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sabato 12 febbraio 2011

Algeria, manifestazioni,con scontri,per liberta' e cambiamento del regime.

Algeri, la protesta in piazza
si chiede "democrazia e libertà"Nonostante il divieto della polizia, i manifestanti stanno confluendo in piazza Primo maggio. La città presidiata dalle forze dell'ordine. Primi arresti
ALGERI - Sale la tensione nella capitale algerina. La polizia stamattina ha compiuto fermi nel centro di Algeri dove, nonostante il divieto delle autorità, si sono riuniti i manifestanti. E ci sono stati anche degli scontri quando un corteo di circa duemila persone è riuscito a sfondare un cordone formato da agenti di polizia in tenuta anti-sommossa. Le forze dell'ordine erano state dispiegati nelle strade della capitale già molto prima della manifestazione dell'opposizione di oggi nella capitale. Al-Arabiya ha ricordato che giovedì scorso il quotidiano locale 'Echorouk' aveva parlato di 25 mila uomini delle forze dell'ordine impiegati.

La protesta di oggi è stata definita come la "giornata della svolta". Sindacati, partiti d'opposizione e associazioni, hanno lanciato un appello a manifestare per reclamare "democrazia e libertà" ma anche "un cambiamento del regime". Due leader dell'opposizione algerina sono scesi in piazza Primo Maggio ad Algeri unendosi ai manifestanti, circondati dalle forze di sicurezza, presenti in modo massiccio. Si tratta di Ali Yahia Abdenour, ottantenne presidente della Lega algerina per i diritti umani, e di Said Sadi, leader del Raggruppamento per la cultura e la democrazia (Rcd).

Fonte www.repubblica.it

martedì 1 febbraio 2011

Algeria, ondata di scioperi in tutto il paese

I settori interessati vanno dall'amministrazione pubblica, all'università fino ai disoccupati. Tutti a chiedere migliori condizioni di vita
Scioperi e proteste di infermieri, studenti, impiegati ma anche del Collettivo dei disoccupati del Sud sono in programma per i prossimi giorni in diverse zone dell'Algeria, mentre ieri gli abitanti di due villaggi della Cabilia hanno bloccato le strade nazionali. A Bouira e Oumaadane, vicino a Bejaia, gli abitanti sono scesi in strada per protestare contro lo stato di degrado in cui vivono e reclamare l'allaccio del villaggio a gas ed elettricità, ma anche strade praticabili.

Intanto, prosegue lo sciopero degli impiegati della Banca Bdl, in segno di solidarietà con un agente della sicurezza dell'agenzia che domenica ha tentato di darsi fuoco insieme alla figlia portatrice di handicap. Ad Algeri, il Sindacato dei paramedici (Sap), ha annunciato che da oggi gli infermieri daranno vita ad uno sciopero di due giorni per rivendicare un nuovo statuto e aumenti salariali. Dall'8 febbraio partirà poi uno sciopero a tempo indeterminato dal momento che il ministero della Salute non ha mantenuto le promesse di nuove misure entro la fine del 2010.
Gli studenti universitari manifesteranno invece oggi a Tizi Ouzou, capoluogo della Cabilia, per denunciare "la condizione disastrosa" delle università algerine. Il personale del settore dell'istruzione ha annunciato un sit in davanti al ministero dell'Educazione il 14 febbraio mentre il 6 febbraio il Collettivo dei disoccupati del Sud si riunirà davanti al ministero del lavoro

Fonte www.peacereporte.it

lunedì 31 gennaio 2011

Algèrie: marches interdites dans la capitale

Le ministre de l’Intérieur Dahou Ould Kablia a réaffirmé l’interdiction de toute marche pacifique dans les rues d’Alger, pour des « raisons de sécurité ». Pourtant la « Coordination nationale pour le changement et la démocratie » ( qui rassemble des syndicats autonomes, des associations et des militants politiques et des droits de l’homme) a prévu de manifester samedi 12 février pour revendiquer notamment la levée de l’état d’urgence. Et avant elle, des chômeurs veulent aussi battre le pavé. Les jours qui viennent s’annoncent agités.

Si l’on en juge par les moyens humains et matériels importants dont dispose aujourd’hui la police algérienne, il est presque impossible de braver l’interdiction de manifester. Toute tentative se transforme automatiquement en une épreuve de force.

Pour le moment, on ne voit pas d’alternative à ce bras de fer, dit-on, dans l’entourage des organisateurs nullement découragé par des défections dont celle du FFS, Front des forces socialistes. Le plus vieux parti d’opposition estime, grosso modo, que les conditions ne sont pas réunies et plaide pour davantage de concertation.

