE
Il 17 febbraio, tre anni dopo quell'esposto di PeaceLink, si avvera il
sogno di poter chiedere giustizia. La maxiperizia sarà discussa in
tribunale. Verrà finalmente avviato il percorso per accertare la verità su chi ha inquinato. La maxiperizia richiesta dal GIP Patrizia Todisco individua, oltre alla diossina, anche un mix di emissioni inquinanti che non ha eguali in Italia per varietà e quantità. Un'enciclopedia di veleni che l'Arpa Puglia ha quantificato negli ultimi anni offrendo una finestra di conoscenza in passato negata.

CATENA UMANA DI SPERANZA
Attorno al tribunale, simbolo della giustizia e della legalità, si
stringeranno idealmente tutti i tarantini che hanno una speranza. Con la voce del silenzio giungerà un forte sostegno alla magistratura. Attorno al tribunale una catena umana abbraccerà gli allevatori. La città li sosterrà, fino alla vittoria.

PER NON MORIRE DI INQUINAMENTO

Una notizia ci ha rattristati in questa nostra lunga lotta. E' morto con un tumore al cervello il pastore da cui PeaceLink prese il pecorino contaminato da diossina.Stop diossina