Deux nouveaux cas de tentative d’immolation par le feu ont été signalés samedi dont celle d’un salarié dont le contrat de travail n’a pas été renouvelé. Dans cet ordre d’idées, un «comité national de défense des droits des chômeurs» (fraîchement constitué et dont ignore pour le moment la composante) veut organiser un rassemblement le 6 février prochain pour réclamer notamment du travail au profit des chômeurs du Sahara.

Avec la marche du 12 février, maintenue malgré son interdiction, les jours qui viennent s’annoncent plutôt agités.

RFI.

martedì 11 gennaio 2011

Algeria:dichiarazione del Partito Socialista dei Lavoratori (PST)

Tipaza Algeri Oran Djelfa Batna Béjaïa Chlef Bordj… le sommosse che si estendono attraverso il paese sottolineano il fallimento della politica seguita da molti decenni e confermano che la scelta del liberismo contraddice la presa in carico delle necessità elementari delle masse popolari.

Ovunque, i giovani hanno espresso la loro rabbia di fronte all'aumento dei prezzi dei prodotti di base, hanno urlato il loro bisogno di alloggi, hanno mostrato la loro disperazione dinanzi alla penuria di posti di lavoro, hanno palesato la tristezza di una vita senza svaghi, in un paese prigione che l'Europa proibisce loro di lasciare, in una società bloccata, in crisi. Una gioventù così povera in un paese così ricco, ha anche gridato il suo odio verso le nuove classi di arricchiti, il suo rifiuto della corruzione, il suo rifiuto dell'umiliazione e la loro determinazione contro la repressione.

La tradizione della rivolta non è nuova. Baraki e Diar Echems risuonano ancora delle battaglie per la casa. Da molti mesi l'insoddisfazione ribolle. Nei litigi perl'introvabile brik di latte, nella ricerca di una panetteria aperta, si manifestava la propria collera dinanzi ai miliardi rubati, dinanzi ai regali principeschi fatti agli emiri del golfo, ai burocrati algerini o ai signori dell'Europa, tutti, dispensati dalle imposte.

All'origine dell'esplosione, c'è l'aumento dello zucchero, dell'olio e dei prodotti alimentari. Lo spettacolo della legittima sommossa dei giovani della Tunisia ha certamente ispirato Bab el Oued ed Oran. Il modo in cui è stata gestita la distribuzione degli alloggi sociali ha ravvivato l'odio verso la corruzione. Ci chiedono di aspettare ma vediamo alcuni che si arricchiscono senza aspettare.

Gli aumenti salariali ottenuti nel settore pubblico dopo anni di lotte, scioperi, repressione, sono ridicoli per i livelli più bassi, vale a dire per la maggioranza. E questi aumenti non sono ancora attuati ovunque e sono già mangiati dai prezzi più elevati. E i lavoratori privati hanno visto aumenti solo in casi eccezionali.

Tutte i nostri contratti collettivi devono comprendere la scala mobile dei salari: quando i prezzi aumentano il salario deve aumentare altrettanto!

Il valore del dinar è diminuito di venti volte dal 1994, così da offrire quasi gratuitamente gli operai algerini agli investitori. Si proclama la nuova religione della libertà del mercat, ma su ordine del FMI, si è per decreto abbassato il dinar mentre si liberano i prezzi!


Ritorno ai prezzi imposti dallo Stato per tutti i prodotti di base.

I proventi del petrolio vengono destinati a megaprogetti, ma i nostri vecchi sono stati impoveriti ed i nostri giovani non hanno lavoro. Agli uomini d'affari delle grandi potenze piace l'Algeria dei grandi contratti mentre i nostri giovani fuggono su imbarcazioni di fortuna.ILa svolta patriottica tanto annunciata è contraddetta sul campo dai doni per gli Emirati Arabi Uniti e dalle promesse agli europei. Dobbiamo cambiare radicalmente la nostra politica!

I nostri investimenti debbono essere finalizzati allo sviluppo per soddisfare i bisogni della gente: casa, occupazione, salute, trasporti, formazione.
Si rimprovera ai nostri giovani la loro violenza disperata. Ma il potere non lpermette altri modi per essere ascoltati quando al sindacato degli scalpellini è negato il contratto, quando non viene consentito un seminario sulla violenza contro le donne, quando i cortei e gli scioperi subiscono il manganello e la repressione.

Per la libertà di espressione, di organizzazione, di manifestazione e di sciopero!

Algeri, 6 gennaio 2011